Art. 1957 c.c. — Scadenza dell'obbligazione principale

[1]Il fideiussore rimane obbligato anche dopo la scadenza dell'obbligazione principale, purche' il creditore entro sei mesi abbia proposto le sue istanze contro il debitore e le abbia con diligenza continuate.

[2]La disposizione si applica anche al caso in cui il fideiussore ha espressamente limitato la sua fideiussione allo stesso termine dell'obbligazione principale.

[3]In questo caso pero' l'istanza contro il debitore deve essere proposta entro due mesi.

[4]L'istanza proposta contro il debitore interrompe la prescrizione anche nei confronti del fideiussore.

Testo vigente dal 4 aprile 1942

Corte di cassazione

16 pronunce che riguardano l’art. 1957 c.c., dalle Rassegne del Massimario e dalle pronunce segnalate.

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 24825/2026

    28 agosto 2026

    Le Sezioni unite civili sono state chiamate, su richiesta di rinvio pregiudiziale avanzata, ai sensi dell’art. 363-bis c.p.c., dal Tribunale di Siracusa, a risolvere le seguenti questioni di diritto: «1. Se una fideiussione contenente le clausole di reviviscenza, di sopravvivenza e di deroga all’art. 1957 cod. civ., censurate da Banca d’Italia con il provvedimento sanzionatorio n. 55 del 2 maggio 2005, possa dirsi legata da nesso funzionale alla intesa restrittiva della concorrenza sanzionata dalla autorità di vigilanza, e possa dunque reputarsi nulla, anche se rilasciata al di fuori del periodo compreso tra il 2002 ed il 2005, in relazione al quale soltanto è stato condotto l’accertamento della predetta Banca d’Italia; in caso di risposta affermativa, se tale nullità possa ritenersi dimostrata con la semplice evidenziazione della riproduzione, nella singola fideiussione, delle clausole di reviviscenza, di sopravvivenza o di deroga all’art. 1957 cod. civ., inserite nello schema predisposto dall’A.B.I. e censurato da Banca d’Italia con il provvedimento n. 55 del 2 maggio 2005 o se, diversamente, debba essere provato in altro modo il nesso funzionale tra la singola fideiussione e l’intesa restrittiva della concorrenza sanzionata dall’autorità di vigilanza. 2. Se una fideiussione contenente le clausole di reviviscenza, di sopravvivenza e di deroga all’art. 1957 cod. civ., censurate da Banca d’Italia con il provvedimento sanzionatorio n. 55 del 2.5.2005, possa dirsi legata da nesso funzionale alla intesa restrittiva della concorrenza sanzionata dalla autorità di vigilanza, e possa dunque reputarsi nulla, anche se rilasciata per una specifica operazione e non rientrante nella categoria delle fideiussioni omnibus; in caso di risposta affermativa, se tale nullità possa ritenersi dimostrata con la semplice evidenziazione della riproduzione, nella singola fideiussione, delle clausole di reviviscenza, di sopravvivenza e di deroga all’art. 1957 cod. civ., inserite nello schema predisposto dall’A.B.I. e censurato da Banca d’Italia con il provvedimento sanzionatorio n. 55 del 2 maggio 2005 o se, diversamente, debba essere provato in altro modo il nesso funzionale tra la singola fideiussione e l’intesa restrittiva della concorrenza sanzionata dall’autorità di vigilanza. 3. Se, nell’ambito di una fideiussione riproduttiva delle clausole di reviviscenza, di sopravvivenza e di deroga all’art. 1957 cod. civ., censurate da Banca d’Italia con il provvedimento sanzionatorio n. 55 del 2 maggio 2005, una volta accertate la nullità di tali previsioni negoziali e la applicabilità (o riespansione) della disciplina suppletiva del codice civile, la pattuizione contemplante la possibilità di ottenere il pagamento a semplice richiesta scritta – del pari contenuta nel testo fideiussorio – valga o meno ad attribuire al creditore la facoltà di evitare la decadenza di cui all’art. 1957 cod. civ. mediante mera istanza stragiudiziale, senza alcuna necessità di avviare iniziative di carattere giurisdizionale». In relazione ai primi due quesiti, le Sezioni unite, nell’enunciare il principio di diritto ai sensi dell’art. 363-bis c.p.c., hanno affermato che: “«Nel caso di fideiussione specifica riproduttiva delle clausole di reviviscenza, di sopravvivenza e di deroga all’art. 1957 cod. civ., costituita in un tempo pregresso e successivo al lasso temporale oggetto del provvedimento della Banca d’Italia n. 55 del 2005, il giudice di merito accerta, nell’ambito del suo proprio sindacato, la rispondenza o meno del modello negoziale utilizzato a un’intesa o pratica concordata con effetti restrittivi della concorrenza, tale da determinare la nullità della garanzia “a valle”, a mente dei principî enunciati dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 41994 del 2021, utilizzando, quale elemento di prova da solo non sufficiente, il suddetto accertamento amministrativo, previa ricognizione del contenuto e della portata di esso con riferimento sia all’ambito temporale sia all’ambito oggettivo ulteriori rispetto a quelli suoi propri»”. Relativamente al terzo quesito, la S.C. ha affermato che: “«Qualora una fideiussione rechi una clausola di “pagamento a prima richiesta”, il creditore evita, in ragione di essa, d’incorrere in decadenza anche con un’istanza stragiudiziale inviata al garante nei termini previsti dall’art. 1957, cod. civ., seppure la compresente clausola di esenzione dal rispetto dei suddetti termini sia stata dichiarata nulla perché oggetto d’intese o pratiche concordate indebitamente restrittive della concorrenza nel mercato rilevante»”.

    Art. 1957 c.c. · Art. 363-bis c.p.c.

    pronuncia segnalata dalla Corte ↗

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 23141/2026

    14 luglio 2026

    La decadenza dalla fideiussione, prevista dall'art. 1957 c.c. per il caso in cui il creditore, entro sei mesi dalla scadenza della obbligazione principale, non abbia proposto le sue istanze contro il debitore, può verificarsi, nel caso in cui il debito principale è ripartito in scadenze periodiche, in relazione a ciascuna scadenza, solo se ogni pagamento sia stato considerato come un debito autonomo; ne consegue che, nel caso del contratto di mutuo, nel quale l'obbligazione è unica e la divisione in rate costituisce solo una modalità per agevolare una delle parti, senza conseguire l'effetto di frazionamento del debito in una serie di autonome obbligazioni, il debito non può considerarsi scaduto prima della scadenza dell'ultima rata, con la conseguenza che il termine di cui al citato art. 1957 c.c. decorre non già da ogni singola rata, ma dalla scadenza dell'ultima di esse. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione della corte d'appello che aveva respinto l'eccezione di decadenza proposta dall'ex presidente di un'associazione non riconosciuta, il quale, agendo per conto della stessa, aveva pattuito due diversi piani di rientro rateizzati del debito dell'associazione relativo alla somministrazione di energia elettrica, dando luogo ad una ipotesi di responsabilità solidale ex art. 38 c.c. alla quale deve ritenersi applicabile, per la sua natura di garanzia ex lege assimilabile alla fideiussione, il disposto dell'art. 1957 c.c.).

    Art. 1957 c.c. · Art. 1944 c.c. · Art. 38 c.c. · Art. 1559 c.c.

    Rassegna di luglio 2026, p. 42

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 21733/2026

    25 giugno 2026

    In tema di nullità del contratto, anche un atto formalmente qualificato come ricognizione o conferma può integrare non una mera convalida ma la rinnovazione del negozio nullo, con effetti costitutivi, qualora dall'interpretazione complessiva risulti la volontà di regolare nuovamente i rapporti giuridici tra le parti. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva ritenuto integrata una inammissibile convalida di fideiussioni omnibus nulle, sulla base di un automatismo qualificatorio fondato sull'equiparazione tra "conferma" e convalida vietata, senza accertare, in concreto, se le dichiarazioni rese dai fideiussori fossero dirette a dar vita a un nuovo ed autonomo vincolo di garanzia, con efficacia ex nunc).

    Art. 1957 c.c. · Art. 1423 c.c. · Art. 1362 c.c. · Art. 1418 c.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 177

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 21545/2026

    24 giugno 2026

    In tema di nullità della fideiussione, a fronte di specifiche allegazioni della parte in ordine alla presenza di clausole corrispondenti a quelle dello schema ABI oggetto del provvedimento della Banca d'Italia n. 55 del 2005, il giudice di merito è tenuto a valutarne la rilevanza, esaminando il contenuto del contratto e le deduzioni delle parti, e non può arrestarsi al rilievo della natura specifica (e non omnibus) della garanzia per escludere l'operatività della nullità derivante da intese restrittive della concorrenza, incidendo detta circostanza esclusivamente sul regime probatorio dell'illecito anticoncorrenziale.

    Art. 1957 c.c. · Art. 2 Norme per la tutela della concorrenza e del mercato

    Rassegna di giugno 2026, p. 172

Tutte le 34 massime su questo articolo nel Massimario, con la Corte costituzionale

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte); e pronunce segnalate sul suo sito.

Corte costituzionale

1 pronuncia ha deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Ordinanza n. 79/2000

    Questione inammissibile
    22 marzo 2000

    È manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata, in riferimento all'art. 36 Cost., nei confronti dell'art. 1957 cod. civ., nella parte in cui consentirebbe che il termine entro cui il creditore, per ottenere che la responsabilità del fideiussore permanga, deve proporre le sue domande, decorra - in contrasto con il principio affermato dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 63 del 1966 - dalla scadenza della singola obbligazione e non invece dalla cessazione del rapporto, anche nel caso di credito retributivo fondato su un rapporto di lavoro subordinato non assistito da stabilità e fatto valere solidalmente nei confronti di un datore di lavoro, costituito da un'associazione non riconosciuta, e dei soggetti che abbiano agito in nome e per conto della stessa e che siano perciò responsabili - per l'asserita qualificazione di fideiussori 'ex legè dell'associazione - ai sensi dell'art. 38 cod. civ.. Indipendentemente dall'esattezza - alla stregua degli orientamenti, allo stato attuale non univoci, della giurisprudenza di legittimità - della riconducibilità della posizione dei soggetti di cui all'art. 38 cod. civ. alla figura della fideiussione 'ex legè, la mancanza di precisi riferimenti, nell'ordinanza di rimessione, circa lo svolgimento del processo di provenienza, ed in particolare sul 'dies a quò con riferimento al quale l'eccezione di decadenza sarebbe stata proposta, si risolve infatti in insufficienza di motivazione sulla rilevanza della questione, in quanto impedisce di comprendere se l'eccezione di decadenza - al cui rigetto, secondo il Pretore rimettente, l'eventuale pronuncia di accoglimento sarebbe funzionale - sia stata sollevata dai convenuti facendo decorrere il termine dalla cessazione del rapporto in fatto per effetto dell'intimato licenziamento orale oppure dalle anteriori scadenze dei singoli crediti retributivi. Atteso che, ove la decadenza fosse stata effettivamente eccepita assumendo come 'dies a quò il licenziamento, se ne sarebbe dovuto tener conto anche agli effetti della rilevanza.

    Art. 1957 c.c. · Art. 36 cost. · Art. 38 c.c. · Art. 26 Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale

    Leggi la pronuncia

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262~art1957 · fonte del testo