Corte di cassazione · Massimario

Obbligazioni in genere

Voce 113 della classificazione del Massimario

135 massime classificate sotto la voce (119 nelle pagine delle sottovoci), da pronunce dal 2 gennaio 2025 al 27 luglio 2026

Sottovoci

Come il Massimario suddivide la voce, con il numero di massime. Quelle con una pagina propria raccolgono lì le loro massime.

Nascenti dalla leggele più recenti

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 21880/2026 · 26 giugno 2026Indebito oggettivo - Prescrizione - Dies a quo - Nullità - Pagamento - Decorrenza immediata - Risoluzione - Giudicato - Decorrenza differita.
  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 18500/2026 · 8 giugno 2026Ripetizione di indebito › Oggettivo
  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 18605/2026 · 8 giugno 2026Indebito originario e indebito cd. sopravvenuto - Termine di prescrizione - Diversa decorrenza - Fondamento - Fattispecie.
  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 17589/2026 · 3 giugno 2026Ingiustificato arricchimento (senza causa)
  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 14056/2026 · 13 maggio 2026Ripetizione di indebito

Obbligazioni pecuniariele più recenti

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 23891/2026 · 22 luglio 2026Interessi ex art. 1284, comma 4, c.c. - Ambito di applicazione.
  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 22460/2026 · 30 giugno 2026Sospensione delle procedure esecutive ex art. 16, comma 7, d.l. n. 83 del 2012, conv. con modif. dalla l. n. 134 del 2012 - Interessi moratori ex d.lgs. n. 231 del 2002 - Esclusione per il periodo di sospensione - Debiti insoluti in fase di accertamento - Debenza degli interessi moratori - Fondamento.
  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 21332/2026 · 23 giugno 2026Contratti di mutuo - Superamento della soglia dell’usura - Nullità/Inefficacia della clausola contrattuale - Esclusione - Conseguenze.
  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 19975/2026 · 15 giugno 2026Trasporto aereo - Compensazione pecuniaria - Interessi - Art. 1219, comma 2, n. 3 c.c. - Decorrenza - Dal momento della verificazione del fatto generatore, coincidente con il ritardo aereo - Fondamento - Misura degli interessi - Art. 1284, comma 4, c.c. - Fondamento.
  • Cass. civ., Sez. I, sent. n. 18121/2026 · 5 giugno 2026Oneri di mitigazione ambientale - Natura indennitaria - Applicabilità degli interessi ex l.gs. n. 231/2002 - Esclusione.

Cessione dei creditile più recenti

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 21269/2026 · 23 giugno 2026Cessione di crediti in blocco ex art. 58 d.lgs. n. 385/93 - Esistenza ed oggetto della cessione - Valutazione del giudice di merito e della Corte di Cassazione.
  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 20271/2026 · 16 giugno 2026Azione revocatoria - Cessione del credito in pendenza del giudizio - Conseguenze - Intervento del cessionario - Ammissibilità - Natura - Fondamento - Perdita della legittimazione ad agire del creditore originario - Estromissione - Fattispecie.
  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 14479/2026 · 15 maggio 2026Cessione di crediti futuri - Art. 1248 c.c. - Applicabilità - Esclusione.
  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 7298/2026 · 26 marzo 2026Cessione dei crediti nei confronti della P.A. - Disciplina derogatoria rispetto alla comune disciplina della cessione dei crediti - Art. 26, comma 5, della l. n. 109 del 1994 - Estensione delle previsioni di cui alla l. 52 del 1991 - Portata applicativa.
  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 6303/2026 · 17 marzo 2026Cessione del credito - Negozio a causa variabile - Scopo di garanzia - Effetto traslativo - Configurabilità - "Pro solvendo" - Conseguenze.

Adempimentole più recenti

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 20480/2026 · 17 giugno 2026Debitore convenuto - Prova di pagamento idoneo alla estinzione del credito - Diversa imputazione da parte dell'attore - Onere probatorio a carico dell'attore.
  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 18500/2026 · 8 giugno 2026Obbligazioni pecuniarie - Titolo esecutivo giudiziale - Adempimento del terzo - Revoca del titolo giudiziale - Diritto alla ripetizione dell’indebito - Titolarità.
  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 16835/2026 · 29 maggio 2026Pagamento con surrogazione legale - Presupposto - Conseguenze - Estensione degli effetti degli atti interruttivi del creditore soddisfatto - Sussistenza.
  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 16835/2026 · 29 maggio 2026Obbligazioni solidali passive - Surrogazione legale e regresso - Rapporti - Contenuto - Ragioni.
  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 12952/2026 · 6 maggio 2026Quietanza - Valore confessorio dell'obbligazione - Condizioni - Fattispecie.

Estinzione dell'obbligazionele più recenti

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 23763/2026 · 22 luglio 2026Art. 1243 c.c. - Certezza del controcredito - Criterio di valutazione - Accertamento da parte del giudice dell’esistenza e dell’ammontare del controcredito - Conseguenze.
  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 23630/2026 · 21 luglio 2026Interessi moratori convenzionali a tasso variabile - Nullità per violazione della disciplina antiusura - Clausola di salvaguardia - Rilevanza - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 22507/2026 · 30 giugno 2026Compensazione cd. impropria - Conseguenze - Rilevabilità ex officio anche in appello - Limiti.
  • Cass. civ., Sez. I, sent. n. 19265/2026 · 11 giugno 2026Compensazione › Casi in cui la compensazione non si verifica
  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 17494/2026 · 2 giugno 2026Compensazione in materia tributaria - Credito effettivamente sussistente - Omessa dichiarazione - Compensazione - Ammissibilità - Conseguenze - Fattispecie.

Solidarietàle più recenti

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 22017/2026 · 27 giugno 2026Esercizio dell'azione da parte del creditore nei confronti di più condebitori - Abbandono della domanda di condanna nei confronti di uno di essi - Effetti - Automatica rinuncia alla pretesa nei riguardi degli altri condebitori - Esclusione - Fondamento.
  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 21366/2026 · 23 giugno 2026Concorso di responsabilità tra struttura sanitaria e medico in regime ante lege n. 24 del 2017 - Titoli di imputazione - Obbligazione solidale passiva ad interesse comune - Sussistenza -Effetti.
  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 20932/2026 · 20 giugno 2026
  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 16835/2026 · 29 maggio 2026Obbligazioni solidali passive - Diritto di regresso - Interesse tutelato - Diritto autonomo - Sussistenza - Origine - Termine di prescrizione - Decorrenza.
  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 16835/2026 · 29 maggio 2026Rapporti interni

Massime della Corte di cassazione

Le 16 massime che non stanno nelle pagine delle sottovoci, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 24096/2026

    Espromissione

    Espromissione onerosa - Ammissibilità - Rivalsa dell'espromittente verso il debitore - Condizioni.

    In tema di espromissione, la spontaneità dell'assunzione del debito altrui consiste nell'assenza di una delegazione del debitore e non esclude che l'operazione abbia causa onerosa, anche in forza di un rapporto intercorrente tra creditore ed espromittente diverso da quello esistente tra quest'ultimo e il debitore; peraltro, ove non espressamente liberato dal creditore, il debitore rimane obbligato in solido con l'espromittente, cui spetta il diritto di regresso ex art. 1299 c.c., indipendentemente dal carattere oneroso o gratuito dell'espromissione.

    Rv. 679153-01Rassegna di luglio 2026, p. 70Art. 1272 c.c. · Art. 1299 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 24096/2026

    Espromissione

    Accordo tra creditore ed espromittente - Causa - Assunzione del debito altrui - Intesa tra espromittente e debitore - Rilevanza - Ai fini della configurabilità dell'espromissione - Esclusione - Incidenza eventuale sui rapporti fra obbligato e terzo espromittente - Condizioni.

    In tema di espromissione, l'unico accordo che rileva è quello tra creditore ed espromittente, la cui causa è costituita dall'assunzione del debito altrui, mentre l'eventuale intesa tra espromittente e debitore è irrilevante ai fini della configurabilità dell'espromissione e può incidere soltanto, se del caso, in una seconda fase, nei loro rapporti interni, fermo restando il diritto di regresso ex art. 1299 c.c. dell'espromittente nei confronti del debitore quale obbligato solidale, ove quest'ultimo non sia stato espressamente liberato dal creditore.

    Rv. 679153-02Rassegna di luglio 2026, p. 70Art. 1272 c.c. · Art. 1299 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 17545/2026

    Inadempimento › Responsabilità › Del debitore

    Inadempimento - Non imputabilità - Factum principis - Provvedimento amministrativo ragionevolmente prevedibile - Esclusione - Fattispecie.

    In materia d'inadempimento contrattuale, il debitore non può invocare il factum principis quale causa di impossibilità non imputabile della prestazione, ove il provvedimento dell'autorità amministrativa impeditivo dell'adempimento fosse solo ragionevolmente prevedibile secondo la comune diligenza. (Nella specie, la S.C. ha affermato che, in caso di immobile sottoposto a vincolo paesaggistico, la specificazione, nel contratto preliminare di acquisto di una cucina su misura, della necessaria autorizzazione della planimetria del vano da parte delle autorità preposte, implicasse la consapevolezza del promissario acquirente dell'esito non certo del provvedimento amministrativo).

    Rv. 678605-01Rassegna di giugno 2026, p. 74Art. 1218 c.c. · Art. 1256 c.c. · Art. 1463 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 9783/2026

    Accollo

    In tema di mutuo ipotecario, nel vigore della legge fallimentare, l'accollo, da parte del terzo acquirente del bene ipotecato, del debito del mutuatario non produce l'effetto di rendere il titolare dell'ipoteca, che non vi abbia aderito, creditore dell'acquirente-accollante; ne consegue che, in caso di fallimento dell'acquirente del bene e di espropriazione forzata portata a termine ex art. 41, comma 2, del T.U.B., il creditore ipotecario, non aderente all'accollo, ha diritto di trattenere la somma ricavata dalla vendita del bene, o la quota di sua spettanza di tale somma, anche se non si è insinuato al passivo del fallimento.

    Classificata anche sotto: Esecuzione forzata · Fallimento ed altre procedure concorsuali › Fallimento · Mutuo

    Rv. 678486-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 89 ↗Art. 1273 c.c. · Art. 1333 c.c. · Art. 1372 c.c. · Art. 1411 c.c. e altri 5Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 9464/2026

    Promesse unilaterali › Promessa di pagamento e ricognizione del debito

    Promessa di pagamento non titolata - Onere del promissario di allegazione del rapporto sottostante - Esclusione - Eccezione del promittente convenuto di inesistenza o di estinzione del rapporto fondamentale - Onere del promissario di tempestiva allegazione e prova contraria di diverso rapporto fondamentale.

    In tema di promessa di pagamento cd. pura o non titolata, qualora il promittente convenuto, costituendosi, abbia eccepito l'inesistenza o l'estinzione del debito relativo ad un determinato rapporto fondamentale, il promissario attore non è tenuto ad allegare l'esistenza di altro rapporto causale su cui la promessa effettivamente si fondi, ben potendo avvalersi della posizione di vantaggio derivantegli dalla stessa promessa e confidare nel mancato assolvimento dell'onere della prova da parte del convenuto, posto che, ai sensi dell'art. 1988 c.c., egli è dispensato dall'onere di provare il rapporto fondamentale, la cui esistenza si presume fino a prova contraria; tuttavia, al fine di evitare - qualora il giudice ritenga fondata l'eccezione del promittente convenuto - il rigetto della domanda, ha l'onere di allegare e provare tempestivamente, in replica all'eccezione stessa, secondo le ordinarie scansioni processuali sui termini assertivi ed istruttori del giudizio di primo grado in concreto applicabili, l'esistenza dell'effettivo rapporto fondamentale, pena la decadenza e l'impossibilità di porvi rimedio nel prosieguo, fatta salva l'eventuale rimessione in termini, ove ne sussistano i presupposti ex art. 153 c.p.c..

    Rv. 677629-03Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 258 ↗Art. 1988 c.c. · Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 7159/2026

    Comportamento secondo correttezza

    Rapporto contrattuale - Esecuzione secondo buona fede - Contenuto - Determinazione in base ai valori della Costituzione (art. 2 Cost.) - Nozione conseguente - Dovere giuridico autonomo - Violazione - Diritto al risarcimento del danno - Fattispecie.

    Il principio di correttezza e buona fede - il quale, secondo la Relazione ministeriale al codice civile, "richiama nella sfera del creditore la considerazione dell'interesse del debitore e nella sfera del debitore il giusto riguardo all'interesse del creditore" - deve essere inteso in senso oggettivo in quanto enuncia un dovere di solidarietà, fondato sull'art. 2 della Costituzione, che, operando come un criterio di reciprocità, esplica la sua rilevanza nell'imporre a ciascuna delle parti del rapporto obbligatorio, il dovere di agire in modo da preservare gli interessi dell'altra, a prescindere dall'esistenza di specifici obblighi contrattuali o di quanto espressamente stabilito da singole norme di legge, sicché dalla violazione di tale regola di comportamento può discendere, anche di per sé, un danno risarcibile (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza della corte d'appello che aveva configurato la responsabilità, per violazione delle regole di correttezza e buona fede, di una banca la quale - contravvenendo alla prassi contrattuale, invalsa tra le parti, di consentire l'operatività del conto corrente indipendentemente dal rispetto dei limiti dell'affidamento - non aveva dato corso ai bonifici a favore di terzi, in ragione di un modesto sconfinamento del fido).

    Rv. 677891-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 68 ↗Art. 1175 c.c. · Art. 1375 c.c. · Art. 1218 c.c. · Art. 1223 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 3343/2026

    Inadempimento › Responsabilità › Risarcimento del danno

    Vendita di immobile destinato ad abitazione - Mancato rilascio della licenza di abitabilità al momento della stipula del contratto - Risarcimento del danno - Presupposti - Difetto di prova del danno - Conseguenze.

    In tema di vendita di immobile destinato ad abitazione, il mancato rilascio del certificato di abitabilità, al momento della stipula del contratto, è fonte di responsabilità risarcitoria se sono provati l'an, il quomodo e il quantum del danno, mentre, in mancanza di tale prova, il risarcimento del danno non spetta, soprattutto se sia accertato che il mancato rilascio non ha impedito alla parte acquirente di utilizzare il bene come abitazione, senza subire i pregiudizi economici che sarebbero potuti astrattamente derivare, anche in termini di spese per l'acquisizione di tale certificato.

    Classificata anche sotto: Vendita › Obbligazioni del venditore

    Rv. 676971-01Rassegna di febbraio 2026, p. 55 ↗Art. 1453 c.c. · Art. 1455 c.c. · Art. 1470 c.c. · Art. 1477 c.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 2855/2026

    Accollo

    Accollo interno - Accollo esterno cumulativo - Assenza di una manifestazione inequivoca di volontà delle parti - Criteri di distinzione - Applicazione dei criteri di cui all’art. 1362 c.c.

    In tema di convenzione di accollo ex art. 1273 c.c., qualora la stessa non contenga in base al dato letterale complessivo una manifestazione inequivoca di volontà delle parti contraria alla produzione di effetti a favore dei terzi creditori dell'accollato, o all'adesione degli stessi, o comunque espressamente limitativa dell'efficacia della convenzione alle parti, per stabilire se la convenzione debba essere qualificata come accollo interno, o come accollo esterno cumulativo, il giudice deve applicare i criteri di ermeneutica contrattuale di cui agli artt. 1362 e ss. c.c., ivi incluso quello del comportamento complessivo delle parti anche posteriore alla conclusione del contratto, volto ad aprire il loro accordo all'adesione dei terzi creditori dell'accollato, eventualmente confermato dalla volontà di adesione poi manifestata dal terzo creditore accollatario.

    Rv. 676967-01Rassegna di febbraio 2026, p. 48 ↗Art. 1273 c.c. · Art. 1362 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 32842/2025

    Comportamento secondo correttezza

    In tema di selezione del personale, la discrezionalità del datore di lavoro nella gestione dell'impresa, pur non sindacabile nel merito, deve essere esercitata, per non degenerare in arbitrio, nell'osservanza degli obblighi generali di correttezza e buona fede, i quali impongono, anche al fine di assicurare parità di trattamento tra i lavoratori, trasparenza nelle procedure e nei criteri di scelta adottati, con la conseguenza che integra inadempimento contrattuale, suscettibile di produrre danno risarcibile, la condotta del datore di lavoro che abbia omesso di fornire, anche in sede giudiziale, i criteri e le motivazioni seguite in fase di assunzione nella scelta del personale ritenuto idoneo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva ritenuto integrare inadempimento contrattuale la condotta del datore di lavoro, il quale, a fronte di un accordo sindacale di incremento dei livelli occupazionali, sia mediante trasformazione di contratti da part time a full time, sia attraverso un piano di nuove assunzioni, non aveva esplicitato i criteri con i quali si era proceduto ad accogliere, tra i vari dipendenti che ne avevano fatto domanda, l'istanza di trasformazione e all'assunzione di nuovi dipendenti).

    Classificata anche sotto: Lavoro

    Rv. 677221-01Rassegna di dicembre 2025, p. 152 ↗Art. 41 cost. · Art. 30 Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile · Art. 1175 c.c. · Art. 1375 c.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 26575/2025

    Inadempimento › Responsabilità › Per fatto degli ausiliari

    Concorso colposo del creditore ex art. 1227 c.c. - Responsabilità per fatto degli ausiliari - Applicabilità - Fattispecie.

    Il principio sancito dall'art. 1228 c.c., in forza del quale il debitore risponde dei fatti dolosi o colposi di coloro della cui opera si sia avvalso nell'adempimento dell'obbligazione, è applicabile anche alle ipotesi in cui venga dedotto un concorso di colpa del creditore ex art. 1227 c.c., per accertare il quale occorre, quindi, fare riferimento anche alle condotte tenute dagli ausiliari dello stesso nel compimento delle attività collegate all'esecuzione della prestazione. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, in relazione alla sottrazione di contante, da parte del dipendente di una banca, da una cassaforte che era stata lasciata aperta da altro operatore, aveva escluso la corresponsabilità della banca e del suo direttore, per non aver interdetto all'autore del furto l'accesso alla cassaforte, pur avendogli inibito lo svolgimento di operazioni comportanti maneggio di denaro, tenuto conto altresì della circostanza che egli era stato già condannato per appropriazione indebita presso una delle filiali della medesima banca, oltre che radiato dall'albo dei promotori finanziari).

    Classificata anche sotto: Risarcimento del danno › Concorso del fatto colposo del creditore o del danneggiato

    Rv. 676769-01Rassegna di ottobre 2025, p. 110 ↗Art. 1227 c.c. · Art. 1228 c.c. · Art. 2048 c.c. · Art. 2049 c.c.Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa voce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 43/2025Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 5 Attuazione della direttiva 2003/96/CE che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricita'

    Dispositivo: riuniti i giudizi, 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 6, commi 1, lettera c), e 2, del decreto-legge 28 novembre 1988, n. 511 (Disposizioni urgenti in materia di finanza regionale e locale), convertito, con modificazioni, nella legge 27 gennaio 1989, n. 20, come sostituito dall'art. 5, comma 1, del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 26 (Attuazione della direttiva 2003/96/…

  • Sentenza n. 29/2002Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 1 Interpretazione autentica della legge 7 marzo 1996, n. 108

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, 1) Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 2, del decreto-legge 29 dicembre 2000, n. 394 (Interpretazione autentica della legge 7 marzo 1996, n. 108, recante disposizioni in materia di usura), convertito, con modificazioni, in legge 28 febbraio 2001, n. 24, nella parte in cui dispone che la sostituzione prevista nello stesso comma si applica alle…

  • Sentenza n. 425/2000Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 25 Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385

    Dispositivo: Riuniti i giudizi; Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 25, comma 3, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342 (Modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia); Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 25, comma 3, del decreto l…

  • Sentenza n. 85/2026Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2946 c.c.

    Dispositivo: 1) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 20, comma 6, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112 (Riordino del servizio nazionale della riscossione, in attuazione della delega prevista dalla legge 28 settembre 1998, n. 337), sollevate, in riferimento agli artt. 3, primo comma, 97 e 111 della Costituzione, dalla Corte di giustizia tributaria di secondo grad…

  • Sentenza n. 8/2023Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2033 c.c.

    Dispositivo: riuniti i giudizi 1) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2033 del codice civile, sollevate, in riferimento agli artt. 11 e 117, primo comma, della Costituzione, quest'ultimo in relazione all'art. 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, dal Tribunale ordinario di Lecce, sezione lavoro, con l'ordinanza iscritta al n. 29…

  • Ordinanza n. 52/2014Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 1335 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli articoli 1137, 1334 e 1335 del codice civile sollevata, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Catania con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 marzo 2014. F.to: Gaetano SILVESTRI,…

  • Sentenza n. 247/2009Esito: illegittimità costituzionale

    Questione giudicata su: Art. 238 t.u.a.

    Dispositivo: riuniti i giudizi, riservata a separate pronunce la decisione sull'impugnazione delle altre disposizioni contenute nel decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale); dichiara inammissibili gli interventi spiegati dall'Associazione italiana per il World Wide Fund for Nature (WWF Italia) - Onlus, dalla Società italiana Centrali Termoelettriche SICET s.r.l., dalla Biom…

  • Ordinanza n. 254/2008Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 120 Testo unico in materia bancaria e creditizia · Art. 25 Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 · Art. 1283 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 25, comma 2, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342 (Modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), siccome trasfuso nell'art. 120, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (Testo unico delle leggi…

  • Sentenza n. 341/2007Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 120 Testo unico in materia bancaria e creditizia · Art. 25 Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 25, comma 2, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342 (Modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), sollevata, con riferimento agli artt. 1, 3, 70, 76 e 77 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Catania con l'ordinanza in epigra…

  • Ordinanza n. 95/2006Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1260 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale sollevate, relativamente agli artt. 1260, primo comma, del codice civile, 58, commi 2, 3 e 4, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), e 4, comma 1, della legge 30 aprile 1999, n. 130 (Disposizioni sulla cartolarizzazione dei crediti), in riferimento…

  • Sentenza n. 232/2004Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 474 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 282 e 474 del codice di procedura civile sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111, secondo comma, della Costituzione, nonché all'art. 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, dal Tribunale di Torino con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso…

  • Ordinanza n. 192/2004Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2935 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 2935 e 2941 del codice civile, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Termini Imerese con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta il 21 giugno 2004. F.to: Valerio ONIDA, Presid…

  • Ordinanza n. 497/2002Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 617 c.p.c.

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 51, primo comma, n. 4, 617, secondo comma, e 618 del codice di procedura civile, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, primo comma, 25, 101, secondo comma, 104, primo comma, e 111, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Taranto, dal Tribunale di Caltagirone, sezione…

  • Ordinanza n. 436/2002Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1815 c.c. · Art. 1 Interpretazione autentica della legge 7 marzo 1996, n. 108

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1, del decreto-legge 29 dicembre 2000, n. 394 (Interpretazione autentica della legge 7 marzo 1996, n. 108, recante disposizioni in materia di usura), convertito, con modificazioni, in legge 28 febbraio 2001, n. 24, sollevate, con le ordinanze in epigrafe, dal Tribunale di Brind…

  • Ordinanza n. 154/2002Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 25 Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 25 del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342 (Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Perugia, sezione distaccata di Todi,…

  • Ordinanza n. 23/2002Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 25 Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 25, comma 3, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342 (Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), sollevata, in riferimento agli evocati parametri, con le ordinanze indicate in epigra…

  • Ordinanza n. 12/2002Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 1815 c.c.

    Dispositivo: Ordina la restituzione degli atti al tribunale di Napoli. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 gennaio 2002. Il Presidente: Ruperto Il redattore: Marini Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 30 gennaio 2002. Il direttore della cancelleria: Di Paola

  • Ordinanza n. 404/2001Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 25 Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 25, comma 3, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342 (Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), sollevata, in riferimento agli evocati parametri, con le ordinanze indicate in epigra…

  • Ordinanza n. 351/2001Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 116 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 4, comma ottavo, della legge 1 dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), nel testo modificato dall'art. 8 della legge 6 marzo 1987, n. 74, nonché degli articoli 115, 116, 166 e 167 del codice di procedura civile sollevata, in riferimento agli articoli 2, 3,…

  • Ordinanza n. 128/2001Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 25 Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 · Art. 1283 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1283 del codice civile e dell'art. 25, comma 3, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342 (Modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), sollevate, in riferimento agli evocati parametri, dal giudice di pace…

  • Ordinanza n. 129/2001Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 25 Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, Dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 25, comma 3, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342 (Modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), sollevate, in riferimento agli evocati parametri, con le ordinanze indicate in epigr…

  • Ordinanza n. 51/2001Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 25 Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385

    Dispositivo: Riuniti i giudizi; Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 25, comma 3, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342 (Modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), sollevata, in riferimento agli evocati parametri, con le ordinanze indicate in epigr…

  • Ordinanza n. 23/2001Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 25 Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385

    Dispositivo: Riuniti i giudizi; Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 25, comma 3, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342 (Modifiche al decreto legislativo 1o settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), sollevata dai giudici istruttori dei tribunali di Imperia e di Milano, in riferiment…

  • Ordinanza n. 24/2001Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 25 Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385

    Dispositivo: Riuniti i giudizi; Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 25, comma 3, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342 (Modifiche al decreto legislativo 1o settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), sollevata, in riferimento agli evocati parametri, con le ordinanze indicate in epigr…

  • Ordinanza n. 551/2000Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 25 Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 25, comma 3, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342 (Modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), sollevata, con le ordinanze indicate in epigrafe, dal giudice istruttore presso…

  • Ordinanza n. 552/2000Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 25 Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 25, comma 3, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342 (Modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, 41, 76, 97 e 101 della Costituzione, dal giudice istru…

  • Ordinanza n. 399/2000Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 1224 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 53, comma 2, del "capitolato d'oneri generale per i contratti delle unità sanitarie locali relativi all'acquisizione di beni e servizi", allegato B alla legge della Regione Lazio 22 aprile 1989, n. 22 (Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 14 giugno 1980, n. 58 e 8 settembre 1983,…

  • Ordinanza n. 236/2000Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 1815 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1815, secondo comma, del codice civile, come modificato dall'art. 4 della legge 7 marzo 1996, n. 108 (Disposizioni in materia di usura), sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24 e 47 della Costituzione, dal pretore di Napoli con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella se…

  • Ordinanza n. 219/2000Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2909 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli articoli 2909 del codice civile e 619 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione, dal giudice dell'esecuzione del Tribunale di Spoleto, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale,…

  • Sentenza n. 156/1999Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2043, 2051 e 1227, primo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 97 della Costituzione, dal giudice di pace di Genova con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta il 29 aprile 1999. Il Presidente: Gr…

Se ne mostrano 30 su 57: prima le dichiarazioni di illegittimità, poi le altre, dalle più recenti.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia