Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Famiglia

Matrimonio

Sottovoce della voce 082 nella classificazione del Massimario

65 massime, da pronunce dal 7 gennaio 2025 al 30 luglio 2026

Pagina 1 di 2 delle massime

Massime della Corte di cassazione

65 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente. Le prime 50 in questa pagina, le altre nelle successive.

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 24280/2026

    Scioglimento › Divorzio › Obblighi › Verso l'altro coniuge › Assegno

    In tema di opposizione a precetto fondato su titolo esecutivo giudiziale, non possono essere dedotti con l'opposizione fatti modificativi o estintivi antecedenti alla formazione del titolo, essendo dunque irrilevante l'imputazione che il debitore opponente abbia fornito al riguardo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza che aveva respinto l'opposizione a precetto proposta dal debitore e fondata sull'allegazione di avere operato, antecedentemente alla formazione del titolo – un decreto provvisorio ed urgente emesso nell'interesse della prole minore e contenente anche l'imposizione a carico del padre di un assegno mensile –, a favore della madre una cessione di credito ed un bonifico, qualificandoli come destinati alle esigenze della figlia).

    Classificata anche sotto: Esecuzione forzata › Opposizioni

    Rv. 679277-01Rassegna di luglio 2026, p. 55Art. 2909 c.c. · Art. 474 c.p.c. · Art. 615 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 23538/2026

    Scioglimento › Divorzio › Obblighi › Verso l'altro coniuge › Assegno

    Figlio maggiorenne portatore di un handicap grave - Godimento di pensione di invalidità - Rilevanza ai fini del diritto del genitore convivente di percepire l’assegno - Esclusione - Ragioni.

    In tema di assegno di mantenimento, la percezione di una pensione di invalidità, o di un'indennità di accompagnamento, da parte del figlio maggiorenne portatore di handicap grave non comporta il venir meno del diritto del genitore convivente a percepire l'emolumento da parte dell'altro genitore, in proporzione ai redditi di quest'ultimo, al fine di fare fronte alle esigenze organizzazione domestica e di cura, in considerazione della finalità meramente assistenziale delle predette provvidenze godute dal figlio, che non escludono l'obbligo di mantenimento da parte del genitore, direttamente derivante dagli artt. 147, 337-ter e 337-septies, comma 2, c.c.

    Rv. 678881-01Rassegna di luglio 2026, p. 47Art. 147 c.c. · Art. 337-ter c.c. · Art. 337-septies c.c. · Art. 2 cost. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 21617/2026

    Rapporti patrimoniali tra coniugi › Fondo patrimoniale

    Atto di costituzione di fondo patrimoniale - Intento perseguito dai disponenti - Adempimento di doveri morali o giuridici ex art. 143 c.c. - Finalità assistenziale - Mutamento della natura gratuita dell’atto - Insussistenza.

    Ai fini dell'azione revocatoria ordinaria, la qualificazione dell'atto di costituzione di un fondo patrimoniale quale atto a titolo gratuito, se posto in essere da entrambi i coniugi, non muta in ragione delle finalità, pur meritevoli di tutela, perseguite dai disponenti, atteso che la gratuità deriva dall'assenza di un corrispettivo dinnanzi ad un sacrificio patrimoniale derivante dal vincolo di destinazione di determinati beni al soddisfacimento dei bisogni familiari; ne consegue che la finalità assistenziale dell'atto, ancorché riconducibile all'adempimento dei doveri morali o giuridici ex art. 143 c.c., o ai doveri di solidarietà familiare, in relazione agli artt. 2 e 30 Cost., non alterando la causa del negozio, non è idonea a mutarne la natura in atto a titolo oneroso.

    Classificata anche sotto: Responsabilità patrimoniale › Conservazione della garanzia patrimoniale

    Rv. 678760-02Rassegna di giugno 2026, p. 174Art. 143 c.c. · Art. 167 c.c. · Art. 2901 c.c. · Art. 2 cost. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 20389/2026

    Nullità › Per incapacità di intendere e di volere

    Matrimonio - Delibazione di sentenza ecclesiastica di nullità per grave difetto di discrezione di giudizio - Impedimento per convivenza ultratriennale - Limite di ordine pubblico in presenza del vizio di capacità ex art. 120 c.c. - Sussistenza - Condizioni - Fattispecie.

    Sussiste contrarietà all'ordine pubblico, impeditiva della delibazione della sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio per grave difetto di discrezione del giudizio, qualora si accerti che, al momento dell'assunzione del vincolo, il coniuge non era incapace di intendere e di volere o che, pur essendolo, ha consentito alla prosecuzione della convivenza anche una volta recuperata la pienezza delle proprie facoltà mentali. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva respinto l'istanza di delibazione di una sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio concordatario per grave difetto di discrezione del giudizio, fondata sul rilievo che il coniuge avrebbe utilizzato il matrimonio come una via di fuga per sottrarsi a una situazione familiare intollerabile, ritenendo contrario all'ordine pubblico il mancato accertamento dello stato di incapacità di intendere e di volere dell'interessato al momento dell'assunzione del vincolo e, in ogni caso, l'accertata convivenza ultratriennale successiva, caratterizzata dalla nascita di tre figli.).

    Rv. 679017-01Rassegna di giugno 2026, p. 49Art. 2 cost. · Art. 120 c.c. · Art. 122 c.c. · Art. 124 c.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 18556/2026

    Separazione personale dei coniugi › Effetti › Abitazione

    Qualora il giudice decida, nel migliore interesse dei figli, di assegnare oltre la casa familiare anche un altro immobile autonomo e non contiguo di pertinenza della prima, il potere di imporre limiti al diritto dominicale deve essere sempre esercitato nei limiti di quanto previsto dall'art. 337 sexies c.c., trattandosi di un provvedimento in favore del genitore convivente con i figli e nell'interesse di costoro, per cui l'assegnazione del bene pertinenziale deve avvenire tenendo prioritariamente conto dell'interesse di questi ultimi, in modo che anche l'immobile pertinenziale deve direttamente rispondere all'interesse della prole a permanere nell'ambiente domestico in cui sono cresciuti, per garantire il mantenimento delle loro consuetudini di vita e delle relazioni sociali che in tale ambiente si sono radicate, risultando perciò estranea a tale decisione ogni diversa valutazione relativa alla ponderazione tra interessi di altra natura dei coniugi o dei figli.

    Classificata anche sotto: Beni

    Rv. 678840-01Rassegna di giugno 2026, p. 36Art. 337-sexies c.c. · Art. 817 c.c. · Art. 818 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 18161/2026

    Scioglimento › Divorzio

    Artt. 473-bis.30 e ss. c.p.c. - Applicabilità agli appelli instaurati dopo il 28/02/2023 - Esclusione - Conseguenze - Utilizzabilità di documenti prodotti in appello - Sussistenza - Limiti.

    Le disposizioni di cui agli artt. 473-bis.30 e ss. c.p.c. non si applicano agli appelli proposti successivamente al 28 febbraio 2023, nelle materie indicate dall'art. 473-bis c.p.c., ma unicamente ai procedimenti introdotti con ricorso depositato in primo grado successivamente a tale data, secondo la regola transitoria generale dettata dall'art. 35, comma 1, del d.lgs. n. 149 del 2022; conseguentemente, nel giudizio di divorzio in appello che continua ad essere soggetto al rito camerale ex art. 4, comma 15, della l. n. 898 del 1970, l'acquisizione dei mezzi di prova, e segnatamente dei documenti, è ammissibile sino all'udienza di discussione in camera di consiglio, purché sulla produzione si possa considerare instaurato un pieno e completo contraddittorio, la cui osservanza costituisce esigenza irrinunziabile anche nei procedimenti camerali.

    Rv. 678834-01Rassegna di giugno 2026, p. 31Art. 473-bis.30 c.p.c. · Art. 35 Attuazione della legge 26 novembre 2021, n. 206 · Art. 4 divorzioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 17783/2026

    Separazione personale dei coniugi › Effetti › Assegno di mantenimento

    Figlio maggiorenne - Capacità di mantenersi e attitudine al lavoro - Sussistenza - Condizioni - Onere della prova - Contenuto - Fattispecie.

    In tema di diritto al mantenimento del figlio maggiorenne, la capacità di mantenersi e l'attitudine al lavoro devono ritenersi sussistenti dopo una certa età, alla conclusione media di un percorso di studio anche lungo, purchè proficuamente seguito e con la tolleranza di un ragionevole arco di tempo ancora per la ricerca di un lavoro, sicché grava sul figlio maggiorenne, divenuto adulto, l'onere della prova della mancanza di indipendenza economica - che é la precondizione del diritto preteso - unitamente alla prova di aver curato, con ogni possibile impegno, la ricerca di un lavoro. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza della corte di appello che aveva riconosciuto la permanenza del diritto al mantenimento della figlia maggiorenne ultratrentenne, affetta da epilessia focale sintomatica, senza, tuttavia, accertare se tale patologia avesse inciso sulla capacità lavorativa della beneficiaria).

    Rv. 679252-01Rassegna di giugno 2026, p. 28Art. 315-bis c.c. · Art. 337-septies c.c. · Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 17293/2026

    Rapporti patrimoniali tra coniugi › Impresa familiare › (Costituzione › Natura › Oggetto) › Requisiti soggettivi ed oggettivi

    Continuità dell'apporto del familiare - Necessità - Prevalenza del lavoro prestato rispetto ad altre attività - Rilevanza a fini tributari ma non ai fini dei diritti spettanti.

    In tema di impresa familiare, l'art. 230-bis c.c. esige soltanto la continuità dell'apporto del familiare all'impresa e non anche - tranne i casi in cui, ai sensi dell'art. 5, commi 4 e 5, del d.P.R. n. 917 del 1986, rilevi l'applicazione del regime fiscale dell'impresa familiare - che il lavoro prestato al suo interno sia prevalente rispetto ad altre attività eventualmente svolte dal collaboratore.

    Rv. 679202-01Rassegna di giugno 2026, p. 188Art. 230-bis c.c. · Art. 5 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 14864/2026

    Scioglimento › Divorzio › Obblighi › Verso l'altro coniuge › Assegno

    Revisione dell'assegno di mantenimento - Decorrenza - Data della domanda giudiziale - Evoluzione delle condizioni economiche dei coniugi nel corso del giudizio - Rilevanza - Conseguenze.

    In tema di assegno di mantenimento, la revisione dell'an o del quantum dell'obbligo di un coniuge di contribuire al mantenimento dell'altro ha effetto dalla domanda; tuttavia, laddove, nel corso del procedimento, e quindi anche in secondo grado, si accerti l'evoluzione delle condizioni economiche dei coniugi con la modifica dei presupposti di fatto dell'obbligo o della sua quantificazione, allora la modifica o la revoca potranno avere, motivatamente, una decorrenza diversa, anche dalla decisione.

    Rv. 679240-01Rassegna di maggio 2026, p. 46 ↗Art. 156 c.c. · Art. 710 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 14886/2026

    Separazione personale dei coniugi › Effetti › Provvedimenti per i figli

    Procedimento ex art. 709 ter c.p.c. - Risarcimento del danno endofamiliare - Esclusione - Funzione - Fattispecie.

    Il procedimento ex art. 709-ter c.p.c., essendo diretto ad assicurare la corretta attuazione o esecuzione dei preesistenti provvedimenti emessi in materia di esercizio della potestà dei genitori o di affidamento della prole minore, non consente l'emissione d'ufficio di una condanna al risarcimento del danno endofamiliare. (Nella specie, la S.C. ha disatteso l'argomentazione della Corte d'appello che, nel confermare la sentenza di condanna al risarcimento del danno endofamiliare emessa dal Tribunale a carico del padre, nei confronti della prole minore, pur in assenza di domanda in tal senso da parte della madre – che aveva chiesto unicamente il risarcimento del danno morale subito in proprio –, aveva ritenuto che tale condanna potesse essere emessa d'ufficio in base al disposto dell'art. 709-ter, comma 2, c.p.c., vigente ratione temporis).

    Classificata anche sotto: Risarcimento del danno › Valutazione e liquidazione

    Rv. 679241-01Rassegna di maggio 2026, p. 47 ↗Art. 147 c.c. · Art. 148 c.c. · Art. 2043 c.c. · Art. 709-ter c.p.c.Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 148/2024Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 230-bis c.c.

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 230-bis, terzo comma, del codice civile, nella parte in cui non prevede come familiare anche il «convivente di fatto» e come impresa familiare quella cui collabora anche il «convivente di fatto»; 2) dichiara, in via consequenziale, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte…

  • Sentenza n. 169/2008Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 4 divorzio

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 4, comma 1, della legge 1° dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), nel testo sostituito dall'art. 2, comma 3-bis, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35 (Disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale) comma inserito dalla relativa legge di conversione 14 ma…

  • Sentenza n. 258/1996Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 156 c.c.

    Dispositivo: Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 156, sesto comma, del codice civile, nella parte in cui non prevede che il giudice istruttore possa adottare, nel corso della causa di separazione, il provvedimento di sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato al mantenimento. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 luglio…

  • Sentenza n. 278/1994Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 156 c.c.

    Dispositivo: Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 156, sesto comma, del codice civile, nella parte in cui non prevede che il giudice istruttore possa adottare nel corso della causa di separazione il provvedimento di ordinare ai terzi debitori del coniuge obbligato al mantenimento di versare una parte delle somme direttamente agli aventi diritto. Così deciso in Roma, nella sede de…

  • Sentenza n. 454/1989Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 155 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 155, quarto comma, del codice civile, nella parte in cui non prevede la trascrizione del provvedimento giudiziale di assegnazione della abitazione nella casa familiare al coniuge affidatario della prole, ai fini della opponibilità ai terzi. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 19…

  • Sentenza n. 5/1987Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 156 c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 156, sesto comma, del codice civile, nella parte in cui non prevede che le disposizioni ivi contenute si applichino ai coniugi separati consensualmente. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 14 gennaio 1987. Il Presidente: LA PERGOLA Il redattore: CASAVOLA…

  • Sentenza n. 144/1983Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 156 c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 156, sesto comma del Codice Civile, nella parte in cui non prevede che le disposizioni ivi contenute si applichino a favore dei figli di coniugi consensualmente separati. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzlonale, Palazzo della Consulta, il 12 maggio 1983. F.to: LEOPOLDO ELIA - ANTONINO DE STEFANO - ORONZO REAL…

  • Sentenza n. 202/1975Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 9 divorzio

    Dispositivo: a) dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 9, comma secondo, della legge 1 dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), nella parte in - cui non consente il normale esercizio di facoltà di prova; b) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale della disposizione suindicata, proposta dal tribunale di Siena con l'ordinanz…

  • Sentenza n. 99/1974Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 156 c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 156, primo comma, del codice civile nella parte in cui, disponendo che per i coniugi consensualmente separati perduri l'obbligo reciproco di fedeltà, non limita quest'ultimo al dovere di astenersi da quei comportamenti che, per il concorso di determinate circostanze, siano idonei a costituire ingiuria grave all'altro coniuge. Così…

  • Sentenza n. 204/1971Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2120 c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2120, comma primo, del codice civile nella parte in cui esclude che l'indennità di anzianità sia dovuta al prestatore di lavoro, il cui servizio abbia avuto una durata inferiore all'anno. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 dicembre 1971. MICHELE FRAGALI - COSTANTINO MORTATI…

  • Sentenza n. 128/1970Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 156 c.c.

    Dispositivo: dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 156, quinto comma, del codice civile, nella parte in cui esclude la pretesa della moglie a non usare il cognome del marito, in regime di separazione per colpa di quest'ultimo, nel caso che da quell'uso possa derivarle un pregiudizio. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della…

  • Sentenza n. 127/1968Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 151 c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 151, secondo comma, del Codice civile. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 dicembre 1968. ALDO SANDULLI - GIUSEPPE BRANCA - MICHELE FRAGALI - COSTANTINO MORTATI - GIUSEPPE CHIARELLI - GIUSEPPE VERZÌ - GIOVANNI BATTISTA BENEDETTI - FRANCESCO PAOLO B…

  • Sentenza n. 75/1968Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2120 c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2120, primo Comma, del Codice civile, nella parte in cui, nel caso di cessazione del contratto di lavoro a tempo indeterminato, esclude il diritto del prestatore di lavoro ad un'indennità proporzionale agli anni di servizio, allorquando la cessazione stessa derivi dal licenziamento per colpa di lui o da dimissioni volontarie. Così…

  • Sentenza n. 46/1966Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 156 c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 156, primo comma, del Codice civile, nella parte in cui pone a carico del marito, in regime di separazione consensuale senza colpa di nessuno dei coniugi, l'obbligo di somministrare alla moglie tutto ciò che è necessario ai bisogni della vita, indipendentemente dalle condizioni economiche di costei. Così deciso in Roma, in camera…

  • Sentenza n. 25/2022Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 12-bis divorzio · Art. 9 divorzio

    Dispositivo: dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 9, comma 2, e 12-bis, comma 1, della legge 1° dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio) e dell'art. 5 della legge 28 dicembre 2005, n. 263 (Interventi correttivi alle modifiche in materia processuale civile introdotte con il decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazion…

  • Ordinanza n. 97/2017Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 4 divorzio

    Dispositivo: dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 10, della legge 1° dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), come sostituito dall'art. 2, comma 3-bis, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35 (Disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale), convertito, con mo…

  • Sentenza n. 225/2016Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 337-ter c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 337-ter del codice civile sollevata - in riferimento agli articoli 2, 3, 30 e 31 della Costituzione, ed all'art. 117, primo comma, Cost., in relazione all'art. 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva con…

  • Sentenza n. 11/2015Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 5 divorzio

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 5, sesto comma, della legge 1° dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), come modificato dall'art. 10 della legge 6 marzo 1987, n. 74 (Nuove norme sulla disciplina dei casi di scioglimento di matrimonio), sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 29 della Costituzione, dal Tribunale ordina…

  • Ordinanza n. 4/2011Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 143 c.c.

    Dispositivo: a) dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli articoli 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143-bis, 156-bis, 231 del codice civile, sollevata, in riferimento all'articolo 2 della Costituzione, dal Tribunale di Ferrara con l'ordinanza indicata in epigrafe; b) dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli articoli sopr…

  • Ordinanza n. 276/2010Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 143 c.c.

    Dispositivo: a) dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli articoli 107, 108, 143, 143-bis, 156-bis del codice civile, sollevata, in riferimento all'articolo 2 della Costituzione, dalla Corte di appello di Firenze con l'ordinanza indicata in epigrafe; b) dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli articoli sopra indica…

  • Sentenza n. 138/2010Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 143 c.c.

    Dispositivo: riuniti i giudizi: a) dichiara inammissibile, in riferimento agli articoli 2 e 117, primo comma, della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale degli articoli 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143-bis, 156-bis del codice civile, sollevata dal Tribunale di Venezia e dalla Corte di appello di Trento con le ordinanze indicate in epigrafe; b) dichiara non fondata, in riferimento agli arti…

  • Ordinanza n. 261/2009Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 12-bis divorzio

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 12-bis della legge 1 dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), introdotto dall'art. 16 della legge 6 marzo 1987, n. 74 (Nuove norme sulla disciplina dei casi di scioglimento di matrimonio), sollevata, in riferimento agli articoli 3, 29, 38 e 47 della Costituzione, dal Tri…

  • Ordinanza n. 65/2006Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 9 divorzio

    Dispositivo: ordina la restituzione degli atti al Tribunale di Udine. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 febbraio 2006. F.to: Annibale MARINI, Presidente Francesco AMIRANTE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 16 febbraio 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA

  • Sentenza n. 394/2005Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 147 c.c. · Art. 148 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale degli artt. 261, 147 e 148, 2643, numero 8, 2652, 2653 e 2657 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 30 della Costituzione, dal Tribunale di Genova, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 ottobre 20…

  • Sentenza n. 232/2004Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 474 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 282 e 474 del codice di procedura civile sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111, secondo comma, della Costituzione, nonché all'art. 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, dal Tribunale di Torino con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso…

  • Ordinanza n. 126/2004Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 4 divorzio

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 4 della legge 1° dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), come modificato dall'art. 8 della legge 6 marzo 1987, n. 74 (Nuove norme sulla disciplina dei casi di scioglimento di matrimonio), sollevata, in riferimento all'articolo 3 della Costituzione, dal Tribunale di Avez…

  • Ordinanza n. 463/2002Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 12-bis divorzio

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 12-bis, primo comma, della legge 1° dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 29, secondo comma, 31 e 38, primo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Trani e dal Tribunale di Orvieto con le ordinanze indi…

  • Sentenza n. 236/2002Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 148 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 148, terzo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 30 della Costituzione, dal Tribunale di Firenze con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 giugno 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Pr…

  • Ordinanza n. 57/2002Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 155 c.c.

    Dispositivo: Dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 155, quarto comma, del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 29, 31 e 35 della Costituzione, dal Tribunale di Bolzano con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 27 febbraio 2002. Il Presidente: Ruperto…

  • Ordinanza n. 351/2001Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 4 divorzio

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 4, comma ottavo, della legge 1 dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), nel testo modificato dall'art. 8 della legge 6 marzo 1987, n. 74, nonché degli articoli 115, 116, 166 e 167 del codice di procedura civile sollevata, in riferimento agli articoli 2, 3,…

Se ne mostrano 30 su 89: prima le dichiarazioni di illegittimità, poi le altre, dalle più recenti.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia