Corte di cassazione · Massimario

Lavoro

Voce 103 della classificazione del Massimario

265 massime, da pronunce dal 7 gennaio 2025 al 27 luglio 2026

Pagina 1 di 6 delle massime

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  • Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni)257 massime
  • Lavoro autonomo (nozione, caratteri, distinzioni)6 massime
  • In materia di navigazione marittima ed aerea3 massime

Massime della Corte di cassazione

265 massime classificate sotto questa voce, dalla più recente. Le prime 50 in questa pagina, le altre nelle successive.

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 24046/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Trasferimento d'azienda

    In caso di cessione d'azienda o di trasferimento del rapporto di lavoro tra enti pubblici, il principio di continuità del rapporto sancito dall'art. 2112 c.c. comporta l'unitaria considerazione dell'anzianità di servizio maturata presso gli enti interessati e l'infrazionabilità della liquidazione del trattamento di fine rapporto comunque denominato, potendo derogarsi a tale principio solo in presenza di un'espressa previsione normativa. (Nella specie, la S.C., nel confermare l'impugnata decisione, ha escluso che l'art. 19, comma 8, della l.r. Sicilia n. 8 del 2012, come autenticamente interpretato dall'art. 64 della l.r. Sicilia n. 9 del 2013, contenesse una deroga espressa all'art. 2112 c.c. in relazione al trasferimento del personale dai soppressi Consorzi per le aree di sviluppo industriale all'Istituto Regionale per lo Sviluppo delle attività produttive).

    Classificata anche sotto: Impiego pubblico › Impiegati regionali, provinciali, comunali

    Rv. 679580-01Rassegna di luglio 2026, p. 114Art. 2112 c.c. · Art. 31 TU pubblico impiegoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 24122/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro

    In tema di mobilità del personale docente della scuola, l'art. 13, comma 1, lett. i) del c.c.n.i. dell'11 aprile 2017, nella parte in cui riconosce in favore delle persone non vedenti e di quelle emodializzate un diritto di precedenza assoluta in sede di trasferimento, integra, in base a quanto stabilito dalla pronuncia della Corte di Giustizia UE del 12 marzo 2026, in causa C-597/24, un'azione positiva ai sensi dell'art. 7 della Direttiva 2000/78/CE, volta ad assicurare completa parità nella vita professionale a soggetti svantaggiati, la quale, in quanto frutto della scelta non irragionevole di attribuire precedenza a categorie di soggetti - individuate secondo criteri enunciati in termini sufficientemente chiari e precisi - la cui disabilità, di obiettiva gravità, impone una specifica e peculiare assistenza, non determina, di per sé, una discriminazione rispetto ad altri lavoratori che hanno una disabilità non rientrante tra quelle privilegiate, i quali, peraltro, possono far valere un'esigenza di priorità nei trasferimenti comparabile a quella dei non vedenti e degli emodializzati adducendo elementi specifici e concreti dai quali dedurre che, rispetto alle esigenze del singolo caso, la mancata adozione di soluzioni ragionevoli per sopperirvi costituisce una discriminazione.

    Classificata anche sotto: Istruzione e scuole › Personale insegnante

    Rv. 679634-01Rassegna di luglio 2026, p. 118Art. 21 Legge 104 · Art. 601 Testo unico vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e gradoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 24122/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro

    In tema di mobilità del personale docente della scuola pubblica, la previsione, da parte degli artt. 6, comma 2, e 13 del c.c.n.i. dell'11 aprile 2017 per l'anno scolastico 2017/2018, di un meccanismo che accorda una precedenza nei trasferimenti ai lavoratori disabili, graduandola in base alla categoria di disabilità e facendo, al contempo, prevalere le operazioni di mobilità intraprovinciale su quelle di mobilità interprovinciale, non contrasta con la normativa statale di tutela di tali lavoratori né, in base a quanto stabilito dalla pronuncia della Corte di Giustizia UE del 12 marzo 2026, in causa C-597/24, con gli artt. 2 e 5 della Direttiva 2000/78/CE.

    Classificata anche sotto: Istruzione e scuole › Personale insegnante

    Rv. 679634-02Rassegna di luglio 2026, p. 119Art. 21 Legge 104 · Art. 601 Testo unico vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e gradoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 24033/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro

    L'effetto espansivo esterno, ex art. 336, comma 2, c.p.c., della sentenza d'appello che riforma quella dichiarativa della illegittimità del licenziamento, è limitato alle conseguenze che discendono direttamente da tale declaratoria, quali l'obbligo di ripristino del rapporto di lavoro e di corresponsione delle somme liquidate a titolo risarcitorio, ma non si estende agli atti adottati dal datore di lavoro sulla base di un diverso titolo giuridico, rappresentato dalla ricostituzione effettiva del rapporto di lavoro, i quali fanno sorgere l'obbligazione retributiva in senso proprio, quale corrispettivo dell'obbligo di rendere la prestazione, secondo il principio generale dettato dall'art. 2126 c.c., teso ad evitare che la portata retroattiva della pronuncia di riforma rechi ingiustificati arricchimenti del datore di lavoro.

    Classificata anche sotto: Impugnazioni civili › Impugnazioni in generale

    Rv. 679587-01Rassegna di luglio 2026, p. 113Art. 2126 c.c. · Art. 336 c.p.c. · Art. 18 statuto dei lavoratoriDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 23816/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Orario di lavoro

    In tema di pubblico impiego privatizzato, al personale docente della scuola con rapporto di lavoro a tempo parziale e prestazione non superiore al cinquanta per cento di quella a tempo pieno non si applicano le incompatibilità assolute previste dall'art. 60 del d.P.R. n. 3 del 1957, bensì la disciplina speciale dettata dall'art. 1, commi 57 e seguenti, della l. n. 662 del 1996, con la conseguenza che, in caso di violazione dei divieti e degli obblighi ivi stabiliti, non può essere adottato un provvedimento di decadenza, ma deve essere avviato, ai sensi dei commi 61 e seguenti del citato art. 1, un procedimento disciplinare volto, ove ne ricorrano i presupposti, al recesso per giusta causa, nel rispetto del contraddittorio tra le parti.

    Classificata anche sotto: Impiego pubblico › Impiegati regionali, provinciali, comunali

    Rv. 679579-01Rassegna di luglio 2026, p. 111Art. 60 Testo unico lo statuto degli impiegati civili dello Stato · Art. 58 Razionalizzazione della organizzazione delle Amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego · Art. 53 TU pubblico impiego · Art. 508 Testo unico vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e gradoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 23823/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Estinzione del rapporto › Diritto alla conservazione del posto › Infortuni e malattie

    Licenziamento del disabile - Superamento del periodo di comporto - Contrasto con la direttiva 2000/78/CE - Esclusione - Condizioni - Accomodamenti ragionevoli - Fattispecie.

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Estinzione del rapporto › Diritto alla conservazione del posto › Infortuni e malattie › Comporto

    Il licenziamento per superamento del periodo di comporto del lavoratore disabile non è, di per sé, incompatibile con la direttiva 2000/78/CE, atteso che questa non prescrive necessariamente il mantenimento dell'occupazione di un individuo non più capace e non più disponibile ad effettuare le funzioni essenziali al lavoro, ma impone l'obbligo per il datore di adottare accomodamenti ragionevoli, ai sensi dell'art. 5 della direttiva stessa, ossia misure proporzionali e ragionevoli per fronteggiare la disabilità ai fini della conservazione del posto di lavoro, in un'ottica di perseguimento di una finalità legittima di politica sociale e di occupazione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di appello che, a fronte dell'inerzia della lavoratrice, aveva ritenuto appropriate le misure adottate dal datore di lavoro quali: la tolleranza di ulteriori 60 giorni di assenza prima del licenziamento; l'avviso alla lavoratrice disabile, in prossimità del superamento del periodo di comporto, della possibilità di chiedere un ulteriore periodo di assenza non retribuita di 18 mesi; la concessione della fruizione anticipata di ferie non ancora maturate e di ferie nel giorno di venerdì, così da evitare il computo del sabato e della domenica; il riconoscimento di permessi utili a interrompere il periodo di comporto ed una maggiore flessibilità di orario; infine, il trasferimento presso ufficio idoneo a garantire un ambiente di lavoro più sereno).

    Rv. 679586-01Rassegna di luglio 2026, p. 112Art. 3 Legge 104 · Art. 5-bis Legge 104 · Art. 3 Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parita' di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro ((e della direttiva n. 2014/54/UE relativa alle misure intese ad agevolare l'esercizio dei diritti conferiti ai lavoratori nel quadro della libera circolazione dei lavoratori))Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 23707/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Contratto collettivo › Disciplina (efficacia) › Consuetudini ed usi

    Uso aziendale - Idoneità ad eliminare la normale assorbibilità dei superminimi individuali - Sussistenza - Vincolo "sine die" per la parte datoriale - Esclusione - Recesso datoriale dall’osservanza dell’uso aziendale - Condizioni - Manifestazione univoca della volontà datoriale - Necessità.

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Retribuzione › Determinazione › Scatti di anzianità › Minimi salariali

    L'uso aziendale - consistente nella reiterazione spontanea, costante e generalizzata di un comportamento favorevole del datore di lavoro nei confronti dei propri dipendenti, che si traduca in trattamento economico o normativo di maggior favore - quale fonte sociale, vincolante nei confronti della collettività dei lavoratori dell'azienda, idonea a superare la regola dell'ordinaria assorbibilità del superminimo individuale, non è immodificabile, potendo il datore di lavoro recedere dallo stesso, analogamente a quanto avviene in presenza di un contratto collettivo privo di data di scadenza, mediante una manifestazione di volontà che, seppur a forma non vincolata, deve essere resa, anche ove si estrinsechi in comportamenti concludenti, in termini chiari ed univoci, in modo tale da essere immediatamente percepibile dalla platea dei lavoratori e portata a conoscenza della collettività interessata con modalità idonee, sicché non è sufficiente un comportamento che si traduca nel mero inadempimento degli obblighi da esso derivanti.

    Rv. 679615-01Rassegna di luglio 2026, p. 109Art. 1173 c.c. · Art. 1340 c.c. · Art. 1373 c.c. · Art. 1374 c.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 23714/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Indennità › Di fine rapporto di lavoro › Di preavviso

    L'indennità sostitutiva del preavviso ha natura retributiva, in quanto trova origine nell'ordinario svolgersi del rapporto di lavoro e si pone in stretta connessione con la mancata percezione della retribuzione a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in assenza dell'esercizio del diritto potestativo di recesso immediato da parte del datore di lavoro, sicché rientra tra i "trattamenti retributivi" assoggettati al regime di responsabilità solidale del committente ex art. 29, comma 2, del d.lgs. n. 276 del 2003, coerentemente con la finalità di tale strumento normativo di scoraggiare forme occulte di illecita interposizione di manodopera e di sollecitare il committente a una attenta selezione delle imprese alle quali affidare l'appalto, attraverso la predisposizione, in favore dei lavoratori, di una garanzia ulteriore e più ampia rispetto a quella di cui all'art. 1676 c.c., nel cui ambito va, pertanto, ricompreso tale emolumento.

    Classificata anche sotto: Appalto (contratto di)

    Rv. 679632-01Rassegna di luglio 2026, p. 109Art. 29 Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30 · Art. 1676 c.c. · Art. 2118 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 23721/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Contratto collettivo › Interpretazione

    Personale di terra del trasporto aereo e delle attività aeroportuali - Subentro di nuova impresa nel servizio - Strumenti di tutela occupazionale - Art 14 del d.lgs. n. 18 del 1999 - Artt. 26 della parte generale e G3 e H37 della parte specifica del c.c.n.l.

    Assohandlers 8 luglio 2010 - Applicabilità - Condizioni - Fattispecie. In tema di gestione dei servizi aeroportuali, l'art 14 del d.lgs. n. 18 del 1999 e gli artt. 26 della parte generale e G3 e H37 della parte specifica del c.c.n.l. Assohandlers 8 luglio 2010 devono essere interpretati nel senso che, in caso di subentro di una nuova impresa nelle attività di handling, gli strumenti di tutela occupazionale ivi previsti operano, al di fuori dell'ipotesi di trasferimento d'azienda o di ramo d'azienda disciplinata dall'art. 2112 c.c., esclusivamente nei casi di trasferimento di attività caratterizzate dalla preesistenza di un'organizzazione identificabile e del subentro di un operatore in uno o più specifici settori organizzativi o categorie di servizi cui siano stabilmente adibiti determinati lavoratori, mentre non trovano applicazione quando la cessazione dell'attività dell'operatore uscente, in assenza del trasferimento di un'entità organizzata previamente individuabile e di un nesso diretto tra l'attività trasferita e il personale di cui si richiede il passaggio, si risolva in una complessiva riorganizzazione del mercato dei servizi aeroportuali. (Nella specie, la S.C. ha confermato l'esclusione dell'operatività della clausola sociale dovendosi ricondurre al subentro, a distanza di mesi, della nuova società nella gestione dei servizi a terra di tutto lo scalo aeroportuale, la totale dismissione, da parte del precedente gestore, dei predetti servizi e la ristrutturazione complessiva del corrispondente mercato, sulla base di accordi specifici con le organizzazioni sindacali, caratterizzata dall'introduzione di un nuovo modello operativo e non dal trasferimento di un'entità organizzata previamente individuabile).

    Rv. 679703-01Rassegna di luglio 2026, p. 110Art. 2112 c.c. · Art. 14 Attuazione della direttiva 96/67/CE relativa al libero accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti della Comunita' · Art. 1362 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 23486/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Estinzione del rapporto › Licenziamento individuale

    Con riguardo alla comunicazione dell'atto di licenziamento, le condizioni soggettive del destinatario e, in particolare, il suo stato di incapacità naturale, non assumono rilievo - ai fini della decorrenza del termine di decadenza per l'impugnazione - nel senso del superamento della presunzione di conoscenza stabilita dall'art. 1335 c.c., dovendo essere garantito il principio di affidamento e di certezza dei rapporti giuridici, posto alla base della previsione normativa, e risolvendosi una diversa interpretazione nella introduzione di una causa di sospensione della decadenza, in violazione della disciplina dettata dagli artt. 2964, 2941 e 2942 c.c..

    Classificata anche sotto: Capacità della persona fisica · Negozi giuridici

    Rv. 679539-01Rassegna di luglio 2026, p. 14Art. 1335 c.c. · Art. 2964 c.c. · Art. 2941 c.c. · Art. 2942 c.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa voce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 197/2025Illegittimità dichiarata

    Dichiarati illegittimi: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita' · Art. 2 Attuazione della direttiva (UE) 2019/1158 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa all'equilibrio tra attivita' professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e che abroga la direttiva 2010/18/UE del Consiglio

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nel testo antecedente alla modifica normativa introdotta con l'art. 2, comma 1, lettera n), del decreto legislativo 30 gi…

  • Sentenza n. 115/2025Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2 Attuazione della direttiva (UE) 2019/1158 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa all'equilibrio tra attivita' professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e che abroga la direttiva 2010/18/UE del Consiglio

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 27-bis del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), come inserito dall'art. 2, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 30 giugno 2022, n. 105, recante «Attuazione della diret…

  • Sentenza n. 111/2025Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 6 Licenziamenti individuali

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 6, primo comma, della legge 15 luglio 1966, n. 604 (Norme sui licenziamenti individuali), nella parte in cui non prevede che, se al momento della ricezione della comunicazione del licenziamento o in pendenza del termine di sessanta giorni previsto per la sua impugnazione, anche extragiudiziale, il lavoratore versi in condizione di incapacità di int…

  • Sentenza n. 128/2024Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 3 tutele crescenti

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183), nella parte in cui non prevede che si applichi anche nelle ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo in cui sia direttamente dimost…

  • Sentenza n. 99/2024Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita'

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42˗bis, comma 1, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui prevede che il trasferimento temporaneo del dipendente pubblico, con figli minori fino a tre…

  • Sentenza n. 22/2024Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2 tutele crescenti

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183), limitatamente alla parola «espressamente». Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 gennaio 2024.…

  • Sentenza n. 167/2022Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2751-bis c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2751-bis, numero 3), del codice civile e dell'art. 1, comma 474, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020), nella parte in cui non prevedono, in favore dell'agente che svolga una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentement…

  • Sentenza n. 125/2022Illegittimità dichiarata

    Dichiarati illegittimi: Art. 18 statuto dei lavoratori · Art. 1 Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 18, settimo comma, secondo periodo, della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento), come modificato dall'art. 1, comma 42, lettera b), della legge 28 giugno 2012, n. 92 (Disposizioni in materia di riforma…

  • Sentenza n. 59/2021Illegittimità dichiarata

    Dichiarati illegittimi: Art. 18 statuto dei lavoratori · Art. 1 Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 18, settimo comma, secondo periodo, della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale, nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento), come modificato dall'art. 1, comma 42, lettera b), della legge 28 giugno 2012, n. 92 (Disposizioni in materia di riforma…

  • Sentenza n. 212/2020Illegittimità dichiarata

    Dichiarati illegittimi: Art. 32 Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile · Art. 6 Licenziamenti individuali

    Questione giudicata anche su: Art. 1 Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 6, secondo comma, della legge 15 luglio 1966, n. 604 (Norme sui licenziamenti individuali), come sostituito dall'art. 32, comma 1, della legge 4 novembre 2010, n. 183 (Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi a…

  • Sentenza n. 61/2020Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 55-quater TU pubblico impiego

    Dispositivo: 1) dichiara inammissibile la costituzione di C.S. nel giudizio di legittimità costituzionale di cui in epigrafe; 2) dichiara l'illegittimità costituzionale del secondo, terzo e quarto periodo del comma 3-quater dell'art. 55-quater del d.lgs. n. 165 del 2001, come introdotto dall'art. 1, comma 1, lettera b), del d.lgs. n. 116 del 2016. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzional…

  • Sentenza n. 232/2018Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita'

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto, e alle condizioni s…

  • Sentenza n. 194/2018Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 3 tutele crescenti

    Questione giudicata anche su: Art. 2 tutele crescenti

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183) - sia nel testo originario sia nel testo modificato dall'art. 3, comma 1, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 (Disposizioni urgenti per la dignit…

  • Sentenza n. 213/2016Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 33 Legge 104

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), come modificato dall'art. 24, comma 1, lettera a), della legge 4 novembre 2010, n. 183 (Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di…

  • Sentenza n. 98/2015Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 53 TU pubblico impiego

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 53, comma 15, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), nella parte in cui prevede che «I soggetti di cui al comma 9 che omettono le comunicazioni di cui al comma 11 incorrono nella sanzione di cui allo stesso comma 9». Così deciso in Roma, nella se…

  • Sentenza n. 203/2013Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita'

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell'art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto, e alle condizioni ivi stab…

  • Sentenza n. 246/2011Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 19 TU pubblico impiego

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 19, comma 8, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), come modificato dall'art. 2, comma 159, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria), convertito, con modificazioni,…

  • Sentenza n. 124/2011Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 19 TU pubblico impiego

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 19, comma 8, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), nel testo vigente prima dell'entrata in vigore dell'art. 40 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttiv…

  • Sentenza n. 19/2009Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita'

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell'art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto il figlio convivente, in assen…

  • Sentenza n. 158/2007Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita'

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non prevede, in via prioritaria rispetto agli altri congiunti indicati dalla norma, anche per il coniuge c…

  • Sentenza n. 233/2005Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita'

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non prevede il diritto di uno dei fratelli o delle sorelle conviventi con soggetto con handicap in situazion…

  • Sentenza n. 113/2004Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2751-bis c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2751-bis, numero 1, del codice civile, nella parte in cui non munisce del privilegio generale sui mobili il credito del lavoratore subordinato per danni da demansionamento subiti a causa dell'illegittimo comportamento del datore di lavoro. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 25 marzo 2004. F.…

  • Sentenza n. 220/2002Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2751-bis c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2751-bis, numero 1, del codice civile nella parte in cui non munisce del privilegio generale sui mobili il credito del lavoratore subordinato per danni conseguenti a malattia professionale, della quale sia responsabile il datore di lavoro. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 maggio 2002. F…

  • Sentenza n. 1/1998Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2751-bis c.c.

    Dispositivo: Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2751-bis, n. 2, del codice civile limitatamente alla parola "intellettuale". Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 26 gennaio 1998. Il Presidente: Guizzi Il redattore: Marini Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 29 gennaio 1998. Il direttore della cancelleria:…

  • Sentenza n. 427/1989Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 7 statuto dei lavoratori

    Dispositivo: Dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 7, secondo e terzo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento), nella parte in cui è esclusa la loro applicabilità al licenziamento per motivi disciplinari irrogato da imprenditor…

  • Sentenza n. 616/1987Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2109 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 2109 cod. civ. nella parte in cui non prevede che la malattia insorta durante il periodo feriale ne sospenda il decorso. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 dicembre 1987. Il Presidente: SAJA Il redattore: GRECO Depositata in cancelleria il 30 dic…

  • Sentenza n. 326/1983Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2751-bis c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2751 bis n. 1 c.c. (sub art. 2 l. 29 luglio 1975, n. 426) nella parte in cui non munisce del privilegio generale istituito dall'art. 2 l. 426/1975 il credito del lavoratore subordinato per danni conseguenti ad infortunio sul lavoro, del quale sia responsabile il datore di lavoro, se e nei limiti in cui il creditore non sia soddisfatt…

  • Sentenza n. 204/1982Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 7 statuto dei lavoratori

    Questione giudicata anche su: Art. 18 statuto dei lavoratori

    Dispositivo: riuniti gli incidenti iscritti ai nn. 738 e 758 R.O. 1976, 38, 39, 57 e 168 R.O. 1977, 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dei commi primo, secondo e terzo dell'art. 7 (sanzioni disciplinari) l. 20 maggio 1970, n. 300 (norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento),…

  • Sentenza n. 189/1980Illegittimità dichiarata

    Dichiarati illegittimi: Art. 2109 c.c. · Art. 2096 c.c.

    Questione giudicata anche su: Art. 2120 c.c.

    Dispositivo: 1. - dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2096, terzo comma, cod. civ. nella parte in cui non riconosce il diritto alla indennità di anzianità di cui agli artt. 2120 e 2121 stesso codice, al lavoratore assunto con patto di prova nel caso di recesso dal contratto durante il periodo di prova medesimo. 2. - Ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 dichiara…

  • Sentenza n. 204/1971Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2120 c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2120, comma primo, del codice civile nella parte in cui esclude che l'indennità di anzianità sia dovuta al prestatore di lavoro, il cui servizio abbia avuto una durata inferiore all'anno. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 dicembre 1971. MICHELE FRAGALI - COSTANTINO MORTATI…

Se ne mostrano 30 su 204: prima le dichiarazioni di illegittimità, poi le altre, dalle più recenti.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia