Art. 2233 c.c. — Compenso

[1]Il compenso, se non e' convenuto dalle parti e non puo' essere determinato secondo le tariffe o gli usi, e' determinato dal giudice, sentito il parere dell'associazione professionale a cui il professionista appartiene.

[2]In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione.

[3]((Sono nulli, se non redatti in forma scritta, i patti conclusi tra gli avvocati ed i praticanti abilitati con i loro clienti che stabiliscono i compensi professionali)).

Testo vigente dal 12 agosto 2006

Corte di cassazione

17 pronunce che riguardano l’art. 2233 c.c., dalle Rassegne del Massimario e dalle pronunce segnalate.

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 17450/2026

    2 giugno 2026

    Il rapporto tra il revisore dei conti e l'ente locale si costituisce necessariamente mediante la sottoscrizione di un contratto di lavoro autonomo, la delibera consiliare di nomina rivestendo una valenza esclusivamente interna all'ente, che vincola quest'ultimo a contrattare con il revisore scelto.

    Art. 2233 c.c. · Art. 234 Testo unico sull'ordinamento degli enti locali · Art. 235 Testo unico sull'ordinamento degli enti locali · Art. 241 Testo unico sull'ordinamento degli enti locali

    Rassegna di giugno 2026, p. 26

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 17508/2026

    2 giugno 2026

    Il divieto del patto di quota lite previsto dall'abrogato art. 2233, comma 3, c.c. - nel testo vigente prima della sostituzione operata dall'art. 2, comma 2-bis, del d.l. n. 223 del 2006, conv., con modif., dalla l. n. 248 del 2006 - in quanto norma speciale e di stretta interpretazione, si applica ai ragionieri e ai commercialisti soltanto quando essi svolgano attività di patrocinio in sede giurisdizionale tributaria, quali professionisti abilitati alla difesa del contribuente, e non anche con riguardo alle altre prestazioni rientranti nell'esercizio della professione; ne consegue che il negozio stipulato dal professionista in conflitto di interessi con il cliente, o in violazione del rapporto fiduciario, non integra per ciò solo un patto di quota lite vietato, ove, come accertato dal giudice di merito, manchi qualsiasi correlazione con il diritto al compenso per l'attività professionale prestata.

    Art. 2233 c.c. · Art. 2 Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica · Art. 12 Disposizioni sul processo tributario

    Rassegna di giugno 2026, p. 73

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 16201/2026

    25 maggio 2026

    Il diritto al compenso dell'avvocato, per attività stragiudiziale connessa alla stipulazione di una transazione, non può desumersi dalla sola sottoscrizione dell'atto transattivo, giacché il compenso non può fondarsi su elementi meramente formali, occorrendo invece la prova dell'effettivo contributo professionale prestato dal difensore alla formazione e al perfezionamento dell'accordo, in termini di attività negoziale, consulenza o assistenza alle trattative.

    Art. 2233 c.c. · Art. 1965 c.c. · Art. 2697 c.c.

    Rassegna di maggio 2026, p. 110 ↗

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 15827/2026

    22 maggio 2026

    A norma dell'art. 16, lett. m), r.d. n. 274 del 1929, non modificato dalla l. n. 1068 del 1971, la competenza dei geometri è limitata alla progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con esclusione di quelle che comportino l'adozione - anche parziale - di strutture in cemento armato, mentre, in via d'eccezione, si estende anche a queste strutture, a norma della lett. l) del medesimo articolo, solo con riguardo alle piccole costruzioni accessorie nell'ambito degli edifici rurali o destinati alle industrie agricole, che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che, per la loro destinazione, non comportino pericolo per le persone, essendo riservata agli ingegneri la competenza per le costruzioni civili, anche modeste, che adottino strutture in cemento armato; pertanto, la progettazione e la direzione di opere da parte di un geometra in materia riservata alla competenza professionale degli ingegneri o degli architetti sono illegittime, a nulla rilevando in proposito che un progetto redatto da un geometra sia controfirmato o vistato da un ingegnere ovvero che un ingegnere esegua i calcoli in cemento armato, atteso che il professionista competente deve essere altresì titolare della progettazione, trattandosi di competenze inderogabilmente affidate dal committente al professionista abilitato secondo il proprio statuto professionale, sul quale gravano le relative responsabilità. Ne consegue che, ove il rapporto professionale abbia avuto ad oggetto una costruzione per civili abitazioni, il contratto è affetto da nullità anche relativamente alla direzione dei lavori affidata a un geometra, quando la progettazione - richiedendo l'adozione anche parziale dei calcoli in cemento armato - sia riservata alla competenza degli ingegneri.

    Art. 2233 c.c. · Art. 1418 c.c. · Art. 2230 c.c.

    Rassegna di maggio 2026, p. 104 ↗

Tutte le 69 massime su questo articolo nel Massimario, con la Corte costituzionale

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte); e pronunce segnalate sul suo sito.

Corte costituzionale

1 pronuncia ha deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Sentenza n. 32/1974

    Questione infondata
    13 febbraio 1974

    Non è fondata, in relazione agli artt. 24, comma secondo, 3, comma primo e 101, comma secondo della Costituzione la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2233 comma primo, del codice civile, nella parte in cui dispone che, se non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo le tariffe e gli usi, il compenso dovuto al prestatore d'opera intellettuale è determinato dal giudice, sentito il parere dell'ordine professionale competente. Detto parere è solo un atto amministrativo che viene assunto nel processo come semplice partecipazione di un giudizio valutativo ad opera del consiglio dell'ordine professionale, e come non integra una decisione o la definizione di un punto in controversia, così non costituisce neppure un atto preparatorio di un provvedimentò giurisdizionale.

    Art. 2233 c.c. · Art. 24 cost. · Art. 3 cost. · Art. 101 cost.

    Leggi la pronuncia
Altre pronunce che richiamano l’articolo (1)

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

Ogni gruppo dice da dove viene il collegamento.

Approfondimenti

Dai lavori con cui il legislatore illustrò la norma: una fonte d’epoca, non un commento attuale.

  • Il capo II del titolo III contiene la disciplina particolare del contratto d'opera intellettuale posto in essere nell'esercizio di una professione. Si tratta di un rapporto direttamente e profondamente influenzato dall'ordinamento sindacale e corporativo delle professioni. Questo ordinamento non poteva certo formare oggetto di disciplina nel codice civile, in relazione ai criteri generali adottati (art. 2061); ma d'altra parte non poteva essere ignorato. Anche in questa materia il codice pone pertanto solo alcuni principi generali, mentre per il resto rinvia alla legislazione speciale. Così, in conformità del principio già adottato nella disciplina generale dell'impresa (art. 2084), il codice stabilisce che la sola legge possa subordinare l'esercizio di una professione intellettuale all'iscrizione in albi o elenchi (art. 2229, primo comma); così, richiamati i particolari poteri disciplinari, spettanti alle associazioni professionali, il codice riconosce al singolo il diritto al ricorso in via giurisdizionale contro i provvedimenti delle associazioni, che direttamente incidono sull'esercizio della professione (art. 2229, secondo e terzo comma); così, in caso di difetto di iscrizione, il codice dichiara illecita la prestazione effettuata (art. 2231), in omaggio al principio che già trova corrispondente applicazione nell'art. 2126 in tema di rapporto di lavoro; così nel fissare i criteri per la disciplina del compenso, il codice stabilisce che questo in ogni caso deve adeguarsi al decoro della professione, e conferma, con una più appropriata formulazione, il divieto del patto di «quota lite» sancito dall'art. 1458 del codice civile del 1865 (art. 2233, ultimo comma).

    Relazione del Ministro Guardasigilli al Codice civile (1942), n. 916

Che cosa è cambiato dal 12 agosto 2006

Confronto con la versione in vigore dal 4 aprile 1942 al 12 agosto 2006. 35 parole tolte, 23 parole aggiunte.

tolto: Gli avvocati, i procuratori e i patrocinatori, non possono, neppure per interposta persona, stipulareaggiunto: Sono nulli, se non redatti in forma scritta, i patti conclusi tra gli avvocati ed i praticanti abilitati con i loro clienti tolto: alcun patto relativo ai beni che formano oggetto delle controversie affidate al loro patrocinio, sotto pena di nullita' e dei danni aggiunto: che stabiliscono i compensi professionali.

barrato = toltoevidenziato = aggiuntoI richiami alle note non contano come cambiamenti.

Per questa versione le note ufficiali non indicano quale atto ha disposto la modifica, e noi non lo indoviniamo.

RatioAI può raccontare questa modifica in parole semplici, usando solo il confronto e le note qui sopra.

Si avvia solo se lo chiedi.

urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262~art2233 · fonte del testo