Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Locazione

Disciplina delle locazioni di immobili urbani (legge 27 luglio 1978 n. 392)

Sottovoce della voce 104 nella classificazione del Massimario

11 massime, da pronunce dal 5 maggio 2025 al 22 luglio 2026

Massime della Corte di cassazione

11 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 23764/2026

    Immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione › Diritti ed obblighi delle parti › Sublocazione e cessione della locazione

    Cessione del contratto di locazione contestuale alla cessione o all’affitto dell’azienda - Comunicazione della cessione al locatore - Rilevanza - Conseguenze.

    In tema di locazione di immobili urbani adibiti ad uso diverso da quello di abitazione, nel caso di cessione del contratto di locazione contestuale alla cessione o all'affitto dell'azienda, ai sensi dell'art. 36 della l. n. 392 del 1978, la comunicazione della cessione al locatore non è un profilo accessorio, ma costituisce il presupposto necessario affinché il trasferimento del rapporto divenga opponibile al locatore e si determini il vincolo di responsabilità sussidiaria tra cedente e cessionario, caratterizzata dal beneficium ordinis; ne consegue che il locatore può rivolgersi al cedente per l'adempimento delle obbligazioni contrattuali solo dopo che si sia consumato l'inadempimento del nuovo conduttore e previo esperimento nei suoi confronti della richiesta di adempimento, anche mediante semplice messa in mora.

    Rv. 679434-01Rassegna di luglio 2026, p. 86Art. 1294 c.c. · Art. 1408 c.c. · Art. 1409 c.c. · Art. 1571 c.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 23235/2026

    Immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione › Indennità per la perdita dell'avviamento › Esecuzione dei provvedimenti di rilascio

    In tema di locazione ad uso diverso da quello abitativo, ove il rapporto sia cessato prima dell'intervento della vendita, in sede esecutiva, dell'immobile locato, il diritto di ritenzione del bene da parte dell'originario conduttore, legittimamente esercitabile fino all'avvenuto versamento della indennità per la perdita dell'avviamento commerciale, non può essere fatto valere nei confronti dell'aggiudicatario cui sia stata trasferita la proprietà, cosicché il perdurare dell'occupazione dell'immobile da parte dell'originario conduttore risulta priva di titolo.

    Rv. 679397-01Rassegna di luglio 2026, p. 80Art. 34 Legge sull’equo canone · Art. 1602 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 14532/2026

    Immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione › Prelazione (diritto di) › Trasferimento a titolo oneroso

    Locazione di immobile in comproprietà - Vendita della quota da parte di uno dei comproprietari - Diritto di prelazione del conduttore - Esclusione - Questione di legittimità costituzionale degli artt. 38 e 39 l. n. 392 del 1978 - Manifesta infondatezza - Fondamento.

    In tema di locazione di immobili urbani ad uso non abitativo, è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 38 e 39 della l. n. 392 del 1978, nella parte in cui non riconoscono al conduttore di un immobile in comproprietà il diritto di prelazione e il conseguente riscatto anche nell'ipotesi di alienazione di una sola quota dell'immobile locato - prospettata per la violazione dell'art. 3, sotto il profilo dell'irragionevole disparità di trattamento rispetto al conduttore di un immobile di proprietà esclusiva - non potendosi realizzare, nel primo caso, a differenza che nel secondo, la finalità della piena coincidenza tra la titolarità dell'attività imprenditoriale e la proprietà dell'immobile all'interno del quale è svolta, propria dell'istituto della prelazione nell'ambito dei rapporti in questione.

    Rv. 678112-01Rassegna di maggio 2026, p. 159 ↗Art. 38 Legge sull’equo canone · Art. 39 Legge sull’equo canone · Art. 3 cost.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 9298/2026

    Uso diverso da quello pattuito

    Contratto ad uso non abitativo stipulato prima dell’entrata in vigore della l. n. 431 del 1998 - Mutamento della destinazione d’uso successiva all’entrata in vigore della l. n. 431 del 1998 - Disciplina applicabile.

    Il contratto di locazione ad uso non abitativo, stipulato nella vigenza della l. n. 392 del 1978, rimane regolato da tale legge anche nel caso in cui l'immobile venga assoggettato ad uso diverso da quello pattuito (nella specie abitativo) in epoca successiva all'entrata in vigore della legge l. n. 431 del 1998, non costituendo il mutamento di destinazione d'uso della cosa locata un accordo ex novo, ma una evoluzione del contratto preesistente.

    Rv. 677588-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 254 ↗Art. 14 Locazioni abitative · Art. 80 Legge sull’equo canoneDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 32869/2025

    Immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione › Diritti ed obblighi delle parti › Sublocazione e cessione della locazione

    Locazione ad uso commerciale - Cessione del contratto ex art. 36 l. n. 392 del 1978 senza liberazione del cedente - Azione di risoluzione del contratto del locatore - Litisconsorzio necessario tra cedente e cessionario - Esclusione - Litisconsorzio facoltativo - Sussistenza.

    In caso di contestuale cessione dell'azienda e del contratto di locazione ex art. 36 della l. n. 392 del 1978, senza liberazione del cedente, nel giudizio instaurato per la risoluzione del contratto e il pagamento dei canoni insoluti non sussiste litisconsorzio necessario tra cedente, cessionario e ceduto, bensì litisconsorzio facoltativo con rapporti processualmente scindibili, potendo il locatore esperire separate e distinte azioni nei riguardi dei soggetti (cedente e cessionario) tra loro obbligati in solido.

    Classificata anche sotto: Procedimento civile › Litisconsorzio

    Rv. 676758-01Rassegna di dicembre 2025, p. 108 ↗Art. 102 c.p.c. · Art. 36 Legge sull’equo canone · Art. 103 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, sent. n. 28918/2025

    Immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione › Prelazione (diritto di)

    In materia di vendita competitiva ai sensi dell'art. 107 l.fall., la stipula da parte del curatore di un contratto di locazione, a ciò autorizzato dal comitato dei creditori degli artt. 560, comma 2, c.p.c. e 107, comma 2, l.fall., non determina di per sé la spettanza in favore del conduttore altresì della prelazione legale ai sensi dell'art. 38 della l. n. 392 del 1978, dovendo essa, per risultare compatibile con le finalità liquidatorie della procedura, fondarsi su una previsione espressa di una clausola di prelazione convenzionale in favore dello stesso conduttore, tanto ricavandosi dalla natura straordinaria di tale atto, che necessita della previa autorizzazione degli organi della procedura, secondo lo schema delineato per il contratto di affitto d'azienda dall'art. 104-bis, comma 5, l.fall., che è espressione di un principio di carattere generale applicabile alla gestione di tutti i beni suscettibili di vendita coattiva e immanente a tale fase strumentale della più ampia liquidazione concorsuale.

    Classificata anche sotto: Fallimento ed altre procedure concorsuali › Fallimento

    Rv. 675989-01Rassegna di novembre 2025, p. 15 ↗Art. 107 fallimento · Art. 104-bis fallimento · Art. 560 c.p.c. · Art. 38 Legge sull’equo canoneDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 23655/2025

    Disciplina transitoria › Immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione › Contratti in corso soggetti a proroga › Durata

    Clausola di durata inferiore a quella minima di sei anni - Liceità - Condizioni - Transitorietà - Estremi.

    Qualora una locazione di immobile destinato all'esercizio di una delle attività previste dall'art. 27 della l. n. 392 del 1978 sia stipulata per una durata inferiore a quella legale, il contratto, ove sorga controversia, potrà essere ritenuto conforme al modello legale della locazione non abitativa transitoria - e, quindi, sottratto alla sanzione di nullità di cui all'art. 79 della legge stessa e alla eterointegrazione ex art. 1339 c.c. -, a condizione che la transitorietà sia espressamente enunciata con specifico riferimento alle ragioni che la determinano, in modo da consentirne la verifica in sede giudiziale e sempreché risulti, in esito ad essa, che le ragioni dedotte (delle quali si postula l'effettività, ricorrendo, diversamente, una fattispecie simulatoria) siano di natura tale da giustificare la sottrazione del rapporto al regime ordinario, vale a dire integrino ragioni obiettive che escludano esigenze di stabilità.

    Rv. 675852-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 258 ↗Art. 1339 c.c. · Art. 27 Legge sull’equo canone · Art. 79 Legge sull’equo canoneDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 20768/2025

    Immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione › Durata › Recesso del conduttore

    Locazione ad uso diverso - Recesso per gravi motivi ex art. 27, comma 8, l. n. 392 del 1978 - Mancata consegna dell'ACE - Equivalenza tra ACE e AQE ex art. 11, comma 1-bis, d.lgs. n. 192 del 2005 - Esclusione - Combinato disposto artt. 6, comma 4, 15, comma 9, e 11, comma 1-bis - Interpretazione - Nullità testuale - Limiti.

    In tema di locazione ad uso diverso, l'omessa consegna dell'Attestato di Certificazione Energetica (ACE) non comporta la nullità del contratto ai sensi del combinato disposto degli artt. 6, comma 4, e 15, comma 9, del d.lgs. n. 192 del 2005, ove sia stato fornito il solo Attestato di Qualificazione Energetica (AQE), non potendosi ritenere operante una parificazione tra i due documenti ai fini del regime sanzionatorio, poiché, trattandosi di nullità testuale, essa non può essere desunta in via interpretativa dalla norma transitoria di cui all'art. 11, comma 1-bis, del medesimo decreto, che prevede la sostituzione "a tutti gli effetti" dell'ACE con l'AQE.

    Rv. 675437-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 207 ↗Art. 1418 c.c. · Art. 1325 c.c. · Art. 6 ((Attuazione della direttiva (UE) 2018/844, che modifica la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia e la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica, della direttiva 2010/31/UE, sulla prestazione energetica nell'edilizia, e della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia)) · Art. 15 ((Attuazione della direttiva (UE) 2018/844, che modifica la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia e la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica, della direttiva 2010/31/UE, sulla prestazione energetica nell'edilizia, e della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia)) e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 20033/2025

    Immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione › Prelazione (diritto di) › Trasferimento a titolo oneroso › Versamento del prezzo

    Prelazione urbana ex art. 38 della l. 392 del 1978 - Determinazione del valore della causa - Criteri di cui all'art.15, comma 1, c.p.c. - Applicazione - Fondamento.

    Ai fini della liquidazione delle spese di lite, il valore delle controversie in materia di prelazione urbana, avendo la relativa domanda natura reale in considerazione del possibile esercizio dell'azione di riscatto ex art. 39 l. n. 392 del 1978, si determina ai sensi dell'art. 15, comma 1, c.p.c., moltiplicando per duecento la rendita catastale.

    Classificata anche sotto: Spese giudiziali civili › Condanna alle spese

    Rv. 675434-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 202 ↗Art. 91 c.p.c. · Art. 15 c.p.c. · Art. 38 Legge sull’equo canone · Art. 39 Legge sull’equo canoneDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 18538/2025

    Immobili adibiti ad uso di abitazione › Ambito di applicazione
    Immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione › Ambito di applicazione

    Qualora la sentenza respinga la domanda di risoluzione del contratto di locazione - indicato dal locatore come ad uso abitativo - per morosità ex art. 55 l. n. 392 del 1978 e ometta di pronunciarsi sulla riconvenzionale del conduttore volta all'accertamento dell'uso non abitativo, l'accoglimento dei motivi di ricorso riguardanti la minuspetizione è sufficiente ad impedire la formazione di un giudicato implicito sulla tipologia della locazione, con la conseguenza che sono inammissibili, per difetto di interesse, gli ulteriori motivi volti a censurare il rigetto della domanda di risoluzione, decisione di per sé vantaggiosa per il locatario.

    Classificata anche sotto: Impugnazioni civili › Impugnazioni in generale

    Rv. 675394-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 187 ↗Art. 1453 c.c. · Art. 1456 c.c. · Art. 2909 c.c. · Art. 101 c.p.c. e altri 6Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di aprile/maggio 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, novembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗ e luglio 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 542/1989Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 34 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: Dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 34, della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni di immobili urbani), nella parte in cui non prevede i provvedimenti della pubblica Amministrazione tra le cause di cessazione del rapporto di locazione che escludono il diritto del conduttore alla indennità per la perdita dell'avviamento. Così deciso in Roma, nell…

  • Ordinanza n. 2/2002Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 34 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 34, secondo comma, della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni di immobili urbani), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal tribunale di Trapani con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della…

  • Sentenza n. 294/1994Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 27 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 27, terzo comma, della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni degli immobili urbani), sollevata in riferimento all'art. 3 della Costituzione dalla Corte di Appello di Venezia con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consu…

  • Ordinanza n. 296/1992Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 39 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 39, primo comma, della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni di immobili urbani), sollevata, in relazione agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Catania con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo…

  • Ordinanza n. 487/1990Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 39 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 39, primo comma, della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni di immobili urbani), sollevata, in relazione agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dalla Corte di cassazione con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazz…

  • Sentenza n. 228/1990Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 39 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 39, primo comma, della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni di immobili urbani), sollevata, con riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dalla Corte di cassazione con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo…

  • Ordinanza n. 565/1989Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 34 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 34, primo comma, della legge n. 392 del 27 luglio 1978 (Disciplina delle locazioni di immobili urbani), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Pretore di Roma con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della…

  • Sentenza n. 576/1987Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 34 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: Dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 34, primo comma, della legge 27 luglio 1978, n. 392 ("Disciplina delle locazioni di immobili urbani"), sollevata in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal pretore di Saluzzo con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede…

  • Ordinanza n. 596/1987Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 27 Legge sull’equo canone · Art. 38 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: Dichiara manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 27 e 38 della legge 27 luglio 1978, n. 392 ("Disciplina delle locazioni di immobili urbani"), sollevata dal Tribunale di Catania con l'ordinanza in epigrafe, in riferimento all'art. 3 della Costituzione. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palaz…

  • Sentenza n. 562/1987Esito: illegittimità costituzionale

    Questione giudicata su: Art. 34 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: dichiara: a) l'illegittimità costituzionale dell'art. 73 della legge 27 luglio 1978, n. 392 ("Disciplina delle locazioni di immobili urbani"), nel testo previgente alla modifica introdotta con la legge 31 marzo 1979, n. 93, nella parte in cui non richiama espressamente l'obbligo di corrispondere l'indennità per la perdita dell'avviamento commerciale di cui all'art. 69, settimo, o…

  • Ordinanza n. 103/1987Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 34 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: ordina la restituzione degli atti al Tribunale di Milano onde proceda ad un nuovo esame della rilevanza delle questioni nel giudizio in corso secondo il sopravvenuto art. 1 d.l. 7 febbraio 1985 n. 12, commi 9-septies e octies, introdotti dalla legge di conversione 5 aprile 1985 n. 118. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 26 marzo…

  • Ordinanza n. 22/1986Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 38 Legge sull’equo canone · Art. 39 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 38, 39, 40 e 41 della legge 27 luglio 1978 n. 392, sollevata in riferimento all'art. 42 Cost. dal Pretore di Venezia con ordinanze emesse rispettivamente il 17 aprile 1984 (R.O. n. 132/85) ed il 25 maggio 1984 (R.O. n. 1191/84). Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, nella sede d…

  • Ordinanza n. 223/1985Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 27 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti alla Corte d'appello di Bologna, ai Tribunali di Forlì e di Imperia ed al Pretore di Montefiascone onde procedano ad un nuovo esame della rilevanza delle questioni nei giudizi in corso davanti a loro, secondo il sopravvenuto art. 1 d.l. 7 febbraio 1985 n. 12, nei commi 9 septies e octies introdotti dalla legge di conversione 5…

  • Sentenza n. 40/1984Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 27 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara non fondate, nei sensi di cui in motivazione, le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 27, primo e secondo comma, della legge 27 luglio 1978 n. 392 - nonché dei successivi artt. 29, 67 e 73 in quanto ad esso si riferiscono - sollevate dai Pretori di Serracapriola, Montefiascone, Bergamo ed Ispica e dal Conciliatore di Pulsano con le ordinanze…

  • Ordinanza n. 31/1984Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 34 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: 1) dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 69, settimo comma, della legge 27 luglio 1978, n. 392, e dell'art. 73 della stessa legge 27 luglio 1978, n. 392, quale modificato dall'art. 1 bis del decreto legge 30 gennaio 1979, n. 21, convertito con modificazioni nella legge 31 marzo 1979, n. 93, sollevata, in riferimento agli artt.…

  • Ordinanza n. 3/1984Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 34 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 34 della legge 27 luglio 1978, n. 392, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Giudice conciliatore di Casavatore con ordinanza del 2 maggio 1982. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 17 ge…

  • Sentenza n. 300/1983Esito: illegittimità costituzionale

    Questione giudicata su: Art. 34 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: 1) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 29, 34, 69, settimo ed ottavo comma, legge 27 luglio 1978, n. 392, e dell'art. 73 stessa legge 27 luglio 1978, n. 392, quale modificato dall'art. 1 bis decreto legge 30 gennaio 1979, n. 21, convertito con modificazioni nella legge 31 marzo 1979, n. 93, sollevate dal Giudice conciliatore di Andria con l'…

  • Sentenza n. 128/1983Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 38 Legge sull’equo canone · Art. 39 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: Corretta nei sensi di cui in motivazione l'ordinanza di questa Corte n. 136 in data 7 luglio 1982; 1) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 38, 39, 40 e 41 della legge 27 luglio 1978, n. 392, sollevata, in riferimento all'art. 3 Cost. con l'ordinanza della Corte costituzionale n. 136 del 7 luglio 1982. 2) Dichiara non fondate le questioni di…

  • Ordinanza n. 136/1982Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 38 Legge sull’equo canone · Art. 39 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: Dichiara rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 38, 39, 40 e 41 comma 2 della L. 27 luglio 1978, n. 392, nella parte in cui conferiscono il diritto di prelazione ai locatari di immobili urbani esercenti attività industriali, commerciali ed artigianali, in riferimento all'art. 3 della Costituzione e ne dispone la trattazione in…

  • Sentenza n. 36/1980Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 34 Legge sull’equo canone

    Dispositivo: dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 34 e 57 della legge 27 luglio 1978, n. 392, sollevate in riferimento agli artt. 3, 35, 36, 41, 42, 47 della Costituzione con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 marzo 1980. F.to: LEONETTO AMADEI - GIULIO GIONFRIDA…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia