Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Risarcimento del danno

Valutazione e liquidazione

Sottovoce della voce 152 nella classificazione del Massimario

77 massime, da pronunce dall’8 gennaio 2025 al 29 luglio 2026

Pagina 1 di 2 delle massime

Massime della Corte di cassazione

77 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente. Le prime 50 in questa pagina, le altre nelle successive.

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 24221/2026

    Invalidità personale

    Lesione della c.d. capacità di lavoro casalingo - Danno patrimoniale - Sussistenza - Risarcibilità - Condizioni - Ricorso all’ausilio di un collaboratore domestico - Necessità - Esclusione.

    La lesione della c.d. capacità di lavoro casalingo, integrando un danno patrimoniale da perdita di una capacità lavorativa lato sensu specifica, dev'essere risarcita come tale qualora risulti accertato lo svolgimento dell'attività domestica e la compromissione totale o parziale della capacità, senza che sia necessaria la prova che la vittima sia dovuta ricorrere all'ausilio di un collaboratore domestico.

    Rv. 679494-01Rassegna di luglio 2026, p. 91Art. 2043 c.c. · Art. 2056 c.c. · Art. 1226 c.c. · Art. 2059 c.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 23544/2026

    Criteri equitativi

    In tema di perdita del rapporto parentale, ai fini della risarcibilità della componente dinamico relazionale del danno non patrimoniale, assume rilevanza, sul piano valoriale, il solo contenuto affettivo del rapporto in termini di stabile relazione affettiva tra due soggetti, quale fonte di realizzazione personale, che non richiede l'istituzione di una duratura coabitazione, dovendosi rimarcare la differenza nell'uso dei termini "convivenza" - il quale allude alla sostanza di uno stabile vincolo affettivo volto a segnare, con intensità e profondità, la vita sentimentale ed emozionale del singolo e di per sé idoneo a conferire un senso specifico ai propri percorsi di realizzazione personale - e "coabitazione" riconducibile alla mera forma organizzativa della "vita a due" in termini logistici. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di secondo grado che, pur in presenza di un intenso legame affettivo tra la vittima e la sua compagna, consolidato dalla nascita di un figlio, aveva escluso, in ragione dell'assenza di stabile coabitazione, l'apprezzabilità del pregiudizio sotto il profilo della relativa proiezione in chiave dinamico-relazionale).

    Rv. 679407-01Rassegna di luglio 2026, p. 82Art. 2 cost. · Art. 2043 c.c. · Art. 2056 c.c. · Art. 2059 c.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 23544/2026

    Criteri equitativi

    In tema di perdita del rapporto parentale, il pregiudizio non patrimoniale patito, in conseguenza del decesso del padre, da un minore infante (nella specie, un bimbo di otto mesi), è risarcibile, non rilevando l'incapacità della vittima di concettualizzare coscientemente il senso di quella perdita e della sua sofferenza, trattandosi, in ogni caso, di una perdita e di una sofferenza che si legano, con oggettiva immediatezza, alla definitiva eliminazione di benefici derivanti dalla relazione paterna, quale strumento di costruzione progressiva della propria affettività in via di edificazione e di stabilizzazione, già vissuti, sul piano sensitivo, somato-sensoriale ed emotivo- funzionale, in termini di indiscutibile certezza e attualità.

    Rv. 679407-02Rassegna di luglio 2026, p. 82Art. 2 cost. · Art. 29 cost. · Art. 30 cost. · Art. 2043 c.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 23544/2026

    Criteri equitativi

    Ai fini della risarcibilità del danno patrimoniale da perdita della contribuzione futura in favore del convivente di fatto, in conseguenza della morte del partner, occorre accertare, oltre la stabilità e mutua assistenza morale e materiale tra i protagonisti del rapporto, anche se, in concreto e sulla base degli elementi di prova complessivamente acquisiti, le modalità di organizzazione economico-materiale adottate dai protagonisti della relazione, consentano di ammettere (o, invece, di escludere) l'assunzione, da parte della vittima, di un impegno di contribuzione materiale destinato a incidere sulla vita economica del superstite con quei caratteri di prospettabile continuità tali da giustificare un'apprezzabile concretezza della corrispondente aspettativa per il futuro.

    Rv. 679407-03Rassegna di luglio 2026, p. 83Art. 2043 c.c. · Art. 2056 c.c. · Art. 2 cost. · Art. 1223 c.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 22597/2026

    Criteri equitativi

    In tema di responsabilità del perito di stima nominato dal giudice dell'esecuzione, l'erronea rappresentazione delle caratteristiche e del valore del bene, che abbia inciso sulla determinazione dell'aggiudicatario, può integrare un danno da perdita di chance patrimoniale - consistente nella perdita della concreta possibilità di partecipare alla gara e formulare l'offerta sulla base di una corretta rappresentazione del bene - ai fini della cui risarcibilità non è richiesta la prova certa che, in assenza dell'errore, l'acquirente si sarebbe aggiudicato l'immobile ad un prezzo inferiore, essendo sufficiente la dimostrazione, anche presuntiva, della serietà e apprezzabilità della possibilità perduta; la relativa liquidazione va compiuta equitativamente mediante criteri probabilistici e inferenze induttive, sulla base dei dati oggettivi accertati, tra i quali la divergenza tra valore stimato e valore effettivo del bene, senza che alla natura competitiva dell'asta e alla previa visione del bene possa essere attribuito rilievo automatico per escludere o ridurre il danno, occorrendo verificare, quanto alla prima, la concreta incidenza delle dinamiche di gara, e, quanto alla seconda, la effettiva riconoscibilità delle difformità da parte dell'offerente con l'ordinaria diligenza.

    Classificata anche sotto: Esecuzione forzata › Immobiliare · Responsabilità civile

    Rv. 679162-01Rassegna di luglio 2026, p. 74Art. 1223 c.c. · Art. 1226 c.c. · Art. 2043 c.c. · Art. 576 c.p.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 22507/2026

    Criteri equitativi

    Liquidazione equitativa - Presupposti - Esistenza del danno - Impossibilità oggettiva e incolpevole della stima esatta del danno - Necessità.

    In tema di liquidazione del danno, può applicarsi il criterio equitativo solo ove sia stata fornita la dimostrazione non soltanto dell'esistenza di un danno certo e non meramente eventuale o ipotetico, ma altresì dell'impossibilità o della rilevante difficoltà della stima esatta dello stesso, difficoltà che deve essere oggettiva, ossia positivamente riscontrata e incolpevole, cioè non dipendente dall'inerzia della parte gravata dall'onere probatorio.

    Rv. 679135-02Rassegna di giugno 2026, p. 121Art. 1226 c.c. · Art. 2056 c.c. · Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 20968/2026

    Criteri equitativi

    La prova del danno non patrimoniale alla reputazione commerciale - che consiste nella compromissione dell'affidabilità commerciale, quale utilità inerente alla posizione imprenditoriale e non nella dimostrazione empirica di un determinato standing sul mercato - può essere data per presunzioni mediante l'allegazione e l'accertamento, anche alla luce del notorio, di fatti secondari idonei a tipizzare socialmente la fattispecie pregiudizievole - come il carattere massivo dell'inadempimento dal quale sarebbe scaturito il danno, la sua incidenza sull'attività caratteristica dell'impresa, l'operare in un mercato concorrenziale, la pluralità dei rapporti con enti e utenti, per i quali il corretto adempimento costituisce elemento essenziale della prestazione - con conseguente possibilità della sua liquidazione mediante valutazione equitativa, ex art. 1226 c.c. (Nella specie, la S.C., ha cassato la sentenza d'appello che non aveva riconosciuto il danno all'immagine commerciale - lamentato da una società operante nel settore delle riscossioni tributarie degli enti locali, in conseguenza del sistematico e massivo inadempimento di Poste Italiane nel servizio di recapito che, determinando la mancata esazione dei tributi, aveva ridotto il rating professionale della società in termini di efficacia e affidabilità così avvantaggiando i concorrenti - sul rilievo dell'assenza della prova del pregiudizio patrimoniale sopportato in relazione alle "azioni correttive" poste in essere dalla società per recuperare la reputazione perduta, senza spiegare per quali ragioni un inadempimento di tale intensità non avesse potuto incidere sull'attività imprenditoriale).

    Classificata anche sotto: Personalità (diritti della)

    Rv. 678615-01Rassegna di giugno 2026, p. 162Art. 1226 c.c. · Art. 2043 c.c. · Art. 2056 c.c. · Art. 2059 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 16935/2026

    Criteri equitativi

    In materia di violazione delle distanze legali, qualora sia accertato un danno risarcibile in capo al proprietario confinante, la liquidazione equitativa deve tener conto del carattere permanente dell'illecito, le cui conseguenze perdurano fino alla eliminazione della causa lesiva mediante riduzione in pristino; il relativo apprezzamento discrezionale del giudice di merito non è sindacabile in sede di legittimità, ove sorretto da motivazione che dia adeguatamente conto dei criteri adottati e consenta di verificare il rispetto dei principi di effettività e integralità del risarcimento.

    Classificata anche sotto: Proprietà › Limitazioni legali della proprietà

    Rv. 678335-01Rassegna di maggio 2026, p. 124 ↗Art. 873 c.c. · Art. 2043 c.c. · Art. 2056 c.c. · Art. 1226 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 16925/2026

    Danni futuri

    Danno da perdita della capacità lavorativa - Incidenza sulla capacità di sostentamento negli anni successivi al pensionamento - Sussistenza - Conseguenze - Modalità di liquidazione.

    Invalidità personale › Permanente

    Il danno da perdita della capacità lavorativa non si esaurisce, di regola, nel solo periodo di attività, ma si proietta anche nella fase successiva, incidendo sulla capacità di sostentamento del danneggiato negli anni successivi al pensionamento, sicché la limitazione automatica del danno alla sola vita lavorativa residua, ove non accompagnata da una specifica liquidazione della componente di pregiudizio incidente sul trattamento previdenziale, si risolve in una sottostima del danno risarcibile; ne consegue che il giudice, nel liquidare il danno, deve valutare, in concreto, se e in quale misura la riduzione del reddito incida anche sulla futura posizione previdenziale del danneggiato, o in alternativa deve escludere l'applicazione dello scarto tra vita fisica e vita lavorativa.

    Rv. 679064-01Rassegna di maggio 2026, p. 183 ↗Art. 1223 c.c. · Art. 1226 c.c. · Art. 2056 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 14886/2026

    Il procedimento ex art. 709-ter c.p.c., essendo diretto ad assicurare la corretta attuazione o esecuzione dei preesistenti provvedimenti emessi in materia di esercizio della potestà dei genitori o di affidamento della prole minore, non consente l'emissione d'ufficio di una condanna al risarcimento del danno endofamiliare. (Nella specie, la S.C. ha disatteso l'argomentazione della Corte d'appello che, nel confermare la sentenza di condanna al risarcimento del danno endofamiliare emessa dal Tribunale a carico del padre, nei confronti della prole minore, pur in assenza di domanda in tal senso da parte della madre – che aveva chiesto unicamente il risarcimento del danno morale subito in proprio –, aveva ritenuto che tale condanna potesse essere emessa d'ufficio in base al disposto dell'art. 709-ter, comma 2, c.p.c., vigente ratione temporis).

    Classificata anche sotto: Famiglia › Matrimonio

    Rv. 679241-01Rassegna di maggio 2026, p. 47 ↗Art. 147 c.c. · Art. 148 c.c. · Art. 2043 c.c. · Art. 709-ter c.p.c.Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, novembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 150/2021Esito: illegittimità costituzionale

    Questione giudicata su: Art. 595 c.p.

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 13 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (Disposizioni sulla stampa); 2) dichiara l'illegittimità costituzionale, in via consequenziale, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), dell'art. 30, comma 4, della legge 6 agosto 1990, n. 223 (Disciplina del sistema…

  • Ordinanza n. 132/2020Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 595 c.p.

    Dispositivo: riuniti i giudizi, rinvia all'udienza pubblica del 22 giugno 2021 la trattazione delle questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale ordinario di Salerno, sezione seconda penale, e dal Tribunale ordinario di Bari, sezione prima penale, con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 9 giugno 2020.…

  • Ordinanza n. 37/2020Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 595 c.p.

    Dispositivo: dichiara ammissibile l'intervento in giudizio del Consiglio nazionale dell'ordine dei giornalisti; autorizza il Consiglio nazionale dell'ordine dei giornalisti a prendere visione e trarre copia degli atti processuali del presente giudizio. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 febbraio 2020. F.to: Marta CARTABIA, Presidente Frances…

  • Ordinanza n. 242/2015Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 139 Codice delle assicurazioni private

    Dispositivo: dichiara manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto dell'art. 139, comma 2, ultimo periodo, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), come modificato dall'art. 32, comma 3-ter del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivi…

  • Sentenza n. 235/2014Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 139 Codice delle assicurazioni private

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 139 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), sollevata dal Giudice di pace di Torino, in riferimento agli artt. 2, 3, 24 e 76 della Costituzione; dal Tribunale ordinario di Brindisi - sezione distaccata di Ostuni, per contrasto con gli artt. 2, 3, 24, 32, 76…

  • Ordinanza n. 157/2011Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 139 Codice delle assicurazioni private

    Dispositivo: dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 139 del d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), sollevata, in riferimento agli articoli 2, 3, 24 e 76 della Costituzione, dal Giudice di pace di Torino, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 apri…

  • Ordinanza n. 95/2009Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2729 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 621 del codice di procedura civile e 2729 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Torino, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'1 aprile 2009…

  • Ordinanza n. 429/2005Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 183 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 180, secondo comma, terzo periodo e 183 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, comma primo, 24, comma secondo, e 111, comma secondo, della Costituzione, dal Tribunale di Viterbo, sezione distaccata di Civita Castellana, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma…

  • Sentenza n. 394/2005Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 147 c.c. · Art. 148 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale degli artt. 261, 147 e 148, 2643, numero 8, 2652, 2653 e 2657 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 30 della Costituzione, dal Tribunale di Genova, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 ottobre 20…

  • Ordinanza n. 58/2005Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2059 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2059 del codice civile sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 24, 28 e 97, primo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Ancona, sezione distaccata di Jesi, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 13 gennaio 2005. F.t…

  • Ordinanza n. 419/2004Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 595 c.p.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 595, primo, secondo e terzo comma, del codice penale, e 13 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (Disposizioni sulla stampa), sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 21 della Costituzione, dal Tribunale di Roma, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Pa…

  • Ordinanza n. 356/2003Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2059 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2059 del codice civile sollevata, in riferimento agli artt. 2 e 3 della Costituzione, dal Tribunale di Genova con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 27 novembre 2003. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Annibale MARINI…

  • Sentenza n. 233/2003Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2059 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2059 del codice civile sollevata, in riferimento all'art. 3 Cost., dal Tribunale di Roma con l'ordinanza in epigrafe; dichiara inammissibile l'ulteriore questione di legittimità costituzionale della medesima norma, sollevata dallo stesso rimettente in riferimento agli artt. 2 e 3 Cost.…

  • Sentenza n. 236/2002Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 148 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 148, terzo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 30 della Costituzione, dal Tribunale di Firenze con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 giugno 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Pr…

  • Ordinanza n. 351/2001Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 115 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 4, comma ottavo, della legge 1 dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), nel testo modificato dall'art. 8 della legge 6 marzo 1987, n. 74, nonché degli articoli 115, 116, 166 e 167 del codice di procedura civile sollevata, in riferimento agli articoli 2, 3,…

  • Sentenza n. 156/1999Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c. · Art. 1227 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2043, 2051 e 1227, primo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 97 della Costituzione, dal giudice di pace di Genova con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta il 29 aprile 1999. Il Presidente: Gr…

  • Ordinanza n. 202/1998Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 183 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 183, primo comma, e 292 del codice di procedura civile sollevata, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, dal pretore di Torino con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 maggio 1998. Il Presidente: Granata…

  • Ordinanza n. 165/1998Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2043 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 113 della Costituzione, dal tribunale di Isernia con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte, Palazzo della Consulta, il 4 maggio 1998. Il Presidente: Granata Il redattore: Chiep…

  • Ordinanza n. 293/1996Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2059 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2059 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 24 e 32 della Costituzione, dal Tribunale di Bologna con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'11 luglio 1996. Il Presidente: Ferri Il redattore: Mengoni…

  • Sentenza n. 188/1995Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2043 del codice civile sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 42 della Costituzione, dal Tribunale superiore delle acque pubbliche con l'ordinanza in epigrafe; Dichiara inammissibile ogni altra questione sollevata dal medesimo Tribunale superiore delle acque pubbliche, con la stessa ordinanza. Così deciso…

  • Ordinanza n. 82/1995Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c. · Art. 1227 c.c.

    Dispositivo: Dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2043, 2051 e 1227, primo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 97 della Costituzione, dal Pretore di Lecce con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 febbraio 1995. Il Pr…

  • Sentenza n. 372/1994Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c. · Art. 2059 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2043 cod. civ., sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 32 della Costituzione, dal Tribunale di Firenze con l'ordinanza in epigrafe; Dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2059 cod. civ., sollevata in subordine, con riferimento ai cita…

  • Ordinanza n. 179/1990Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 132 c.p.c.

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 132, terzo comma, del codice di procedura civile, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 28 della Costituzione, dalla Corte d'appello di Roma con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 19…

  • Ordinanza n. 292/1986Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 100 c.p.c.

    Dispositivo: ordina la restituzione degli atti al Pretore di Napoli. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 19 dicembre 1986. Il Presidente: ANDRIOLI Il redattore: CONSO Depositata in cancelleria il 23 dicembre 1986. Il direttore di cancelleria: VITALE

  • Sentenza n. 184/1986Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2059 c.c.

    Dispositivo: riuniti i giudizi proposti con le ordinanze dell'8 ottobre 1979 del Tribunale di Genova e del 4 dicembre 1981 del Tribunale di Salerno; dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2059 c.c., sollevata in riferimento agli artt. 2, 3, primo comma, 24, primo comma e 32, primo comma, Cost., dalle predette ordinanze. Così…

  • Ordinanza n. 14/1985Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1227 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1227, primo comma, cod. civ. - nella parte in cui, nei confronti dell'incapace di intendere e di volere, che con la sua condotta abbia concorso a causare il danno complessivamente da lui subito, esclude la risarcibilità di quella parte del danno stesso che sia stata causata dal comportamento d…

  • Sentenza n. 192/1983Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2697 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 1 legge 23 ottobre 1960, n. 1369, 414, n. 4, cod. proc. civ. e 2697 cod. civ., sollevata in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione con l'ordinanza del Pretore di Torino indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta…

  • Ordinanza n. 53/1983Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 595 c.p.

    Dispositivo: riuniti i trentuno procedimenti, a) dichiara la manifesta inammissibilità della questione di costituzionalità dell'art. 595 c.p. sollevata, in riferimento all'art. 3 Cost., dal Tribunale di Forlì con ordinanza 28 maggio 1982 (n. 530 R.O. 1982); b) dichiara la manifesta infondatezza della questione di costituzionalità dell'art. 13 l. 8 febbraio 1948 n. 47 (Disposizioni sulla st…

  • Sentenza n. 87/1979Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2059 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2059 cod. civ., sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal tribunale di Padova con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 luglio 1979. F.to: LEONETTO AMADEI - EDOARDO VOLTERRA - GUIDO ASTUTI - MI…

  • Sentenza n. 88/1979Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2043 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 32 della Costituzione, dal tribunale di Camerino con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 luglio 1979. F.to: LEONETTO…

Se ne mostrano 30 su 31: prima le dichiarazioni di illegittimità, poi le altre, dalle più recenti.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia