Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Giudizio civile e penale (rapporto)

Cosa giudicata penale

Sottovoce della voce 089 nella classificazione del Massimario

23 massime, da pronunce dal 9 gennaio 2025 al 6 luglio 2026

Massime della Corte di cassazione

23 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 22773/2026

    Autorità in altri giudizi civili o amministrativi

    Sospensione cautelare del pubblico dipendente - Perdita di efficacia a seguito di sentenza di proscioglimento - Art. 4, comma 2, l. 97 del 2001 - Ambito di applicazione - Sospensione facoltativa - Rilevanza - Sussistenza - Sentenza di non doversi procedere per estinzione del reato di cui all’art. 531 c.p.p. - Rilevanza - Sussistenza - Fondamento.

    In tema di pubblico impiego, l'art. 4, comma 2, della l. n. 97 del 2001, secondo cui la sospensione cautelare del dipendente perde efficacia in caso di sentenza, anche non definitiva, di proscioglimento, ivi compresa la sentenza di non doversi procedere per estinzione del reato ai sensi dell'art. 531 c.p.p., trova applicazione anche nel caso di sospensione facoltativa disposta ai sensi dell'art. 3 della medesima legge, in quanto la disposizione, che non opera distinzioni, è norma di garanzia intesa ad evitare che una protrazione sine die della misura cautelare possa mutarla in una misura di per sé afflittiva.

    Classificata anche sotto: Impiego pubblico › Impiegati dello Stato

    Rv. 679611-01Rassegna di luglio 2026, p. 99Art. 531 c.p.p. · Art. 4 Norme sul rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare ed effetti del giudicato penale nei confronti dei dipendenti delle amministrazioni pubblicheDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 22117/2026

    Autorità in altri giudizi civili o amministrativi

    L'art. 445, comma 1-bis, c.p.p., nel testo introdotto dal d.lgs. n. 150 del 2022, nella parte in cui esclude l'utilizzabilità della sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti a fini di prova nel giudizio civile, va inteso nel senso che, in sede civile, l'onere probatorio va adempiuto in via ordinaria come se il patteggiamento non ci fosse stato, ferma restando la possibilità per il giudice di valutare autonomamente i fatti attraverso i restanti elementi istruttori legittimamente acquisiti (come testimonianze, documenti, perizie). (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza d'appello che aveva confermato la decisione di primo grado - con la quale era stato attribuito valore indiziario alla sentenza di patteggiamento - nonostante l'entrata in vigore del nuovo testo dell'art. 445, comma 1-bis, c.p.p. tra la pubblicazione della sentenza di primo grado e l'instaurazione del gravame).

    Classificata anche sotto: Impugnazioni civili › Cassazione (ricorso per)

    Rv. 678792-01Rassegna di giugno 2026, p. 182Art. 444 c.p.p. · Art. 445 c.p.p. · Art. 345 c.p.c. · Art. 2043 c.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 20746/2026

    Interpretazione

    In tema di riscossione di spese di giustizia penali, l'individuazione del mezzo di impugnazione esperibile avverso la sentenza che decide l'opposizione alla cartella di pagamento va effettuata, in applicazione del principio dell'apparenza, facendo riferimento alla qualificazione sostanziale dell'azione adottata dal giudice a quo a fini decisori; ne consegue che, qualora il giudice di merito, senza motivare idoneamente sull'indicata qualificazione dell'accolta domanda quale opposizione agli atti esecutivi, annulli la cartella non per vizi formali estrinseci, ma per motivi attinenti all'an ed al quantum della pretesa (nella specie, l'inidoneità della documentazione a provare l'esatta entità del credito e la sua pertinenza ai soli reati per i quali è intervenuta condanna), la decisione è riconducibile ad una opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c. ed è appellabile e non ricorribile direttamente per cassazione.

    Classificata anche sotto: Esecuzione forzata › Opposizioni · Impugnazioni civili › Impugnazioni in generale

    Rv. 678572-02Rassegna di giugno 2026, p. 159Art. 615 c.p.c. · Art. 617 c.p.c. · Art. 323 c.p.c. · Art. 342 c.p.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 16890/2026

    Autorità nel giudizio civile di danno

    In ipotesi di accertamento della responsabilità civile in sede penale, con condanna generica al risarcimento del danno o alla provvisionale, il giudice civile, investito della liquidazione del danno, non può procedere al riesame delle questioni concernenti la responsabilità dell'autore del reato rispetto al fatto illecito con riferimento alla condotta colposa e al nesso di causalità materiale, essendosi formato il giudicato sul punto, ma deve, invece, procedere ad un autonomo accertamento del nesso di causalità giuridica tra il fatto accertato in sede penale - individuato, con statuizione non vincolante in sede civile, come solo "potenzialmente" dannoso - e le conseguenze pregiudizievoli allegate dai danneggiati.

    Rv. 679140-02Rassegna di maggio 2026, p. 181 ↗Art. 2059 c.c. · Art. 2043 c.c. · Art. 2056 c.c. · Art. 185 c.p. e altri 6Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 34505/2025

    Autorità in altri giudizi civili o amministrativi

    Processo penale con parte civile costituita - Assoluzione dell'imputato - Efficacia ex art. 652 c.p.p. nei confronti dei partecipanti al processo quali responsabili civili per fatto altrui - Limiti - Accertamento della responsabilità per fatto proprio in autonomo giudizio civile - Ammissibilità - Fattispecie.

    Il giudicato assolutorio in favore dell'imputato, ottenuto all'esito di un processo penale nel quale la parte civile era costituita, non esime coloro che a quel processo parteciparono quali responsabili civili per fatto altrui (nella specie, i genitori dell'imputato minorenne) dall'addebito risarcitorio per fatto proprio (nella specie, ai sensi dell'art. 2051 c.c., quali custodi dell'immobile nel quale si era verificato il sinistro), fondato su un accertamento della relativa responsabilità compiuto in un autonomo giudizio civile.

    Rv. 677217-01Rassegna di dicembre 2025, p. 132 ↗Art. 75 c.p.p. · Art. 83 c.p.p. · Art. 652 c.p.p. · Art. 2051 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 28378/2025

    Autorità nel giudizio civile di danno

    Condanna generica al risarcimento emessa in sede penale - Incompiutezza della prova sul quantum - Ammissibilità - Conseguenze in tema di estensione del giudicato penale - Fattispecie.

    La facoltà del giudice penale di pronunciare una condanna generica al risarcimento del danno ed alla provvisionale, prevista dall'art. 539 c.p.p., non incontra restrizioni in ipotesi di incompiutezza della prova sul quantum, bensì trova implicita conferma nei limiti dell'efficacia della sentenza penale di condanna nel giudizio civile per la restituzione e il risarcimento del danno fissati dall'art. 651 c.p.p. quanto all'accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità ed all'affermazione che l'imputato l'ha commesso, con la conseguenza che deve escludersi che il giudicato penale si estenda alle conseguenze economiche del fatto illecito commesso dall'imputato. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, che aveva dichiarato estinto il credito azionato in sede civile, ritenendo che il giudicato penale, recante condanna generica al risarcimento del danno con rinvio al giudice civile per la liquidazione, accertasse in favore del debitore un credito risarcitorio di importo superiore, così da consentire la compensazione per le somme corrispondenti).

    Rv. 676862-01Rassegna di ottobre 2025, p. 35 ↗Art. 1223 c.c. · Art. 2043 c.c. · Art. 1241 c.c. · Art. 1243 c.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 27756/2025

    Autorità in altri giudizi civili o amministrativi

    Abrogazione della norma incriminatrice - Assoluzione in appello "perché il fatto non costituisce più reato" - Effetti nel giudizio civile risarcitorio - Autonomo apprezzamento dell'illiceità del fatto - Necessità - Risultanze probatorie del giudizio penale - Utilizzabilità.

    La sentenza di assoluzione "perché il fatto non costituisce più reato", pronunciata in appello a seguito dell'abrogazione della norma incriminatrice (nella specie, del reato di abuso d'ufficio ex art. 323 c.p.), non fa venir meno del tutto l'illiceità del fatto, la quale, quindi, dev'essere accertata dal giudice civile, in sede di rinvio ex art. 622 c.p.p., con pienezza di cognizione e sulla base di un'adeguata valutazione, quantomeno indiziaria, delle acquisizioni fattuali e probatorie già compiute innanzi al giudice del dibattimento penale, onde evitare un'indebita dispersione delle stesse.

    Rv. 676767-01Rassegna di ottobre 2025, p. 93 ↗Art. 2043 c.c. · Art. 2697 c.c. · Art. 2 c.p. · Art. 185 c.p. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 25481/2025

    Autorità in altri giudizi civili o amministrativi

    Giudizio di rinvio ex art. 622 c.p.p. - Effetti - Piena "translatio" - Conseguenze - Nesso causale - Accertamento - Criterio dell'elevato grado di credibilità razionale - Esclusione - Criterio del "più probabile che non" - Applicabilità.

    A seguito del rinvio ex art. 622 c.p.p. si determina una piena translatio del giudizio sulla domanda civile, sicché la Corte di appello civile competente per valore, cui la Cassazione in sede penale abbia rimesso il procedimento, deve applicare le regole processuali e probatorie proprie del processo civile, adottando, conseguentemente, in tema di nesso eziologico tra condotta ed evento di danno, il criterio causale del "più probabile che non" e non quello penalistico dell'alto grado di probabilità logica, anche a prescindere dalle contrarie indicazioni eventualmente contenute nella sentenza penale di rinvio.

    Classificata anche sotto: Responsabilità civile › Causalità (nesso di)

    Rv. 676351-01Rassegna di settembre 2025, p. 80 ↗Art. 622 c.p.p. · Art. 40 c.p. · Art. 41 c.p. · Art. 1223 c.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 25387/2025

    Autorità in altri giudizi civili o amministrativi

    Depenalizzazione - Sentenza di assoluzione in appello "perché il fatto non costituisce (più) reato" - Effetti nel giudizio civile di danno - Risultanze del giudizio penale - Valutazione - Necessità.

    La sentenza di assoluzione "perché il fatto non costituisce più reato" pronunciata in appello a seguito dell'abrogazione, ex d.lgs. n. 7 del 2016, della norma incriminatrice (nella specie, del delitto di falso in scrittura privata di cui all'art. 485 c.p.) non produce l'effetto della completa eliminazione dell'illiceità del fatto, che, di conseguenza, deve essere accertata dal giudice civile con pienezza di cognizione e sulla base di un'adeguata valutazione, quantomeno indiziaria, delle acquisizioni fattuali e probatorie già compiute innanzi al giudice del dibattimento penale, onde evitare un'indebita dispersione delle stesse.

    Rv. 676339-01Rassegna di settembre 2025, p. 73 ↗Art. 2043 c.c. · Art. 2697 c.c. · Art. 2727 c.c. · Art. 485 c.p. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 25418/2025

    Autorità nel giudizio civile di danno

    Azione penale su fatto reato di danno - Condanna generica contenuta nella sentenza penale - Giudicato nell’azione civile - Limiti - Accertamento del danno evento e del nesso causale con il fatto di reato - Sussistenza - Accertamento del danno conseguenza - Esclusione.

    La sentenza di condanna generica al risarcimento, pronunziata in sede penale in relazione a un reato di danno, ha effetti di giudicato nel giudizio civile risarcitorio, limitatamente all'accertamento, in essa implicitamente contenuto, del danno-evento (ossia la lesione del bene- interesse protetto dall'ordinamento) e del nesso di causalità materiale tra questo e il fatto reato, ma non in relazione al danno-conseguenza, per il quale è necessaria un'ulteriore indagine, in sede civile, sul nesso di causalità giuridica fra l'evento di danno e le sue conseguenze pregiudizievoli.

    Rv. 676341-01Rassegna di settembre 2025, p. 75 ↗Art. 2043 c.c. · Art. 2056 c.c. · Art. 1223 c.c. · Art. 539 c.p.p.Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, maggio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 280/2005Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 25 Riscossione imposte sul reddito

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 25 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), come modificato dal decreto legislativo 27 aprile 2001, n. 193 (Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 26 febbraio 1999, n. 46, e 13 aprile 1999, n. 112, in materia di riordino della disciplina relativ…

  • Sentenza n. 354/1996Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 75 c.p.p.

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  • Sentenza n. 160/2026Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 12 Riscossione imposte sul reddito

    Dispositivo: 1) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 12, comma 4-bis, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), come aggiunto dall'art. 3-bis del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146 (Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili), convertito, con modificazioni, nella…

  • Sentenza n. 50/2026Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1 Revisione del sistema sanzionatorio tributario

    Dispositivo: riuniti i giudizi, 1) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 21-bis del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 (Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell'articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205), introdotto dall'art. 1, comma 1, lettera m), del decreto legislativo 14 giugno 2024, n. 87 (Revisione…

  • Ordinanza n. 81/2024Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 12 Riscossione imposte sul reddito

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 12, comma 4-bis, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), come aggiunto all'art. 3-bis del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146 (Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili), convertito, con modifi…

  • Sentenza n. 190/2023Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 12 Riscossione imposte sul reddito

    Dispositivo: riuniti i giudizi, 1) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 12, comma 4-bis, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), così come modificato dall'art. 3-bis del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146 (Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili), convert…

  • Ordinanza n. 270/2011Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 530 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 530 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento all'articolo 3 della Costituzione, dal Tribunale di Reggio Calabria, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta il 5 ottobre 2011. F.to: Alfonso QUARANTA, P…

  • Ordinanza n. 178/2008Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 25 Riscossione imposte sul reddito

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 25, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), come modificato dall'art. 1, comma 5-ter, lettera a), numero 2), del decreto-legge 17 giugno 2005, n. 106 (Disposizioni in materia di versamenti dell'imposta regio…

  • Sentenza n. 272/2007Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 75 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 75, comma 3, del codice di procedura penale sollevata, in riferimento all'articolo 103, secondo comma, della Costituzione, dalla Corte dei conti – sezione giurisdizionale per la Lombardia con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta il 4 luglio 2007.…

  • Ordinanza n. 361/2006Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 25 Riscossione imposte sul reddito

    Dispositivo: ordina la restituzione degli atti alla Commissione tributaria provinciale di Siracusa. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 25 ottobre 2006. F.to: Franco BILE, Presidente Romano VACCARELLA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 7 novembre 2006. Il Direttore della Cancelleria F.to: DI PAOLA

  • Ordinanza n. 122/2006Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 25 Riscossione imposte sul reddito

    Dispositivo: riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti alle Commissioni tributarie provinciali di Bologna e di Napoli. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 marzo 2006. F.to: Franco BILE, Presidente Romano VACCARELLA, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 24 marzo 2006. Il Direttore della Cancelleri…

  • Ordinanza n. 419/2005Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 3 l. 241/1990

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), sollevata, in relazione agli artt. 3, 24, 97 e 113 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sezione stacca…

  • Ordinanza n. 420/2005Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 3 l. 241/1990

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), sollevata, in relazione agli artt. 3, 24, 97 e 113 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sezione stacca…

  • Ordinanza n. 352/2004Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 25 Riscossione imposte sul reddito

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli articoli 17 (nel testo vigente per le dichiarazioni presentate prima del 1° gennaio 1999), 24 e 25 del d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito) sollevate, in riferimento agli articoli 3, 23, 24, 53 e 97 della Costituzione, dalla Commissio…

  • Ordinanza n. 286/2003Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 530 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli articoli 529 e 649, comma 2, del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli articoli 111, secondo comma, 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Terni, in composizione monocratica, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo del…

  • Ordinanza n. 167/2003Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 25 Riscossione imposte sul reddito

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 17, 23, 24 e 25 del d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), - nel testo anteriore alla modifica operata dal decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46 - sollevata, in riferimento agli artt. 3, 23, 24, 31, 41, 47, 53 e 97 della Costituzione, dalla Comm…

  • Ordinanza n. 211/2002Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 75 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 75, comma 1, del codice di procedura penale, sollevata in riferimento agli artt. 3, 24 e 25 della Costituzione, dal Tribunale di Padova con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 maggio 2002. F.to: Massimo VARI, Presidente G…

  • Ordinanza n. 415/2001Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 25 Riscossione imposte sul reddito

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 25 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), nel testo vigente prima delle modificazioni recate dall'art. 11 del d.lgs. 26 febbraio 1999, n. 46 (Riordino della disciplina della riscossione mediante ruolo, a norma dell'articolo 1 della legge 2…

  • Ordinanza n. 318/2001Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 530 c.p.p.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 530 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli articoli 111, secondo comma, 3 e 24 della Costituzione, dal tribunale di Terni, in composizione monocratica, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consu…

  • Ordinanza n. 233/2001Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 3 l. 241/1990

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, Dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, 97 e 113 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale della Lombardia c…

  • Ordinanza n. 466/2000Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 3 l. 241/1990

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), sollevata, in relazione agli artt. 3, 24, 97 e 113 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale della Lombardi…

  • Ordinanza n. 219/2000Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2909 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli articoli 2909 del codice civile e 619 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione, dal giudice dell'esecuzione del Tribunale di Spoleto, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale,…

  • Ordinanza n. 117/2000Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 25 Riscossione imposte sul reddito

    Dispositivo: Riuniti i giudizi: a) dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 28 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica), sollevata, con le ordinanze in epigrafe, dalla Commissione tributaria provinciale di Caltanissetta, in riferimento agli artt. 3, 24, 25 e 97 della Costituzione, dalla Commis…

  • Ordinanza n. 353/1999Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 539 c.p.p. · Art. 651 c.p.p.

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 538 e 651 del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal pretore di Brescia, con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 14 luglio 1999. I…

  • Sentenza n. 156/1999Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2043, 2051 e 1227, primo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 97 della Costituzione, dal giudice di pace di Genova con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta il 29 aprile 1999. Il Presidente: Gr…

  • Ordinanza n. 305/1998Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 615 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli articoli 545 e 615, secondo comma, del codice di procedura civile sollevata, in riferimento agli articoli 2, 3, secondo comma e 24 della Costituzione, dal pretore di Salerno con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta…

  • Ordinanza n. 165/1998Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2043 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 113 della Costituzione, dal tribunale di Isernia con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte, Palazzo della Consulta, il 4 maggio 1998. Il Presidente: Granata Il redattore: Chiep…

  • Sentenza n. 81/1996Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 615 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 615, 623 e 624 del codice di procedura civile sollevata, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, dal giudice istruttore del Tribunale di Lecce, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 marzo 1996.…

  • Sentenza n. 285/1995Esito: illegittimità costituzionale

    Questione giudicata su: Art. 615 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 5, del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 9 (Disposizioni urgenti in materia sanitaria e socio-assistenziale), convertito nella legge 18 marzo 1993, n. 67, nella parte in cui, per l'effetto della non sottoponibilità ad esecuzione forzata delle somme destinate ai fini ivi indicati, non prevede la condizione che l'organo di…

  • Sentenza n. 188/1995Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2043 del codice civile sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 42 della Costituzione, dal Tribunale superiore delle acque pubbliche con l'ordinanza in epigrafe; Dichiara inammissibile ogni altra questione sollevata dal medesimo Tribunale superiore delle acque pubbliche, con la stessa ordinanza. Così deciso…

Se ne mostrano 30 su 37: prima le dichiarazioni di illegittimità, poi le altre, dalle più recenti.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia