Corte di cassazione · Massimario

Contratti agrari

Voce 055 della classificazione del Massimario

19 massime, da pronunce dal 22 aprile 2025 al 13 giugno 2026

Sottovoci

Come il Massimario suddivide la voce, con il numero di massime. Quelle con una pagina propria raccolgono lì le loro massime.

  • Diritto di prelazione e di riscatto8 massime
  • Affitto di fondi rustici5 massime
  • Controversie4 massime
  • Accordi tra le parti2 massime
  • Contratti ultranovennali2 massime
  • Morte di una delle parti1 massima

Massime della Corte di cassazione

19 massime classificate sotto questa voce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 19563/2026

    Affitto di fondi rustici › Affitto a coltivatore diretto

    Art. 4 bis della l. n. 203 del 1982 - Diritto di prelazione agraria - Presupposti - Contenuto - Accettazione non conforme - Controproposta - Conseguenze.

    Diritto di prelazione e di riscatto › Prelazione

    Il diritto di prelazione agraria, ex art. 4-bis della l. n. 203 del 1982, presuppone, per la sua efficace operatività, che il conduttore offra condizioni identiche a quelle comunicate dal locatore, sicché qualsiasi accettazione non conforme - ancorché motivata dalla contestazione di clausole ritenute illegittime - si risolve in una controproposta e non consente il perfezionamento del contratto.

    Classificata anche sotto: Contratti in genere › Requisiti (elementi del contratto)

    Rv. 678426-01Rassegna di giugno 2026, p. 151Art. 4-bis Contratti agrari · Art. 1326 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 19483/2026

    Accordi tra le parti

    Accordi in deroga alle norme vigenti - Validità - Presupposti - Assistenza delle organizzazioni sindacali - Dichiarazione contenuta nel contratto - Valore - Prova contraria - Modalità - Sindacato del giudice - Esclusione.

    In materia di contratti agrari, la dichiarazione contenuta nel contratto di affitto, con cui le parti, ai fini della validità degli accordi in deroga della durata legale, danno atto di essere state ritualmente assistite dalle rispettive organizzazioni professionali, ai sensi dell'art. 45 della l. n. 203 del 1982, ha valore probatorio privilegiato, con la conseguenza che, per contestare la veridicità di tale attestazione, la parte non può dedurre prove orali dirette a dimostrare un'asserita mancanza di assistenza effettiva, ma ha l'onere di proporre una specifica azione di annullamento del contratto per vizi del consenso o, qualora ne ricorrano i presupposti, la querela di falso, restando altrimenti precluso il sindacato del giudice sulla sostanza dell'attività consultiva prestata dai rappresentanti sindacali firmatari.

    Rv. 678376-01Rassegna di giugno 2026, p. 150Art. 1427 c.c. · Art. 221 c.p.c. · Art. 45 Contratti agrari · Art. 2722 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 18719/2026

    Affitto di fondi rustici › Affitto a coltivatore diretto › Miglioramenti, addizioni e trasformazioni

    Contratto relativo a migliorie di fondo affittato - Natura - Patto modificativo dell’affitto - Conseguenze - Limiti di opponibilità ex art. 2923 c.c. - Fattispecie.

    L'accordo volto a disciplinare gli interventi di migliorie al fondo affittato, incidendo su elementi essenziali del rapporto di affitto agrario già in essere, ha natura contrattuale configurandosi come patto modificativo del contratto, ai sensi dell'art. 1321 c.c., che soggiace ai limiti di opponibilità previsti dall'art. 2923 c.c., con particolare riguardo alla necessità della data certa anteriore al pignoramento. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso l'opponibilità alla procedura esecutiva immobiliare della scrittura privata, priva di data certa anteriore al pignoramento, con la quale era stata pattuita l'esecuzione di interventi di miglioria con compensazione dei canoni dovuti).

    Classificata anche sotto: Esecuzione forzata › Vendita forzata

    Rv. 679049-01Rassegna di giugno 2026, p. 136Art. 2923 c.c. · Art. 41 Contratti agrari · Art. 560 c.p.c. · Art. 1321 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 18228/2026

    Morte di una delle parti › Del proprietario coltivatore diretto › Diritti degli eredi

    Art. 49 l. n. 203 del 1982 - Operatività - Insussistenza - Accertamento contenuto in sentenza non definitiva non impugnata - Giudizio definito con provvedimento azionato come titolo esecutivo - Opposizione all'esecuzione - Riproponibilità della questione ex art. 49 l. n. 203 del 1982 - Esclusione - Fondamento - Giudicato.

    In tema di affittanza agraria, l'accertamento dell'insussistenza dei presupposti per l'operatività dell'art. 49 della l. n. 203 del 1982 - in relazione al diritto dell'erede alla prosecuzione della coltivazione del fondo alla morte del de cuius - contenuto in una sentenza non definitiva, non impugnata, resa nel corso del giudizio all'esito del quale è pronunciato il provvedimento poi azionato come titolo esecutivo, determina la formazione di un giudicato che preclude la riproposizione della medesima questione di merito in sede di opposizione all'esecuzione, essendo il giudicato volto a coprire non solo il dedotto, ma anche il deducibile nel corso del giudizio di cognizione.

    Rv. 679029-01Rassegna di giugno 2026, p. 128Art. 49 Contratti agrari · Art. 2909 c.c. · Art. 324 c.p.c. · Art. 615 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 16953/2026

    Diritto di prelazione e di riscatto

    Occupazione di terre del demanio civico - Provvedimento di legittimazione del commissario per la liquidazione degli usi civici - Effetti - Diritto di enfiteusi a favore dell'occupatore legittimato - Sussistenza - Terreni confinanti con terre occupate dal legittimato - Vendita - Diritto di prelazione del legittimato - Insussistenza.

    Colui che è legittimato, ai sensi degli artt. 9 e 10 della l. n. 1766 del 1927, all'occupazione di terre del demanio civico, non ne diviene proprietario, tant'è vero che può affrancarle ai sensi della l. n. 607 del 1966, deve apportarvi migliorie e deve corrispondere un canone enfiteutico al Comune, al cui patrimonio privato esse appartengono; ne consegue che l'occupatore legittimato, nel caso confini con fondi offerti in vendita, non ha il diritto di prelazione che l'art. 7 della l. n. 817/1971 prevede a favore del proprietario coltivatore diretto e non del titolare di un altro diritto reale.

    Classificata anche sotto: Usi civici

    Rv. 678198-01Rassegna di maggio 2026, p. 124 ↗Art. 960 c.c. · Art. 971 c.c. · Art. 2 Norme in materia di enfiteusi e prestazioni fondiarie perpetue · Art. 7 Disposizioni per il rifinanziamento delle provvidenze per lo sviluppo della proprieta' coltivatriceDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 15067/2026

    Diritto di prelazione e di riscatto › Prelazione

    Preliminare di vendita di fondo rustico - Efficacia subordinata all'esercizio del diritto di prelazione del mezzadro-colono - Individuazione dell'evento risolutivo del rapporto - Criteri.

    In materia di preliminare di vendita di fondo rustico, sottoposto alla condizione del mancato esercizio da parte del mezzadro-colono del diritto di prelazione, in base al disposto dell'art. 8, della l. n. 590 del 1965, la condizione cui è subordinata risolutivamente l'efficacia del preliminare non si verifica con il solo esercizio del diritto di prelazione, essendo necessario, da parte del prelazionante, anche il rispetto dei termini legali di pagamento del prezzo, a meno che, dal concreto regolamento di interessi posto in essere dagli stipulanti, non emerga che essi hanno inteso ricondurre il definitivo caducarsi del preliminare al solo esercizio del diritto di prelazione.

    Rv. 678110-01Rassegna di maggio 2026, p. 161 ↗Art. 8 Proprieta coltivatrice · Art. 1353 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 14482/2026

    Affitto di fondi rustici
    Contratti ultranovennali

    Il rinnovo del contratto di affitto di fondo rustico è atto di straordinaria amministrazione, ai sensi dell'art. 1108, terzo comma, c.c., sicché esso, se stipulato con l'opposizione preventiva, resa nota al terzo, di uno dei comproprietari concedenti, è inefficace nei confronti della comunione.

    Classificata anche sotto: Comunione dei diritti reali

    Rv. 678971-02Rassegna di maggio 2026, p. 89 ↗Art. 1108 c.c. · Art. 1572 c.c. · Art. 1 Contratti agrari · Art. 2 Contratti agrari e altri 3Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 14260/2026

    Affitto di fondi rustici › Affitto a coltivatore diretto › Coltivatore diretto

    Qualità - Accertamento - Poteri del giudice di merito - Sindacato in sede di legittimità - Limiti.

    L'accertamento della qualità di coltivatore diretto in capo ad un soggetto (parte di una controversia agraria) è demandato al discrezionale apprezzamento del giudice di merito, incensurabile in sede di legittimità ove sorretto da motivazione adeguata, fondata su esatti criteri logico - giuridici.

    Rv. 678066-01Rassegna di maggio 2026, p. 156 ↗Art. 31 Proprieta coltivatrice · Art. 360 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 14007/2026

    Controversie › Disposizioni processuali › Tentativo di conciliazione (stragiudiziale)

    Onere del preventivo esperimento del tentativo di conciliazione ex art. 11 d.lgs. n. 150 del 2011 - Contenuto - Perfetta corrispondenza tra la richiesta a fini conciliativi e la domanda giudiziale - Necessità - Esclusione - Puntuale individuazione dei fatti costitutivi della pretesa - Sufficienza - Limiti.

    In tema di controversie su contratti agrari, affinché sia rispettato l'onere prescritto dall'art. 11 del d.lgs. n. 150 del 2011, non è necessaria una perfetta corrispondenza tra la richiesta a fini conciliativi e la domanda giudiziale, essendo invece sufficiente la puntuale individuazione, nella sede amministrativa, dei fatti costitutivi della pretesa che può anche essere avanzata, in sede giurisdizionale, con differenti conclusioni, sempreché ciò non determini l'alterazione dell'oggetto sostanziale dell'azione oppure l'introduzione di nuovi temi di indagine idonei a sconvolgere la difesa della controparte.

    Rv. 678366-01Rassegna di maggio 2026, p. 147 ↗Art. 11 Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizioneDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 5990/2026

    Diritto di prelazione e di riscatto

    Diritto di prelazione e riscatto - Requisiti soggettivi del riscattante - Triplo della superficie corrispondente alla capacità lavorativa della famiglia - Interpretazione - Fondamento - Fattispecie.

    Diritto di prelazione e di riscatto › Prelazione

    In tema di riscatto agrario, il requisito del triplo della superficie corrispondente alla capacità lavorativa familiare, di cui al combinato disposto degli artt. 8, comma 1 e 31 della l. n. 590 del 1965, deve essere calcolato comprendendo tutti i fondi stabilmente condotti dal coltivatore, a qualunque titolo (proprietà, enfiteusi, affitto o comodato), al fine di garantire che l'espansione della proprietà contadina sia proporzionata all'effettiva forza lavorativa del nucleo familiare.

    Rv. 678135-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 213 ↗Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di aprile/maggio 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa voce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 32/1990Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 8 Proprieta coltivatrice · Art. 7 Disposizioni per il rifinanziamento delle provvidenze per lo sviluppo della proprieta' coltivatrice

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 8 della legge 26 maggio 1965, n. 590 ("Disposizioni per lo sviluppo della proprietà coltivatrice") e dell'art. 7 della legge 14 agosto 1971, n. 817 ("Disposizioni per il rifinanziamento delle provvidenze per lo sviluppo della proprietà coltivatrice"), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 44 della Costituzi…

  • Sentenza n. 36/1985Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 8 Proprieta coltivatrice

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo unico della legge 8 gennaio 1979, n. 2 (interpretazione autentica dell'art. 8 della legge 26 maggio 1965, n. 590, con le modificazioni ed integrazioni della legge 14 agosto 1971, n. 817) sollevata, in riferimento agli artt. 3, 4, 25, 41 e 42 della Costituzione dal Pretore di Montagnana con ordinanza in dat…

  • Sentenza n. 139/1984Esito: illegittimità costituzionale

    Questione giudicata su: Art. 45 Contratti agrari

    Dispositivo: 1) dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 8, 9, 10 e 13 della legge 3 maggio 1982 n. 203, sollevate dai Tribunali di Arezzo, Mantova, Ancona, Padova, Nicosia nonché dalla Corte di appello di Cagliari in riferimento agli artt. 3, 42 e 44 della Costituzione; 2) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 9 della ste…

  • Ordinanza n. 33/1983Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 7 Disposizioni per il rifinanziamento delle provvidenze per lo sviluppo della proprieta' coltivatrice

    Dispositivo: ordina la restituzione degli atti al Tribunale di Pinerolo che ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell'art. 7 comma secondo n. 2 l. 14 agosto 1971 n. 817, in riferimento agli artt. 3 e 44 Cost., con ordinanza 5 marzo 1976 (n. 388 R.O. 1976). Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 28 gennaio…

  • Sentenza n. 107/1977Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 8 Proprieta coltivatrice

    Dispositivo: dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 8, commi decimo e undicesimo, legge 26 maggio 1965, n. 590 (Disposizioni per lo sviluppo della proprietà coltivatrice), proposte dal pretore di Saluzzo, con ordinanza 4 dicembre 1974, in riferimento agli artt. 3, 24, 41, 42 e 43 della Costituzione, e dal pretore di Empoli, con ordinanza 22 luglio 1975, in rife…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia