Art. 1418 c.c. — Cause di nullità del contratto

[1]Il contratto e' nullo quando e' contrario a norme imperative, salvo che la legge disponga diversamente.

[2]Producono nullita' del contratto la mancanza di uno dei requisiti indicati dall'art. 1325, l'illiceita' della causa, l'illiceita' dei motivi nel caso indicato dall'art. 1345 e la mancanza nell'oggetto dei requisiti stabiliti dall'art. 1346.

[3]Il contratto e' altresi' nullo negli altri casi stabiliti dalla legge.

Testo vigente dal 4 aprile 1942

Corte di cassazione

61 pronunce che riguardano l’art. 1418 c.c., dalle Rassegne del Massimario e dalle pronunce segnalate.

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 23630/2026

    21 luglio 2026

    La cosiddetta clausola di salvaguardia, in quanto preordinata a tutelare la validità della pattuizione contrattuale con la quale sono stati convenuti interessi moratori a tasso variabile nell'eventualità del superamento del tasso-soglia di cui all'art. 2, comma 4,della l. n. 108 del 1996, in conseguenza di fluttuazioni successive alla stipula del contratto, non può valere a elidere la nullità della pattuizione di un tasso che, sin dal momento della conclusione del contratto, è illecito in ragione del superamento del menzionato tasso soglia.

    Art. 1418 c.c. · Art. 644 c.p. · Art. 2 Disposizioni in materia di usura · Art. 1218 c.c.

    Rassegna di luglio 2026, p. 48

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 23739/2026

    21 luglio 2026

    Nel contratto di assicurazione, la clausola che prevede la decadenza dal diritto all'indennizzo dell'assicurato che abbia ammesso la propria responsabilità è nulla sia in quanto impone allo stesso di tenere una condotta - dichiarare il falso o tacere il vero per conservare la prestazione contrattuale - palesemente contraria ai principi inderogabili di correttezza e buona fede, di cui agli artt. 1175 e 1375 c.c., i quali costituiscono criterio legale di determinazione della prestazione che forma oggetto del rapporto obbligatorio, in funzione della sua conformazione all'interesse creditorio, sia per contrarietà agli obblighi di salvataggio sanciti dalla norma di ordine pubblico di cui all'art. 1914 c.c., inducendo l'assicurato a resistere temerariamente nel giudizio proposto dal danneggiato, così esponendolo anche alle conseguenze della mora in termini di superamento del massimale.

    Art. 1418 c.c. · Art. 1175 c.c. · Art. 1914 c.c. · Art. 1375 c.c.

    Rassegna di luglio 2026, p. 85

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 23391/2026

    17 luglio 2026

    In tema di nomina a segretario comunale e provinciale, permanendo anche nella disciplina di cui al d.lgs. n. 267 del 2000 (TUEL), la caratteristica della non coincidenza tra l'amministrazione che ne utilizza le prestazioni, l'Ente locale - cui spetta in via esclusiva adottare, nell'esercizio della sua capacità di diritto privato, l'atto, di natura negoziale, di nomina del segretario - con quella datrice di lavoro, da individuarsi nel Ministero dell'interno, quale successore dell'Agenzia autonoma per la gestione dell'Albo dei Segretari Comunali e Provinciali, quest'ultimo deve ritenersi legittimato, in tale veste, a far valere la carenza dei requisiti per la nomina previsti dalla contrattazione collettiva, cui la norma primaria espressamente rimanda, trattandosi di atto nullo per violazione di norme imperative ex art. 1418, comma 1, c.c., e, dunque, improduttivo di effetti.

    Art. 1418 c.c. · Art. 99 Testo unico sull'ordinamento degli enti locali

    Rassegna di luglio 2026, p. 107

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 22093/2026

    27 giugno 2026

    Il divieto per il notaio di ricevere atti nulli sussiste solo quando la nullità dell'atto sia inequivoca ed indiscutibile, in tal senso dovendosi intendere l'avverbio "espressamente" di cui all'art. 28 l. n. 89 del 1913, cosicché tale divieto si riferisce a contrasti dell'atto con la legge che risultino in termini inequivoci, sebbene la sanzione della nullità derivi solo dalla disposizione generale dell'art. 1418, comma 1, c.c., purché sia frutto di un consolidato orientamento giurisprudenziale o dottrinale. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva riconosciuto la responsabilità disciplinare del notaio, in relazione all'inserimento, in un atto di costituzione di s.r.l.s., di una clausola non contemplata dal modello standard ministeriale, la cui nullità era stata affermata sulla base di una circolare del Ministero dello Sviluppo Economico e di uno studio del Consiglio Nazionale del Notariato, senza che si fossero ancora formati, o fossero già stati emanati, univoci orientamenti dottrinali e precedenti giurisprudenziali di legittimità).

    Art. 1418 c.c. · Art. 2463-bis c.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 111

Tutte le 350 massime su questo articolo nel Massimario, con la Corte costituzionale

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, novembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte); e pronunce segnalate sul suo sito.

Corte costituzionale

L’articolo non è mai stato in discussione davanti alla Corte: è servito da metro per giudicarne altri.

  • Ordinanza n. 95/2023

    Parametro
    12 maggio 2023

    dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 20, commi 2 e 9, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, recante «Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g), h), l) m), n), o), q), r), s) e z), dell…

    Art. 20 Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 · Art. 16 TU pubblico impiego · Art. 2 TU pubblico impiego · Art. 17 Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche

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  • Ordinanza n. 420/2007

    Parametro
    5 dicembre 2007

    dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 346, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria per il 2005), sollevata, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Torino, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso, in Roma…

    Art. 24 cost. · Art. 663 c.p.c. · Art. 2 Testo unico l'imposta di registro · Art. 3 Testo unico l'imposta di registro

    Leggi la pronuncia
  • Ordinanza n. 77/1976

    Parametro
    8 aprile 1976

    dichiara manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 11, comma sesto, della legge 24 dicembre 1969, n. 990 (assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti), e dell'art. 67 del d.P.R. 24 novembre 1970, n. 973 (regolamento di esecuzione della predetta legge), sollevate con le…

    Art. 11 Assicurazione obbligatoria della responsabilita' civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti · Art. 1325 c.c. · Art. 1418 c.c. · Art. 2 cost.

    Leggi la pronuncia
Pronunce che lo citano (4)

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

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Citate insieme nelle massime

Le norme che le massime della Cassazione e della Consulta indicano accanto a questa nei riferimenti normativi.

Richiamate nel testo

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Rinviano a questo articolo

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Approfondimenti

Dai lavori con cui il legislatore illustrò la norma: una fonte d’epoca, non un commento attuale.

  • Oltre che nei casi di mancanza di requisiti essenziali, il contratto è nullo quando viola una norma imperativa della legge, quando la causa è illecita, quando i motivi sono illeciti nel caso dell'art. 1345, quando l'oggetto è impossibile, illecito, non determinato nè determinabile (art. 1418). La violazione delle norme imperative della legge è ricordata quale ragione autonoma di nullità del contratto per comprendere anche le ipotesi che potrebbero non rientrare nel concetto di causa illecita. La precisazione risolve altresì la dibattuta questione circa gli effetti della violazione di una norma imperativa in cui non sia espressamente comminata la sanzione di nullità del vincolo: è normale l'effetto dirimente, ma sempre quando la volontà della legge non possa indirizzare a conseguenze diverse. Non si ha nullità del contratto se l'anormalità che la legge vuole colpire non incide sul complesso del vincolo: così quando essa riguarda una parte di contratto o di una clausola senza cui i contraenti avrebbero ugualmente costituito il rapporto (articolo 1419, primo comma); così quando la norma giuridica si sostituisce di diritto alla clausola nulla (art. 1419 secondo comma) o quando, nei contratti plurilaterali rivolti a realizzare uno scopo comune, la nullità colpisce solo il vincolo di un soggetto la cui partecipazione al rapporto non possa ritenersi essenziale (art. 1420). In tutti codesti casi la tendenza a conservare il contratto ha consigliato di applicare il fondamentale principio utile per inutile non vitiatur.

    Relazione del Ministro Guardasigilli al Codice civile (1942), n. 649

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Le versioni storiche sono pubblicate solo per alcune raccolte di atti, e quella da cui viene questo atto non è fra quelle. Stiamo recuperando la multivigenza atto per atto: quando arriva, qui compare la storia completa con le date.

urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262~art1418 · fonte del testo