Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Assistenza e beneficenza pubblica

Prestazioni assistenziali

Sottovoce della voce 021 nella classificazione del Massimario

51 massime, da pronunce dal 9 gennaio 2025 al 27 luglio 2026

Pagina 1 di 2 delle massime

Massime della Corte di cassazione

51 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente. Le prime 50 in questa pagina, le altre nelle successive.

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 24101/2026

    Controversie in materia di invalidità civile - Termine di decadenza per l'azione giudiziaria - Erronea indicazione da parte dell'INPS - Incidenza - Esclusione - Eventuale rilievo del comportamento dell’ente sotto il diverso profilo risarcitorio - Sussistenza.

    In tema di controversie per le prestazioni di invalidità civile, il termine semestrale di cui all'art. 42, comma 3, del d.l. n. 269 del 2003, conv. con modif. dalla l. n. 326 del 2003, ha natura pubblicistica ed opera de iure, con la conseguenza che la sua inosservanza comporta la decadenza dall'azione, anche se essa è stata determinata dal comportamento dell'INPS che abbia erroneamente indicato un più ampio termine di impugnazione, cui il privato si sia conformato, restando salvo l'eventuale rilievo di tale comportamento sotto il diverso profilo risarcitorio.

    Rv. 679592-01Rassegna di luglio 2026, p. 116Art. 42 Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubbliciDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 21242/2026

    Assegno mensile di invalidità civile - Requisiti - Art. 12-ter del d.l. n. 146 del 2021, conv. con modif. con l. n. 215 del 2021 - Attività lavorativa svolta dall’invalido parziale con percezione di reddito inferiore al limite previsto dall’art. 14-speties del d.l. n. 663 del 1979, conv. con modif. con l. n. 33 del 1980 - Natura della previsione - Norma di interpretazione autentica - Esclusione - Natura innovativa - Sussistenza - Efficacia retroattiva - Esclusione - Fondamento.

    In tema di requisiti per l'assegno mensile di invalidità, l'art. 12-ter del d.l. n. 146 del 2021, introdotto in sede di conversione con l. n. 215 del 2021, che considera compatibile tale provvidenza con lo svolgimento, da parte dell'invalido, di attività lavorativa entro il limite di reddito previsto dall'art. 14-septies del d.l. n. 663 del 1979, conv. con modif. con l. n. 33 del 1980, non integra una norma di interpretazione autentica del requisito dell'inattività lavorativa previsto dall'art. 13 della l. n.118 del 1971, in quanto non si limita a chiarire la portata prescrittiva della precedente disposizione, ma introduce, in positivo, un requisito del tutto nuovo ed autonomo, costituito dalla possibilità di svolgere un'attività lavorativa il cui reddito sia inferiore al limite ivi stabilito, sicché non ha efficacia retroattiva ed è applicabile, ratione temporis, solo alle fattispecie insorte successivamente alla sua entrata in vigore.

    Rv. 679204-01Rassegna di giugno 2026, p. 210Art. 12-ter Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibiliDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 20361/2026

    Invalidità civile - Assegno di invalidità - Requisito dell'inattività - Art. 12-ter del d.l. n. 146 del 2021 - Efficacia retroattiva - Esclusione.

    In tema di assegno di invalidità di cui all'art. 13 della l. n. 118 del 1971, l'art. 12-ter del d.l. n. 146 del 2021, conv. con modif. dalla l. n. 215 del 2021, che stabilisce che il requisito relativo all'incollocamento al lavoro, necessario per il riconoscimento del diritto, deve intendersi soddisfatto qualora l'invalido parziale svolga un'attività lavorativa il cui reddito risulti inferiore al limite previsto dall'articolo 14-septies del d.l. n. 663 del 1979, conv. con modif. dalla l. n. 33 del 1980, non ha efficacia retroattiva, non essendo norma d'interpretazione autentica, né comunque norma innovativa avente effetti retroattivi.

    Rv. 679446-01Rassegna di giugno 2026, p. 206Art. 13 Conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5, e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili · Art. 12-ter Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili · Art. 1 Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitivita' per favorire l'equita' e la crescita sostenibiliDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 19604/2026

    Aventi diritto

    Indennità di accompagnamento - Presupposti - Produzione di certificato geriatrico attestante la fragilità del soggetto ad alto rischio di cadute - Valutazione del giudice - Criteri.

    In materia di indennità di accompagnamento, la certificazione geriatrica aggiornata prodotta nel giudizio di opposizione ex art. 445-bis, comma 6, c.p.c. all'accertamento tecnico previdenziale già svolto, la quale descrive l'assistito come paziente fragile, ad alto rischio di cadute, non autonomo nelle attività quotidiane e bisognoso di assistenza continua, integra un quadro clinico- funzionale che, ai fini dell'art. 1 della l. n. 18 del 1980, non può essere svalutato come mera conferma di un generico bisogno di aiuto, dovendo essere apprezzato in rapporto ai presupposti, previsti alternativamente dall'art. 1 cit., dell'incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita con necessità di assistenza continua e dell'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore.

    Rv. 679440-01Rassegna di giugno 2026, p. 200Art. 1 Indennita' di accompagnamento agli invalidi civili totalmente inabili · Art. 38 cost.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 19610/2026

    Prestazioni invalidità civile - Requisiti sanitari - Accertamento - Tabella indicativa delle percentuali di invalidità ex d.m. 5 febbraio 1992 - Rilevanza - Omessa valutazione - Vizio di legittimità - Sussistenza.

    In tema di presupposti medico-legali per il riconoscimento delle prestazioni assistenziali agli invalidi civili, la tabella delle percentuali di invalidità per le minorazioni e le malattie invalidanti, approvata con d.m. del 5 febbraio 1992, in attuazione dell'art. 2 del d.lgs. n. 509 del 1988, è vincolante nella quantificazione complessiva dell'invalidità, in quanto integrativa della norma primaria di legge, con la conseguenza che l'omessa valutazione di tale tabella comporta un vizio di legittimità denunciabile con ricorso per cassazione, in particolare nel caso di sentenza fondata su una consulenza tecnica che ometta di indicare per ciascuna patologia l'incidenza invalidante, la data di insorgenza, il codice ad essa attribuito dalle tabelle, i criteri per giungere alla valutazione finale nel caso di infermità plurime, e ometta, altresì, di applicare il calcolo riduzionistico mediante la formula prevista dalla medesima tabella, espressa in decimali.

    Rv. 679441-01Rassegna di giugno 2026, p. 200Art. 38 cost. · Art. 360 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 16188/2026

    Prestazioni esclusivamente socioassistenziali svolte da struttura assistenziale a favore degli anziani - Libera determinazione del corrispettivo - Possibilità - Sussistenza - Ragioni.

    Qualora una struttura privata eroghi, in favore di anziani, prestazioni di natura esclusivamente socio-assistenziale, il corrispettivo può essere liberamente concordato tra le parti, poiché una limitazione al generale potere di autonomia negoziale di cui all'art. 1322 c.c. non può essere individuata nella disciplina del S.S.N. laddove assicura ai cittadini livelli essenziali uniformi di assistenza sanitaria, con spesa interamente a carico della P.A., in quanto la stessa concerne soltanto l'erogazione di prestazioni sanitarie "pure" o "inscindibili" da quelle socio-assistenziali, che si configura quando l'assistito, autosufficiente o meno, debba essere sottoposto ad un programma terapeutico, in mancanza del quale non assume rilevanza che la struttura sia accreditata con il S.S.N., giacché la prestazione rimane estranea all'ambito dell'assistenza sanitaria obbligatoria e ricade nella disciplina generale delle prestazioni sociali di cui alla l. n. 328 del 2000.

    Classificata anche sotto: Contratti in genere

    Rv. 679108-01Rassegna di maggio 2026, p. 109 ↗Art. 41 cost. · Art. 1322 c.c. · Art. 3 Istituzione del servizio sanitario nazionale · Art. 53 Istituzione del servizio sanitario nazionale e altri 3Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 15466/2026

    Pensione di inabilità civile - Requisito reddituale - Somme ricevute a titolo di trattamento di fine rapporto e somme percepite da forme di previdenza complementare - Inclusione nel reddito - Sussistenza - Fondamento.

    In tema di pensione di inabilità civile, ai fini della verifica del requisito reddituale di cui all'art. 12 l. n. 118 del 1971, il relativo limite va determinato con riferimento al reddito complessivo rilevante "agli effetti IRPEF", sicché devono essere computati anche i redditi soggetti a tassazione separata, quali il trattamento di fine rapporto e le somme percepite da forme di previdenza complementare per la parte imponibile, non trovando applicazione l'esclusione prevista dall'art. 3, comma 6, l. n. 335 del 1995, che opera solo per l'assegno sociale.

    Rv. 678747-01Rassegna di maggio 2026, p. 205 ↗Art. 12 Conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5, e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili · Art. 17 t.u.i.r. · Art. 38 cost. · Art. 53 cost.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 14246/2026

    Liquidazione del danno - Compensatio lucri cum damno - Onere della prova - Riparto - Criteri.

    In tema di liquidazione del danno, al principio per il quale spetta al convenuto l'onere di provare il fatto costitutivo dell'eccezione di compensatio lucri cum damno può derogarsi nel solo caso in cui il danneggiato ammetta di avere percepito l'indennizzo dall'assicuratore sociale, senza indicarne l'ammontare, atteso che, in tal caso, il fatto costitutivo della pretesa diviene il solo danno differenziale, sicché è onere del danneggiato provare sia l'entità del danno, sia l'entità dell'indennizzo.

    Classificata anche sotto: Risarcimento del danno

    Rv. 678782-01Rassegna di maggio 2026, p. 153 ↗Art. 1223 c.c. · Art. 2056 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 12609/2026

    Danni da emotrasfusioni - Compensatio lucri cum damno - Indennizzo ex lege n. 210 del 1992 - Ammissione della parte interessata - Circa l'avvenuto accertamento amministrativo delle condizioni valevoli al conseguimento dell'indennizzo - Omessa precisazione in ordine alla concreta percezione - Potere officioso ex art. 213 c.p.c. - Omesso esercizio immotivato - Illegittimità.

    In tema di danno da emotrasfusioni, ai fini della compensatio lucri cum damno tra le somme liquidabili a titolo risarcitorio e l'indennizzo ex l. n. 210 del 1992, il potere officioso del giudice del merito di sollecitazione presso gli uffici competenti, ex art. 213 c.p.c., non può essere immotivatamente omesso, non solo quando la percezione dell'indennizzo sia stata ammessa dalla parte interessata, bensì anche quando quest'ultima, dopo aver allegato l'avvenuto positivo accertamento in sede amministrativa delle condizioni per il suo conseguimento, abbia ingiustificatamente trascurato, nell'assolvimento dei propri doveri di lealtà e probità processuale ex art. 88, comma 1, c.p.c., di precisare espressamente di non averlo ottenuto, nonostante l'esito positivo in sede amministrativa.

    Classificata anche sotto: Risarcimento del danno

    Rv. 678429-01Rassegna di maggio 2026, p. 130 ↗Art. 213 c.p.c. · Art. 2 Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati · Art. 88 c.p.c. · Art. 2043 c.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 11694/2026

    Indennità di accompagnamento - Applicazione dell'art. 149 disp. att. c.p.c. - Conseguenze - Obbligo del giudice - Presupposti - Obbligo di motivazione sulla irrilevanza degli elementi a sostegno dell’aggravamento - Configurabilità - Fattispecie.

    In tema di indennità di accompagnamento, la disposizione di cui all'art. 149 disp. att. c.p.c., che impone di valutare gli aggravamenti incidenti sul complesso invalidante verificatisi nel corso del procedimento amministrativo e giudiziario, applicabile anche alle prestazioni assistenziali, deve essere interpretata nel senso che l'obbligo ivi previsto, in quanto immanente alla funzione giudicante, non solo non è subordinato alla formulazione di una richiesta bensì neanche alla produzione di documenti effettuata dalla parte, potendo trarre origine da ogni elemento proveniente dalla parte interessata o rilevabile di ufficio; nell'adempimento di quest'obbligo il giudice se, da un lato, ha il potere di apprezzare l'idoneità degli elementi (prospettati dalla parte o rilevati d'ufficio) ad esprimere un sopravvenuto rilevante deterioramento della situazione patologica, dall'altro, ove ritenga l'irrilevanza degli stessi, ha il dovere di motivare adeguatamente il mancato esercizio del potere. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione con la quale il Tribunale aveva ritenuto insussistente il requisito sanitario per fruire dell'indennità di accompagnamento, senza valutare né motivare in ordine alla rilevanza della documentazione sanitaria sopravvenuta dalla quale emergeva l'aggravamento rispetto alle risultanze della c.t.u. svolta in sede di a.t.p.).

    Rv. 678730-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 327 ↗Art. 38 cost. · Art. 1 Indennita' di accompagnamento agli invalidi civili totalmente inabiliDove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, novembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

Se ne mostrano 30 su 53: prima le dichiarazioni di illegittimità, poi le altre, dalle più recenti.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia