Documentazione

Fonti e metodologia

Iuspedia raccoglie, normalizza e rende consultabili testi giuridici italiani provenienti esclusivamente da fonti pubbliche liberamente riutilizzabili. Questa pagina descrive la provenienza dei contenuti, le modalità di acquisizione ed elaborazione, i criteri di aggiornamento e i limiti del servizio.

Iuspedia non è una fonte ufficiale del diritto

La pubblicazione ufficiale degli atti normativi avviene sulla Gazzetta Ufficiale e su Normattiva; quella delle pronunce, presso gli archivi delle rispettive giurisdizioni. I testi qui pubblicati sono riproduzioni elaborate a fini di consultazione: non fanno fede, non hanno valore legale e devono essere verificati presso le fonti istituzionali indicate in questa pagina prima di essere utilizzati in atti, pareri o decisioni. Il servizio non fornisce consulenza legale.

Criterio di selezione delle fonti

Vengono utilizzate soltanto fonti la cui licenza consente la riproduzione e la rielaborazione. Le banche dati ad accesso riservato, o le cui condizioni limitano l’utilizzo al solo utilizzatore, non vengono interrogate né replicate: fra queste l’archivio giurisprudenziale ad accesso riservato della Corte di cassazione e la banca dati della giurisprudenza di merito, accessibile per convenzione e previa identificazione digitale.

Quando la licenza di una fonte non è verificabile con certezza, la fonte non viene acquisita. È il caso degli atti dell’Assemblea costituente: il contenuto è atto ufficiale dello Stato, ma le condizioni d’uso dell’archivio che li pubblica escludono il riuso commerciale, e l’acquisizione resta sospesa.

Fonti utilizzate

Legislazione statale — Normattiva

I testi normativi provengono dai dati aperti di Normattiva, in formato Akoma Ntoso. Vengono acquisite le raccolte pubblicate dal portale e, singolarmente, le norme che nessuna raccolta comprende. L’acquisizione avviene in versione multivigente, cioè con le successive modificazioni e le rispettive date di vigenza: è questo che permette di leggere il testo di un articolo così com’era a una data scelta, e non solo com’è oggi. Licenza CC BY 4.0.

Per le norme acquisite singolarmente è disponibile il solo testo vigente e non la successione storica delle versioni. La circostanza è dichiarata sulla pagina dell’atto.

In archivio: 36.348 atti, 556.663 versioni di articolo.

Fonti ufficiali: normattiva.it · gazzettaufficiale.it

Corte costituzionale — pronunce e massime

Dai dati aperti della Corte costituzionale provengono il testo integrale delle pronunce e le relative massime. Licenza CC BY-SA 3.0, riportata insieme ai contenuti come la licenza stessa richiede.

In archivio: 22.416 pronunce e le relative massime, raccolta costruita il 3 novembre 2026.

Fonti ufficiali: cortecostituzionale.it · dati.cortecostituzionale.it

Corte di cassazione — massime

Le massime provengono dalle Rassegne mensili della giurisprudenza civile, redatte dall’Ufficio del Massimario e pubblicate dalla Corte di cassazione sul proprio sito; una parte minore, civile e penale, dalle schede delle pronunce pubblicate dalla Corte. Sono acquisite attraverso una raccolta intermedia pubblica, giurisprudenza-db di Synthos Logic, che porta licenza CC BY 4.0 sulla propria strutturazione. Il contenuto delle massime è atto ufficiale dello Stato ai sensi dell’art. 5 della legge 633/1941.

Il testo delle massime è riprodotto senza modifiche. Accanto a ogni massima tratta da una Rassegna sono indicate la Rassegna e la pagina — «Rassegna di …, p. N» — con il collegamento alla scheda ufficiale della Rassegna sul sito della Corte; sotto le massime la fonte è indicata per intero: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegna di …. La raccolta giurisprudenza-db di Synthos Logic è citata, con la sua licenza, nel piè di pagina di ogni pagina del sito. Interpellata sulla pubblicazione, la Segreteria dell’Ufficio del Massimario ha risposto il 12 ottobre 2026 che, trattandosi di dati liberamente accessibili al pubblico, non occorre alcuna autorizzazione.

È disponibile la massima, non il testo integrale della sentenza, e la copertura non è esaustiva. Il collegamento fra una massima e un articolo di legge è indicato come dichiarato quando è la fonte a esprimerlo e come ricavato dalla citazione quando è desunto dal testo della massima: sono due gradi di affidabilità diversi e restano distinti anche in pagina.

Attribuzione: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario; raccolta intermedia: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, CC BY 4.0.

Fonti ufficiali: cortedicassazione.it · Rassegne civili del Massimario · risolutore ECLI europeo

Atenei e corsi di laurea — Ministero dell’Università e della Ricerca

Il piano di studio della sezione per studenti usa i dati aperti dell’Ufficio di Statistica del Ministero dell’Università e della Ricerca, dal portale Open Data dell’istruzione superiore: atenei, corsi di laurea e classi di laurea. I settori scientifico-disciplinari sono quelli del Ministero. Licenza Italian Open Data License 2.0. Per gli esami e i programmi fa fede il sito di ciascun ateneo.

Questo riuso dei dati è tra i casi pubblicati su dati.gov.it, il portale nazionale dei dati aperti della pubblica amministrazione.

Fonti ufficiali: dati-ustat.mur.gov.it

Lessico dell’italiano — Morph-it!

Il correttore ortografico del foglio degli studenti usa un elenco di parole italiane formato da Morph-it!, il lessico delle forme flesse dell’italiano di Marco Baroni ed Eros Zanchetta, e dalle parole dei testi normativi e delle pronunce già presenti nell’archivio. Morph-it! è distribuito con doppia licenza Creative Commons BY-SA 2.0 e GNU LGPL; l’elenco che ne deriva è a disposizione alle stesse condizioni (provenienza e licenza).

Il controllo avviene nel browser di chi scrive: il testo non viene inviato ad alcun servizio per essere corretto.

Fonti ufficiali: Morph-it!, Università di Bologna

Voci della giurisprudenza

Le pagine delle voci raccolgono le massime della Corte di cassazione secondo la classificazione con cui l’Ufficio del Massimario le pubblica nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Ogni massima porta uno o più codici, e ogni codice una catena di voci e sottovoci. Nomi e codici sono della Corte: Iuspedia ne cambia soltanto la grafia, con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e riunisce sotto un unico indirizzo i codici che portano lo stesso nome.

Una voce o una sottovoce ha una pagina solo se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse. Una sottovoce che raccoglie più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Sotto quella soglia la pagina non esiste e nessun collegamento vi conduce; una sottovoce che perde la pagina rimanda a quella della voce, dove stanno ora le sue massime.

Alcuni secondi livelli della classificazione sono espressioni fra virgolette che raccolgono codici di argomenti diversi. Quando un livello fra virgolette non ha codici propri e i suoi codici scendono ad almeno due livelli diversi, la sottovoce è il livello successivo, sempre con il nome dato dalla Corte, e il livello fra virgolette non si ripete nelle etichette. Oggi succede con «Post mortem» sotto «Mandato», «Inspectio et prospectio in alienum» sotto «Proprietà», «Ius superveniens» sotto «Provvedimenti del giudice civile», «Nemini res sua servit» sotto «Servitù», «Ius superveniens» sotto «Spese giudiziali civili» e «Solve et repete» sotto «Tributi (in generale)». Ogni pagina mostra al più 50 massime per intero; le altre stanno nelle pagine successive, dalla più recente.

Gli articoli elencati sono quelli che le massime indicano nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale mostrate accanto non appartengono alla classificazione: sono quelle che hanno dichiarato illegittimi, o giudicato, gli articoli citati da almeno due massime della voce. È un collegamento ricavato, e come tale è indicato in pagina.

La raccolta comprende soltanto le Rassegne del settore civile disponibili, da gennaio 2025 a luglio 2026 (14 Rassegne), e si aggiorna ogni settimana. L’elenco delle voci.

Massimario

Il Massimario raccoglie in una sola ricerca le massime della Corte di cassazione e della Corte costituzionale. Iuspedia non è un servizio della Corte di cassazione né della Corte costituzionale: riproduce testi che le due Corti pubblicano, indicandone sempre la provenienza.

Che cosa contiene

Della Corte di cassazione, le massime pubblicate nelle Rassegne mensili della giurisprudenza redatte dall’Ufficio del Massimario, che la Corte pubblica sul proprio sito: le Rassegne civili dal maggio 2018 e quelle penali dall’aprile 2023. Il Massimario comprende le Rassegne civili da maggio 2018 a luglio 2026 (83 fascicoli) e quelle penali da aprile 2023 a giugno 2026 (36 fascicoli), in tutto 36.677 massime. Vi sono inoltre le pronunce civili e penali che la Corte segnala sul proprio sito (313 civili e 265 penali): per queste il testo è la sintesi scritta dalla Corte nella scheda della pronuncia, e in pagina sono indicate come «pronuncia segnalata dalla Corte».

Della Corte costituzionale, le massime pubblicate nei suoi dati aperti, 46.610 dal 1956 al 2026, con licenza CC BY-SA 3.0.

La raccolta non è completa e non sostituisce le banche dati della Corte di cassazione: comprende soltanto le massime delle Rassegne e le pronunce segnalate, non il testo delle sentenze. Non è detto, inoltre, che una Rassegna raccolga tutte le massime del suo mese.

Mesi senza Rassegna

Per alcuni mesi la Corte non ha pubblicato la Rassegna mensile. Settore civile: giugno 2020; settembre e ottobre 2021; aprile, luglio e ottobre 2022; febbraio e marzo 2025. Settore penale: ottobre 2025; maggio 2026. L’elenco è ricavato dalle pagine delle Rassegne sul sito della Corte, lette il 13 ottobre 2026. Alcuni fascicoli coprono due mesi (per esempio aprile e maggio 2025): nel Massimario sono una Rassegna sola, con il nome dei due mesi. La pagina del Massimario mostra il calendario dei mesi presenti e di quelli mancanti.

Il testo

Il testo di ogni massima è quello pubblicato nella Rassegna o nei dati della Corte costituzionale, senza modifiche salvo i nomi delle persone: Iuspedia non lo riscrive, non lo riassume e non lo fa elaborare da strumenti di intelligenza artificiale. Dalla Rassegna si tolgono soltanto i resti dell’impaginazione del PDF (numeri di pagina, testatine, a capo), le righe dell’intestazione che riguardano la causa e non la massima (magistrati, parti, esito) e le massime che lo stesso fascicolo ripete, con lo stesso numero di Rv, nella sezione delle questioni processuali. Dei fascicoli letti in PDF non si riproducono le massime che dicono soltanto di essere conformi a un’altra pronuncia, senza un principio proprio da leggere. I nomi delle persone che compaiono nel testo sono sostituiti da «[omissis]» (vedi sotto, «Nomi delle parti»). Se una catena di voci della classificazione è stampata davanti al testo, la si mostra una volta sola, nell’etichetta della voce. Se la Corte corregge una massima dopo l’uscita della Rassegna, qui resta il testo come stampato nella Rassegna indicata.

Gli estremi delle pronunce penali riportano, come la Rassegna, la data dell’udienza e quella del deposito («10 marzo 2023 (dep. 14 aprile 2023)»): il numero della sentenza è dell’anno del deposito.

La ricerca è per parole, senza intelligenza artificiale: le parole si cercano per radice (cercando «pignoramento» si trovano anche «pignorati»), una frase fra virgolette si cerca esatta, una parola preceduta dal segno meno si esclude. Estremi della pronuncia, numero di Rv e articoli citati si riconoscono da soli, anche dentro una citazione intera come la copia il pulsante «Copia citazione»: accanto a questi, le altre parole non escludono nessuna massima, mettono prima quelle che le contengono. Le parole cercate sono evidenziate nel testo. Accanto a ogni norma citata, il collegamento porta al testo in vigore alla data della decisione quando è diverso da quello di oggi: è un dato di fatto, non l’indicazione della norma applicata, che può essere quella in vigore al tempo dei fatti.

Come si cita la fonte

Sotto ogni massima della Corte di cassazione è indicata la fonte: «Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegna di …, p. N», con il collegamento alla scheda della Rassegna sul sito della Corte; per le pronunce segnalate, la scheda della pronuncia. Sotto ogni massima della Corte costituzionale: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0. Il pulsante «Copia citazione» copia gli estremi della pronuncia con il numero di Rv (o il numero della massima, per la Corte costituzionale). Prima di citare una massima in un atto va verificata presso la fonte indicata.

Le massime delle Rassegne civili dal gennaio 2025 e le pronunce segnalate sono lette dalla raccolta intermedia giurisprudenza-db di Synthos Logic, citata con la sua licenza nel piè di pagina; le altre direttamente dai fascicoli in PDF pubblicati dalla Corte.

Nomi delle parti

Il Massimario non riporta i nomi delle parti (nelle pronunce penali, degli imputati), dei difensori né dei magistrati. Dell’intestazione della Rassegna si tengono gli estremi della pronuncia e il numero di Rv: la riga delle parti o dell’imputato, i nomi dei magistrati, l’esito e il giudice di provenienza non vengono acquisiti, quindi non si leggono e non si trovano cercando. Una massima in cui ne restasse traccia viene tenuta fuori dal Massimario.

Quando un nome di persona compare nel testo della massima, di solito quello della parte di una pronuncia citata (delle Sezioni Unite, della Corte di giustizia dell’Unione europea o della Corte europea dei diritti dell’uomo), è sostituito da «[omissis]» prima della pubblicazione, secondo l’art. 52 del Codice in materia di protezione dei dati personali. Restano i nomi che non indicano una parte: le leggi e le formule che portano il nome di chi le ha proposte («legge Pinto»), gli enti, le società, i marchi. Chi trovasse un nome in una massima può segnalarlo a info@iuspedia.it.

Aggiornamento

L’indice del Massimario si ricostruisce ogni mattina, con le pronunce nuove della Corte costituzionale; le massime della Cassazione arrivano una volta a settimana. Le Rassegne escono di solito da due a sei mesi dopo il mese che raccolgono.

Fonti citate ma non riprodotte

Alcune fonti rilevanti non sono replicate nell’archivio e restano raggiungibili come collegamenti esterni: la giustizia amministrativa, i cui dati aperti pubblicano i metadati delle decisioni ma non il testo; la giurisprudenza di merito, accessibile per convenzione; il diritto dell’Unione europea; la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo; i provvedimenti dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali.

giustizia-amministrativa.it · eur-lex.europa.eu · echr.coe.int · garanteprivacy.it

Acquisizione

I dati sono ottenuti tramite le interfacce pubbliche e i documenti aperti messi a disposizione dalle istituzioni, senza credenziali riservate e senza aggirare limitazioni tecniche o contrattuali. Non viene effettuato prelievo massivo da banche dati chiuse. Le richieste automatiche sono identificate con un recapito verificabile, e la loro frequenza è contenuta.

Normalizzazione ed elaborazione

I testi vengono ricondotti a una struttura uniforme — atto, partizioni, articolo — e identificati con l’URN della norma. Per ciascun articolo sono conservate le versioni con le rispettive date di vigenza; quando la successione storica risulta incompleta, la pagina lo dichiara invece di presentare il testo come completo.

