Corte di cassazione · Massimario

Appalto (contratto di)

Voce 011 della classificazione del Massimario

45 massime classificate sotto la voce (12 nelle pagine delle sottovoci), da pronunce dal 7 gennaio 2025 al 21 luglio 2026

Sottovoci

Come il Massimario suddivide la voce, con il numero di massime. Quelle con una pagina propria raccolgono lì le loro massime.

  • Garanzia12 massime
  • Rovina e difetti di cose immobili (responsabilità del costruttore)8 massime
  • Ausiliari dell'appaltatore6 massime
  • Responsabilità5 massime
  • Verifica5 massime
  • Subappalto3 massime
  • Corrispettivo1 massima
  • Direttore e direzione dei lavori1 massima
  • Progetto1 massima
  • Scioglimento del contratto1 massima
  • Tipi di appalto1 massima

Garanziale più recenti

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 22051/2026 · 27 giugno 2026Vizi dell'opera - Impegno dell'appaltatore a eliminarli - Tacito riconoscimento - Garanzia negoziale di facere - Estinzione dei crediti - Atto dispositivo - Revocabilità ordinaria.
  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 6928/2026 · 23 marzo 2026Opere non ultimate - Applicabilità degli artt. 1667, 1668 e 1669 c.c. - Esclusione - Applicabilità dei princìpi generali in materia di inadempimento delle obbligazioni - Sussistenza - Responsabilità dei professionisti incaricati della verifica geologica, della progettazione e della direzione dei lavori - Valutazione in base ai rispettivi titoli negoziali - Necessità.
  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 34536/2025 · 29 dicembre 2025Consegna dell'opera e accettazione - Differenza - Conseguenze.
  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 28249/2025 · 24 ottobre 2025Omessa ultimazione dei lavori - Predisposizione di un verbale di consegna - Esigibilità - Esclusione - Conseguenze - Decorrenza della prescrizione dell'azione di adempimento e risarcimento dei danni - Ragioni.
  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 24002/2025 · 27 agosto 2025Vizi occulti dell'opera appaltata - Azione di garanzia – Decadenza e prescrizione ex art. 1667c.c. - Decorrenza - Individuazione - Dalla scoperta dei vizi – Nozione – Affidabile grado di conoscenza del vizio e sua riconducibilità a difetto dell'opera.

Massime della Corte di cassazione

Le 33 massime che non stanno nelle pagine delle sottovoci, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 23714/2026

    Ausiliari dell'appaltatore › Diritti verso il committente

    Indennità sostitutiva del preavviso - Natura retributiva - Sussistenza - Responsabilità solidale ex art. 29, comma 2, del d.lgs. n. 276 del 2003 - Configurabilità - Fondamento.

    L'indennità sostitutiva del preavviso ha natura retributiva, in quanto trova origine nell'ordinario svolgersi del rapporto di lavoro e si pone in stretta connessione con la mancata percezione della retribuzione a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in assenza dell'esercizio del diritto potestativo di recesso immediato da parte del datore di lavoro, sicché rientra tra i "trattamenti retributivi" assoggettati al regime di responsabilità solidale del committente ex art. 29, comma 2, del d.lgs. n. 276 del 2003, coerentemente con la finalità di tale strumento normativo di scoraggiare forme occulte di illecita interposizione di manodopera e di sollecitare il committente a una attenta selezione delle imprese alle quali affidare l'appalto, attraverso la predisposizione, in favore dei lavoratori, di una garanzia ulteriore e più ampia rispetto a quella di cui all'art. 1676 c.c., nel cui ambito va, pertanto, ricompreso tale emolumento.

    Classificata anche sotto: Lavoro

    Rv. 679632-01Rassegna di luglio 2026, p. 109Art. 29 Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30 · Art. 1676 c.c. · Art. 2118 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 22506/2026

    Rovina e difetti di cose immobili (responsabilità del costruttore) › Decadenza dalla garanzia › Denuncia del difetto

    Esercizio dell'azione ex art. 1669 c.c. - Decorrenza del termine di prescrizione - Denunzia - Necessità - Esercizio dell'azione ex art. 1669 c.c. senza previa denunzia - Entro un anno dalla conoscenza dei difetti e delle loro cause - Conseguente osservanza del termine prescrizionale.

    Rovina e difetti di cose immobili (responsabilità del costruttore) › Decadenza dalla garanzia › Prescrizione del diritto del committente

    In tema di appalto, il termine annuale di prescrizione per l'esercizio dell'azione ex art. 1669 c.c. decorre da una denuncia che riveli una conoscenza sufficientemente completa del vizio e della responsabilità per lo stesso, entro l'anno dal conseguimento di tale conoscenza da parte del committente, cosicché, in caso di esperimento dell'azione senza preventiva denuncia dei vizi, il termine di prescrizione è certamente rispettato ove la domanda giudiziale sia proposta entro l'anno dalla data di acquisizione della conoscenza circa la gravità dei difetti e le cause di essi.

    Rv. 679134-01Rassegna di giugno 2026, p. 119Art. 1669 c.c. · Art. 2935 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 22507/2026

    Responsabilità › Del committente

    Risoluzione per inadempimento del committente - Danno da mancato guadagno dell'appaltatore - Onere probatorio a carico di quest'ultimo - Contenuto - Utile netto conseguibile con l'esecuzione delle opere.

    In tema di appalto, in caso di risoluzione del contratto per inadempimento del committente, grava a carico dell'appaltatore, che chieda di essere risarcito del mancato guadagno, l'onere di dimostrare quale sarebbe stato l'utile netto conseguibile con l'esecuzione delle opere appaltate, costituito dalla differenza tra il pattuito prezzo globale dell'appalto e le spese per il compimento delle opere, a tal fine dovendo tenersi conto non solo del costo delle forniture, ma altresì di tutti gli esborsi e oneri che sarebbero stati necessari alla realizzazione e consegna di tali opere.

    Classificata anche sotto: Contratti in genere › Scioglimento del contratto

    Rv. 679135-04Rassegna di giugno 2026, p. 121Art. 1223 c.c. · Art. 1655 c.c. · Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 20853/2026

    Tipi di appalto › Di servizi (continuativi o periodici)

    Conferimento di incarico professionale complesso e organizzato - Procedura di evidenza pubblica - Necessità - Conferimento di incarico episodico - Prestazione d'opera intellettuale - Applicabilità della disciplina degli appalti pubblici - Esclusione.

    In tema di contratti della pubblica amministrazione, l'affidamento di un incarico professionale inserito in un programma unitario e organizzato di attività, modellato sui bisogni dell'ente e caratterizzato da prestazioni complesse e continuative, integra un appalto di servizi soggetto alle procedure di evidenza pubblica, mentre il conferimento di un incarico professionale singolo, episodico e correlato a esigenze contingenti, configura un contratto d'opera intellettuale sottratto alla disciplina degli appalti pubblici.

    Classificata anche sotto: Lavoro

    Rv. 679289-02Rassegna di giugno 2026, p. 98Art. 70 codice dei contratti pubblici · Art. 2230 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 18195/2026

    Rovina e difetti di cose immobili (responsabilità del costruttore)

    Azione di responsabilità ex art. 1669 c.c. - Prova della manifestazione del danno entro il decennio - Documenti di provenienza unilaterale - Ammissibilità - Fondamento - Fattispecie.

    Nel giudizio di responsabilità ex art. 1669 c.c., ai fini della prova della manifestazione dei vizi entro il decennio dal compimento dell'opera, sono ammissibili anche documenti di provenienza unilaterale, perché la provenienza del documento non incide sulla ammissibilità della prova, bensì sulla relativa attendibilità. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva escluso la possibilità di valutare documenti di provenienza unilaterale, quali la perizia giurata di parte, i verbali di assemblea condominiale e le raccomandate di diffida inviate all'appaltatore).

    Rv. 678544-01Rassegna di giugno 2026, p. 77Art. 1669 c.c. · Art. 115 c.p.c. · Art. 116 c.p.c. · Art. 183 c.p.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 17726/2026

    Ausiliari dell'appaltatore › Diritti verso il committente

    Appalto concluso con un consorzio tra imprese - Vincolo tra committente e consorzio e tra consorzio e consorziate - Responsabilità verso i lavoratori - Responsabilità solidale ex art. 29 d.lgs. n. 276 del 2003 - Responsabilità solidale dell'impresa consorziata affidataria dell'appalto - Sussistenza - Responsabilità solidale del consorzio - Esclusione - Eccezioni.

    Nell'ipotesi di contratto d'appalto stipulato con un consorzio, il vincolo contrattuale sussistente tra il committente e il consorzio, e tra quest'ultimo e le società consorziate, fa sì che il committente sia solidalmente responsabile, ex art. 29, comma 2, del d.lgs n. 276 del 2003, nella versione anteriore alle modifiche apportate dal d.l. n. 5 del 2012, conv. con modif. dalla l. n. 35 del 2012, e dalla l. n. 92 del 2012, per gli inadempimenti delle consorziate, da considerarsi effettive appaltatrici, dovendo, invece, escludersi una corresponsabilità solidale del consorzio per quegli stessi inadempimenti, salvo il caso in cui risulti che esso stesso ha assunto i lavoratori o stipulato il contratto da cui deriva l'obbligazione nella sua veste di mandatario della singola consorziata, atteso che il contratto di consorzio, di cui all'art. 2602 c.c., non comporta l'assorbimento delle imprese contraenti in un organismo unitario, con creazione di un rapporto di immedesimazione organica tra l'uno e le altre, ma unicamente la costituzione di una organizzazione comune per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive attività dei contraenti.

    Rv. 678957-01Rassegna di giugno 2026, p. 190Art. 2602 c.c. · Art. 2615 c.c. · Art. 1372 c.c. · Art. 29 Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 16973/2026

    Rovina e difetti di cose immobili (responsabilità del costruttore) › Decadenza dalla garanzia › Denuncia del difetto

    Denuncia ex art. 1669, comma 1, c.c. - Atto necessariamente processuale - Esclusione - Natura recettizia - Conseguenze.

    In tema di azione ex art. 1669 c.c., la denuncia dei gravi difetti dell'opera, che può essere effettuata anche mediante un atto stragiudiziale, ha natura recettizia ed è, perciò, efficace solo quando pervenga a conoscenza (effettiva o presunta) del destinatario, sicché, non applicandosi il principio di scissione degli effetti della notificazione, essa deve essere ricevuta, e non soltanto spedita, entro il termine annuale dalla scoperta.

    Rv. 678508-01Rassegna di maggio 2026, p. 63 ↗Art. 1669 c.c. · Art. 1334 c.c. · Art. 2966 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 15878/2026

    Subappalto

    Convenuto - Obbligo di chiamata in causa del garante improprio - Insussistenza - Eccezione - Obbligo pattuito in via convenzionale.

    Il convenuto non è obbligato a chiamare in causa, a pena di inammissibilità della domanda successivamente coltivata, il proprio garante improprio, ad eccezione del caso in cui un simile obbligo sia stato convenzionalmente pattuito tra le parti a pena di decadenza.

    Classificata anche sotto: Procedimento civile

    Rv. 678228-01Rassegna di maggio 2026, p. 169 ↗Art. 32 c.p.c. · Art. 2909 c.c. · Art. 1655 c.c. · Art. 1656 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 12415/2026

    Ausiliari dell'appaltatore › Diritti verso il committente

    Appalti pubblici - Ritardo nel pagamento di retribuzioni ai dipendenti dell'appaltatore o subappaltatore - Garanzia ex art. 30, comma 6, d.lgs. n. 50 del 2016 ratione temporis vigente - Operatività - Presupposti - Fattispecie.

    In tema di appalti pubblici, la garanzia prevista dall'art. 30, comma 6, del d.lgs. n. 50 del 2016, ratione temporis vigente, in caso di ritardo nel pagamento delle retribuzioni ai dipendenti dell'appaltatore o subappaltatore, si caratterizza per la configurazione di un meccanismo di attivazione dell'amministrazione appaltante, anche in corso di esecuzione del contratto, per l'operatività del quale è sufficiente la denuncia, senza necessità di particolari formalità, dell'inadempimento da parte del lavoratore, che determina l'insorgere dell'obbligo, in capo alla stazione appaltante, di procedere ai dovuti accertamenti e all'eventuale pagamento diretto all'esito del contraddittorio con l'appaltatore. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva escluso l'operatività della garanzia ritenendo inidonea la comunicazione del lavoratore priva di quantificazione del credito e di richiesta di pagamento diretto, nonché per circostanze sopravvenute quali la cessazione del rapporto e l'assenza di debiti residui dell'ente verso l'appaltatore).

    Rv. 678706-01Rassegna di maggio 2026, p. 187 ↗Art. 30 ((Codice dei contratti pubblici)) · Art. 1676 c.c. · Art. 2112 c.c. · Art. 111 cost.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 7351/2026

    Scioglimento del contratto

    Risoluzione del contratto - Esecuzione del contratto di appalto prima della domanda di risoluzione - Compimento, in tutto o in parte, dell’opera - Restituzione in natura - Impossibilità - Corrispettivo versato - Rilevanza.

    In tema di risoluzione del contratto d'appalto, ove l'esecuzione sia avvenuta, in tutto o in parte, prima della proposizione della domanda di risoluzione, il corrispettivo versato dalla committente adempiente, nella misura in cui l'opera già eseguita le sia risultata utile, non va restituito dall'impresa appaltatrice inadempiente, stante l'impossibilità di restituire a quest'ultima l'opus in natura, fermo restando l'obbligo della parte inadempiente di risarcire il danno procurato alla controparte adempiente.

    Rv. 677490-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 143 ↗Art. 1458 c.c. · Art. 1655 c.c.Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa voce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 254/2017Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 29 Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30

    Dispositivo: dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 29, comma 2, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 36 della Costituzione, dalla Corte di appello di Venezia, con l'ordina…

  • Sentenza n. 254/2014Esito: illegittimità costituzionale

    Questione giudicata su: Art. 29 Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 36-bis, comma 7, lettera a), del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonchè interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 4 agosto 20…

  • Ordinanza n. 5/2013Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 29 Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 29, comma 2, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30), sollevata, in riferimento all'art. 76 della Costituzione, dal Tribunale di Sanremo, in funzione di giudice del lavoro, con l'…

  • Ordinanza n. 429/2005Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 183 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 180, secondo comma, terzo periodo e 183 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, comma primo, 24, comma secondo, e 111, comma secondo, della Costituzione, dal Tribunale di Viterbo, sezione distaccata di Civita Castellana, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma…

  • Ordinanza n. 192/2004Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2935 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 2935 e 2941 del codice civile, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Termini Imerese con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta il 21 giugno 2004. F.to: Valerio ONIDA, Presid…

  • Ordinanza n. 202/1998Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 183 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 183, primo comma, e 292 del codice di procedura civile sollevata, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, dal pretore di Torino con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 maggio 1998. Il Presidente: Granata…

  • Sentenza n. 192/1983Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2697 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 1 legge 23 ottobre 1960, n. 1369, 414, n. 4, cod. proc. civ. e 2697 cod. civ., sollevata in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione con l'ordinanza del Pretore di Torino indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia