Art. 1335 c.c. — Presunzione di conoscenza

La proposta, l'accettazione, la loro revoca e ogni altra dichiarazione diretta a una determinata persona si reputano conosciute nel momento in cui giungono all'indirizzo del destinatario, se questi non prova di essere stato, senza sua colpa, nell'impossibilita' di averne notizia.

Testo vigente dal 4 aprile 1942

Corte di cassazione

12 pronunce che riguardano l’art. 1335 c.c., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 23669/2026

    21 luglio 2026

    In tema di notifica a mezzo PEC, nel momento in cui il sistema genera la ricevuta di accettazione e consegna del messaggio nella casella del destinatario si determina una presunzione di conoscenza dell'atto analoga a quella prevista per le dichiarazioni negoziali ex art. 1335 c.c., sicché è onere del destinatario, che lamenti la mancanza di un allegato alla predetta pec, rendere edotto tempestivamente il mittente incolpevole delle difficoltà di cognizione del contenuto della comunicazione o di presa visione degli allegati trasmessi via PEC, onde fornirgli la possibilità di rimediare all'inconveniente, sicché all'inerzia del destinatario consegue il perfezionamento della notifica.

    Art. 1335 c.c. · Art. 2697 c.c.

    Rassegna di luglio 2026, p. 50

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 23486/2026

    18 luglio 2026

    Con riguardo alla comunicazione dell'atto di licenziamento, le condizioni soggettive del destinatario e, in particolare, il suo stato di incapacità naturale, non assumono rilievo - ai fini della decorrenza del termine di decadenza per l'impugnazione - nel senso del superamento della presunzione di conoscenza stabilita dall'art. 1335 c.c., dovendo essere garantito il principio di affidamento e di certezza dei rapporti giuridici, posto alla base della previsione normativa, e risolvendosi una diversa interpretazione nella introduzione di una causa di sospensione della decadenza, in violazione della disciplina dettata dagli artt. 2964, 2941 e 2942 c.c..

    Art. 1335 c.c. · Art. 2964 c.c. · Art. 2941 c.c. · Art. 2942 c.c.

    Rassegna di luglio 2026, p. 14

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 19480/2026

    12 giugno 2026

    In tema di obblighi contributivi, l'avviso bonario, inviato con raccomandata a mezzo del servizio postale, quale atto di costituzione in mora del debitore ai fini dell'interruzione della prescrizione, si presume giunto a destinazione, in caso di irreperibilità relativa del destinatario, sulla base del rilascio dell'avviso di giacenza e, ove il destinatario ne contesti la ricezione, il giudice può ritenere operante la presunzione di conoscenza di cui all'art. 1335 c.c. dopo avere verificato l'esito della spedizione sulla base delle relative risultanze e di ogni altro mezzo di prova utile, senza che sia necessario il ritiro della missiva o il decorso di dieci giorni dal rilascio del predetto avviso, diversamente da quanto accade nel caso di notificazione degli atti impositivi e degli avvisi di addebito previdenziali inviati a mezzo posta.

    Art. 1335 c.c. · Art. 8 Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari · Art. 2935 c.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 198

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 3453/2026

    16 febbraio 2026

    Nell'ipotesi di notifica all'estero attraverso il servizio postale, il giudice di merito chiamato a valutare, in caso di contestazione della ricezione, se vi sia certezza che il plico sia giunto all'indirizzo estero del destinatario al fine di far scattare la presunzione relativa di conoscenza ex art. 1335 c.c., deve riscontrare la presenza di elementi probatori idonei ad attestare l'ingresso del plico nella sfera di conoscibilità del destinatario con un grado di certezza equivalente a quello offerto dalle risultanze inequivoche dell'avviso di ricevimento secondo la normativa italiana. (Nella fattispecie, il plico, contenente una deliberazione assembleare della comunione ereditaria, spedito all'indirizzo negli Stati Uniti di una dei coeredi, era stato restituito al mittente con la dicitura a stampa "refused – returned to sender", priva di firma, e come tale inidoneo a dimostrare che un incaricato del servizio postale statunitense avesse effettivamente tentato la consegna all'indirizzo indicato e che la destinataria fosse presente e avesse personalmente rifiutato il plico).

    Art. 1335 c.c. · Art. 2697 c.c. · Art. 2729 c.c.

    Rassegna di febbraio 2026, p. 56 ↗

Tutte le 50 massime su questo articolo nel Massimario, con la Corte costituzionale

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, febbraio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

Corte costituzionale

1 pronuncia ha deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Ordinanza n. 52/2014

    Questione inammissibile
    21 marzo 2014

    È manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 1137, 1334 e 1335 cod. civ., impugnati, in riferimento all'art. 24 Cost., nella parte in cui non prevedono che la comunicazione della delibera assembleare che, nei confronti dei condomini che non abbiano preso parte alla relativa seduta, determina il decorso iniziale del termine di trenta giorni per l'impugnazione sia presidiata dalle medesime garanzie di conoscibilità dell'atto stabilite per la notificazione degli atti giudiziari. L'ordinanza di rimessione presenta numerose e gravi lacune in ordine alla descrizione della fattispecie concreta, poiché non specifica dopo quanti giorni la raccomandata sia stata restituita al mittente, quando la parte interessata abbia tentato di ritirare la raccomandata e dopo quanto tempo il giudizio sia stato effettivamente introdotto, né chiarisce di quale tipo di delibera si tratti e quale vizio la parte ricorrente abbia fatto valere, il che è tanto più importante alla luce della giurisprudenza secondo cui l'art. 1137 cod. civ. si applica solo alle delibere annullabili e non a quelle nulle. Inoltre, il rimettente non prende in adeguata considerazione il pacifico orientamento della giurisprudenza di legittimità secondo cui la presunzione di conoscenza prevista dall'art. 1335 cod. civ. ammette sempre la prova contraria, a condizione che il destinatario dimostri di essere stato, senza sua colpa, nell'impossibilità di avere notizia della comunicazione. Tali carenze si traducono nell'evidente difetto di prova circa la rilevanza della questione. Infine, non è chiaro quale sia l'auspicata correzione del sistema, non comprendendosi se venga sollecitata l'emissione di una sentenza additiva che imponga, al posto della comunicazione prevista dall'art. 1137, terzo comma, cod. civ., la notifica a mezzo posta, ovvero una sentenza che renda più lungo il termine di trenta giorni ivi stabilito, oppure se si chieda uno spostamento della data di decorrenza del termine, svincolandola dalla comunicazione a mezzo posta.

    Art. 1137 c.c. · Art. 1334 c.c. · Art. 1335 c.c. · Art. 24 cost.

    Leggi la pronuncia
Altre pronunce che richiamano l’articolo (2)

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262~art1335 · fonte del testo