Corte di cassazione · Massimario

Concorrenza (diritto civile)

Voce 050 della classificazione del Massimario

17 massime, da pronunce dal 10 gennaio 2025 al 24 giugno 2026

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Massime della Corte di cassazione

17 massime classificate sotto questa voce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 21545/2026

    Lecita › Limiti › Contrattuali (patto di non concorrenza)

    Fideiussioni ordinarie pattuite tra la banca e il cliente - Clausole riproduttive dello schema ABI – Accertamento della nullità derivante da intese restrittive della concorrenza - Tipologia della garanzia - Irrilevanza - Dovere di valutazione del giudice - Sussistenza.

    In tema di nullità della fideiussione, a fronte di specifiche allegazioni della parte in ordine alla presenza di clausole corrispondenti a quelle dello schema ABI oggetto del provvedimento della Banca d'Italia n. 55 del 2005, il giudice di merito è tenuto a valutarne la rilevanza, esaminando il contenuto del contratto e le deduzioni delle parti, e non può arrestarsi al rilievo della natura specifica (e non omnibus) della garanzia per escludere l'operatività della nullità derivante da intese restrittive della concorrenza, incidendo detta circostanza esclusivamente sul regime probatorio dell'illecito anticoncorrenziale.

    Rv. 678771-01Rassegna di giugno 2026, p. 172Art. 1957 c.c. · Art. 2 Norme per la tutela della concorrenza e del mercatoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 18268/2026

    Sleale › Atti di concorrenza

    Concorrenza sleale ex art. 2598, comma 1, n. 3 c.c. - Settore delle telecomunicazioni - Condizioni - Giudice ordinario - Valutazione finalizzata a non impedire l'ingresso sul mercato di altri concorrenti - Contemperamento.

    In tema di concorrenza fra imprenditori, la limitazione delle altrui attività sul mercato da parte di un'impresa concorrente integra gli estremi dell'art. 2598, comma 1, n. 3, c.c., soltanto qualora attuata con tecniche illecite, che non possono consistere nella mera limitazione, mediante la propria attività regolarmente autorizzata sul piano amministrativo, dell'altrui situazione di fatto; ne consegue che allorché il sistema normativo, come avviene nel settore delle telecomunicazioni in forza del d.lgs. n. 259 del 2003, sia particolarmente proteso a garantire un'ampia concorrenza sul mercato che si vuole liberamente accessibile agli operatori, è necessario che, nella controversia tra privati imprenditori, il giudice ordinario - al fine di non impedire l'ingresso sul mercato di altri concorrenti e non consolidare posizioni di privilegio - valuti se anche condotte appropriate dell'imprenditore che si lamenti danneggiato possano favorire il contemperamento dei reciproci interessi sul mercato.

    Classificata anche sotto: Poste e radiotelecomunicazioni pubbliche

    Rv. 678901-01Rassegna di giugno 2026, p. 33Art. 2598 c.c. · Art. 41 cost.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 18269/2026

    Sleale › Atti di concorrenza › Confusione di prodotti e attività

    Concorrenza sleale - Disciplina delle acque minerali - Purezza - Uso del concetto per altre acque - Compatibilità - Fattispecie.

    Le discipline delle acque minerali naturali, di cui al d.lgs. n. 176 del 2011 e delle acque potabili di rubinetto (d.lgs. n. 31 del 2001 e n. 18 del 2023), non attribuiscono alle sole acque minerali naturali il carattere della purezza, né vietano l'uso del concetto con riguardo alle altre acque ad uso umano. (Nella specie, la S.C. ha confermato in parte qua la decisione di merito che aveva ritenuto che il concetto di "purezza", utilizzato nello slogan di un filtro miscelatore per acque potabili di rubinetto, non comportasse di per sé l'appropriazione di pregi esclusivi delle acque minerali, attesa la sua corrispondenza ai significati comuni di acqua limpida e incontaminata).

    Rv. 678838-01Rassegna di giugno 2026, p. 34Art. 2598 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 12201/2026

    Sleale

    Concorrenza sleale - Violazione delle norme pubblicistiche – Automatica realizzazione dell’illecito – Esclusione – Ragioni – Necessità di distinguere tra norme limitative dell’attività imprenditoriale e norme impositive di costi alle imprese – Sussistenza – Onere prova – Fattispecie.

    In tema di concorrenza sleale, la violazione di norme pubblicistiche non integra necessariamente un atto anticoncorrenziale ex art. 2598, n. 3, c.c., dovendosi distinguere tra norme volte a porre limiti all'esercizio dell'attività imprenditoriale, la cui violazione è sempre riconducibile entro il paradigma contemplato da detta disposizione, e norme che impongono costi alle imprese operanti sul mercato, la cui violazione non costituisce di per sé l'illecito in parola, occorrendo che l'imprenditore che si duole degli atti del concorrente ne dimostri l'attitudine potenzialmente lesiva dei propri diritti, mediante malizioso ed artificioso squilibrio delle condizioni di mercato. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva escluso la sussistenza di un illecito concorrenziale nell'illegittima apertura di un punto vendita mediante accorpamento di due unità preesistenti, in assenza di previa autorizzazione amministrativa, nonché la mancata dimostrazione del nesso causale tra detta apertura e la flessione dei ricavi dell'esercizio commerciale gestito dall'asserita danneggiata).

    Rv. 677905-01Rassegna di maggio 2026, p. 22 ↗Art. 2598 c.c. · Art. 9 Riforma della disciplina relativa al settore del commercioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 3661/2026

    Sleale › Azione per la repressione della concorrenza

    Tra la causa di opposizione ex art. 615 c.p.c., finalizzata all'accertamento dell'insussistenza del diritto a procedere a esecuzione forzata in ragione dell'invalidità della fideiussione cd. omnibus per contrarietà alla normativa antitrust, e quella pendente dinanzi alla Sezione specializzata in materia di impresa cd. "superdistrettuale", avente ad oggetto l'accertamento della nullità del suddetto contratto, sussiste una relazione di continenza, sicché, ove i due giudizi pendano in gradi diversi, non potendo applicarsi la disciplina di cui all'art. 39 c.p.c., deve disporsi la sospensione ex art. 295 c.p.c. del processo di opposizione all'esecuzione (che avrebbe subito l'attrazione dinanzi al Tribunale delle imprese) fino alla definizione dell'altro processo con sentenza passata in giudicato.

    Classificata anche sotto: Competenza civile

    Rv. 677809-01Rassegna di febbraio 2026, p. 83 ↗Art. 1419 c.c. · Art. 39 c.p.c. · Art. 42 c.p.c. · Art. 295 c.p.c. e altri 5Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 34049/2025

    Lecita › Limiti › Contrattuali (patto di non concorrenza)

    Fideiussione omnibus stipulata in epoca successiva all'accertamento delle intese anticoncorrenziali - Nullità parziale - Condizioni - Prova - Contenuto.

    Il rilievo della nullità parziale del contratto di fideiussione omnibus che sia stato stipulato in epoca successiva a quello oggetto di istruttoria da parte della Banca d'Italia con il provvedimento n. 55/2005 postula la prova dell'effettiva esistenza di un'intesa anticoncorrenziale o comunque di una prassi contrattuale in violazione dell'art. 2, comma 2, lett. a), della l. n. 287 del 1990, in quanto l'accertamento della Banca d'Italia non consente di reputare persistente, anche in epoca successiva, il pregresso accordo anticoncorrenziale.

    Classificata anche sotto: Fidejussione

    Rv. 677194-02Rassegna di dicembre 2025, p. 128 ↗Art. 1957 c.c. · Art. 2 Norme per la tutela della concorrenza e del mercato · Art. 1419 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 24934/2025

    Gestore aeroportuale - Servizio di rifornimento di carburante - Addebito di corrispettivi aggiuntivi alle compagnie petrolifere - Illecito antitrust - Conseguenze - Nullità del contratto tra le compagnie e vettore aereo - Esclusione - Azione risarcitoria da parte di quest’ultimo - Ammissibilità.

    L'illecito antitrust, ascrivibile ai gestori dei servizi aeroportuali in relazione alla quantificazione dei corrispettivi aggiuntivi addebitati alle compagnie petrolifere per il rifornimento di carburante dei velivoli, non determina la nullità delle pattuizioni contrattuali con cui tali compagnie ne abbiano trasferito il costo in capo al vettore aereo, potendo, al più, giustificare un'azione risarcitoria da parte di quest'ultimo nei confronti dei gestori suddetti.

    Rv. 676435-01Rassegna di settembre 2025, p. 56 ↗Art. 1418 c.c. · Art. 2043 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 21848/2025

    Sleale › Atti di concorrenza

    Atto lesivo del terzo non concorrente dell'imprenditore danneggiato - Responsabilità per l'illecito concorrenziale dell'imprenditore concorrente - Condizioni.

    In tema di concorrenza sleale, qualora l'atto lesivo nei confronti dell'imprenditore danneggiato sia stato posto in essere da un terzo, la mera circostanza che l'imprenditore concorrente si giovi dell'operato del terzo non è sufficiente a far ritenere consumato l'illecito concorrenziale, essendo all'uopo necessario che il concorrente abbia concorso scientemente al compimento dell'atto del terzo per lui vantaggioso, o l'abbia comunque approvato prestandovi consapevole acquiescenza.

    Rv. 675749-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 79 ↗Art. 2598 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 18851/2025

    Lecita › Limiti › Contrattuali (patto di non concorrenza)

    Intese restrittive della concorrenza - Contratto di fideiussione "omnibus" conformato a un modello contrattuale predisposto dall’ABI in epoca anteriore all’ottobre 2002 - Possibilità di qualificazione come contratto "a valle" di un’intesa restrittiva "a monte" ai sensi del Provvedimento della Banca d'Italia n. 55 del 2005 - Sussistenza - Condizioni.

    In tema di intese restrittive della concorrenza, una fideiussione omnibus, conformata a un modello contrattuale predisposto dall'ABI prima dell'ottobre 2002, può essere qualificata contratto "a valle" di un'intesa restrittiva "a monte", in base al provvedimento n. 55 del 2005 della Banca d'Italia, ove il giudice compia una ricognizione di tale provvedimento, per verificare se esso integri una prova privilegiata anche con riguardo all'esistenza di un'intesa anticoncorrenziale presente all'epoca e, in difetto di positivo riscontro in tal senso, accerti, sulla scorta di altri mezzi di prova, l'esistenza dell'intesa restrittiva che trovi espressione in una o più clausole del contratto di garanzia.

    Classificata anche sotto: Fidejussione

    Rv. 675464-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 47 ↗Art. 1957 c.c. · Art. 2697 c.c. · Art. 115 c.p.c. · Art. 116 c.p.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 18854/2025

    Lecita › Limiti › Contrattuali (patto di non concorrenza)

    Illecito concorrenziale accertato ai sensi del Provvedimento della Banca d'Italia n. 55 del 2005 - Giudicato formatosi sull’assenza di fatti impeditivi al soddisfacimento del credito avente titolo nel contratto "a valle" dell’intesa restrittiva "a monte" - Effetti sulla domanda di risarcimento del danno fondata sull’esecuzione del contratto medesimo.

    In tema di illecito concorrenziale accertato con provvedimento della Banca d'Italia n. 55 del 2005, il giudicato sull'assenza di fatti impeditivi al soddisfacimento del credito avente titolo nel contratto "a valle" dell'intesa restrittiva "a monte" osta all'accoglimento della domanda risarcitoria il cui danno si assuma discendere, in via diretta o indiretta, da un'esecuzione del contratto stesso, quando tale esecuzione abbia potuto dispiegarsi in forza delle clausole preposte a dare attuazione a quell'intesa.

    Classificata anche sotto: Fidejussione

    Rv. 675518-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 49 ↗Art. 2043 c.c. · Art. 2909 c.c. · Art. 2 Norme per la tutela della concorrenza e del mercatoDove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, febbraio 2026 ↗, maggio 2026 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa voce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Ordinanza n. 79/2000Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 1957 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1957 del codice civile, sollevata, in riferimento all'art. 36 della Costituzione, dal pretore di Venezia in funzione di giudice del lavoro, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte Costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 marzo 2000. Il Presidente: M…

  • Sentenza n. 156/1999Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2043, 2051 e 1227, primo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 97 della Costituzione, dal giudice di pace di Genova con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta il 29 aprile 1999. Il Presidente: Gr…

  • Ordinanza n. 165/1998Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2043 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 113 della Costituzione, dal tribunale di Isernia con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte, Palazzo della Consulta, il 4 maggio 1998. Il Presidente: Granata Il redattore: Chiep…

  • Sentenza n. 188/1995Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2043 del codice civile sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 42 della Costituzione, dal Tribunale superiore delle acque pubbliche con l'ordinanza in epigrafe; Dichiara inammissibile ogni altra questione sollevata dal medesimo Tribunale superiore delle acque pubbliche, con la stessa ordinanza. Così deciso…

  • Ordinanza n. 82/1995Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2043, 2051 e 1227, primo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 97 della Costituzione, dal Pretore di Lecce con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 febbraio 1995. Il Pr…

  • Sentenza n. 372/1994Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2043 cod. civ., sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 32 della Costituzione, dal Tribunale di Firenze con l'ordinanza in epigrafe; Dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2059 cod. civ., sollevata in subordine, con riferimento ai cita…

  • Sentenza n. 74/1982Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2598 c.c.

    Dispositivo: dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2598 n. 2 cod. civ. sollevata, in riferimento all'art. 21 comma 1 Cost., con ordinanza 5 novembre 1975 del Pretore di Verona. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 2 aprile 1982. F.to: LEOPOLDO ELIA - MICHELE ROSSANO ANTONINO DE STEF…

  • Sentenza n. 88/1979Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2043 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 32 della Costituzione, dal tribunale di Camerino con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 luglio 1979. F.to: LEONETTO…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia