Corte di cassazione · Massimario

Agenzia (contratto di)

Voce 005 della classificazione del Massimario

12 massime, da pronunce dal 23 giugno 2025 al 31 luglio 2026

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Come il Massimario suddivide la voce, con il numero di massime. Quelle con una pagina propria raccolgono lì le loro massime.

  • Diritti dell'agente4 massime
  • Scioglimento del contratto4 massime
  • Obblighi dell'agente1 massima
  • In genere (nozioni, caratteri, distinzioni)3 massime

Massime della Corte di cassazione

12 massime classificate sotto questa voce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 24289/2026

    Scioglimento del contratto › Indennità

    Contratto di agenzia - Indennità di cessazione del rapporto ex art. 1751 c.c. - Presupposti - Locuzioni “nuovi clienti” e “con tali clienti” - Interpretazione alla luce della giurisprudenza della CGUE - Condizioni cumulative - Fattispecie.

    Ai fini del riconoscimento dell'indennità per cessazione del rapporto di agenzia di cui all'art. 1751 c.c., sul punto perfettamente allineato all'art. 17 della Direttiva 86/653/CEE, come interpretato dalla Corte di Giustizia UE nella sentenza del 23 marzo 2023, in causa C-574/21, la locuzione "nuovi clienti" deve intendersi riferita a una pluralità di clienti, mentre l'espressione "con tali clienti", presente nella successiva parte della stessa disposizione, va interpretata nel senso che l'ulteriore condizione che deve concorrere consiste nella persistenza, in favore del preponente, di "sostanziali vantaggi" derivanti dagli affari conclusi tanto con i nuovi clienti - necessariamente più di uno - quanto, nell'alternativa ipotesi, con quelli già esistenti. (Nella specie, la S.C. ha confermato il mancato riconoscimento, in appello, dell'indennità all'agente che aveva procurato un unico nuovo cliente senza che, rispetto ai clienti esistenti, fosse dimostrato un sensibile sviluppo degli affari riferibili ovvero il persistere, in favore del preponente, di sostanziali vantaggi derivati da clienti vecchi e nuovi).

    Rv. 679704-01Rassegna di luglio 2026, p. 121Art. 1751 c.c. · Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 22240/2026

    Accordi economici collettivi di diritto comune - Ambito di efficacia - Adesione esplicita o implicita di soggetti non stipulanti - Rilevanza - Diversità del settore produttivo - Irrilevanza - Fattispecie.

    Gli accordi economici collettivi di diritto comune stipulati per la disciplina dei contratti di agenzia hanno efficacia vincolante non solo per gli iscritti alle associazioni sindacali stipulanti, ma anche per coloro che esplicitamente o implicitamente vi prestino adesione, senza che l'impresa mandante possa eccepire la propria appartenenza ad un settore produttivo diverso da quello al quale il contratto si riferisce. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto che la società preponente avesse tacitamente aderito all'Accordo Economico Collettivo, in base al triplice rilievo che la stessa aveva versato la contribuzione in conformità di tale accordo, che, nella fase iniziale del rapporto, non era sorta alcuna contestazione circa la necessità di sottoporlo alla disciplina collettiva in questione e che, infine, la stessa preponente aveva proceduto, per anni, all'accantonamento delle somme dovute a titolo di indennità di risoluzione del rapporto, conteggiate in base a quanto previsto dall'accordo collettivo).

    Rv. 679151-01Rassegna di giugno 2026, p. 114Art. 1742 c.c. · Art. 1750 c.c. · Art. 2077 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 16294/2026

    Diritti dell'agente › Provvigione

    Vendite concluse direttamente dal proponente - Legittimità - Facoltà di concludere singoli affari - Diritto alle cosiddette provvigioni indirette - Deroga - Ammissibilità - Fondamento.

    In tema di contratto di agenzia, la conclusione diretta di affari da parte della preponente nella zona di competenza esclusiva dell'agente è legittima e non costituisce giusta causa di recesso di quest'ultimo, purché non continuativa e sistematica, bensì riferita a singoli affari, anche se di rilevante entità; in tali casi, stante il carattere dispositivo della norma contenuta nell'art. 1748, comma 2, c.c., il diritto dell'agente alla provvigione c.d. indiretta può essere pattiziamente escluso o limitato dalle parti, tramite l'inserimento di una clausola che ne preveda la non spettanza in relazione ad alcune categorie di clienti con i quali la parte preponente si riserva di contrattare direttamente.

    Rv. 679328-01Rassegna di maggio 2026, p. 208 ↗Art. 1748 c.c. · Art. 1750 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 16294/2026

    Diritti dell'agente › Provvigione

    Vendite concluse direttamente dal proponente - Art. 1748, comma 2, c.c. - Clausola che riserva al preponente la facoltà di riconoscere o meno la provvigione indiretta - Nullità - Fondamento - Conseguenze.

    Nel contratto di agenzia, la clausola che riservi al preponente la facoltà di riconoscere o meno all'agente la provvigione c.d. indiretta sugli affari conclusi direttamente dal primo è nulla, ex art. 1355 c.c., risolvendosi in una condizione meramente potestativa; tale nullità, tuttavia, non inficia la validità del contratto, che resta valido, con conseguente sussistenza del diritto dell'agente alla suddetta provvigione, la quale, in tal caso, trova la sua fonte nell'art. 1748, comma 2, c.c..

    Rv. 679328-02Rassegna di maggio 2026, p. 209 ↗Art. 1322 c.c. · Art. 1355 c.c. · Art. 1748 c.c. · Art. 1419 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 10443/2026

    Portafoglio clienti - Elemento essenziale dell'attività dell'agente - Conseguenze - Variazioni da parte del preponente - Limiti - Principi di correttezza e buona fede.

    In tema di contratto di agenzia, il portafoglio clienti costituisce elemento essenziale dell'attività promozionale dell'agente, sicché le variazioni operate dal preponente, pur consentite dagli accordi economici collettivi, devono essere previste entro limiti predeterminati ed esercitate nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede; in tale prospettiva, il requisito della determinatezza o determinabilità dell'oggetto dell'obbligazione impone la preventiva conoscibilità dell'impegno assunto e dei criteri della sua determinazione.

    Rv. 678529-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 168 ↗Art. 1175 c.c. · Art. 1346 c.c. · Art. 1375 c.c. · Art. 1742 c.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 3183/2026

    Scioglimento del contratto › Indennità

    Indennità di fine rapporto - Agente costituito in forma di società commerciale - Spettanza - Sussistenza - Diritto del socio a vedersi "segregare" una parte dell'attivo - Esclusione - Fondamento.

    In caso di agente costituito in forma di società commerciale, il credito per indennità di fine rapporto costituisce un introito che, una volta contabilizzato, entra a far parte del patrimonio sociale, non sussistendo, pertanto, un diritto del socio a vedersi segregare una parte dell'attivo al fine di vedere soddisfatti i propri diritti connessi alla (futura e ipotetica) liquidazione, totale o parziale, della propria partecipazione sociale.

    Rv. 677597-03Rassegna di febbraio 2026, p. 27 ↗Art. 1751 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 1226/2026

    Obblighi dell'agente

    Patto che trasferisce, in modo generalizzato, il rischio dell'inadempimento del cliente all'agente - Nullità per frode alla legge - Sussistenza - Acquisto e successiva rivendita della merce e previsione di un maggiore corrispettivo - Validità - Esclusione - Fondamento - Aggiramento del divieto dello "star del credere".

    Nel contratto di agenzia, il patto con il quale si trasferisce, in modo generalizzato, sull'agente il rischio dell'inadempimento del cliente è nullo per frode alla legge, anche quando sia stipulato sotto forma di acquisto e successiva rivendita della merce e con la previsione di un maggiore corrispettivo, perché, mirando ad aggirare il divieto dello "star del credere", conduce ad uno snaturamento del contratto di agenzia

    Rv. 677524-01Rassegna di gennaio 2026, p. 93 ↗Art. 1344 c.c. · Art. 1746 c.c. · Art. 1749 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 34286/2025

    Diritti dell'agente › Provvigione

    Vendite concluse direttamente dal proponente - Legittimità - Limiti - Facoltà di concludere singoli affari - Diritto alle cosiddette provvigioni indirette - Natura episodica - Prescrizione del diritto - Applicabilità della prescrizione ordinaria e non della prescrizione breve - Fondamento.

    In materia di rapporto di agenzia, il proponente non può operare con continuità nella zona di competenza dell'agente ma, ai sensi dell'art. 1748, comma 2, c.c., ha solamente la facoltà di concludere direttamente singoli affari, anche se di rilevante entità, dal cui compimento sorge il diritto dell'agente medesimo a percepire le cosiddette provvigioni indirette; ne consegue che, ove l'intervento del proponente sia meramente isolato, il diritto al pagamento della provvigione ha, a sua volta, natura episodica e non periodica e, come tale, è soggetto alla prescrizione ordinaria di cui all'art. 2946 c.c. e non alla prescrizione breve ex art. 2948, n. 4, c.c..

    Rv. 677222-01Rassegna di dicembre 2025, p. 155 ↗Art. 1748 c.c. · Art. 2946 c.c. · Art. 2948 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 26571/2025

    Scioglimento del contratto › Indennità

    Indennità per la cessazione del rapporto di agenzia - Redditi di lavoro autonomo - Configurabilità - Conseguenze - Assoggettamento a ritenuta d'acconto.

    Alla luce del combinato disposto degli artt. 49, commi 4 e 12, lett. f), del d.P.R. n. 597 del 1973, e 25, comma 1, terza proposizione, del d.P.R. n. 600 del 1973 (nel testo sostituito dall'art. 43 del d.P.R. n. 897 del 1980, applicabile ai redditi prodotti dal 1 gennaio 1982), le indennità percepite per la cessazione di rapporti di agenzia costituiscono reddito di lavoro autonomo, come tali assoggettate a ritenuta di acconto.

    Classificata anche sotto: Tributi erariali diretti › Accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972)

    Rv. 676644-01Rassegna di ottobre 2025, p. 110 ↗Art. 25 Accertamento imposte sui redditiDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 26190/2025

    Diritti dell'agente › Provvigione

    Obbligo dell'agente di restituire le provvigioni riscosse ex art. 1748, comma 6, c.c. - Presupposti - Fattispecie.

    In tema di contratto di agenzia, l'obbligo dell'agente di restituire le provvigioni riscosse, ai sensi dell'art. 1748, comma 6, c.c., sorge esclusivamente a fronte della certezza dell'impossibilità di esecuzione del contratto fra terzo e preponente per cause non imputabili a quest'ultimo, restando a tal fine irrilevante ogni diversa vicenda relativa alla fase esecutiva dell'affare concluso con il terzo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva escluso la ricorrenza dell'obbligo di restituzione, sul presupposto che oggetto della controversia tra preponente e agente fosse la corretta determinazione della misura delle provvigioni così come pattuita, senza alcun riferimento alla regolare esecuzione del contratto promosso dall'agente).

    Rv. 676495-01Rassegna di settembre 2025, p. 110 ↗Art. 1742 c.c. · Art. 1748 c.c.Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di giugno 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa voce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 97/2016Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 1751 c.c.

    Dispositivo: dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1751, primo comma, del codice civile, nel testo sostituito dall'art. 4 del decreto legislativo 10 settembre 1991, n. 303 (Attuazione della direttiva 86/653/CEE relativa al coordinamento dei diritti degli Stati membri concernenti gli agenti commerciali indipendenti, a norma dell'art. 15 della legge 29 dicembre 1990, n. 428…

  • Ordinanza n. 58/1971Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1751 c.c.

    Dispositivo: avvalendosi della procedura in camera di consiglio consentita dagli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9; secondo comma, delle Norme integrative, dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 8 dell'accordo economico collettivo 30 giugno 1938 (per la disciplina del rapporto di agenzia e rappresentanza commerci…

  • Ordinanza n. 185/1970Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1751 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1751, comma primo, del codice civile, sollevata, con le ordinanze di cui in epigrafe, in riferimento agli artt. 3 e 36 della Costituzione. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 26 novembre 1970. GIUSEPPE BRANCA - MICHE…

  • Sentenza n. 75/1970Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1751 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1751, comma primo, del codice civile, sollevata con le ordinanze indicate in epigrafe in riferimento agli artt. 3, 4 e 36 della Costituzione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 maggio 1970. GIUSEPPE BRANCA - MICHELE FRAGALI - COSTANTINO MORTATI - GIU…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia