Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Contratti in genere

Invalidità

Sottovoce della voce 058 nella classificazione del Massimario

33 massime, da pronunce dal 2 gennaio 2025 al 30 giugno 2026

Massime della Corte di cassazione

33 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 22510/2026

    Annullabilità del contratto › Per vizi del consenso (della volontà) › Azione di annullamento › Effetti nei confronti dei terzi

    Annullamento del contratto - Art. 1445 c.c. - Efficacia nei confronti dei terzi in malafede - Sussistenza - Rapporto con l'art. 2652, n. 6), c.c. in punto di trascrizione della domanda di annullamento - Stato soggettivo di buona fede del terzo - Rilevanza.

    L'annullamento del contratto, ai sensi dell'art. 1445 c.c., è sempre efficace nei confronti dei terzi acquirenti in malafede, come confermato dall'art. 2652, n. 6), c.c. che, per escludere l'opponibilità della sentenza di accoglimento di una domanda di annullamento trascritta, attribuisce rilevanza allo stato soggettivo di buona fede del terzo acquirente.

    Rv. 679136-01Rassegna di giugno 2026, p. 122Art. 1445 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 21733/2026

    Nullità del contratto › Divieto di convalida

    Contratto nullo - Convalida - Divieto - Rinnovazione - Ammissibilità - Effetti - Fattispecie.

    In tema di nullità del contratto, anche un atto formalmente qualificato come ricognizione o conferma può integrare non una mera convalida ma la rinnovazione del negozio nullo, con effetti costitutivi, qualora dall'interpretazione complessiva risulti la volontà di regolare nuovamente i rapporti giuridici tra le parti. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva ritenuto integrata una inammissibile convalida di fideiussioni omnibus nulle, sulla base di un automatismo qualificatorio fondato sull'equiparazione tra "conferma" e convalida vietata, senza accertare, in concreto, se le dichiarazioni rese dai fideiussori fossero dirette a dar vita a un nuovo ed autonomo vincolo di garanzia, con efficacia ex nunc).

    Rv. 678852-01Rassegna di giugno 2026, p. 177Art. 1423 c.c. · Art. 1957 c.c. · Art. 1362 c.c. · Art. 1418 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 17356/2026

    Annullabilità del contratto › Per vizi del consenso (della volontà) › Azione di annullamento › Convalida del contratto annullabile

    Successione testamentaria - Conferma o esecuzione volontaria di disposizioni testamentarie nulle - Soggetto legittimato - Condizioni.

    In materia di successione testamentaria, la conferma o l'esecuzione volontaria della disposizione testamentaria nulla deve essere attuata esclusivamente da chi sia investito della titolarità e del potere di disposizione del diritto, e deve consistere in un'attività positivamente e concretamente rivolta all'attuazione della disposizione testamentaria; deve dunque escludersi che possa valere a tal fine un atteggiamento meramente passivo, oppure un comportamento che lasci desumere una mera intenzione di convalidare, atteso che tale intenzione, ancorché riconoscibile all'esterno, non significa esecuzione, né equivale a un inizio di effettiva distribuzione dei beni ereditari secondo la volontà del de cuius.

    Classificata anche sotto: Successioni "mortis causa" › Successione testamentaria

    Rv. 678543-02Rassegna di giugno 2026, p. 73Art. 590 c.c. · Art. 1444 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 16433/2026

    Nullità del contratto

    Immobili realizzati anteriormente al 1° settembre 1967 - Divisione - Modificazioni edilizie successive alla costruzione e non autorizzate - Falsità della dichiarazione del venditore - Rilevanza ai fini della divisione - Esclusione - Incidenza sul valore dei cespiti - Sussistenza - Condizioni.

    In tema di scioglimento di comunione (ordinaria o ereditaria) su immobili realizzati anteriormente al 1° settembre 1967, l'esistenza di modificazioni edilizie eseguite successivamente alla costruzione e non autorizzate e la falsità della dichiarazione del venditore circa l'assenza di interventi richiedenti titolo abilitativo non impediscono il perfezionamento della divisione, ma possono incidere esclusivamente sul valore dei cespiti interessati, purché vi sia stata la dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante, ai sensi dell'art. 40, comma 2, della l. n. 47 del 1985, che l'edificazione è precedente alla data suddetta e tale dichiarazione sia riferibile ai beni oggetto di causa e risulti veritiera.

    Classificata anche sotto: Divisione

    Rv. 679165-01Rassegna di maggio 2026, p. 113 ↗Art. 713 c.c. · Art. 40 Norme in materia di controllo dell'attivita' urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizieDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 16626/2026

    Annullabilità del contratto › Per vizi del consenso (della volontà) › Violenza

    Violenza morale - Vizio invalidante del consenso ex art. 1435 c.c. - Requisiti.

    In tema di violenza morale, i requisiti di tale vizio invalidante del consenso previsti dall'art. 1435 c.c. possono variamente atteggiarsi, a seconda che la coazione si eserciti in modo esplicito, manifesto e diretto, o, piuttosto, mediante un comportamento intimidatorio, oggettivamente ingiusto, anche ad opera di un terzo, ferma restando la necessità che la minaccia sia stata specificamente diretta ad estorcere la dichiarazione negoziale della quale si deduce l'annullabilità e risulti di natura tale da incidere, con efficacia causale concreta, sulla libertà di autodeterminazione dell'autore di essa.

    Rv. 679120-01Rassegna di maggio 2026, p. 117 ↗Art. 1434 c.c. · Art. 1435 c.c. · Art. 1427 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 16629/2026

    Annullabilità del contratto › Per incapacità

    Al fine dell'invalidità del negozio per incapacità naturale, non è necessario che il soggetto, nel momento del compimento dell'atto, versi in uno stato patologico tale da far venir meno, in modo totale e assoluto, le facoltà psichiche, ma è sufficiente che tali facoltà siano perturbate al punto da impedire una seria valutazione del contenuto e degli effetti del negozio e, quindi, il formarsi di una volontà cosciente, elementi suscettibili di essere dimostrati con ogni mezzo o in base a indizi e presunzioni, che anche da soli, se del caso, possono essere decisivi, ferma restando la facoltà del giudice di utilizzare, ai fini del proprio convincimento, anche le prove raccolte in altro giudizio intercorso tra le stesse o tra altre parti.

    Classificata anche sotto: Capacità della persona fisica

    Rv. 679148-01Rassegna di maggio 2026, p. 120 ↗Art. 428 c.c. · Art. 1425 c.c. · Art. 2697 c.c. · Art. 2727 c.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 14478/2026

    Nullità del contratto

    Contratto di mantenimento - Oggetto - Rendita vitalizia - Differenze - Determinabilità delle prestazioni a carico del cessionario dell'immobile - Necessità - Sovrapponibilità alle prestazioni di assistenza gravanti sui figli - Esclusione - Conseguenze.

    Il contratto di mantenimento si configura come un contratto innominato ed atipico, avente ad oggetto la cessione di un immobile in corrispettivo di prestazioni alimentari ed assistenziali, il quale, pur avendo affinità con la rendita vitalizia, se ne differenzia per l'infungibilità delle prestazioni dell'obbligato, di contenuto essenzialmente morale e spirituale, per l'elemento di fiduciarietà nella scelta del soggetto e per l'incertezza derivante dalla variabilità e discontinuità delle prestazioni in rapporto allo stato di bisogno del beneficiario, con la conseguenza che non sono applicabili le norme della rendita vitalizia, incompatibili con le suddette peculiarità, né l'oggetto dello stesso può sovrapporsi al generale obbligo ex lege dei figli di prestare assistenza ai genitori, per la cui esecuzione, prevedere, quale corrispettivo, la cessione di un immobile, non è conforme alla legge, all'ordine pubblico ed al buon costume.

    Classificata anche sotto: Responsabilità civile

    Rv. 678893-01Rassegna di maggio 2026, p. 88 ↗Art. 1322 c.c. · Art. 1414 c.c. · Art. 1418 c.c. · Art. 1872 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 7972/2026

    Nullità del contratto

    Vendita immobiliare - Mendace dichiarazione ex art. 40 della l. n. 47 del 1985 - Nullità - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie.

    In caso di vendita immobiliare la mendace dichiarazione dell'alienante relativa al titolo abilitativo determina la nullità dell'atto ai sensi degli artt. 46 d.P.R. n. 380 del 2001 e 40 l. n. 47 del 1985, dovendo il titolo realmente esistere ed essere riferibile al bene oggetto del trasferimento, perché la norma è volta a escludere il commercio di immobili abusivi. (Nella specie la S.C. ha ritenuto mendace la dichiarazione del venditore di aver presentato domanda di condono perché era falsa la dichiarazione, contenuta in tale domanda, circa la data di ultimazione dei lavori, e l'immobile non era, pertanto, suscettibile di sanatoria).

    Rv. 677623-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 148 ↗Art. 1418 c.c. · Art. 46 Testo unico in materia edilizia. (Testo A)Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 6555/2026

    Nullità del contratto

    Nullità contrattuale - Giudicato sull'insussistenza della stessa - Deduzione di una diversa causa di nullità in altro giudizio - Possibilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.

    Il giudicato sull'insussistenza di una causa di nullità del contratto, coprendo il dedotto e il deducibile, preclude la possibilità di invocare, in un diverso giudizio, la nullità del medesimo contratto sotto altro profilo. (Nella specie, la S.C. ha escluso che, una volta formatosi il giudicato sulla statuizione di rigetto della domanda di nullità di un mutuo fondiario svolta dai fideiussori in un precedente giudizio, fosse rilevabile d'ufficio, in sede di legittimità, la nullità di una clausola fideiussoria, contenuta nel medesimo contratto, per contrasto con la direttiva 93/13/CEE, alla stregua della sentenza della CGUE del 17 maggio 2022 nelle cause riunite C-693/19 e C-831/19).

    Classificata anche sotto: Cosa giudicata civile

    Rv. 678209-02Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 220 ↗Art. 1418 c.c. · Art. 1421 c.c. · Art. 2909 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 6555/2026

    Nullità del contratto

    Clausola fideiussoria contenuta in un contratto di mutuo fondiario - Nullità per violazione della direttiva 93/13/CEE - Rilievo officioso in sede di legittimità - Condizioni.

    La nullità - per violazione della direttiva 93/13/CEE - della clausola fideiussoria contenuta in un contratto di mutuo fondiario, con la quale un consumatore garantisce il credito del mutuante professionista, non è rilevabile d'ufficio in sede di legittimità, ove i relativi fatti costitutivi non siano stati ritualmente allegati e provati in seno al giudizio di merito.

    Classificata anche sotto: Esecuzione forzata › Titolo esecutivo

    Rv. 678209-03Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 221 ↗Art. 1421 c.c. · Art. 112 c.p.c. · Art. 115 c.p.c. · Art. 99 c.p.c.Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, novembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Ordinanza n. 351/2001Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 115 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 4, comma ottavo, della legge 1 dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), nel testo modificato dall'art. 8 della legge 6 marzo 1987, n. 74, nonché degli articoli 115, 116, 166 e 167 del codice di procedura civile sollevata, in riferimento agli articoli 2, 3,…

  • Ordinanza n. 79/2000Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 1957 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1957 del codice civile, sollevata, in riferimento all'art. 36 della Costituzione, dal pretore di Venezia in funzione di giudice del lavoro, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte Costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 marzo 2000. Il Presidente: M…

  • Ordinanza n. 339/1989Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 40 Norme in materia di controllo dell'attivita' urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 40 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie) in riferimento all'art. 3 Cost., sollevata dal Pretore di Capri con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, in cam…

  • Sentenza n. 823/1988Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 40 Norme in materia di controllo dell'attivita' urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 597, secondo e terzo comma, cod. pen. sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., dal Pretore di Sampierdarena con ordinanza 19 dicembre 1985. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 luglio 1988. Il President…

  • Ordinanza n. 292/1986Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 100 c.p.c.

    Dispositivo: ordina la restituzione degli atti al Pretore di Napoli. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 19 dicembre 1986. Il Presidente: ANDRIOLI Il redattore: CONSO Depositata in cancelleria il 23 dicembre 1986. Il direttore di cancelleria: VITALE

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia