Art. 39 cost.

[1]L'organizzazione sindacale è libera.

[2]Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.

[3]È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.

[4]I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

Testo vigente. Di questo atto non abbiamo le versioni precedenti

Corte di cassazione

5 pronunce che riguardano l’art. 39 cost., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 19954/2026

    15 giugno 2026

    In tema di contratto di lavoro a tempo determinato, il d.lgs. n. 81 del 2015, nella versione ratione temporis applicabile, ha segnato il superamento del modello contrattuale fondato sul requisito della causalità del termine, sostituendolo con un sistema di garanzie imperniato su limiti oggettivi, di natura temporale e quantitativa, nel cui contesto non è contemplata la possibilità per le parti sociali di incidere sui presupposti strutturali di validità dell'istituto, introducendo condizioni ulteriori rispetto a quelle previste dalla legge, con la conseguenza che la previsione di un previgente c.c.n.l., che subordina l'apposizione del termine alla ricorrenza di specifiche causali, non può trovare applicazione, quale condizione più favorevole al lavoratore, in luogo della disciplina legale, né il predetto riassetto normativo si pone in contrasto con la clausola 8 punto 3 di "non regresso" di cui all'accordo quadro allegato alla Direttiva 1999/70/CE, la quale non osta a una disciplina interna peggiorativa, purché accompagnata da misure idonee a prevenire l'abuso del ricorso ai contratti a termine.

    Art. 39 cost. · Art. 2077 c.c. · Art. 19 jobs act · Art. 20 jobs act

    Rassegna di giugno 2026, p. 202

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 12815/2026

    5 maggio 2026

    In tema di elezioni per il rinnovo delle RSU, l'Accordo Interconfederale del 27 luglio 1994 non consente che, dopo la loro indizione, esse possono essere revocate o sospese ad opera dell'organizzazione sindacale che ha dato avvio alla procedura elettorale, poiché da tale momento ogni fase viene sorvegliata e regolata da un soggetto terzo, il Comitato elettorale, unico interlocutore del datore di lavoro ed al quale egli deve fornire gli strumenti necessari per la sua funzione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva dichiarato antisindacale la condotta del datore di lavoro che - a seguito della sospensione da parte di un'organizzazione sindacale dei propri componenti nominati in seno al Comitato elettorale, rimasto tuttavia attivo con la presenza degli altri lavoratori designati - non aveva fornito allo stesso la lista dei dipendenti aventi diritto al voto, né indicato i locali nei quali predisporre i seggi per le votazioni, impedendo così il regolare svolgimento della competizione e ledendo le prerogative di altra organizzazione sindacale, avente diritto alla presentazione delle liste elettorali).

    Art. 39 cost.

    Rassegna di maggio 2026, p. 188 ↗

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 2844/2026

    9 febbraio 2026

    L'espressione del diritto di critica nell'esercizio di attività sindacale, che può estendersi al piano "politico" delle questioni, deve rispettare, quanto ai modi, criteri di continenza formale e, quanto ai contenuti, criteri di continenza sostanziale, sicché è legittima quando consiste, oltre che nella sempre lecita espressione di giudizi di valore, purché non offensivi e frutto di dissenso ragionato, nell'affermazione dell'esistenza di fatti in sé ignoti ma soggettivamente desumibili, sulla base dei restanti fatti noti e del contesto, secondo parametri di razionalità sufficiente, e comunque nel rispetto del principio di pertinenza. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva escluso l'antisindacalità dell'iniziativa disciplinare assunta nei confronti di un sindacalista, per aver rilasciato un'intervista televisiva in cui, nel contesto di accertamenti sulle irregolarità di una procedura concorsuale indetta da una Agenzia fiscale, aveva collegato dette irregolarità all'intento datoriale di assumere una classe dirigente disponibile ad una politica di vessazione dei piccoli contribuenti e di impunità per i grandi evasori, trattandosi di mere illazioni, risultate prive di riscontro anche solo indiziario).

    Art. 39 cost. · Art. 28 statuto dei lavoratori · Art. 18 cost. · Art. 21 cost.

    Rassegna di febbraio 2026, p. 94 ↗

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 25703/2025

    19 settembre 2025

    In tema di trattamento economico dei dipendenti delle società in house, gli obiettivi di contenimento della spesa, di cui all'art. 19, commi 5 e 6, del d.lgs. n. 175 del 2016, sono legittimamente perseguibili non già attraverso l'esercizio unilaterale del potere datoriale di riduzione della retribuzione, bensì unicamente mediante la contrattazione di secondo livello, posto che tale rapporto di lavoro deve ricondursi alla disciplina di diritto comune, derogabile soltanto a fronte di espresse disposizioni normative, come ad esempio in materia di reclutamento e di incarichi dirigenziali.

    Art. 39 cost. · Art. 2103 c.c. · Art. 19 Testo unico societa' a partecipazione pubblica · Art. 36 cost.

    Rassegna di settembre 2025, p. 107 ↗

Tutte le 241 massime su questo articolo nel Massimario, con la Corte costituzionale

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di aprile/maggio 2025 ↗, settembre 2025 ↗, febbraio 2026 ↗, maggio 2026 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte).

Corte costituzionale

L’articolo non è mai stato in discussione davanti alla Corte: è servito da metro per giudicarne altri.

  • Sentenza n. 188/2025

    Parametro
    16 dicembre 2025

    riservata a separata pronuncia la decisione dell'ulteriore questione di legittimità costituzionale promossa con il ricorso n. 7 del registro ricorsi 2025; riuniti i giudizi, 1) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 2, della legge della Regione Puglia 21 novembre 2024, n. 30 (Tutela della retribuzione minima salariale nei contratti della Regione…

    Art. 36 cost. · Art. 39 cost. · Art. 117 cost.

    Leggi la pronuncia
  • Sentenza n. 129/2024

    Parametro
    16 luglio 2024

    1) dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183), sollevate, in riferimento agli artt. 2, 3, 4, 21, 24, 35, 36, 40, 41 e 76 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Cat…

    Art. 3 tutele crescenti · Art. 2 cost. · Art. 3 cost. · Art. 4 cost.

    Leggi la pronuncia
  • Sentenza n. 52/2023

    Parametro
    28 marzo 2023

    dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 8 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, nella legge 14 settembre 2011, n. 148, sollevate, in riferimento agli artt. 2 e 39, primo e quarto comma, della Costituzione, dalla Corte d'appello di Napoli, in funzion…

    Art. 8 Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo · Art. 2 cost. · Art. 39 cost.

    Leggi la pronuncia
Pronunce che lo citano (2)

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

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Versioni nel tempo

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Le versioni storiche sono pubblicate solo per alcune raccolte di atti, e quella da cui viene questo atto non è fra quelle. Stiamo recuperando la multivigenza atto per atto: quando arriva, qui compare la storia completa con le date.

urn:nir:stato:costituzione:1947-12-27~art39