Corte di cassazione · Massimario

Istruzione e scuole

Voce 102 della classificazione del Massimario

32 massime classificate sotto la voce (16 nelle pagine delle sottovoci), da pronunce dal 19 aprile 2025 al 30 luglio 2026

Sottovoci

Come il Massimario suddivide la voce, con il numero di massime. Quelle con una pagina propria raccolgono lì le loro massime.

  • Personale insegnante16 massime
  • Università6 massime
  • Personale non insegnante4 massime
  • Diritto all'istruzione3 massime
  • Insegnamento religioso1 massima
  • Istruzione artistica1 massima
  • Tasse e contributi scolastici1 massima

Personale insegnantele più recenti

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 24243/2026 · 30 luglio 2026Mobilità territoriale dei docenti di scuola statale - Graduatorie - Riconoscimento del servizio prestato presso istituti paritari - Esclusione - Fondamento - Contrasto con il diritto dell’UE - Esclusione.
  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 24122/2026 · 27 luglio 2026Personale docente della scuola pubblica - Disciplina collettiva della mobilità - Diritto di precedenza assoluta per non vedenti ed emodializzati - Azione positiva ex art. 7 della Direttiva 2000/78/CE - Sussistenza - Discriminazione rispetto ad altre categorie di disabili - Esclusione - Possibilità di far valere esigenze di tutela comparabili - Condizioni.
  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 24122/2026 · 27 luglio 2026Personale docente della scuola pubblica - Disciplina collettiva della mobilità - Diritto di precedenza assoluta per talune categorie di lavoratori disabili - Prevalenza della mobilità infraprovinciale su quella interprovinciale - Contrasto con la normativa nazionale e con la Direttiva 2000/78/CE - Esclusione.
  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 23332/2026 · 16 luglio 2026Collaboratori ed esperti linguistici nelle Università - Natura privatistica del rapporto di lavoro - Applicabilità delle norme sul pubblico impiego - Esclusione in mancanza di disciplina derogatoria - Conseguenze - Individuazione della gestione previdenziale di iscrizione - Iscrizione presso l'ex INPDAP - Illegittimità - Applicabilità della disciplina ex art. 2120 c.c. - Sussistenza.
  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 23052/2026 · 11 luglio 2026Collaboratori esperti linguistici di lingua straniera - Natura privatistica del rapporto di lavoro - Mobilità fra Università - Disciplina applicabile - Art. 30 del d.lgs n. 165 del 2001 - Esclusione - Disciplina dettata dalla contrattazione collettiva - Individuazione.

Massime della Corte di cassazione

Le 16 massime che non stanno nelle pagine delle sottovoci, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. I, sent. n. 23363/2026

    Diritto all'istruzione

    Riduzione dell'orario di frequenza scolastica - Alunno con handicap - Discriminazione - Sussistenza - Insufficiente monte ore di sostegno - Giustificazione - Insussistenza - Omessa impugnazione del piano educativo individuale - Irrilevanza.

    La riduzione dell'orario di frequenza scolastica imposta all'alunno con grave handicap iscritto alla scuola dell'infanzia, costretto, in via di pratica costante, a uscire da scuola prima del suono della campanella, determina una compressione del diritto all'istruzione e all'inclusione scolastica del bambino disabile e integra una forma di discriminazione, vietata dall'art. 2 della legge n. 67 del 2006, senza che assuma rilievo, al fine di escludere tale discriminazione, la circostanza che la scelta dell'amministrazione sia stata determinata dall'insufficiente numero di ore di sostegno assegnate, né che il relativo piano educativo individualizzato non sia stato impugnato dai genitori dell'alunno dinanzi al competente giudice amministrativo.

    Rv. 679607-01Rassegna di luglio 2026, p. 45Art. 3 cost. · Art. 38 cost. · Art. 12 Legge 104 · Art. 2 Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilita' vittime di discriminazioni e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 12704/2026

    Diritto all'istruzione

    In tema di sostegno scolastico a portatore di handicap grave, anche prima dell'approvazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI), rientra nella giurisdizione ordinaria, ai sensi del comb. disp. dell'art. 3 della l. n. 67 del 2000 e dell'art. 28 del d.lgs. n. 150 del 2011, la controversia volta a denunciare che le determinazioni dell'autorità scolastica in ordine all'assegnazione delle ore di sostegno per lo studente disabile siano idonee a porre in essere in danno di questi una discriminazione indiretta, atteso che, una volta individuato il fabbisogno assistenziale dal Gruppo di Lavoro Operativo per l'inclusione (GLO), tali determinazioni limitano il potere discrezionale del dirigente preposto dell'Ufficio scolastico regionale, cui è precluso il potere di ridurre il numero di ore di sostegno attribuito a favore dei singoli diversamente abili.

    Classificata anche sotto: Giurisdizione civile › Giurisdizione ordinaria e amministrativa

    Rv. 678582-01Rassegna di maggio 2026, p. 8 ↗Art. 44 Testo unico la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero · Art. 2 Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilita' vittime di discriminazioni · Art. 3 Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilita' vittime di discriminazioni · Art. 28 Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 9550/2026

    Insegnamento religioso

    In tema di reiterazione abusiva di contratti a termine di supplenza nei confronti dei docenti di religione cattolica, costituiscono misure idonee a sanare l'illecito le procedure di stabilizzazione caratterizzate da forme di blanda selezione, per tali intendendosi quelle che, fermo l'automatismo dell'immissione in ruolo, prevedono mere regole di priorità tra i candidati, in ragione dei tempi - comunque da circoscrivere in un periodo contenuto - necessari per l'attribuzione del posto. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione che aveva ritenuto sanato l'illecito sulla base della sola circostanza che fosse stato avviato il reclutamento straordinario e la ricorrente avesse fatto istanza per parteciparvi, senza verificare, oltre alla durata contenuta della procedura, se le prove di merito fossero in grado o meno di condizionare l'assunzione o se la stessa fosse comunque assicurata, anche mediante l'utilizzo della graduatoria sino al suo esaurimento).

    Classificata anche sotto: Impiego pubblico › Accesso ai pubblici impieghi in genere · Lavoro

    Rv. 678731-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 315 ↗Art. 1-bis Misure di straordinaria necessita' ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docentiDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 8812/2026

    Personale non insegnante

    Personale ATA - Periodo di prova - Art. 30 del c.c.n.l. del 19 aprile 2018 - Termine minimo di durata della prova - Computo - Criteri - Fattispecie.

    In tema di assunzione in prova del personale ATA nella scuola pubblica, l'art. 30 del c.c.n.l. del 19 aprile 2018 stabilisce un termine minimo di durata della prova, dal cui computo, alla luce del complessivo tenore letterale della norma collettiva, devono intendersi esclusi i soli periodi di "assenza" come la malattia o le altre ipotesi previste dalla legge o dal c.c.n.l. (Nella fattispecie, la S.C. ha confermato la pronuncia di merito, che aveva ritenuto computabili nel termine minimo di durata della prova i riposi settimanali, le festività e i giorni di chiusura della scuola, ipotesi non rientranti nel concetto di assenza come individuato dalla contrattazione collettiva).

    Classificata anche sotto: Lavoro

    Rv. 678693-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 313 ↗Art. 2096 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 32431/2025

    Diritto all'istruzione

    Istruzione - Sostegno alunno disabile - Predisposizione di un piano educativo individualizzato - Discrezionalità dell’amministrazione scolastica - Sussistenza - Discriminazione indiretta - Configurabilità - Limiti.

    In tema di sostegno all'alunno in situazione di handicap, rientra nel potere discrezionale dell'amministrazione scolastica, e di essa soltanto, l'individuazione della misura più adeguata alla realizzazione della pari opportunità del disabile nella fruizione del servizio scolastico, da formalizzare attraverso la predisposizione del cd. "piano educativo individualizzato", integrando condotta discriminatoria indiretta - la cui repressione spetta al giudice ordinario - solo la violazione dell'obbligo dell'amministrazione di garantire il diritto alla istruzione come ivi pianificato.

    Rv. 677143-01Rassegna di dicembre 2025, p. 104 ↗Art. 38 cost. · Art. 34 cost. · Art. 32 cost. · Art. 12 Legge 104 e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 31920/2025

    Personale non insegnante

    In tema di personale scolastico ATA a tempo indeterminato, ai fini dell'attribuzione della prima posizione economica di cui all'art. 50 del c.c.n.l. comparto scuola del 29 novembre 2007, non è sufficiente il mero superamento dell'apposito corso di formazione, occorrendo, altresì, l'utile collocazione nella graduatoria formata in ossequio ai parametri indicati nel medesimo art. 50, oltre che il rispetto della contrattazione integrativa cui detta norma pattizia, come incisa dal c.c.n.l. del 25 luglio 2008, espressamente rinvia.

    Classificata anche sotto: Impiego pubblico › Impiegati di enti pubblici in genere

    Rv. 677125-01Rassegna di dicembre 2025, p. 145 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 22800/2025

    Personale non insegnante

    In tema di personale della scuola pubblica, al dipendente assegnato a svolgere le superiori funzioni di direttore dei servizi generali amministrativi (DGSA), ex art. 1, commi 44 e 45, della l. n. 228 del 2012, deve essere corrisposta un'indennità pari al differenziale fra il trattamento spettante al direttore amministrativo di prima assunzione e quello complessivamente in godimento all'assistente amministrativo incaricato, nel quale deve essere inclusa, oltre allo stipendio tabellare già proporzionato all'anzianità di servizio, la posizione economica acquisita ai sensi dell'art. 2 del c.c.n.l. 25 luglio 2008; l'indennità così determinata va riconosciuta in aggiunta al trattamento complessivo goduto dall'assistente, con la conseguenza che l'importo totale da liquidare deve comprendere lo stipendio tabellare per la qualifica di inquadramento in ragione della fascia di anzianità acquisita, la posizione economica e l'indennità aggiuntiva.

    Classificata anche sotto: Impiego pubblico › Impiegati di enti pubblici in genere

    Rv. 676157-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 316 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 21694/2025

    Università › Personale

    Personale universitario non medico in servizio presso le aziende ospedaliere - Indennità di equiparazione ex art. 31 del d.P.R. n. 761 del 1979 - Nuove tabelle di corrispondenza previste dall'art. 28 del c.c.n.l. del comparto universitario relativo al quadriennio 2002-2005 - Personale universitario non medico già in servizio alla data di entrata in vigore del contratto - Applicabilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.

    In tema di personale universitario non medico in servizio presso le aziende ospedaliere, il personale già in servizio alla data di entrata in vigore del c.c.n.l. del comparto universitario relativo al quadriennio 2002-2005, per effetto della clausola di salvaguardia di cui all'art. 28, comma 6, del medesimo c.c.n.l., ha diritto alla conservazione dell'indennità perequativa (cd. indennità De Maria) ex art. 31 del d.P.R. n. 761 del 1979, anche a seguito del nuovo inquadramento previsto dalle tabelle di corrispondenza di cui al sopravvenuto c.c.n.l. 2006-2009, destinato, comunque, ad assorbire nel tempo gli effetti dei trattamenti superiori ad personam fino a quel momento praticati. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva affermato la spettanza della cd. indennità De Maria - già riconosciuta dal T.A.R., nel 2003, con sentenza passata in giudicato - in favore di tecnici dipendenti dell'Università in servizio presso una Azienda Ospedaliera, anche in data successiva all'accordo del 2006, riguardante la sola definizione dei nuovi inquadramenti senza effetti sulla perequazione retributiva).

    Rv. 676050-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 306 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 21699/2025

    Università › Personale

    Personale universitario non medico in servizio presso le aziende ospedaliere - Indennità di equiparazione ai sensi dell'art. 31 del d.p.r. n. 761 del 1979 - Nuove tabelle di corrispondenza previste dall'art. 28 del c.c.n.l. del comparto universitario relativo al quadriennio 2002-2005 - Applicabilità - Decorrenza.

    In tema di equiparazione tra le qualifiche del personale universitario non medico e quelle dei dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale, le nuove tabelle di corrispondenza previste dall'art. 28 del c.c.n.l. del comparto universitario relativo al quadriennio 2002-2005 trovano applicazione, per effetto della clausola di salvaguardia prevista dal comma 6 del citato articolo, solo per il periodo successivo alla data di entrata in vigore del contratto, da individuarsi con riferimento alla data di ultimazione del relativo procedimento di formazione, da cui deriva la sua obbligatorietà, e quindi al momento dell'ultima sottoscrizione, che perfeziona l'incontro delle volontà sindacali da cui scaturisce la vincolatività del contratto medesimo.

    Rv. 676049-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 307 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 21477/2025

    Personale non insegnante

    Personale ATA - Formazione della graduatoria di terza fascia di circolo e di istituto - Servizio prestato presso Aziende sanitarie locali e I.P.A.B. – Computabilità ex d.m. n. 717 del 2014 - Esclusione - Ragioni.

    In tema di personale ATA, ai fini della formazione delle graduatorie di terza fascia di circolo e di istituto per il triennio 2017-2019, di cui al d.m. n. 717 del 2014, il servizio prestato presso Aziende sanitarie locali e I.P.A.B. non è assimilabile a quello svolto alle dirette dipendenze di Amministrazioni statali, enti locali e patronati scolastici, agli effetti dell'allegato A del menzionato d.m., non essendo all'uopo sufficiente la mera riconducibilità dei predetti enti nella più ampia nozione di "amministrazioni pubbliche" di cui all'art. 1, comma 2, d.lgs. n. 165 del 2001.

    Rv. 676062-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 303 ↗Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗ e luglio 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa voce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

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    Questione giudicata su: Art. 485 Testo unico vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 485 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dalla Corte d'appello di Roma, sezione lavoro, con l'ordinanza indicata in ep…

  • Ordinanza n. 89/2001Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 485 Testo unico vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado

    Dispositivo: Riuniti i giudizi dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 1 e 2, del decreto-legge 19 giugno 1970, n. 370 (Riconoscimento del servizio prestato prima della nomina in ruolo dal personale insegnante e non insegnante delle scuole di istruzione elementare, secondaria e artistica), convertito in legge 26 luglio 1970, n. 576, "quali riprod…

  • Sentenza n. 246/1997Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 21 Legge 104

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 21 e 33, comma 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 4, 32 e 38 della Costituzione, dal Tribunale regionale amministrativo per la Calabria, con l'ordinanza in epigrafe.…

  • Sentenza n. 192/1983Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2697 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 1 legge 23 ottobre 1960, n. 1369, 414, n. 4, cod. proc. civ. e 2697 cod. civ., sollevata in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione con l'ordinanza del Pretore di Torino indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia