Art. 1419 c.c. — Nullità parziale

[1]La nullita' parziale di un contratto o la nullita' di singole clausole importa la nullita' dell'intero contratto, se risulta che i contraenti non lo avrebbero concluso senza quella parte del suo contenuto che e' colpita dalla nullita'.

[2]La nullita' di singole clausole non importa la nullita' del contratto, quando le clausole nulle sono sostituite di diritto da norme imperative.

Testo vigente dal 4 aprile 1942

Corte di cassazione

15 pronunce che riguardano l’art. 1419 c.c., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 21332/2026

    23 giugno 2026

    Nei contratti di mutuo, allorché il tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario superi, nel corso dello svolgimento del rapporto, la soglia dell'usura, come determinata in base alle disposizioni della l. n. 108 del 1996, non si verifica la nullità o l'inefficacia della clausola contrattuale di determinazione del tasso degli interessi in misura non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula, né la pretesa del mutuante di riscuotere gli interessi secondo il tasso validamente concordato può essere qualificata, per il solo fatto del sopraggiunto superamento di detta soglia, come contraria al dovere di buona fede nell'esecuzione del contratto.

    Art. 1419 c.c. · Art. 1339 c.c. · Art. 1375 c.c. · Art. 1815 c.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 60

  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 21060/2026

    21 giugno 2026

    In tema di concessioni di derivazione di acque pubbliche, il pagamento del canone o dell'addizionale e dei relativi accessori non è esigibile qualora sia mancata l'effettiva fruizione della stessa da parte del concessionario, a causa dell'impossibilità di funzionamento dell'impianto dovuta a eventi a lui non imputabili, ivi compreso l'impedimento alla derivazione conseguente alla condotta ostativa o ostruzionistica di altra pubblica amministrazione, e ciò vale anche in presenza di una clausola del disciplinare di concessione che preveda la corresponsione del canone pure in tale ipotesi, risultando tale clausola invalida ex art. 1322 c.c. per la non meritevolezza dell'interesse perseguito, in quanto contrastante con i principi generali dell'ordinamento desumibili dall'art. 41 Cost. e con quelli di economicità vigenti in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia.

    Art. 1419 c.c. · Art. 41 cost. · Art. 97 cost. · Art. 1322 c.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 14

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 20853/2026

    19 giugno 2026

    In tema di arbitrato, la clausola compromissoria costituisce un contratto ad effetti processuali a sé stante ed autonomo rispetto a quello nel quale è inserita, sicché la sua validità deve essere valutata indipendentemente da quella del contratto che la contiene.

    Art. 1419 c.c. · Art. 1418 c.c. · Art. 808 c.p.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 97

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 20491/2026

    17 giugno 2026

    Il rapporto di lavoro degli insegnanti delle scuole comunali deve essere assoggettato, anche ai fini retributivi, al c.c.n.l. del comparto Regioni e Autonomie Locali e non a quello del comparto della Scuola statale, poiché nel rapporto di lavoro pubblico contrattualizzato l'attribuzione di un trattamento economico è riservata al contratto collettivo del comparto di appartenenza correttamente applicabile, senza alcun potere dispositivo per il datore di lavoro; ne consegue che un Comune non può validamente estendere a detti insegnanti emolumenti propri del trattamento retributivo previsto per il comparto della Scuola statale, i quali non possono perciò costituire la base di calcolo dell'indennità premio di servizio di cui all'art. 2 della l. n. 152 del 1968, senza che possano rilevare in proposito trattamenti economici di miglior favore previsti da una contrattazione integrativa non conforme a quella del comparto di appartenenza e pertanto, in parte qua, nulla.

    Art. 1419 c.c. · Art. 40 TU pubblico impiego · Art. 7 TU pubblico impiego · Art. 2 TU pubblico impiego

    Rassegna di giugno 2026, p. 208

Tutte le 96 massime su questo articolo nel Massimario

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, settembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte).

Corte costituzionale

L’articolo non è stato oggetto di questioni: compare nel testo di queste pronunce.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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Citate insieme nelle massime

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  • Oltre che nei casi di mancanza di requisiti essenziali, il contratto è nullo quando viola una norma imperativa della legge, quando la causa è illecita, quando i motivi sono illeciti nel caso dell'art. 1345, quando l'oggetto è impossibile, illecito, non determinato nè determinabile (art. 1418). La violazione delle norme imperative della legge è ricordata quale ragione autonoma di nullità del contratto per comprendere anche le ipotesi che potrebbero non rientrare nel concetto di causa illecita. La precisazione risolve altresì la dibattuta questione circa gli effetti della violazione di una norma imperativa in cui non sia espressamente comminata la sanzione di nullità del vincolo: è normale l'effetto dirimente, ma sempre quando la volontà della legge non possa indirizzare a conseguenze diverse. Non si ha nullità del contratto se l'anormalità che la legge vuole colpire non incide sul complesso del vincolo: così quando essa riguarda una parte di contratto o di una clausola senza cui i contraenti avrebbero ugualmente costituito il rapporto (articolo 1419, primo comma); così quando la norma giuridica si sostituisce di diritto alla clausola nulla (art. 1419 secondo comma) o quando, nei contratti plurilaterali rivolti a realizzare uno scopo comune, la nullità colpisce solo il vincolo di un soggetto la cui partecipazione al rapporto non possa ritenersi essenziale (art. 1420). In tutti codesti casi la tendenza a conservare il contratto ha consigliato di applicare il fondamentale principio utile per inutile non vitiatur.

    Relazione del Ministro Guardasigilli al Codice civile (1942), n. 649

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urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262~art1419 · fonte del testo