Le rubriche degli articoli abrogati, che nelle versioni successive non compaiono più, vengono recuperate dai testi originari pubblicati dalla stessa fonte. I collegamenti fra articoli sono ricavati esclusivamente dai rimandi scritti nel testo, non da inferenze statistiche. Gli indici di ricerca testuale e le rappresentazioni semantiche usate per la ricerca per concetto sono calcolati in locale, senza inviare i testi a servizi esterni.

Fonte e licenza restano associate a ogni contenuto lungo tutta l’elaborazione, e sono mostrate accanto al contenuto stesso.

Aggiornamento

L’allineamento avviene confrontando periodicamente l’archivio con l’elenco degli atti aggiornati pubblicato da Normattiva; le versioni modificate vengono riacquisite dalla fonte. Le raccolte di giurisprudenza conservano la data in cui sono state costruite.

Fra la pubblicazione di una modifica o di una pronuncia e il suo recepimento può trascorrere del tempo. Per il testo in vigore a una certa data fa fede la fonte istituzionale, non questo sito.

Intelligenza artificiale

Alcuni testi di sintesi e le risposte alle domande poste nella ricerca sono redatti da un modello linguistico che riceve gli articoli già individuati dalla ricerca e li riassume citandoli. Per questi testi il modello non è la fonte: non dispone di strumenti di ricerca autonomi, non accede all’archivio e non risponde a memoria.

Le spiegazioni degli articoli («Spiegami») sono fatte in un altro modo. Il modello riceve il testo in vigore dell’articolo e quello delle norme collegate e, dove ci sono, brani della Relazione al codice e massime della Corte costituzionale. Quando la spiegazione la scrive il modello principale è un commento: alle fonti aggiunge le conoscenze generali del modello sul diritto (la logica della norma, la dottrina, la giurisprudenza, la prassi) e può citare sentenze. Il testo in vigore prevale su quello che il modello ricorda.

Prima di mostrarlo, il sito controlla quello che può verificare con i propri dati: che gli articoli citati delle leggi presenti nell’archivio esistano; che le pronunce della Corte costituzionale citate con numero e anno siano nel suo archivio, per gli anni che l’archivio copre; che le parole fra virgolette attribuite a una di quelle norme stiano nel suo testo, e che i termini e gli importi attribuiti a una di quelle norme non contraddicano il testo in vigore. Gli articoli e le pronunce verificati diventano collegamenti. Le sentenze che non si possono verificare restano senza collegamento, e sotto la spiegazione lo si dice. Il controllo è automatico e non copre tutto: non riguarda, per esempio, le norme di atti che l’archivio non contiene né quello che la spiegazione attribuisce alla giurisprudenza o alla dottrina.

Quando il modello principale non è disponibile, la spiegazione la scrive un modello di riserva sulle sole fonti elencate, e un controllo automatico toglie le frasi che nominano norme, pronunce o orientamenti che le fonti non contengono.

I contenuti prodotti in questo modo sono segnalati come generati, dicono come sono stati scritti e possono contenere errori o semplificazioni. Fa fede il testo della norma, riportato nella stessa pagina.

Limiti noti

  • La copertura della legislazione non è esaustiva.
  • Per una parte degli atti la successione storica delle versioni è incompleta.
  • Della giurisprudenza sono disponibili il testo integrale delle pronunce della Corte costituzionale e le massime della Corte di cassazione; non i testi delle decisioni amministrative e di merito.
  • Gli allineamenti con le fonti possono presentare ritardi.
  • Le elaborazioni automatiche — collegamenti fra articoli, indici, sintesi — possono contenere errori.

Segnalazioni

Errori, disallineamenti e richieste di rettifica: info@iuspedia.it. Le segnalazioni che riguardano il contenuto di un atto o di una pronuncia vanno comunque verificate presso la fonte istituzionale, che resta l’unico riferimento ufficiale.

Sul trattamento dei dati personali: informativa sulla riservatezza e cookie.