Art. 2056 c.c. — Valutazione dei danni

[1]Il risarcimento dovuto al danneggiato si deve determinare secondo le disposizioni degli articoli 1223, 1226 e 1227.

[2]Il lucro cessante e' valutato dal giudice con equo apprezzamento delle circostanze del caso.

Testo vigente dal 4 aprile 1942

Corte di cassazione

68 pronunce che riguardano l’art. 2056 c.c., dalle Rassegne del Massimario e dalle pronunce segnalate.

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 24221/2026

    29 luglio 2026

    La lesione della c.d. capacità di lavoro casalingo, integrando un danno patrimoniale da perdita di una capacità lavorativa lato sensu specifica, dev'essere risarcita come tale qualora risulti accertato lo svolgimento dell'attività domestica e la compromissione totale o parziale della capacità, senza che sia necessaria la prova che la vittima sia dovuta ricorrere all'ausilio di un collaboratore domestico.

    Art. 2056 c.c. · Art. 2043 c.c. · Art. 1226 c.c. · Art. 2059 c.c.

    Rassegna di luglio 2026, p. 91

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 23544/2026

    20 luglio 2026

    In tema di perdita del rapporto parentale, il pregiudizio non patrimoniale patito, in conseguenza del decesso del padre, da un minore infante (nella specie, un bimbo di otto mesi), è risarcibile, non rilevando l'incapacità della vittima di concettualizzare coscientemente il senso di quella perdita e della sua sofferenza, trattandosi, in ogni caso, di una perdita e di una sofferenza che si legano, con oggettiva immediatezza, alla definitiva eliminazione di benefici derivanti dalla relazione paterna, quale strumento di costruzione progressiva della propria affettività in via di edificazione e di stabilizzazione, già vissuti, sul piano sensitivo, somato-sensoriale ed emotivo- funzionale, in termini di indiscutibile certezza e attualità.

    Art. 2056 c.c. · Art. 2 cost. · Art. 29 cost. · Art. 30 cost.

    Rassegna di luglio 2026, pp. 82, 83

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 22507/2026

    30 giugno 2026

    In tema di liquidazione del danno, può applicarsi il criterio equitativo solo ove sia stata fornita la dimostrazione non soltanto dell'esistenza di un danno certo e non meramente eventuale o ipotetico, ma altresì dell'impossibilità o della rilevante difficoltà della stima esatta dello stesso, difficoltà che deve essere oggettiva, ossia positivamente riscontrata e incolpevole, cioè non dipendente dall'inerzia della parte gravata dall'onere probatorio.

    Art. 2056 c.c. · Art. 1226 c.c. · Art. 2697 c.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 121

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 21073/2026

    21 giugno 2026

    In caso di patologie contratte a seguito di emotrasfusioni o di somministrazione di emoderivati, il rapporto eziologico tra la somministrazione del sangue infetto in ambiente sanitario e la specifica patologia insorta va apprezzato sulla base delle cognizioni scientifiche acquisite al tempo della valutazione, le quali hanno consentito di identificare e nominare le malattie tipiche (HBV, HIV e HCV), ma ciò che rileva ai fini del giudizio sul nesso causale è l'evento obiettivo dell'infezione e la sua derivazione probabilistica dalla trasfusione, a prescindere dalla specificazione della prima in termini di malattia tipica.

    Art. 2056 c.c. · Art. 1223 c.c. · Art. 2043 c.c. · Art. 32 cost.

    Rassegna di giugno 2026, p. 165

Tutte le 373 massime su questo articolo nel Massimario

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, novembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte); e pronunce segnalate sul suo sito.

Corte costituzionale

L’articolo non è stato oggetto di questioni: compare nel testo di queste pronunce.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

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Citate insieme nelle massime

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Approfondimenti

Dai lavori con cui il legislatore illustrò la norma: una fonte d’epoca, non un commento attuale.

  • L'art. 2056 regola la valutazione dei danni con gli stessi criteri stabiliti nel caso di inadempimento di un'obbligazione preesistente. Il mancato richiamo dell'art. 1225 crea però una differenza ed è questa: se l'inadempimento è colposo, non debbono essere risarciti i danni non prevedibili; invece, se il fatto illecito extracontrattuale è doloso o colposo, il danno, prevedibile o no, deve essere risarcito per intero, sempre che tra fatto e danno corra il nesso di causalità. Non si è accolto così il principio di commisurare il risarcimento al grado della colpa. Non si è ritenuto necessario dichiarare che sulle somme dovute a titolo di risarcimento decorrono gli interessi dalla data del fatto illecito, anche prima della loro liquidazione, perchè tale decorrenza è legittimata dal principio che gli interessi concorrono a completare il risarcimento dovuto. Si è lasciata alla dottrina e alla giurisprudenza la determinazione del momento a cui devesi aver riguardo per la stima del danno: tale determinazione si deduce dal principio acquisito che si deve risarcire il danno certo, presente o futuro, e che le sopravvenienze sono rilevanti solo se integrano una causa di danno non considerata neppure genericamente nel primo accertamento, salve le disposizioni particolari, come in materia di infortuni sul lavoro.

    Relazione del Ministro Guardasigilli al Codice civile (1942), n. 801

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urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262~art2056 · fonte del testo