Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Contratti in genere

Requisiti (elementi del contratto)

Sottovoce della voce 058 nella classificazione del Massimario

25 massime, da pronunce dal 7 gennaio 2025 al 20 giugno 2026

Massime della Corte di cassazione

25 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 20945/2026

    Accordo delle parti › Condizioni generali di contratto › Necessità di specifica approvazione scritta › Clausole vessatorie od onerose

    Contratti conclusi telematicamente - Clausole vessatorie - Specifica approvazione scritta - Firma digitale - Contratti non soggetti a forma scritta ad substantiam - Firma elettronica -Sufficienza - Mera spunta - Insufficienza.

    In tema di contratti conclusi telematicamente tra professionisti ed aventi ad oggetto beni o servizi della società dell'informazione, poiché l'art. 13, comma 1, del d.lgs. n. 70 del 2003 stabilisce che si applicano le ordinarie regole sulla conclusione dei contratti, la clausola vessatoria deve essere specificamente approvata per iscritto dall'acquirente, ai sensi dell'art. 1341, comma 2, c.c., mediante firma digitale - che nel caso di contratti non soggetti a forma ad substantiam ex art. 1350 c.c. può assumere la veste della firma elettronica (o c.d. digitale leggera), di cui all'art. 3, punto 10, del Regolamento UE n. 910 del 2014 (c.d. eIDAS) - non essendo di per sé sufficiente la mera "spunta" (o "flaggatura") della casella corrispondente alla clausola stessa.

    Rv. 678613-02Rassegna di giugno 2026, p. 161Art. 1350 c.c. · Art. 13 Attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della societa' dell'informazione nel mercato interno, con particolare riferimento al commercio elettronicoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 20878/2026

    Requisiti accidentali › Condizione (nozione, distinzione) › Pendenza › Risolutiva

    Condizione risolutiva - Clausola risolutiva espressa - Presupposti - Differenze - Effetti.

    In tema di contratti, la condizione risolutiva postula che le parti subordinino la risoluzione del contratto, o di un singolo patto, ad un evento, futuro ed incerto, il cui verificarsi priva di effetti il negozio "ab origine", laddove, invece, con la clausola risolutiva espressa, le stesse prevedono lo scioglimento del contratto qualora una determinata obbligazione non venga adempiuta affatto o lo sia secondo modalità diverse da quelle prestabilite, sicché la risoluzione opera di diritto ove il contraente non inadempiente dichiari di volersene avvalere, senza necessità di provare la gravità dell'inadempimento della controparte.

    Rv. 679322-01Rassegna di giugno 2026, p. 100Art. 1353 c.c. · Art. 1456 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 20214/2026

    Accordo delle parti › Conclusione del contratto

    In tema di contratti del consumatore, la qualifica di consumatore va accertata in base allo scopo concreto perseguito mediante il contratto e deve essere esclusa quando l'incarico professionale sia funzionalmente collegato, anche in via accessoria, all'esercizio di un'attività imprenditoriale ovvero alla liquidazione di rapporti societari a essa riconducibili, assumendo in tal caso il cliente la veste di professionista ai sensi dell'art. 3 del d.lgs. n. 206 del 2005. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva escluso la qualità di consumatrice della socia unica e liquidatrice di una società, la quale aveva conferito a un avvocato incarichi professionali strumentali al recupero di beni e crediti sociali, per l'effetto funzionali all'attività di liquidazione della società stessa, riconoscendo invece tale qualità alle altre mandanti, estranee all'attività d'impresa e mosse dalla sola tutela di diritti successori).

    Rv. 678937-03Rassegna di giugno 2026, p. 91Art. 3 cod. cons. · Art. 33 cod. cons. · Art. 1469-bis c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 19563/2026

    Accordo delle parti › Conclusione del contratto › Proposta › Accettazione › Difforme (nuova proposta)

    Il diritto di prelazione agraria, ex art. 4-bis della l. n. 203 del 1982, presuppone, per la sua efficace operatività, che il conduttore offra condizioni identiche a quelle comunicate dal locatore, sicché qualsiasi accettazione non conforme - ancorché motivata dalla contestazione di clausole ritenute illegittime - si risolve in una controproposta e non consente il perfezionamento del contratto.

    Classificata anche sotto: Contratti agrari

    Rv. 678426-01Rassegna di giugno 2026, p. 151Art. 4-bis Contratti agrari · Art. 1326 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 13328/2026

    Accordo delle parti › Condizioni generali di contratto › Necessità di specifica approvazione scritta › Clausole vessatorie od onerose

    Credito al consumo - Estinzione anticipata - Riduzione costo totale del credito - Restituzione pro quota dei costi sostenuti in sede di stipula - Interpretazione dell’art. 125 sexies TUB in conformità della sentenza CGUE del 01.09.2019 (cd sentenza Lexitor).

    In caso di estinzione anticipata di un contratto di credito al consumo, il consumatore ha diritto alla restituzione pro-quota di tutti i costi sostenuti in sede di stipula, anche se questa è avvenuta prima del 25 luglio 2021, dovendosi interpretare anche l'originaria versione dell'art 125-sexies T.U.B. alla luce della pronuncia della sentenza della CGUE dell'1 settembre 2019, causa C-383/18 (c.d. sentenza Lexitor), e della successiva sentenza della Corte Cost. n. 263 del 2022, con conseguente assoggettamento a riduzione anche dei costi c.d. up front, inclusi i costi di intermediazione.

    Classificata anche sotto: Mutuo

    Rv. 679222-01Rassegna di maggio 2026, p. 33 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 10762/2026

    Forma › Scritta › "Ad substantiam" › Trasferimenti immobiliari

    Determinabilità dell'oggetto - Esclusivo ricorso ad elementi contenuti nell'atto - Conseguenze - Immobile ubicato in territorio italiano - Ordine di trasferimento della proprietà emanato da giudice straniero - Preesistente impegno assunto in forma scritta - Accertamento - Necessità - Fondamento - Art. 1350 c.c. - Principio di ordine pubblico.

    Nei contratti soggetti alla forma scritta ad substantiam, l'oggetto deve essere determinato o determinabile sulla base degli elementi risultanti dal contratto stesso, non potendosi utilizzare elementi ad esso estranei, cosicché il riconoscimento dell'efficacia di un ordine straniero di trasferimento della proprietà di un immobile sito nel territorio dello Stato italiano presuppone, necessariamente, l'accertamento di un preesistente impegno del proprietario a vendere il cespite, assunto in forma scritta o comunque recepito in un provvedimento giudiziario, in ragione del disposto dell'art. 1350 c.c., a cui va attribuita, anche alla stregua dell'art. 24 del Regolamento UE n. 1215 del 2012, natura di principio di ordine pubblico.

    Classificata anche sotto: Delibazione (giudizio di)

    Rv. 678607-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 175 ↗Art. 177 c.c. · Art. 179 c.c. · Art. 1346 c.c. · Art. 1350 c.c. e altri 3Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 7134/2026

    Causa (nozione, distinzioni) › Illiceità › Contrarietà al buon costume

    Soluti retentio ex art. 2035 c.c. - Erogazione di somme di denaro in favore di impresa già in stato di decozione - Sussistenza - Condizioni - Fondamento - Fattispecie.

    Ai fini dell'applicazione della soluti retentio ex art. 2035 c.c., è contraria al buon costume l'erogazione di somme di denaro in favore di un'impresa già in stato di decozione, integrante un vero e proprio finanziamento, che consenta all'imprenditore di ritardare la dichiarazione di fallimento, incrementando l'esposizione debitoria dell'impresa, trattandosi, invero, di una condotta preordinata alla violazione delle regole di correttezza che governano le relazioni di mercato. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato il decreto del tribunale che aveva rigettato l'opposizione allo stato passivo proposta da una banca, il cui credito - riveniente da alcuni finanziamenti chirografari che avevano aggravato sensibilmente la situazione debitoria di una società, già esposta verso l'Erario per importi considerevoli, assistiti da privilegio - non era stato ammesso dal giudice delegato).

    Classificata anche sotto: Fallimento ed altre procedure concorsuali › Fallimento

    Rv. 677890-02Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 67 ↗Art. 2035 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 5785/2026

    Causa (nozione, distinzioni) › Illiceità › Contrarietà a norma imperativa

    Emissione di un assegno in bianco o postdatato rilasciato a scopo di garanzia - Contrarietà agli artt. 1 e 2 del r.d. n. 1736 del 1933 - Perseguimento di interessi meritevoli - Esclusione - Nullità del patto di garanzia - Legittimità della pronuncia.

    L'emissione di un assegno in bianco o postdatato a scopo di garanzia è contraria alle norme imperative contenute negli artt. 1 e 2 del r.d. n. 1736 del 1933 e dà luogo ad un giudizio negativo sulla meritevolezza degli interessi perseguiti dalle parti, alla luce del criterio della conformità a norme imperative, all'ordine pubblico ed al buon costume, enunciato dall'art. 1343 c.c., sicché non viola il principio dell'autonomia contrattuale, sancito dall'art. 1322 c.c., il giudice che, in relazione a tale assegno, dichiari nullo il patto di garanzia e sussistente la promessa di pagamento di cui all'art. 1988 c.c..

    Rv. 677468-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 126 ↗Art. 1322 c.c. · Art. 1343 c.c. · Art. 1988 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 4051/2026

    Accordo delle parti › Condizioni generali di contratto › Necessità di specifica approvazione scritta › Clausole vessatorie od onerose

    Controversie in tema di tutela del consumatore - Natura vessatoria di clausole contrattuali - Onere della prova della qualità soggettiva - In capo al consumatore - Fondamento - Conseguenze in tema di fideiussione.

    Nelle controversie in materia di clausole vessatorie, ai sensi degli artt. 33 e ss. del d.lgs. n. 2906 del 2005 (cod. cons.), incombe sulla parte che invoca la tutela protettiva dimostrare - in quanto fatto costitutivo della propria domanda o eccezione - la qualità soggettiva di consumatore, non spettando invece al professionista dimostrare che la propria controparte non possiede tale qualità, con la conseguenza che spetta al fideiussore che invoca di essere un consumatore l'onere della prova di aver prestato la garanzia per ragioni meramente personali e non per finalità o interessi relativi all'attività imprenditoriale del soggetto garantito, dimostrando, in particolare, di non possedere partecipazioni al suo capitale sociale e di non ricoprirne ruoli amministrativi e gestionali.

    Classificata anche sotto: Fidejussione

    Rv. 677081-01Rassegna di febbraio 2026, p. 36 ↗Art. 2697 c.c. · Art. 1957 c.c. · Art. 33 cod. cons.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 3287/2026

    Accordo delle parti › Condizioni generali di contratto

    Contratto predisposto da un committente per la realizzazione di un'opera - Stipulazione con i vari appaltatori - Condizioni generali di contratto - Esclusione - Specifica approvazione scritta delle clausole vessatorie - Necessità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.

    In materia di appalto, allorquando un committente, in funzione della realizzazione di un'opera, predisponga, per la stipulazione con i vari appaltatori delle distinte parti o dei distinti servizi occorrenti, un regolamento contrattuale con clausole di identico contenuto, la finalizzazione dei contratti alla realizzazione di un'opera specifica esclude che ci si possa trovare in presenza di contratti riconducibili alla fattispecie di cui all'art. 1342 c.c. e meritevoli della tutela di cui all'art. 1341, comma 2, c.c., mancando l'estremo della predisposizione del regolamento per la disciplina di una serie indefinita di rapporti. (In applicazione del principio, ha S.C. ha escluso che una pluralità di contratti utilizzati da un unico committente e finalizzati ad una determinata costruzione navale, potessero ritenersi predisposti per una serie indefinita di rapporti contrattuali, in quanto tesi a disciplinare i rapporti con fornitori specificamente individuati).

    Rv. 676949-01Rassegna di febbraio 2026, p. 54 ↗Art. 1341 c.c. · Art. 1342 c.c. · Art. 1655 c.c.Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, novembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Ordinanza n. 428/2000Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1341 c.c. · Art. 1342 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 1341, secondo comma, 1342, secondo comma, del codice civile e 4, comma 2, della legge 31 maggio 1995, n. 218 (Riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato), sollevata - in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione - dal giudice del tribunale di…

  • Ordinanza n. 61/1988Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1341 c.c. · Art. 1342 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 1341 e 1342 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dalla Corte d'appello di Roma, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 14 gennaio 1988.…

  • Sentenza n. 192/1983Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2697 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 1 legge 23 ottobre 1960, n. 1369, 414, n. 4, cod. proc. civ. e 2697 cod. civ., sollevata in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione con l'ordinanza del Pretore di Torino indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia