Art. 1322 c.c. — Autonomia contrattuale

[1]Le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge e dalle norme corporative.

[2]Le parti possono anche concludere contratti che non appartengano ai tipi aventi una disciplina particolare, purche' siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico.

Testo vigente dal 4 aprile 1942

Corte di cassazione

32 pronunce che riguardano l’art. 1322 c.c., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 21285/2026

    23 giugno 2026

    In tema di contratto autonomo di garanzia, il garante, una volta che abbia pagato nelle mani del creditore beneficiario, non può agire in ripetizione nei confronti di quest'ultimo (salvo nel caso di escussione fraudolenta), rinunciando, per l'effetto, anche alla possibilità di chiedere la restituzione di quanto pagato all'accipiens nel caso di escussione illegittima della garanzia, ma può esperire l'azione di regresso ex art. 1950 c.c. unicamente nei confronti del debitore garantito.

    Art. 1322 c.c. · Art. 1936 c.c. · Art. 1950 c.c. · Art. 2033 c.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 60

  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 21060/2026

    21 giugno 2026

    In tema di concessioni di derivazione di acque pubbliche, il pagamento del canone o dell'addizionale e dei relativi accessori non è esigibile qualora sia mancata l'effettiva fruizione della stessa da parte del concessionario, a causa dell'impossibilità di funzionamento dell'impianto dovuta a eventi a lui non imputabili, ivi compreso l'impedimento alla derivazione conseguente alla condotta ostativa o ostruzionistica di altra pubblica amministrazione, e ciò vale anche in presenza di una clausola del disciplinare di concessione che preveda la corresponsione del canone pure in tale ipotesi, risultando tale clausola invalida ex art. 1322 c.c. per la non meritevolezza dell'interesse perseguito, in quanto contrastante con i principi generali dell'ordinamento desumibili dall'art. 41 Cost. e con quelli di economicità vigenti in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia.

    Art. 1322 c.c. · Art. 41 cost. · Art. 97 cost. · Art. 1419 c.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 14

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 16294/2026

    26 maggio 2026

    Nel contratto di agenzia, la clausola che riservi al preponente la facoltà di riconoscere o meno all'agente la provvigione c.d. indiretta sugli affari conclusi direttamente dal primo è nulla, ex art. 1355 c.c., risolvendosi in una condizione meramente potestativa; tale nullità, tuttavia, non inficia la validità del contratto, che resta valido, con conseguente sussistenza del diritto dell'agente alla suddetta provvigione, la quale, in tal caso, trova la sua fonte nell'art. 1748, comma 2, c.c..

    Art. 1322 c.c. · Art. 1355 c.c. · Art. 1748 c.c. · Art. 1419 c.c.

    Rassegna di maggio 2026, p. 209 ↗

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 16188/2026

    25 maggio 2026

    Qualora una struttura privata eroghi, in favore di anziani, prestazioni di natura esclusivamente socio-assistenziale, il corrispettivo può essere liberamente concordato tra le parti, poiché una limitazione al generale potere di autonomia negoziale di cui all'art. 1322 c.c. non può essere individuata nella disciplina del S.S.N. laddove assicura ai cittadini livelli essenziali uniformi di assistenza sanitaria, con spesa interamente a carico della P.A., in quanto la stessa concerne soltanto l'erogazione di prestazioni sanitarie "pure" o "inscindibili" da quelle socio-assistenziali, che si configura quando l'assistito, autosufficiente o meno, debba essere sottoposto ad un programma terapeutico, in mancanza del quale non assume rilevanza che la struttura sia accreditata con il S.S.N., giacché la prestazione rimane estranea all'ambito dell'assistenza sanitaria obbligatoria e ricade nella disciplina generale delle prestazioni sociali di cui alla l. n. 328 del 2000.

    Art. 1322 c.c. · Art. 41 cost. · Art. 3 Istituzione del servizio sanitario nazionale · Art. 53 Istituzione del servizio sanitario nazionale

    Rassegna di maggio 2026, p. 109 ↗

Tutte le 185 massime su questo articolo nel Massimario, con la Corte costituzionale

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte).

Corte costituzionale

L’articolo non è stato oggetto di questioni: compare nel testo di queste pronunce.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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  • Se si traggono le logiche conseguenze dal principio corporativo che assoggetta la libertà del singolo all'interesse di tutti, si scorge che, in luogo del concetto individualistico di signoria della volontà, l'ordine nuovo deve accogliere quello più proprio di autonomia del volere. L'autonomia del volere non è sconfinata libertà del potere di ciascuno, non fa del contratto un docile strumento della volontà privata; ma, se legittima nei soggetti un potere di regolare il proprio interesse, nel contempo impone ad essi di operare sempre sul piano del diritto positivo, nell'orbita delle finalità che questo sanziona e secondo la logica che lo governa (art. 1322. comma primo). Il nuovo codice, peraltro, non costringe l'autonomia privata a utilizzare soltanto i tipi di contratto regolati dal codice, ma le consente di spaziare in una più vasta orbita e di formare contratti di tipo nuovo se il risultato pratico che i soggetti si propongono con essi di perseguire sia ammesso dalla coscienza civile e politica, dall'economia nazionale, dal buon costume e dall'ordine pubblico (art. 1322, comma secondo): l'ordine giuridico, infatti, non può apprestare protezione al mero capriccio individuale, ma a funzioni utili che abbiano una rilevanza sociale, e, come tali, meritino di essere tutelate dal diritto. Si pensi, per esempio, ad un contratto col quale alcuno consenta, dietro compenso, all'astensione da un'attività produttiva o a un'esplicazione sterile della propria attività personale o a una gestione antieconomica o distruttiva di un bene soggetto alla sua libera disposizione, senza una ragione socialmente plausibile, ma solo per soddisfare il capriccio o la vanità della controparte. Un controllo della corrispondenza obiettiva del contratto alle finalità garantite dall'ordinamento giuridico è inutile se le parti utilizzano i tipi contrattuali legislativamente nominati e specificatamente disciplinati: in tal caso la corrispondenza stessa è stata apprezzata e riconosciuta dalla legge col disciplinare il tipo particolare di rapporto e resta allora da indagare, come si dirà più avanti (n. 614), se per avventura la causa considerata, non esista in concreto o sia venuta meno. Quando il contratto non rientra in alcuno degli schemi tipici legislativi, essendo mancato il controllo preventivo e astratto della legge sulla rispondenza del tipo nuovo di rapporto alle finalità tutelate, si palesa invece necessaria la valutazione del rapporto da parte del giudice, diretta ad accertare se esso si adegui ai postulati dell'ordinamento giuridico.

    Relazione del Ministro Guardasigilli al Codice civile (1942), n. 603

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urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262~art1322 · fonte del testo