Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Previdenza (assicurazioni sociali)

Assicurazione per l'invalidità, vecchiaia e superstiti

Sottovoce della voce 129 nella classificazione del Massimario

30 massime, da pronunce dal 20 gennaio 2025 al 29 giugno 2026

Massime della Corte di cassazione

30 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 22308/2026

    Contributi › Ricongiunzione dei periodi assicurativi

    Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Ragionieri e Periti commerciali - Ricongiunzione di periodi ex l. n. 45 del 1990 - Riliquidazione della quota retributiva della pensione unica - Commisurazione al reddito convenzionale previsto dal Regolamento della Cassa - Esclusione - Ragioni.

    In tema di pensione di vecchiaia erogata dalla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Ragionieri e Periti commerciali, in caso di ricongiunzione presso di essa di periodi assicurativi ai sensi della l. n. 45 del 1990, la riliquidazione della quota retributiva della pensione unica è correttamente operata in base ai redditi effettivi ricongiunti e non in base al reddito convenzionale previsto dall'art. 50, comma 3, del Regolamento della Cassa - la cui operatività, in base alle stesse previsioni regolamentari, quale legittima espressione dell'autonomia gestionale, organizzativa e contabile della Cassa, è limitata a chi abbia effettivamente pagato il contributo soggettivo minimo in quanto iscritto alla stessa - trattandosi di previsione derogatoria rispetto ai criteri generali, insuscettibile di applicazione estensiva.

    Classificata anche sotto: Professionisti

    Rv. 679458-01Rassegna di giugno 2026, p. 214Art. 5 Norme per la ricongiunzione dei periodi assicurativi ai fini previdenziali per i liberi professionisti · Art. 2 Attuazione della delega conferita dall'art. 1, comma 32, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, in materia di trasformazione in persone giuridiche private di enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenzaDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 20363/2026

    Pensione di anzianità

    Pensione anticipata di vecchiaia - Requisiti - Regime derogatorio per le lavoratrici con età anagrafica di almeno sessanta anni al 31 dicembre 2012 - Anzianità contributiva di almeno venti anni - Integrabilità solo con periodi contributivi correlati a rapporti di lavoro dipendente - Esclusione.

    Il requisito dell'anzianità contributiva di almeno venti anni, richiesto dalla norma eccezionale di cui all'art. 24, comma 15-bis, lett. b), del d.l. n. 201 del 2011, conv. con modif. dalla l. n. 214 del 2011, per la pensione anticipata di vecchiaia a beneficio delle lavoratrici dipendenti del settore privato, le cui pensioni sono liquidate a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima, non deve necessariamente essere integrato da periodi contributivi correlati esclusivamente a rapporti di lavoro dipendente privato, potendolo essere anche da periodi contributivi relativi a gestioni diverse, purché collocate all'interno dello stesso sistema assicurativo.

    Rv. 679330-01Rassegna di giugno 2026, p. 207Art. 24 Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubbliciDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 18186/2026

    Pensioni

    L'indennità di cassa integrazione guadagni (nella specie per il personale dipendente da aziende del settore di navigazione aerea), quale reddito percepito in sostituzione o integrazione della retribuzione perduta ai sensi dell'art. 6, comma 2, del d.P.R. n. 917 del 1986, rileva in termini di reddito da lavoro dipendente, indipendentemente dalla sua natura previdenziale, ai fini dell'applicazione delle riduzioni previste, dall'art. 1, comma 42, della l. n. 335 del 1995, richiamato dall'art. 4, comma 4, del d. lgs. n. 164 del 1997 anche per la pensione di invalidità specifica del personale di volo.

    Classificata anche sotto: Lavoro

    Rv. 679566-01Rassegna di giugno 2026, p. 195Art. 6 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 17966/2026

    Pensioni

    Provvidenze per l’editoria - Art. 37 della l. n. 416 del 1981 - Crisi aziendale - Riconoscimento del beneficio del prepensionamento - Condizioni - Dipendenti in distacco - Ammissibilità - Fondamento.

    In tema di provvidenze per l'editoria, il beneficio del prepensionamento previsto dall'art. 37 della l. n. 416 del 1981, che presuppone l'ammissione alla cassa integrazione salariale straordinaria nel rispetto dei limiti numerici e degli accordi collettivi raggiunti, spetta anche ai dipendenti che al momento dell'ammissione operino presso altra impresa in regime di distacco, in quanto quest'ultimo rappresenta fenomeno organizzativo interno che non incide sulla titolarità del rapporto di lavoro, che permane in capo alla distaccante ed è compatibile con il collocamento del lavoratore distaccato in integrazione salariale straordinaria.

    Rv. 679536-01Rassegna di giugno 2026, p. 193Art. 37 Disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l'editoria · Art. 30 Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30 · Art. 41 cost. · Art. 35 Disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l'editoriaDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 17130/2026

    Pensioni

    In tema di pensione anticipata in favore dei lavoratori c.d. "precoci", ex art. 1, comma 199, lett. a) della l. n. 232 del 2016 (ossia coloro che vantano almeno dodici mesi di contributi effettivi prima del compimento del diciannovesimo anno di età e si ritrovano in stato di disoccupazione prima del raggiungimento del requisito anagrafico, avendo altresì terminato da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione, per i quali il requisito contributivo è ridotto a quarantuno anni), la condizione del lavoratore che si trova in stato di disoccupazione a seguito del recesso datoriale per esito negativo della prova, ex art. 2096, ove non sia contestata la validità del patto né la legittimità del recesso, integra il requisito richiesto per accedere al trattamento di quiescenza, trattandosi di licenziamento, seppure discrezionale e senza obbligo di fornire motivazione.

    Classificata anche sotto: Lavoro

    Rv. 678759-01Rassegna di maggio 2026, p. 213 ↗Art. 24 Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici · Art. 2096 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 15091/2026

    Pensioni › Pagamento

    Ripetizione dell'indebito pensionistico - Termine decadenziale di cui all'art. 13, comma 2, della l. n. 412 del 1991 - Presupposti - Applicabilità in assenza di comunicazione dei dati reddituali - Esclusione - Fattispecie In tema di ripetizione di prestazioni pensionistiche, l'art. 13, comma 2, della l. n. 412 del 1991, che impone all'INPS, a pena di decadenza, di recuperare l'eventuale indebito entro l'anno civile successivo a quello della verifica, opera rispetto alla comunicazione, da parte del pensionato, dei dati reddituali rilevanti ai fini della verifica annuale della persistenza delle condizioni legittimanti l'erogazione del trattamento pensionistico, sicché è inapplicabile in caso di accertamento, a monte, della regolarità dei versamenti contributivi rispetto alle retribuzioni corrisposte, non correttamente comunicate dal datore di lavoro.

    (Fattispecie relativa a ripetizione di indebito pensionistico accertato a seguito del ricalcolo delle risultanze retributive emerse nell'ambito di una verifica ispettiva dell'INPS).

    Rv. 678883-01Rassegna di maggio 2026, p. 200 ↗Art. 2033 c.c. · Art. 13 Disposizioni in materia di finanza pubblicaDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 14529/2026

    Contributi

    Omissioni contributive - Credito INPS afferente al Fondo pensioni lavoratori dipendenti - Contributi già versati alla gestione separata INPS per i medesimi lavoratori - Compensazione impropria - Sussistenza - Esclusione - Fondamento - Conseguenze.

    In tema di omissioni contributive derivanti da riqualificazione di rapporti di collaborazione coordinata continuativa in rapporti di lavoro subordinato, il relativo credito dell'INPS per contributi afferenti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti non può essere oggetto di compensazione impropria con le somme versate, in relazione agli stessi lavoratori, nella gestione separata di cui all'art. 2, comma 26, della l. n. 335 del 1995, trattandosi di un rapporto trilatere tra Istituto di previdenza, datore di lavoro e prestatore di lavoro, con l'ulteriore particolarità della diversità delle gestioni in cui confluisce il versamento dei differenti contributi di lavoro autonomo e dipendente; ne consegue che eventuali eccedenze scaturenti dal versamento eseguito dal datore di lavoro in differenti gestioni dell'Inps, relativamente agli stessi rapporti di lavoro, possono dar vita solo ad un eventuale indebito, suscettibile, in presenza dei necessari presupposti, di ripetizione.

    Rv. 678716-01Rassegna di maggio 2026, p. 195 ↗Art. 1243 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 6009/2026

    Pensione di vecchiaia

    Pensione di vecchiaia - Trattamento pensionistico a carico della gestione separata - Avvalimento della facoltà di computo della contribuzione versata in AGO - Decorrenza - Individuazione - Criteri - Data della domanda di computo - Rilevanza - Fondamento.

    In tema di pensione di vecchiaia a carico della gestione separata, il momento di decorrenza del trattamento pensionistico, in caso di avvalimento da parte dell'assicurato della facoltà di vedersi computati, nella predetta gestione, anche i contributi versati nell'assicurazione generale obbligatoria, non va individuato nel primo giorno del mese successivo al compimento dell'età pensionabile, ma in quello di presentazione della domanda di opzione, ai sensi dell'art. 3 del d.m. n. 282 del 1996, oltre che dell'art. 6 della l. n. 155 del 1981, atteso che solo da tale data detta contribuzione può costituire parte dell'ammontare contributivo necessario per la liquidazione della pensione richiesta.

    Rv. 677676-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 294 ↗Art. 6 Adeguamento delle strutture e delle procedure per la liquidazione urgente delle pensioni e per i trattamenti di disoccupazione, e misure urgenti in materia previdenziale e pensionistica · Art. 7 Adeguamento delle strutture e delle procedure per la liquidazione urgente delle pensioni e per i trattamenti di disoccupazione, e misure urgenti in materia previdenziale e pensionisticaDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 3955/2026

    Pensione ai superstiti › Riversibilità › Coniuge

    In tema di ripartizione del trattamento di reversibilità, laddove vi sia concorso tra coniuge superstite e coniuge divorziato del pensionato, la quota spettante a quest'ultimo, ai sensi dell'art. 9 della l. n. 898 del 1970, ratione temporis vigente, non può essere determinata considerando esclusivamente l'importo dell'assegno divorzile percepito, ma valutando tale elemento in comparazione con altri parametri, primo fra tutti quello della durata dei rispettivi matrimoni.

    Classificata anche sotto: Famiglia › Matrimonio

    Rv. 677850-01Rassegna di febbraio 2026, p. 102 ↗Art. 9 divorzioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 33054/2025

    Pensioni › Pagamento

    Pensione reversibilità - Revoca ex art. 35, comma 10-bis, d.l. n. 207 del 2008 - Decorrenza del termine per la comunicazione dei dati reddituali precedentemente omessa - Sospensione effettiva - Necessità - Fondamento.

    In tema di pensione di reversibilità, il termine legale di sessanta giorni per trasmettere la comunicazione dei dati reddituali, fino a quel momento omessa, previsto a pena di revoca della prestazione, dall'art. 35, comma 10-bis del d.l. n. 207 del 2008, conv. con l. n. 14 del 2009, come modif. dall'art. 13, comma 6, lett. c) del d.l. n. 78 del 2010, conv. con l. n. 122 del 2010, decorre dalla effettiva sospensione della prestazione - quale atto prodromico con finalità sollecitatorie e di tangibile ammonimento delle conseguenze a cui il beneficiario della reversibilità va incontro in caso di omissione - e non dalla mera comunicazione del provvedimento di sospensione adottato dall'Ente previdenziale, imponendosi, alla luce del tenore letterale del testo normativo e di una lettura sistematica e finalistica dell'intera disciplina, una interpretazione restrittiva dell'effetto decadenziale del diritto alla prestazione.

    Rv. 677152-01Rassegna di dicembre 2025, p. 152 ↗Art. 13 Disposizioni in materia di finanza pubblica · Art. 52 Ristrutturazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoroDove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, novembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 70/2015Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 24 Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici

    Dispositivo: riuniti i giudizi, 1) dichiara inammissibile l'intervento di T.G.; 2) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 24, comma 25, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, nella parte in cui prevede che «In con…

  • Sentenza n. 116/2013Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 24 Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 18, comma 22-bis, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, come modificato dall'articolo 24, comma 31-bis, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e i…

  • Sentenza n. 39/1993Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 13 Disposizioni in materia di finanza pubblica

    Questione giudicata anche su: Art. 52 Ristrutturazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

    Dispositivo: Riunisce i giudizi; dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 13, primo comma, della legge 30 dicembre 1991, n. 412 (Disposizioni in materia di finanza pubblica) nella parte in cui è applicabile anche ai rapporti sorti precedentemente alla data della sua entrata in vigore o comunque pendenti alla stessa data. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Pal…

  • Sentenza n. 8/2023Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2033 c.c.

    Dispositivo: riuniti i giudizi 1) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2033 del codice civile, sollevate, in riferimento agli artt. 11 e 117, primo comma, della Costituzione, quest'ultimo in relazione all'art. 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, dal Tribunale ordinario di Lecce, sezione lavoro, con l'ordinanza iscritta al n. 29…

  • Ordinanza n. 96/2018Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 24 Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 24, commi 25, lettere b), c), d) ed e), e 25-bis, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 2011, n. 214 - come sostituito (il comma 25) e inse…

  • Sentenza n. 250/2017Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 24 Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici

    Dispositivo: riuniti i giudizi, 1) dichiara inammissibili gli interventi, in tutti i giudizi, del Codacons (Coordinamento di associazioni per la tutela dell'ambiente e dei diritti di utenti e consumatori) e di G. P., nella qualità di «pensionato»; 2) dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dei commi 25 e 25-bis dell'art. 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni u…

  • Sentenza n. 111/2017Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 24 Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici

    Dispositivo: dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale del combinato disposto dell'art. 24, comma 3, primo periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, come interpretato dall'art. 2, comma 4, del decreto-legge 31 agosto 2013,…

  • Ordinanza n. 83/2014Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 24 Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 18, comma 22-bis, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 15 luglio 2011, n. 111, come modificato dall'art. 24, comma 31-bis, del decreto-legge 6 dicembre 2011,…

  • Ordinanza n. 318/2013Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 24 Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 24, comma 3, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 11, 38, 97 e 117, primo comm…

  • Ordinanza n. 294/2013Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 24 Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 18, comma 22-bis, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, come modificato dall'articolo 24, comma 31-bis, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizio…

  • Ordinanza n. 264/2004Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 52 Ristrutturazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 37, comma 8, della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2002), sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 38, primo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Terni con l'ordinanza indicata in epigrafe; dichi…

  • Ordinanza n. 448/2000Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 52 Ristrutturazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, Dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art.1, commi 260 - 265, della legge 23 dicembre 1996, n.662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica) e dell'art. 52, comma 2, della legge 9 marzo 1989, n.88 (Ristrutturazione dell'INPS e dell'INAIL), sollevate, in relazione agli artt. 3 e 38, primo comma, della Costit…

  • Sentenza n. 166/1996Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2033 c.c.

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 6, comma 11-quinquies del d.-l. 12 settembre 1983, n. 463 (Misure urgenti in materia previdenziale e sanitaria e per il contenimento della spesa pubblica, disposizioni per vari settori della pubblica amministrazione e proroga di taluni termini), convertito i…

  • Ordinanza n. 492/1994Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 52 Ristrutturazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 52 della legge 9 marzo 1989, n. 88 (Ristrutturazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Pretore di Viterbo con l'ordinanza in epigrafe.…

  • Ordinanza n. 381/1994Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 13 Disposizioni in materia di finanza pubblica

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 13, primo comma, della legge 30 dicembre 1991, n. 412 (Disposizioni in materia di finanza pubblica), sollevate, in riferimento agli artt. 3, 36, 38, 101 e 104 della Costituzione, dal Tribunale di Pordenone con le ordinanze di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella…

  • Sentenza n. 432/1993Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 52 Ristrutturazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

    Dispositivo: Dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 52 della legge 9 marzo 1989, n. 88 (Ristrutturazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Pretore di Perugia con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così d…

  • Ordinanza n. 433/1993Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 13 Disposizioni in materia di finanza pubblica

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, comma 1, della legge 30 dicembre 1991, n. 412 (Disposizioni in materia di finanza pubblica) - già dichiarato costituzionalmente illegittimo in parte qua con sentenza n. 39 del 1993 - sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Pretore di Vicenza con l'ordinanza indicata…

  • Ordinanza n. 336/1993Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 13 Disposizioni in materia di finanza pubblica

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, comma 3, della legge 30 dicembre 1991, n. 412 (Disposizioni in materia di finanza pubblica), in riferimento agli artt. 3 e 38 della Costituzione, sollevata dal Pretore di Verona con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo del…

  • Ordinanza n. 177/1993Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 13 Disposizioni in materia di finanza pubblica

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, primo comma, della legge 30 dicembre 1991, n. 412 (Disposizioni in materia di finanza pubblica), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 38, 101 e 104 della Costituzione, dal Tribunale di Mantova con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costit…

  • Ordinanza n. 155/1993Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 13 Disposizioni in materia di finanza pubblica

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, comma 3, della legge 30 dicembre 1991, n. 412 (Disposizioni in materia di finanza pubblica), in riferimento agli artt. 3, 101, 102, 103 e 104 della Costituzione, sollevata dal Tribunale di Genova con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituziona…

  • Ordinanza n. 119/1993Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 13 Disposizioni in materia di finanza pubblica · Art. 52 Ristrutturazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

    Dispositivo: Riuniti i giudizi dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 13, primo comma, della legge 30 dicembre 1991, n. 412 (Disposizioni in materia di finanza pubblica), sollevate, in riferimento agli artt. 3, 38, 101 e 104 della Costituzione, dal Pretore di Trieste con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede dell…

  • Sentenza n. 454/1992Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 13 Disposizioni in materia di finanza pubblica

    Dispositivo: Dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 13, terzo comma, della legge 30 dicembre 1991, n. 412 (Disposizioni in materia di finanza pubblica), sollevate dal Pretore di Pisa con ordinanza del 31 gennaio 1992 e dal Pretore di Parma con tre ordinanze del 5 marzo 1992. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta,…

  • Ordinanza n. 348/1992Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 52 Ristrutturazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro · Art. 2033 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2033 del codice civile in relazione all'art. 21 del decreto ministeriale 20 febbraio 1974 (Regolamento per l'esecuzione della legge 2 febbraio 1973, n. 12, concernente natura e compiti dell'Ente nazionale di assistenza per gli agenti e rappresentanti di commercio e riordinamento del trat…

  • Ordinanza n. 198/1991Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 52 Ristrutturazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 52 della legge 9 marzo 1989, n. 88 (Ristrutturazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per gli infortuni sul lavoro), in riferimento agli artt. 3 e 38 della Costituzione, sollevata dal Pretore di Siena con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma…

  • Sentenza n. 383/1990Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 52 Ristrutturazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

    Dispositivo: Dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 52, secondo comma, della legge 9 marzo 1989, n. 88 (Ristrutturazione dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale e dell'Istituto Nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro), in riferimento agli artt. 3 e 38, secondo comma, della Costituzione, sollevata…

  • Ordinanza n. 368/1989Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 2033 c.c.

    Dispositivo: Ordina restituirsi gli atti al Pretore di La Spezia. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 14 giugno 1989. Il Presidente: SAJA Il redattore: GRECO Il cancelliere: MINELLI Depositata in cancelleria il 27 giugno 1989. Il direttore della cancelleria: MINELLI

  • Ordinanza n. 854/1988Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2033 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 80, r.d. 28 agosto 1924, n. 1422 (Approvazione del regolamento per l'esecuzione del r.d. 30 dicembre 1923, n. 3184, concernente provvedimenti per l'assicurazione obbligatoria contro l'invalidità e la vecchiaia), 19, legge 21 dicembre 1978, n. 843 (Disposizioni per la formazione del bilanc…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia