Corte di cassazione · Massimario

Comunità europea

Voce 048 della classificazione del Massimario

31 massime classificate sotto la voce (10 nelle pagine delle sottovoci), da pronunce dal 13 gennaio 2025 al 10 luglio 2026

Sottovoci

Come il Massimario suddivide la voce, con il numero di massime. Quelle con una pagina propria raccolgono lì le loro massime.

  • Direttive10 massime
  • Comunità economica europea9 massime
  • Giudice nazionale5 massime
  • Corte di giustizia4 massime
  • In genere4 massime

Direttivele più recenti

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 22993/2026 · 10 luglio 2026Medici iscritti a scuole di specializzazione e medici iscritti a corsi di formazione in medicina generale - Rispettive remunerazioni - Vincoli derivanti dall'ordinamento unionale - Assenza - Libertà degli stati membri di graduare le remunerazioni - Conseguenze - Responsabilità dello stato italiano per inosservanza dell'obbligo di trattamento paritario - Esclusione.
  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 11412/2026 · 27 aprile 2026Mancato recepimento di direttive comunitarie - Medici specializzandi - Durata dei corsi inferiore a quella unionale - Diritto al risarcimento del danno - Sussistenza - Ragioni - Fattispecie.
  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 8471/2026 · 4 aprile 2026Medici formati nel corso di formazione specifica in medicina generale regolato dal d.lgs. n. 256 del 1991 - Distinzione rispetto ai medici specializzati nei corsi di specializzazione disciplinati dal d.lgs. n. 257 del 1991 - Estensione ai primi della disciplina interna di attuazione delle direttive europee, emanata in relazione ai secondi -Esclusione - Fondamento.
  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 5004/2026 · 5 marzo 2026Tardiva trasposizione dell'art. 12, paragrafo 2, Direttiva 2004/80/CE - Risarcimento del danno - Familiari della vittima - Diritto all’indennizzo - Nozione unionale e nazionale - Corte di giustizia, sentenza del 2 maggio 2025, causa C-640/24 - Ordinamento nazionale - Danno dei congiunti come danno diretto.
  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 5004/2026 · 5 marzo 2026Tardiva trasposizione dell'art. 12, paragrafo 2, Direttiva 2004/80/CE - Risarcimento del danno - Liquidazione - Criterio.

Massime della Corte di cassazione

Le 21 massime che non stanno nelle pagine delle sottovoci, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 21771/2026

    Corte di giustizia › Sentenze › Sulla tutela dei consumatori

    Principio di effettività della tutela giurisdizionale - Diritti del consumatore - Artt. 6, par. 1, e 7, par. 1, della direttiva 93/13/CEE, come interpretati nella sentenza della CGUE del 18 dicembre 2025 - Riduzione della penale manifestamente eccessiva su domanda di parte - Rilievo d'ufficio della nullità della clausola nel giudizio di rinvio - Mancata eccezione della parte nelle precedenti fasi del giudizio - Irrilevanza - Fattispecie.

    Ai fini del rispetto del principio di effettività della tutela giurisdizionale dei diritti riconosciuti al consumatore dagli articoli 6, par. 1, e 7, par. 1, della direttiva 93/13/CEE, concernente le clausole abusive dei contratti stipulati tra un professionista e un consumatore, come interpretati nella sentenza della Corte di Giustizia UE del 18 dicembre 2025, emessa nella causa C-320/24, la riduzione della clausola penale manifestamente eccessiva, ai sensi dell'art. 1384 c.c., disposta sulla base della domanda originariamente proposta dalla parte obbligata, non preclude che, nel giudizio di rinvio, sia rilevata d'ufficio la nullità della clausola stessa, pur se non eccepita dalla parte in precedenti fasi del giudizio, qualora tale clausola determini, a carico del consumatore, un significativo squilibrio tra i diritti e gli obblighi delle parti. (Nella specie, la S.C., nel cassare la sentenza impugnata, ha rimesso al giudice del rinvio il compito di valutare la vessatorietà della clausola contenuta in un preliminare di compravendita immobiliare che attribuiva al promittente alienante, in caso di inadempimento imputabile a colpa del promissario acquirente nella stipula del definitivo, il diritto di trattenere, a titolo di penale, l'intera somma ricevuta in acconto, previa comparazione con il prezzo concordato per la vendita).

    Classificata anche sotto: Impugnazioni civili › Cassazione (ricorso per)

    Rv. 679300-01Rassegna di giugno 2026, p. 106Art. 1341 c.c. · Art. 1351 c.c. · Art. 1384 c.c. · Art. 1469-bis c.c. e altri 7Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 15819/2026

    Corte di giustizia › Sentenze › Sulla tutela dei consumatori

    Principio di effettività della tutela del consumatore in base al diritto dell'Unione Europea - Decreto ingiuntivo - Opposizione tardiva ex art. 650 c.p.c. - Rilievo officioso del giudice dell’opposizione dell’ammissibilità e dell'incompetenza fondata sul foro del consumatore - Necessità - Limitazione del controllo officioso al profilo dell’abusività delle clausole - Esclusione.

    Ai fini del rispetto del principio di effettività della tutela giurisdizionale dei diritti riconosciuti al consumatore dalla direttiva 93/13/CEE e dalle sentenze della CGUE del 17 maggio 2022, il giudice è tenuto a valutare l'ammissibilità dell'opposizione tardiva, ex art. 650 c.p.c., proposta dal consumatore avverso il decreto ingiuntivo e a rilevare d'ufficio l'incompetenza per territorio, in ragione del foro del consumatore, funzionale ed inderogabile, non potendo il controllo giudiziale essere limitato al carattere abusivo delle clausole contrattuali.

    Classificata anche sotto: Procedimenti sommari

    Rv. 678371-01Rassegna di maggio 2026, p. 168 ↗Art. 650 c.p.c. · Art. 66-bis cod. cons.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 14916/2026

    Corte di giustizia › Ricorso › In via pregiudiziale

    Sentenze della CGUE su rinvio pregiudiziale - Decorrenza degli effetti - Potere di loro limitazione temporale - Carattere eccezionale - Condizioni - Titolarità esclusiva in capo alla CGUE - Esercizio nella stessa sentenza che detta il principio - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze per il giudice nazionale - Fattispecie.

    Corte di giustizia › Sentenze

    Le sentenze emesse dalla Corte di giustizia UE a seguito di rinvio pregiudiziale producono effetti fin dall'entrata in vigore della norma interpretata e il potere di limitarne l'applicazione nel tempo, nell'interpretazione della stessa Corte, ha carattere eccezionale, potendo essere esercitato solo se la pronuncia è tale da rimettere in discussione rapporti giuridici costituiti in buona fede con il rischio di gravi ripercussioni economiche, e spetta esclusivamente alla stessa Corte di giustizia che, per ragioni di certezza del diritto e di parità di trattamento, può esplicarlo unicamente nella medesima decisione che fornisce l'interpretazione richiesta, restando così precluso al giudice nazionale di procedere in via autonoma a temperare gli effetti della giurisprudenza eurounitaria. (Nella specie, la S.C. ha escluso la ricorrenza delle anzidette condizioni per disporre l'invocata graduazione temporale degli effetti delle sentenze della CGUE pronunciate in tema di retribuzione spettante al lavoratore durante le ferie, ex art. 7 della Direttiva 2003/88/CE).

    Rv. 678796-01Rassegna di maggio 2026, p. 199 ↗Art. 1375 c.c. · Art. 363-bis c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 14200/2026

    Trasferimento dei titoli PAC - Natura consensuale - Effetti - Procedure di comunicazione o registrazione presso AGEA - Elementi costitutivi della validità del trasferimento - Esclusione - Conseguenze.

    In tema di esecuzione forzata, il trasferimento della titolarità dei titoli PAC (diritti agli aiuti comunitari in agricoltura) tra soggetti privati ha natura consensuale e, ai sensi dell'art. 1376 c.c., produce effetti reali immediati tra le parti al momento della conclusione del contratto, mentre le procedure di comunicazione, presentazione o registrazione della cessione presso l'AGEA non costituiscono elementi integrativi o costitutivi della validità del trasferimento sul piano civilistico, ma assolvono alla sola finalità di rendere l'atto opponibile alla Pubblica Amministrazione, ai fini dell'erogazione dei contributi nell'annualità di riferimento; ne consegue che, laddove l'atto di cessione dei titoli sia intervenuto in data certa anteriore al pignoramento, i beni devono considerarsi già usciti dal patrimonio del debitore, rendendo il pignoramento inefficace, a nulla rilevando che gli adempimenti amministrativi presso l'organismo pagatore siano stati completati in epoca successiva.

    Classificata anche sotto: Esecuzione forzata › Immobiliare

    Rv. 678071-01Rassegna di maggio 2026, p. 151 ↗Art. 1376 c.c. · Art. 513 c.p.c. · Art. 556 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 8788/2026

    Comunità economica europea

    Aiuti di Stato de minimis nel settore agricolo - Reg.

    UE/1408/2013 - Non operatività del sistema informativo centralizzato nazionale - Dichiarazione in forma di autocertificazione sul non percepimento di importi eccedenti il tetto massimo - Presentazione in un momento antecedente la concessione dell’aiuto - Necessità - Fondamento - Conseguenze. In tema di aiuti di Stato de minimis nel settore agricolo, ai sensi del Reg. UE/1408/2013, fino alla data di piena operatività del sistema informativo centralizzato nazionale, la dichiarazione dell'impresa richiedente, in forma di autocertificazione, relativa agli aiuti percepiti nell'esercizio finanziario in corso e nei due esercizi precedenti, finalizzata alla verifica di non superamento del tetto massimo previsto, pur non costituendo un presupposto di ammissibilità o di procedibilità della domanda, integra un adempimento che, quale strumento di controllo dell'ente e forma di collaborazione dell'impresa, deve risultare acquisito dall'autorità concedente prima della concessione dell'aiuto di Stato e, dunque, al momento deliberativo dell'aiuto medesimo, con la conseguenza che, in assenza di detta dichiarazione, non sorge in capo all'impresa il diritto all'erogazione delle somme richieste a titolo di indennizzo, risultando illegittimo, per violazione del diritto eurounitario, il loro pagamento, restando irrilevante sia una normativa regionale che, in contrasto con quella eurounitaria, non contempli tale dichiarazione, sia l'eventuale affidamento del richiedente sul punto.

    Rv. 677385-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 248 ↗Art. 52 Norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea · Art. 14 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2014Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 2995/2026

    Comunità economica europea › Regole di concorrenza

    Ai sensi dell'art. 12, comma 1-quinquies, d.lgs. n. 79 del 1999, introdotto dal d.l. n. 135 del 2018, conv. con modif. dalla l. n. 12 del 2019, l'obbligo della cessione gratuita di energia o della sua monetizzazione non ha natura impositiva o tributaria, ma costituisce una componente del corrispettivo della concessione, avente funzioni solidaristiche e perequative legate all'utilizzo in concessione di un bene sottratto alla collettività e, pertanto, applicabile a tutte le concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico, senza che possa configurare un trattamento arbitrario o eccessivo rispetto ad altri operatori del settore.

    Classificata anche sotto: Acque

    Rv. 676979-03Rassegna di febbraio 2026, p. 5 ↗Art. 12 Attuazione della direttiva 96/92/CE · Art. 11-quater Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazioneDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 1058/2026

    Giudice nazionale › Rimessione degli atti

    Comunità europea – Giudice nazionale – Rimessione degli atti – In genere rinvio pregiudiziale - Giudice di ultima istanza - Obbligo - Limiti - Mancato rinvio - Obbligo di motivazione - Inosservanza - Conseguenze.

    In tema di rinvio pregiudiziale ex art. 267 TFUE, il giudice nazionale di ultima istanza non è soggetto all'obbligo di rimettere la questione di interpretazione di una norma dell'Unione europea alla Corte di giustizia quando tale questione non sia rilevante ai fini della decisione o quando la corretta interpretazione del diritto dell'Unione si impone con tale evidenza da non lasciare adito a ragionevoli dubbi (cd. "acte clair"), oppure allorché la disposizione di cui trattasi sia stata già oggetto di interpretazione da parte della Corte (cd. "acte éclairé") ed egli si attenga a tale interpretazione.

    Rv. 677444-02Rassegna di gennaio 2026, p. 49 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 34948/2025

    Comunità economica europea › Istituzioni › Commissione

    Accertamento con adesione - Recupero aiuti di Stato - Attività impositiva - Esclusione - Conseguenze - Superamento del giudicato - Configurabilità.

    La procedura di accertamento con adesione non influisce in alcun modo sulla procedura di recupero dell'aiuto di Stato illegittimo, che non è attività di accertamento fiscale, ma attività imposta dal diritto UE allo Stato membro; ne consegue che l'esigenza di dare immediata esecuzione all'ordine di recupero adottato dalla Commissione europea consente di derogare al giudicato formatosi su un precedente avviso di accertamento in ragione della immodificabilità della pretesa impositiva prevista dall'art. 2 del d.lgs. n. 218 del 1997.

    Classificata anche sotto: Cosa giudicata civile · Tributi (in generale) › Disciplina delle agevolazioni tributarie (riforma tributaria del 1972)

    Rv. 677341-01Rassegna di dicembre 2025, p. 218 ↗Art. 2909 c.c. · Art. 2 Accertamento con adesione · Art. 324 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 33241/2025

    Giudice nazionale › Rimessione degli atti

    Rinvio pregiudiziale ex art. 267 TFUE - Presupposti - Omissione - Obbligo di motivazione - Inosservanza - Conseguenze.

    Il giudice nazionale di ultima istanza è esonerato dall'obbligo di disporre il rinvio pregiudiziale ex art. 267 TFUE quando la questione sollevata non è rilevante ai fini della decisione ovvero quando la disposizione sia stata già oggetto di interpretazione da parte della CGUE (cd. acte éclairé) o la corretta interpretazione del diritto dell'Unione si impone con tale evidenza da non lasciar adito a ragionevoli dubbi (cd. acte clair), essendo in ogni caso tenuto a motivare adeguatamente la propria decisione di non procedere al rinvio - tenuto conto del corrispondente diritto della parte ex art. 47 della Carta di Nizza -, pena la violazione dell'art. 6 CEDU.

    Rv. 677321-03Rassegna di dicembre 2025, p. 111 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 28122/2025

    Giudice nazionale › Rimessione degli atti

    Rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE - Questione di interpretazione di una norma unionale - Obbligo di rimessione per il giudice nazionale di ultima istanza - “Acte clair” e “acte éclairé” - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.

    In tema di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE, non sussiste alcun obbligo del giudice nazionale di ultima istanza di rimettere la questione interpretativa del diritto unionale, ogni volta in cui - vertendosi in ipotesi di "acte clair" - la corretta interpretazione del diritto dell'Unione europea è così ovvia da non lasciare spazio a nessun ragionevole dubbio, nonché nel caso - configurante un "acte éclairé" - nel quale la stessa Corte ha già interpretato la questione in un caso simile, o in materia analoga, in un altro procedimento in uno degli Stati membri. (Nella specie, la S.C. ha escluso il rinvio pregiudiziale richiesto, rilevando - in conformità alla consolidata giurisprudenza di legittimità - l'impossibilità di assimilare le sanzioni amministrative pecuniarie comminate dalla CONSOB, ai sensi dell'art. 191, comma 2, TUF, per violazione di offerta al pubblico di titoli ex art. 94 TUF, a sanzioni sostanzialmente penali e, quindi, di configurare un problema di compatibilità con l'art. 41 della Carta dei diritti fondamentali UE e con le garanzie previste dall'art. 6 CEDU).

    Classificata anche sotto: Sanzioni amministrative

    Rv. 676465-01Rassegna di ottobre 2025, p. 64 ↗Art. 94 Testo unico intermediazione finanziaria · Art. 191 Testo unico intermediazione finanziaria · Art. 111 cost.Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa voce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Ordinanza n. 132/2005Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 295 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 279, quarto comma, del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento all'articolo 3 della Costituzione, dal Tribunale di Piacenza con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 marzo 2005. F.to: Fernanda CONTRI, Presid…

  • Ordinanza n. 58/2005Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2059 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2059 del codice civile sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 24, 28 e 97, primo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Ancona, sezione distaccata di Jesi, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 13 gennaio 2005. F.t…

  • Ordinanza n. 182/2004Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 295 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 295 del codice di procedura civile sollevata, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, dalla Corte d'appello di Venezia, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 giugno 2004. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente…

  • Ordinanza n. 356/2003Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2059 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2059 del codice civile sollevata, in riferimento agli artt. 2 e 3 della Costituzione, dal Tribunale di Genova con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 27 novembre 2003. F.to: Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente Annibale MARINI…

  • Sentenza n. 233/2003Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2059 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2059 del codice civile sollevata, in riferimento all'art. 3 Cost., dal Tribunale di Roma con l'ordinanza in epigrafe; dichiara inammissibile l'ulteriore questione di legittimità costituzionale della medesima norma, sollevata dallo stesso rimettente in riferimento agli artt. 2 e 3 Cost.…

  • Sentenza n. 156/1999Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2043, 2051 e 1227, primo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 97 della Costituzione, dal giudice di pace di Genova con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta il 29 aprile 1999. Il Presidente: Gr…

  • Ordinanza n. 165/1998Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2043 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 113 della Costituzione, dal tribunale di Isernia con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte, Palazzo della Consulta, il 4 maggio 1998. Il Presidente: Granata Il redattore: Chiep…

  • Ordinanza n. 293/1996Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2059 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2059 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 24 e 32 della Costituzione, dal Tribunale di Bologna con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'11 luglio 1996. Il Presidente: Ferri Il redattore: Mengoni…

  • Sentenza n. 188/1995Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2043 del codice civile sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 42 della Costituzione, dal Tribunale superiore delle acque pubbliche con l'ordinanza in epigrafe; Dichiara inammissibile ogni altra questione sollevata dal medesimo Tribunale superiore delle acque pubbliche, con la stessa ordinanza. Così deciso…

  • Ordinanza n. 82/1995Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2043, 2051 e 1227, primo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 97 della Costituzione, dal Pretore di Lecce con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 febbraio 1995. Il Pr…

  • Sentenza n. 372/1994Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c. · Art. 2059 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2043 cod. civ., sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 32 della Costituzione, dal Tribunale di Firenze con l'ordinanza in epigrafe; Dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2059 cod. civ., sollevata in subordine, con riferimento ai cita…

  • Sentenza n. 184/1986Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2059 c.c.

    Dispositivo: riuniti i giudizi proposti con le ordinanze dell'8 ottobre 1979 del Tribunale di Genova e del 4 dicembre 1981 del Tribunale di Salerno; dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2059 c.c., sollevata in riferimento agli artt. 2, 3, primo comma, 24, primo comma e 32, primo comma, Cost., dalle predette ordinanze. Così…

  • Sentenza n. 87/1979Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2059 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2059 cod. civ., sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal tribunale di Padova con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 luglio 1979. F.to: LEONETTO AMADEI - EDOARDO VOLTERRA - GUIDO ASTUTI - MI…

  • Sentenza n. 88/1979Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2043 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 32 della Costituzione, dal tribunale di Camerino con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 luglio 1979. F.to: LEONETTO…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia