Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Tributi (in generale)

Contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972)

Sottovoce della voce 177 nella classificazione del Massimario

182 massime, da pronunce dall’8 gennaio 2025 al 25 luglio 2026

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Massime della Corte di cassazione

Dalla 101ª alla 150ª delle 182 massime di questa sottovoce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 27758/2025

    Procedimento › Disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento › Notificazioni

    Termine breve per l'impugnazione - Notificazione della sentenza - Rispetto delle formalità ex art. 38, comma 2, d.lgs. n. 546 del 1992 - Necessità - Omissione - Conseguenze - Applicabilità del termine lungo ex art. 327 c.p.c.

    Procedimento › Procedimento di appello › Atto di appello › Termini per la proposizione

    Nel processo tributario, ai fini del decorso del termine breve d'impugnazione, è necessaria la notificazione della sentenza (che può avvenire anche mediante servizio postale, in plico raccomandato, senza busta e con avviso di ricevimento) e il rispetto delle altre formalità procedurali di cui all'art. 38 del d.lgs. n. 546 del 1992, in mancanza di prova delle quali è, invece, applicabile il termine cd. lungo di cui all'art. 327 c.p.c.

    Rv. 676657-01Rassegna di ottobre 2025, p. 148 ↗Art. 327 c.p.c. · Art. 38 Disposizioni sul processo tributario · Art. 3 Disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra l'altro, nella forma dei cosiddetti «caroselli» e «cartiere», di potenziamento e razionalizzazione della riscossione tributaria anche in adeguamento alla normativa comunitaria, di destinazione dei gettiti recuperati al finanziamento di un Fondo per incentivi e sostegno della domanda in particolari settoriDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 27257/2025

    Procedimento › Procedimento di primo grado › Ricorso introduttivo

    Tempestività del ricorso - Controllo officioso del giudice - Necessità - Dovere di collaborazione ex art. 22, comma 5, del d.lgs. n. 546 del 1992 - Conseguenze - Inammissibilità del ricorso - Condizioni.

    Procedimento › Procedimento di primo grado › Termini per ricorrere

    In tema di processo tributario, il controllo sulla tempestività del ricorso costituisce dovere del giudice, non condizionato da contestazioni sollevate dal resistente, il cui assolvimento, tuttavia, deve necessariamente confrontarsi con il dovere di collaborazione ex art. 22, comma 5, d.lgs. n. 546 del 1992, con la conseguenza che, nei casi dubbi, in cui manchi la prova ex actis della tempestività del ricorso, il giudice è tenuto preliminarmente a ordinare al ricorrente la produzione della documentazione attestante la data della contestata notificazione e può pronunciare la conseguente inammissibilità solo a seguito del mancato riscontro a tale ordine, dell'acquisita prova della tardività o della persistente insanabile incertezza, pur a seguito della suddetta acquisizione documentale.

    Rv. 676851-01Rassegna di ottobre 2025, p. 145 ↗Art. 19 Disposizioni sul processo tributario · Art. 21 Disposizioni sul processo tributario · Art. 22 Disposizioni sul processo tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 26682/2025

    Procedimento

    Allorquando si verifichi la translatio iudicii ex art. 59 della l. n. 69 del 2009 dal giudice ordinario a quello tributario, l'osservanza del termine di decadenza per l'impugnazione dell'atto impositivo (o esattivo) di cui all'art. 21 del d.lgs. n. 546 del 1992 dev'essere valutata in relazione all'epoca di instaurazione del giudizio dinanzi al giudice carente di giurisdizione, potendo l'eccezione di tardività (al pari del rilievo d'ufficio) essere sollevata dinanzi al giudice tributario, anche ove la parte controinteressata sia rimasta inerte dinanzi al giudice ordinario.

    Classificata anche sotto: Procedimento civile

    Rv. 676654-02Rassegna di ottobre 2025, p. 137 ↗Art. 21 Disposizioni sul processo tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 26169/2025

    Procedimento

    Richiesta di esenzione o riduzione di imposta - Inerzia dell'ente impositore - Silenzio- assenso - Esclusione - Limiti - Rigetto tacito dell'istanza - Motivazione autonoma - Necessità - Esclusione.

    In mancanza di una previsione normativa ad hoc, l'inerzia dell'ente impositore a fronte di una specifica richiesta di esenzione o riduzione di imposta non comporta la formazione del silenzio- assenso ma integra un rigetto tacito dell'istanza, relativamente alla quale l'atto impositivo non esige una motivazione autonoma rispetto a quella posta a fondamento del tributo e dei relativi accessori.

    Rv. 676637-01Rassegna di settembre 2025, p. 141 ↗Art. 62 Disposizioni sul processo tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 25670/2025

    Procedimento › Procedimento di appello

    Deposito di copia dell'appello presso la segreteria del giudice di primo grado - Abrogazione ad opera dell'art. 36 d.lgs. n. 175 del 2014 - Effetto retroattivo - Esclusione - Compatibilità con i principi CEDU.

    In tema di contenzioso tributario, la disposizione di cui all'art 36 del d.lgs. n. 175 del 2014 - che ha abrogato il secondo periodo del comma 2 dell'art. 53 del d.lgs. n. 546 del 1992 (che prevedeva l'onere di deposito di copia dell'appello presso la segreteria della Commissione tributaria provinciale, a pena di inammissibilità dello stesso) - non si applica qualora la spedizione dell'appello sia avvenuta in epoca anteriore all'entrata in vigore della normativa sopravvenuta, non contrastando tale previsione con i principi della CEDU, secondo i quali il legislatore può legittimamente applicare alle norme di procedura il principio tempus regit actum.

    Rv. 676638-01Rassegna di settembre 2025, p. 132 ↗Art. 3-bis Misure di contrasto all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria · Art. 53 Disposizioni sul processo tributario · Art. 36 Semplificazione fiscale e dichiarazione dei redditi precompilataDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 25577/2025

    Procedimento › Procedimento di appello

    Produzione di nuovi documenti in appello - Ammissibilità - Documenti tardivamente prodotti in primo grado - Utilizzabilità in appello - Fondamento.

    Ai sensi dell'art. 58, comma 2, del d.lgs. n. 546 del 1992 (ratione temporis vigente), nel processo tributario è ammessa la produzione, in grado d'appello, di nuovi documenti (ancorché preesistenti al giudizio di primo grado), essendo utilizzabili, in tale grado, anche quelli tardivamente prodotti nel primo, tenuto conto che i fascicoli di parte restano inseriti in modo definitivo in quello d'ufficio fino al passaggio in giudicato della sentenza, senza possibilità di ritiro per le parti, sicché la documentazione negli stessi contenuta è automaticamente e ritualmente acquisita al giudizio di impugnazione.

    Rv. 676517-01Rassegna di settembre 2025, p. 131 ↗Art. 58 Disposizioni sul processo tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 24457/2025

    Procedimento › Procedimento di primo grado › Ricorso introduttivo

    Comunicazione dell'istanza di rimborso ex art. 29, comma 4, l. n. 428 del 1990 - Natura - Condizione di proponibilità della domanda - Conseguenze - Rilevabilità d'ufficio in ogni stato e grado del processo - Circostanza impeditiva del diritto al rimborso - Esclusione.

    La comunicazione dell'istanza di rimborso all'Agenzia delle Entrate, prevista dall'art. 29, comma 4, della l. n. 428 del 1990, costituisce requisito di proponibilità in sede giudiziale dell'impugnazione dell'atto di diniego del rimborso medesimo, la cui assenza è rilevabile d'ufficio in qualsiasi stato e grado del processo, e non già circostanza impeditiva del diritto al rimborso, tale da ampliare l'accertamento dei fatti contestati idonei a paralizzare la pretesa del contribuente e, quindi, suscettibile di integrare una nuova deduzione.

    Rv. 676515-01Rassegna di settembre 2025, p. 114 ↗Art. 29 Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee. (Legge comunitaria per il 1990)Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 24376/2025

    Procedimento › Disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento › Notificazioni

    Elezione di domicilio ex art. 17 d.lgs. n. 546 del 1992 - Rapporto di specialità rispetto all'art. 170 c.p.c. - Sussistenza - Conseguenze - Domiciliatario rivestente la qualità di avvocato - Estinzione del rapporto professionale o cancellazione dall'albo - Irrilevanza.

    Nel processo tributario, l'elezione di domicilio può essere effettuata presso qualsiasi soggetto, di modo che - prevalendo l'art. 17 del d.lgs. n. 546 del 1992 (secondo cui, ove manchi l'elezione di domicilio, le comunicazioni o notificazioni vanno fatte direttamente alla parte) sulla norma generale di cui all'art. 170, comma 1, c.p.c. - la stessa, ove effettuata presso il difensore, non viene meno con l'estinzione del rapporto professionale o con la cancellazione dall'albo del domiciliatario, il quale conserva i poteri e i doveri connessi alla funzione, salvo diverse determinazioni desumibili dall'atto di elezione.

    Rv. 676447-01Rassegna di settembre 2025, p. 114 ↗Art. 170 c.p.c. · Art. 17 Disposizioni sul processo tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 24282/2025

    Procedimento › Disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento

    Giudizio di revisione del classamento catastale - Termini di impugnazione - Applicabilità della sospensione ex art. 11 d.l. n. 50 del 2017 - Esclusione - Fondamento.

    Alle controversie in tema di revisione del classamento catastale non si applica la sospensione dei termini di impugnazione prevista ex art 11 d.l. n. 50 del 2017, in quanto tale norma si riferisce, ai fini della definizione agevolata da essa prevista, alle sole controversie aventi ad oggetto il pagamento di importi dovuti all'amministrazione finanziaria (che non viene in rilievo, invece, nelle prime).

    Classificata anche sotto: Tributi locali (comunali, provinciali, regionali) › Tributi locali posteriori alla riforma tributaria del 1972

    Rv. 676445-01Rassegna di settembre 2025, p. 113 ↗Art. 11 Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo · Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 23528/2025

    Procedimento › Procedimento di primo grado › Fissazione dell'udienza › Nuovi motivi e nuove eccezioni

    Motivi di ricorso - Integrazione - Limiti - Deducibilità in una memoria successiva all'atto introduttivo - Preclusione - Fondamento - Fattispecie.

    L'integrazione dei motivi di ricorso ex art. 24, comma 2, del d.lgs. n. 546 del 1992, è ammessa soltanto ove resa necessaria dal deposito, ad opera delle altre parti o per ordine del giudice tributario, di documenti non conosciuti, sicché non può avvenire con una memoria successiva allorquando il vizio dedotto, siccome desumibile dallo stesso atto impugnato o ricollegato ad atti e documenti a conoscenza del contribuente, avrebbe potuto essere fatto valere già con il ricorso introduttivo del giudizio, trattandosi di una preclusione processuale sottratta alla disponibilità delle parti, che non può essere sanata neppure dal comportamento dell'amministrazione che accetti di difendersi sul punto. (Nella specie, in applicazione di tale principio di diritto, la S.C. ha cassato la sentenza d'appello che aveva posto a fondamento della decisione censure di nullità dell'avviso di accertamento - per asserita mancanza del verbale di chiusura delle operazioni e per mancato rispetto del termine dilatorio di cui all'art. 12, comma 7, della l. n. 212 del 2000 - sebbene le stesse fossero inammissibili, perché proposte tardivamente con una memoria successiva al ricorso introduttivo del giudizio di prime cure).

    Rv. 676269-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 404 ↗Art. 24 Disposizioni sul processo tributario · Art. 12 Statuto del contribuenteDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 22967/2025

    Procedimento

    Il termine per la riassunzione del processo tributario, interrotto ex art. 43 l.fall. a seguito del fallimento del contribuente, decorre dal provvedimento del giudice che prende atto dell'evento interruttivo, in applicazione del disposto dell'art. 43, comma 2, del d.lgs. n. 546 del 1992.

    Classificata anche sotto: Fallimento ed altre procedure concorsuali › Fallimento

    Rv. 676330-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 401 ↗Art. 305 c.p.c. · Art. 43 Disposizioni sul processo tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 22916/2025

    Procedimento › Procedimento di appello › Atto di appello › Modalità per la proposizione

    Accise - Atto sanzionatorio ex art. 59, comma 3, del d.lgs. n. 504 del 1995 - Termine notifica ex art. 20 del d.lgs. n. 472 del 1997 - Prova della notifica - Distinta cumulativa Poste italiane - Idoneità - Fondamento.

    In tema di accise sull'energia elettrica, l'atto sanzionatorio, di cui all'art. 59, comma 3, del d.lgs. n. 504 del 1995, dev'essere notificato, ex art. 20 del d.lgs. n. 472 del 1997, a pena di decadenza entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è avvenuta la violazione o nel diverso termine previsto per l'accertamento dei singoli tributi; la prova della tempestività della notifica può essere fornita dall'Amministrazione attraverso la produzione in giudizio della distinta di invio di più raccomandate, munita di timbro datario di Poste Italiane, non ostandovi la natura recettizia dell'atto sanzionatorio, in quanto l'interesse del notificante a non vedersi imputare le conseguenze negative per il mancato perfezionamento della fattispecie "comunicativa" a causa di fatto di terzi (l'Ufficio postale), che intervengano nella fase di trasmissione dell'atto, va bilanciato con quello del destinatario (il contribuente sanzionato) a non essere impedito nell'esercizio dei propri diritti di difesa, che possono essere compiutamente fatti valere solo a seguito dell'acquisita conoscenza del contenuto dell'atto medesimo.

    Classificata anche sotto: Sanzioni amministrative › Applicazione

    Rv. 675507-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 399 ↗Art. 59 Testo unico le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative · Art. 20 Sanzioni tributarieDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 22650/2025

    Procedimento

    Nel giudizio di legittimità, qualora il giudice di seconde grado respinga erroneamente, ancorché implicitamente, l'eccezione di giurisdizione parziale (perché nella specie parte del credito non aveva natura tributaria ma previdenziale e pertanto non rientrava tra quelli di cui all'art. 2 del d.lgs. n. 546 del 1992), la Corte di Cassazione, dopo aver dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice tributario ed affermata quella del giudice ordinario competente per territorio, deve rimettere a quest'ultimo la causa limitatamente alle pretese di natura non tributaria.

    Classificata anche sotto: Procedimento civile › Successione nel processo

    Rv. 675719-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 393 ↗Art. 50 c.p.c. · Art. 2 Disposizioni sul processo tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 22303/2025

    Procedimento

    In tema di spese di lite nel processo tributario, se il relativo pagamento non è eseguito spontaneamente dall'Amministrazione, le somme dovute a tale titolo possono essere richieste con il giudizio di ottemperanza, e il difensore dichiaratosi antistatario può domandarle in proprio, dal momento che la sua legittimazione a conseguirle trova fondamento nel provvedimento di distrazione delle stesse in suo favore, per effetto del quale s'instaura con la parte soccombente un rapporto giuridico autonomo rispetto a quello che intercorre fra le parti del processo.

    Classificata anche sotto: Spese giudiziali civili

    Rv. 676210-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 390 ↗Art. 93 c.p.c. · Art. 38 Disposizioni sul processo tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 22305/2025

    Procedimento

    Laddove un avviso di accertamento catastale, emesso nei confronti del nudo proprietario di una costruzione e del superficiario, sia stato separatamente impugnato dagli stessi, in violazione del vincolo del litisconsorzio necessario, il giudicato di annullamento ottenuto dal proprietario della costruzione può essere invocato, nel giudizio autonomamente instaurato dal proprietario del suolo, per ottenere l'estensione in suo favore dell'effetto caducatorio, stante l'inscindibilità del legame che avvince la titolarità dei due diritti rispetto all'unitario classamento del fabbricato.

    Classificata anche sotto: Cosa giudicata civile

    Rv. 676124-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 391 ↗Art. 2909 c.c. · Art. 102 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 21947/2025

    Procedimento › Procedimento di appello › Atto di appello › Modalità per la proposizione

    Notifica della cartella di pagamento - Raccomandata informativa - Prova della relativa spedizione - Distinta della raccomandata compilata con i dati forniti dall’agente della riscossione - Rilevanza - Esclusione - Fondamento.

    In tema di notifica delle cartelle di pagamento, ai fini della prova dell'invio della raccomandata informativa, nessun rilievo può essere attribuito alla distinta delle raccomandate, nella quale sono riportati i dati relativi alla spedizione, trattandosi di modulo contenente indicazioni fornite dall'agente della riscossione - dunque, dalla stessa parte che intende avvalersene -, e non già dall'ufficiale postale che ha sottoscritto l'atto di notifica.

    Rv. 676120-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 388 ↗Art. 60 Accertamento imposte sui redditi · Art. 149 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 21437/2025

    Procedimento › Disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento

    Violazione del termine a comparire ex art. 23 d.lgs. n. 546 del 1992 - Rilievo del vizio in appello - Rimessione al giudice di primo grado - Esclusione - Fondamento.

    Nel processo tributario, nel caso di violazione del termine a comparire di cui all'art. 23 del d. lgs. 546 del 1992, anche per effetto del mancato rinvio dell'udienza ai sensi dell'art. 17-bis, terzo comma del d.lgs. 546 del 1992, non ricorre l'ipotesi di rimessione al primo giudice di cui all'art. 59 lett. b) del medesimo d. lgs., non costituendo il mancato rispetto del termine una violazione della regolare costituzione del contraddittorio, che si realizza con la notificazione del ricorso.

    Rv. 675515-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 452 ↗Art. 17-bis Disposizioni sul processo tributario · Art. 23 Disposizioni sul processo tributario · Art. 59 Disposizioni sul processo tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 20796/2025

    Procedimento › Procedimento di appello › Atto di appello

    Imposte sui redditi e sul valore aggiunto - Sanzione conseguente all’emanazione di un avviso di accertamento non recante la sottoscrizione del capo dell'ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato - Applicabilità all’atto di irrogazione delle sanzioni - Esclusione - Fondamento.

    In tema d'imposte sui redditi e sul valore aggiunto, atteso il principio della tassatività delle nullità, in mancanza di una disposizione espressa, la sanzione prevista dagli artt. 42 del d.P.R. n. 600 del 1973 e 56 del d.P.R. n. 633 del 1972 per l'avviso di accertamento privo della sottoscrizione del capo dell'ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato, non trova applicazione con riferimento all'atto di irrogazione delle sanzioni, per il quale vale la generale presunzione di riferibilità dell'atto all'organo amministrativo titolare del potere nel cui esercizio esso è adottato.

    Rv. 675203-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 376 ↗Art. 56 d.P.R. 633/1972 · Art. 42 Accertamento imposte sui redditiDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 20750/2025

    Procedimento

    Annullamento dell'atto impositivo in sede di autotutela - Liquidazione delle spese - Criteri - Individuazione.

    In tema di processo tributario, nell'ipotesi di annullamento dell'atto impositivo da parte dell'ente impositore nella fase del reclamo ex art. 17-bis del lgs. n. 546 del 1992, a seguito di annullamento in autotutela dell'atto impugnato, la regola della compensazione delle spese cede al criterio della soccombenza virtuale, fondato sul principio di causalità, potendo essere disposta la compensazione solo ove non sia ravvisabile un'invalidità originaria dell'atto successivamente annullato, né constino ipotesi di negligenza dell'amministrazione.

    Rv. 675399-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 372 ↗Art. 17-bis Disposizioni sul processo tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 20476/2025

    In tema di contenzioso tributario, l'intimazione di pagamento di cui all'art. 50 d.P.R., n. 602 del 1973, in quanto equiparabile all'avviso di mora, costituisce atto rientrante nel novero di quelli tassativamente elencati all'art.19 del d.lgs. n. 546 del 1992, con la conseguenza che, ove non impugnato nei termini decadenziali, determina la cristallizzazione della pretesa impositiva e, in particolare, preclude al contribuente di eccepire la prescrizione compiutasi anteriormente allo spirare dell'anzidetto termine.

    Classificata anche sotto: Giurisdizione civile › Giurisdizione ordinaria e amministrativa

    Rv. 675406-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 371 ↗Art. 50 Riscossione imposte sul reddito · Art. 19 Disposizioni sul processo tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 19636/2025

    Procedimento

    Giudizio avente ad oggetto l'accertamento della sussistenza di una società di fatto - Litisconsorzio necessario - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze - Nullità assoluta.

    La controversia relativa alla configurabilità, quale presupposto della imposizione tributaria, di una società di fatto comporta il litisconsorzio necessario di tutti i soggetti coinvolti, il quale sussiste, oltre che nelle ipotesi espressamente previste dalla legge, nei casi in cui, per la particolare natura o configurazione del rapporto giuridico dedotto in giudizio e per la situazione strutturalmente comune ad una pluralità di soggetti, la decisione non possa conseguire il proprio scopo se non sia resa nei confronti di tutti, con la conseguenza che, in caso di mancata integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i soci, il giudizio è affetto da nullità assoluta, rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento.

    Rv. 676080-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 359 ↗Art. 102 c.p.c. · Art. 14 Disposizioni sul processo tributario · Art. 2251 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 19741/2025

    Nei giudizi relativi all'accertamento tributario nei confronti di società di persone, l'unitarietà del rapporto tra queste ultime e i relativi soci impone il litisconsorzio necessario e la trattazione congiunta dei procedimenti nel simultaneus processus, sicché, in caso di impugnazioni distinte, il giudice deve disporne la riunione, escludendo la sospensione della causa personale rispetto a quella sociale.

    Classificata anche sotto: Procedimento civile › Litisconsorzio

    Rv. 676114-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 360 ↗Art. 295 c.p.c. · Art. 14 Disposizioni sul processo tributario · Art. 29 Disposizioni sul processo tributario · Art. 5 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 19741/2025

    Procedimento

    Accertamento tributario nei confronti di società di persone - Separata impugnazione, da parte soci, degli accertamenti sociale e individuali - Pregiudizialità del primo rispetto ai secondi - Esclusione - Litisconsorzio necessario tra la società e i soci - Sussistenza - Conseguenze - Riunione - Necessità.

    L'unitarietà dell'accertamento fiscale condotto nei confronti delle società di persone e dei relativi soci comporta la necessità del litisconsorzio tra la prima ed i secondi ma non implica che l'accertamento sociale sia pregiudiziale rispetto a quello personale, con conseguente necessità di riunione dei giudizi separatamente instaurati dai soci a seguito dell'impugnazione, rispettivamente, dell'accertamento rivolto alla società e di quelli individualmente indirizzati nei loro confronti.

    Rv. 676114-02Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 358 ↗Art. 102 c.p.c. · Art. 14 Disposizioni sul processo tributario · Art. 29 Disposizioni sul processo tributario · Art. 5 t.u.i.r. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 18850/2025

    Procedimento › Procedimento di primo grado › Termini per ricorrere

    La rilevabilità d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio di una questione pregiudiziale di rito, quando prevista, è subordinata all'assenza di una pronuncia esplicita sul punto, sulla quale invece - ove non impugnata o impugnata tardivamente - si forma il giudicato interno.

    Classificata anche sotto: Cosa giudicata civile

    Rv. 675198-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 355 ↗Art. 2969 c.c. · Art. 324 c.p.c. · Art. 21 Disposizioni sul processo tributario · Art. 23 Disposizioni sul processo tributario e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 18374/2025

    Procedimento

    Riunione in appello di procedimenti relativi a sentenze diverse - Nullità - Esclusione - Provvedimento di riunione - Natura meramente ordinatoria - Conseguenze - Impugnabilità - Esclusione.

    In tema di contenzioso tributario, la riunione in appello di giudizi relativi a sentenze diverse non è affetta da nullità per violazione dell'art. 335 c.p.c. (applicabile ex art. 49 del d.lgs. n. 546 del 1992), che prevede l'obbligo della riunione di "tutte le impugnazioni proposte separatamente contro la stessa sentenza", poiché, da un lato, neanche il mancato rispetto di detto obbligo produce effetti invalidanti, in assenza di specifica comminatoria e, dall'altro, la fattispecie va sussunta in una ipotesi di riunione ex art. 274 c.p.c. (applicabile ex art. 1 del citato d.lgs. n. 546 del 1992), con la conseguenza che si tratta di provvedimento di carattere meramente ordinatorio, insuscettibile di impugnazione.

    Rv. 675388-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 349 ↗Art. 1 Disposizioni sul processo tributario · Art. 49 Disposizioni sul processo tributario · Art. 335 c.p.c. · Art. 274 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 18373/2025

    Procedimento › Procedimento di appello › Rinvio alla commissione di primo grado

    Processo tributario - Omessa pronuncia su motivo del ricorso in primo grado avverso l’atto impositivo - Pronuncia del giudice di appello sul motivo pretermesso - Necessità - Conseguenze.

    In materia di processo tributario, l'omessa pronuncia da parte del giudice di primo grado su un motivo di ricorso avverso l'atto impositivo non può comportare la riforma dell'impugnata sentenza, né tampoco la retrocessione del processo al grado inferiore, ma impone al giudice d'appello di pronunciare sul motivo pretermesso; ne consegue che il ricorso per cassazione può essere proposto solo per contestare la motivazione resa dai giudici di appello sul motivo di merito o la mancanza di motivazione, ma non invece per contestare l'omessa motivazione o, comunque, la motivazione resa dal giudice di grado superiore sulla censura di omessa pronuncia del giudice di grado inferiore.

    Rv. 675387-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 348 ↗Art. 132 c.p.c. · Art. 61 Disposizioni sul processo tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 17454/2025

    Procedimento › Procedimento di appello

    Disposizione del diritto controverso da parte dell'Amministrazione finanziaria di fronte alle contestazioni del contribuente - Natura di nuovo accertamento - Esclusione - Riduzione della domanda - Configurabilità - Obbligo del giudice di appello di decidere sulla pretesa fiscale residua - Sussistenza - Fattispecie.

    In tema di domanda ed eccezione nel processo tributario, le parti conservano la disponibilità dei diritti in contestazione, con la conseguenza che, qualora l'Amministrazione finanziaria si avveda che è corretta e da accogliere una contestazione mossa dal contribuente, non per questo essa deve rinnovare l'intero procedimento amministrativo, spesso ormai precluso dai termini di decadenza, ma ha il potere-dovere di semplicemente ridurre la domanda, rinunciando ad una parte di essa. (Nella specie, la S.C. ha escluso che la riduzione della pretesa tributaria nel corso del giudizio d'appello, con il riconoscimento parziale dell'agevolazione fiscale oggetto del precedente totale diniego impugnato dal contribuente, costituisse una domanda nuova vietata dall'art. 57, comma 1, del d.lgs. n. 546 del 1992).

    Rv. 675159-01Rassegna di giugno 2025, p. 188 ↗Art. 57 Disposizioni sul processo tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 16797/2025

    In tema di rateizzazione del debito tributario, sintanto che la richiesta avanzata in tal senso dal contribuente abbia avuto seguito (con versamenti eseguiti alle previste scadenza), il decorso della prescrizione - già interrotta dalla predetta domanda - subisce uno spostamento in avanti in ragione di ciascun adempimento parziale: ne consegue che l'agente della riscossione non può procedere ad atti interruttivi della prescrizione, che riprenderà il suo decorso al momento in cui, secondo la specifica disciplina dell'istituto, avrebbe potuto farsi valere l'inadempimento del contribuente.

    Rv. 675151-01Rassegna di giugno 2025, p. 182 ↗Art. 2943 c.c. · Art. 2944 c.c. · Art. 19 Riscossione imposte sul redditoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 16625/2025

    Procedimento › Procedimento di appello

    Nullità avviso di accertamento motivato per relationem tramite il rinvio ad atti non allegati - Produzione di detti documenti in appello - Ammissibilità ex art. 58 d.lgs. n. 546 del 1992 - Fondamento - Fattispecie.

    Non è nullo l'avviso di accertamento motivato tramite il rinvio ad atti non allegati, attinendo la mancata allegazione al piano della prova dei fatti posti a fondamento dell'atto e non a quello della sua motivazione, con la conseguenza che gli atti su cui si fonda la motivazione per relationem possono essere prodotti in giudizio per la prima volta in appello ex art. 58, comma 2, d.lgs. n. 546 del 1992, ratione temporis vigente. (In applicazione del principio, la S.C. ha rigettato il ricorso e confermato la sentenza impugnata che aveva correttamente ritenuto ammissibile la produzione in appello delle relazioni degli enti che avevano corrisposto aggi al titolare di una tabaccheria, richiamate, ma non allegate, nell'avviso di accertamento notificatogli).

    Rv. 675144-01Rassegna di giugno 2025, p. 179 ↗Art. 42 Accertamento imposte sui redditi · Art. 58 Disposizioni sul processo tributario · Art. 61 Disposizioni sul processo tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 16614/2025

    Procedimento

    Processo tributario - Rinuncia al ricorso e rinuncia alla domanda - Distinzione - Conseguenze in tema di riproponibilità del ricorso e di formazione del giudicato.

    Anche nel processo tributario occorre distinguere, ai sensi del combinato disposto degli artt. 306 e 310 c.p.c. e 1 d.lgs n. 546 del 1992, fra rinuncia al ricorso e rinuncia alla domanda, non precludendo la prima la riproponibilità del ricorso contenente la stessa domanda, laddove la seconda implica invece l'estinzione della pretesa vantata con il ricorso; ne consegue che l'estinzione del giudizio ex art. 44, comma 5, del citato decreto legislativo non dà vita ad alcun giudicato, avendo la rinuncia al ricorso valenza in rito e non implicando di per sé una rinuncia alla domanda.

    Rv. 675274-01Rassegna di giugno 2025, p. 178 ↗Art. 306 c.p.c. · Art. 310 c.p.c. · Art. 1 Disposizioni sul processo tributario · Art. 44 Disposizioni sul processo tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 16440/2025

    Procedimento

    Decisioni in rapporto di consequenzialità necessaria o di pregiudizialità reciproca - Motivazione per relationem - Ammissibilità - Condizioni - Limiti - Mancato rispetto - Nullità.

    Nel processo tributario, la decisione di più questioni in rapporto di consequenzialità necessaria, ed in particolare di pregiudizialità reciproca - come nel caso della controversia concernente l'obbligazione tributaria per reddito da capitale derivante da fondi all'estero non dichiarati e della controversia concernente le sanzioni previste per la violazione dell'obbligo di dichiarazione, in relazione ai suddetti fondi - può essere motivata per relationem rispetto ad altra sentenza assunta simultaneamente, purché la motivazione stessa non si limiti alla mera indicazione della fonte di riferimento, ma riproduca i contenuti mutuati, facendone oggetto di autonoma valutazione critica nel contesto della diversa - anche se connessa - causa sub iudice, in modo da consentire la verifica della compatibilità logico-giuridica dell'innesto motivazionale.

    Rv. 675385-01Rassegna di giugno 2025, p. 174 ↗Art. 14 Disposizioni sul processo tributario · Art. 102 c.p.c. · Art. 103 c.p.c. · Art. 295 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 15941/2025

    Procedimento

    Atti impugnabili ex art 19 del d.lgs. n. 546 del 1992 - Natura tassativa dell'elencazione - Interpretazione estensiva - Possibilità - Condizioni - Obbligo del contribuente di impugnazione di atti diversi - Esclusione - Conseguenze - Fattispecie.

    In tema di contenzioso tributario, la natura tassativa dell'elencazione degli atti impugnabili contenuta nell'art. 19 d.lgs. n. 546 del 1992 non preclude al contribuente la facoltà di impugnare anche quelli che, esplicitandone le concrete ragioni fattuali e giuridiche, portino a sua conoscenza una ben individuata pretesa tributaria, senza che però il suo mancato esercizio determini la non impugnabilità della medesima pretesa successivamente reiterata in uno degli atti tipici previsti dal citato art. 19. (Nella specie, la S.C. ha affermato che l'avviso bonario di mora relativo al contributo di sostentamento dell'AGCM, poiché non iscritto nell'elenco ex art. 19 d.lgs. n. 546 del 1992 e privo dei caratteri dell'intimazione formale, pur essendo impugnabile, non doveva esserlo a pena di inammissibilità, sicché era in facoltà della contribuente ricorrere direttamente avverso la successiva cartella di pagamento).

    Rv. 675176-01Rassegna di giugno 2025, p. 165 ↗Art. 19 Disposizioni sul processo tributario · Art. 10 Norme per la tutela della concorrenza e del mercatoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 15866/2025

    Procedimento › Disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento

    Processo tributario - Termine per la fissazione dell’udienza del merito e per il deposito di documenti e memorie illustrative - Mancato rispetto - Conseguenze - Nullità della sentenza - Rilievo del vizio in appello - Rimessione al giudice di primo grado - Esclusione - Ragioni.

    Nel processo tributario, il mancato rispetto dei termini dilatori per la fissazione dell'udienza di trattazione del merito e per il deposito di documenti e memorie illustrative è causa di nullità della sentenza di primo grado per violazione del diritto di difesa la quale, ove rilevata in appello, non determina la rimessione al giudice di primo grado, non rientrando tra le ipotesi tassativamente previste dall'art. 59 del d.lgs. n. 546 del 1992.

    Rv. 675736-01Rassegna di giugno 2025, p. 164 ↗Art. 59 Disposizioni sul processo tributario · Art. 31 Disposizioni sul processo tributario · Art. 32 Disposizioni sul processo tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 15567/2025

    Procedimento

    Ai sensi dell'art. 77, comma 1-bis, del d.P.R. n. 602 del 1973, nella formulazione vigente ratione temporis, può procedersi ad iscrizione d'ipoteca, come misura di tutela preordinata del credito, anche in assenza dei presupposti per l'espropriazione, non costituendo l'ipoteca medesima, di per sé, atto di inizio della procedura espropriativa.

    Classificata anche sotto: Riscossione delle imposte

    Rv. 675103-01Rassegna di giugno 2025, p. 162 ↗Art. 77 Riscossione imposte sul redditoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 15567/2025

    Procedimento

    Iscrizione di ipoteca per debiti tributari - Soglia minima del debito - Necessità - Contestazione dello stesso - Irrilevanza - Fondamento.

    L'iscrizione di ipoteca per debiti tributari presuppone il raggiungimento della soglia minima del debito prevista dall'art. 77 del d.P.R. n. 602 del 1973, restando irrilevante ogni contestazione da parte del contribuente in quanto, ai sensi degli artt. 49 e 50 del medesimo d.P.R., il ruolo costituisce titolo esecutivo sulla base del quale il concessionario può comunque procedere ad esecuzione forzata ovvero promuovere azioni cautelari conservative ed ogni altra azione prevista a tutela del creditore, purché sia inutilmente decorso il termine di sessanta giorni dalla notificazione della cartella di pagamento.

    Rv. 675103-02Rassegna di giugno 2025, p. 162 ↗Art. 77 Riscossione imposte sul reddito · Art. 49 Riscossione imposte sul reddito · Art. 50 Riscossione imposte sul redditoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 15597/2025

    Procedimento

    Definizione agevolata - Sospensione del termine di impugnazione ex art. 6, comma 11, del d.l. n. 119 del 2018 - Automaticità - Estensione anche all'Amministrazione finanziaria - Sussistenza - Fondamento.

    In tema di definizione agevolata delle controversie tributarie, la sospensione dei termini di impugnazione delle pronunce giurisdizionali e di riassunzione, prevista dall'art. 6, comma 11, del d.l. n. 119 del 2018, conv., con modif., dalla l. n. 136 del 2018, é automatica ed opera senza alcuna discriminazione tra Amministrazione finanziaria e contribuente, in quanto la ratio della normativa è quella di favorire al massimo l'accesso al beneficio, evitando la contrazione dei termini a difesa.

    Rv. 675087-01Rassegna di giugno 2025, p. 161 ↗Art. 6 Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziariaDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 15274/2025

    Procedimento

    Nell'ipotesi di società di capitali a ristretta base sociale, la presunzione di distribuzione degli utili nella società a ristretta base sociale opera non solo per le maggiori componenti positive di reddito accertate, ma anche per le componenti negative disconosciute, con conseguente onere della prova contraria a carico dei soci.

    Rv. 675657-02Rassegna di giugno 2025, p. 157 ↗Art. 37 Accertamento imposte sui redditi · Art. 38 Accertamento imposte sui redditi · Art. 39 Accertamento imposte sui redditiDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 15257/2025

    Procedimento

    In tema di contenzioso tributario, l'istanza di sospensione del giudizio, formulata dal ricorrente per aver aderito alla definizione agevolata ex l. n. 197 del 2022, non è valutabile, per forma e per contenuto, come equipollente all'istanza di decisione che, secondo quanto previsto dall'art. 380-bis c.p.c., richiede una decisione del merito cassatorio, non potendo quest'ultima ritenersi implicita nell'impulso sotteso al diverso atto, attesa la differente finalità dello stesso; ne consegue che l'istanza di sospensione non impedisce la realizzazione della rinuncia implicita, trattandosi di atto strutturalmente inidoneo ad essere considerato quale "istanza di decisione", la cui valenza impeditiva della formazione della fattispecie estintiva si ricollega solo alla manifestazione del segnalato elemento volitivo che il legislatore espressamente richiede.

    Classificata anche sotto: Impugnazioni civili › Cassazione (ricorso per)

    Rv. 675099-01Rassegna di giugno 2025, p. 156 ↗Art. 380-bis c.p.c. · Art. 390 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 15141/2025

    La mera titolarità di una pensione INPS, in assenza di una sospensione dell'erogazione o della minaccia di una sua sospensione, non è sufficiente ad integrare l'interesse qualificato alla diretta impugnazione della cartella di pagamento invalidamente notificata e conosciuta tramite estratto di ruolo - prescritto dall'art. 12, comma 4-bis, del d.P.R. n. 602 del 1973 - perché, per regola generale, l'interesse ad agire deve essere caratterizzato da attualità.

    Classificata anche sotto: Procedimento civile › Domanda giudiziale

    Rv. 674823-01Rassegna di giugno 2025, p. 72 ↗Art. 100 c.p.c. · Art. 12 Riscossione imposte sul reddito · Art. 48-bis Riscossione imposte sul redditoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 14562/2025

    Procedimento

    Rapporto sostanziale - Esame nonostante l’eccezione di nullità dell'avviso di accertamento - Conseguenze - Valutazione implicita di infondatezza - Fondamento.

    In tema di contenzioso tributario, qualora il giudice, nonostante l'eccezione di nullità dell'avviso di accertamento, sia passato all'esame del rapporto sostanziale, si deve ritenere che abbia ritenuto tale eccezione implicitamente infondata, atteso che il giudizio tributario, ancorché avente ad oggetto l'accertamento del rapporto sostanziale, è formalmente costruito come giudizio di impugnazione dell'atto impositivo, il quale costituisce il "veicolo di accesso" al giudizio di merito, a cui si perviene solo per il tramite di tale impugnazione, con la conseguenza che quando ricorrono vizi formali dell'atto, tali da condurre alla sua invalidazione, il giudice deve arrestarsi alla relativa pronuncia, rimanendo in tal guisa pienamente e correttamente esercitata la giurisdizione attribuitagli.

    Rv. 675269-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 390 ↗Art. 112 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 14445/2025

    Procedimento

    Mancata chiamata in causa da parte dell’ente della riscossione dell’ente impositore - Art. 39 d.lgs. n. 112 del 1999, vigente temporis - Intervento volontario dell’ente impositore - Ammissibilità - Conseguenze.

    Il mancato assolvimento da parte dell'ente della riscossione, ai sensi dell'art. 39 d.lgs. n. 112 del 1999, dell'onere di chiamata in causa dell'ente impositore non impedisce a quest'ultimo di intervenire volontariamente in giudizio per far valere le difese inerenti al rapporto tributario controverso; l'intervento soggiace alle decadenze e preclusioni già verificatesi per le parti originarie, dovendo l'interveniente accettare il processo nello stato in cui si trova, restando comunque consentite le mere difese, nel limite dei motivi di impugnazione, inclusa la prova della notificazione dell'atto impositivo e degli atti presupposti.

    Rv. 675080-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 390 ↗Art. 39 Riordino del servizio nazionale della riscossione · Art. 14 Disposizioni sul processo tributario · Art. 1 Disposizioni sul processo tributario · Art. 268 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 13250/2025

    Procedimento › Disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento › Rappresentanza e difesa del contribuente

    Nel giudizio tributario, non si verifica alcuna violazione del principio della necessaria assistenza tecnica se il difensore della parte privata rinuncia alla procura, posto che, ai sensi dell'art. 85 c.p.c., tale rinuncia non è efficace fino alla sostituzione dell'avvocato con altro procuratore; né, in alcun caso, un asserito vizio di rappresentanza del contribuente appellato può determinare l'inammissibilità dell'appello.

    Classificata anche sotto: Procedimento civile › Difensori

    Rv. 675053-02Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 375 ↗Art. 85 c.p.c. · Art. 12 Disposizioni sul processo tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 12913/2025

    Procedimento

    Nel caso di sentenza di accoglimento del ricorso del contribuente, l'art. 68 del d.lgs. n. 546 del 1992, oltre a prevedere il rimborso d'ufficio al contribuente del tributo corrisposto in eccedenza rispetto a quanto stabilito dalla sentenza, ricomprende fra le somme restituibili, con i relativi interessi, anche l'aggio versato, avendo lo stesso carattere funzionalmente tributario.

    Classificata anche sotto: Riscossione delle imposte › A mezzo ruoli (tributi diretti) (disciplina anteriore alla riforma tributaria del 1972)

    Rv. 675049-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 367 ↗Art. 68 Disposizioni sul processo tributario · Art. 44 Riscossione imposte sul reddito · Art. 17 Riordino del servizio nazionale della riscossioneDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 12672/2025

    Procedimento › Procedimento di primo grado › Memorie difensive e documenti

    Appello tributario - Tardiva costituzione del resistente - Conseguenze.

    Nel processo tributario, la violazione del termine previsto dall'art. 23 del d.lgs. n. 546 del 1992 per la costituzione in giudizio della parte resistente comporta esclusivamente la decadenza dalla facoltà di proporre eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d'ufficio e di fare istanza per la chiamata di terzi, sicché permane il diritto dello stesso resistente di negare i fatti costitutivi dell'avversa pretesa, di contestare l'applicabilità delle norme di diritto invocate e di produrre documenti ai sensi degli artt. 24 e 32 del medesimo d.lgs.

    Rv. 675044-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 364 ↗Art. 23 Disposizioni sul processo tributario · Art. 24 Disposizioni sul processo tributario · Art. 32 Disposizioni sul processo tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 12770/2025

    Processo tributario - Mediazione - Accoglimento in primo grado ricorso originario - Conformità alla proposta di mediazione formulata dal contribuente - Mancata accettazione dell'Ufficio - Appello del contribuente - Ammissibilità - Limite.

    La sentenza con cui il giudice di primo grado accoglie il ricorso in conformità alla proposta di mediazione, formulata dal contribuente ex art. 17-bis del d.lgs. n. 546 del 1992, ratione temporis vigente, ma non accettata dall'Ufficio, non preclude la proposizione dell'appello, da parte del medesimo contribuente, per ottenere effetti favorevoli più ampi di quelli conseguenti alla sua proposta di mediazione, salvo che non abbia limitato la propria doglianza nel ricorso-reclamo originario negli stessi termini di cui a tale proposta.

    Rv. 675046-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 366 ↗Art. 17-bis Disposizioni sul processo tributario · Art. 39 Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria · Art. 2 Disposizioni in materia di contenzioso tributarioDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 11944/2025

    Procedimento

    Rettifica del reddito di una società di persone - Impugnazione - Litisconsorzio necessario tra società e soci - Configurabilità - Cause relative alla società ed ai soci decise separatamente nella fase di merito - Giudizio di cassazione - Riunione delle cause in luogo della declaratoria di nullità - Possibilità - Condizioni - Fondamento - Attuazione del diritto alla ragionevole durata del processo - Necessità.

    Nel processo di cassazione, in presenza di cause decise separatamente nel merito e relative, rispettivamente, alla rettifica del reddito di una società di persone ed alla conseguente automatica imputazione dei redditi stessi a ciascun socio, non va dichiarata la nullità per essere stati i giudizi celebrati senza la partecipazione di tutti i litisconsorti necessari (società e soci) in violazione del principio del contraddittorio, ma va disposta la riunione quando la complessiva fattispecie, oltre che dalla piena consapevolezza di ciascuna parte processuale dell'esistenza e del contenuto dell'atto impositivo notificato alle altre parti e delle difese processuali svolte dalle stesse, sia caratterizzata da: 1) identità oggettiva quanto a "causa petendi" dei ricorsi; 2) simultanea proposizione degli stessi avverso il sostanzialmente unitario avviso di accertamento costituente il fondamento della rettifica delle dichiarazioni sia della società che di tutti i suoi soci e, quindi, identità di difese; 3) simultanea trattazione degli afferenti processi innanzi ad entrambi i giudici del merito; 4) identità sostanziale delle decisioni adottate da tali giudici. In tal caso, la ricomposizione dell'unicità della causa attua il diritto fondamentale ad una ragionevole durata del processo (derivante dall'art. 111, comma 2, Cost. e dagli artt. 6 e 13 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali), evitando che con la (altrimenti necessaria) declaratoria di nullità ed il conseguente rinvio al giudice di merito, si determini un inutile dispendio di energie processuali per conseguire l'osservanza di formalità superflue, perché non giustificate dalla necessità di salvaguardare il rispetto effettivo del principio del contraddittorio.

    Rv. 675035-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 360 ↗Art. 29 Disposizioni sul processo tributario · Art. 24 cost. · Art. 111 cost. · Art. 101 c.p.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 11729/2025

    Procedimento

    Processo tributario telematico - Regime di facoltatività sino al 30 giugno 2019 - Violazione della uniformità delle modalità di deposito degli atti nei diversi gradi del giudizio - Inammissibilità - Giudizio telematico ab initio - Sussistenza - Giudizio introdotto con modalità cartacea - Esclusione - Fondamento.

    Nei procedimenti contenziosi incardinati nella vigenza del regime di facoltatività del processo telematico tributario sino al 30 giugno 2019, l'inammissibilità degli atti per violazione della uniformità delle modalità di deposito (in forma cartacea e telematica) nei diversi gradi del giudizio, ai sensi dell'art. 2, comma 3, del d.m. n. 163 del 2013, si applica soltanto nel caso di giudizio introdotto sin dall'inizio in forma telematica, ma non riguarda l'ipotesi dell'utilizzo iniziale della modalità cartacea, che ben può essere limitata al primo grado di giudizio e, comunque, trovando la pronuncia in rito, alla luce dei principi desumibili dalla giurisprudenza della CEDU, un limite nel raggiungimento dello scopo da parte dell'atto depositato in secondo grado con modalità telematica (come nella specie).

    Rv. 675030-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 356 ↗Art. 16-bis Disposizioni sul processo tributario · Art. 16 Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziariaDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 11782/2025

    Procedimento

    Consolidato nazionale - Art. 40 bis TUIR - Rettifica del reddito complessivo di ciascuno dei partecipanti - Impugnazione dell’avviso di accertamento - Litisconsorzio necessario - Sussistenza.

    In tema di disciplina fiscale del consolidato nazionale, ai sensi dell'art. 40 bis d.P.R. n. 917 del 1986, quale aggiunto dall'art. 35, comma 1, del d.l. n. 78 del 2010, conv. con modif. nella l. n. 122 del 2010, nel giudizio di impugnazione dell'avviso di accertamento con cui è stato rettificato il reddito complessivo proprio di ciascuno dei partecipanti, sussiste il litisconsorzio necessario tra la società consolidata e la consolidante.

    Rv. 675032-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 357 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 11594/2025

    Procedimento › Procedimento di appello

    Giudizio di appello - Art. 56 del d.lgs. n. 546 del 1992 - Applicabilità anche al contumace - Estensione.

    Nel processo tributario, l'art. 346 c.p.c., riprodotto, per il giudizio di appello davanti alla commissione tributaria regionale, dall'art. 56 del d.lgs. n. 546 del 1992 (oggi sostituito dall'art. 110 del d.lgs. n. 175 del 2024), per cui le questioni ed eccezioni dell'appellato non accolte dalla sentenza di primo grado e non espressamente riproposte in appello si intendono rinunciate, si applica anche quando il contribuente non si è costituito in giudizio, restando contumace, e va riferita a qualsiasi questione proposta dal ricorrente, a condizione che sia suscettibile di essere dedotta come autonomo motivo di impugnazione.

    Rv. 675027-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 355 ↗Art. 56 Disposizioni sul processo tributario · Art. 346 c.p.c. · Art. 291 c.p.c. · Art. 110 Testo unico della giustizia tributariaDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 11597/2025

    Accordo di conciliazione "fuori udienza" ex art. 48, comma 4, del d.lgs. 546 del 1992 - Mancato adempimento - Intimazione di pagamento - Necessità - Esclusione - Fondamento.

    L'accordo conciliativo raggiunto "fuori udienza", ai sensi dell'art. 48, comma 4, d.lgs. n. 546 del 1992, come modificato dall'art. 9 del d.lgs. n. 156 del 2015, costituisce già titolo per la riscossione delle somme dovute all'ente impositore, con la conseguenza che, in caso di suo inadempimento da parte del contribuente, non vi è necessità per l'Amministrazione di notificare a questi, anteriormente alla cartella di pagamento, un'intimazione per il recupero delle rate non versate in dipendenza dell'accordo rimasto inadempiuto.

    Rv. 675028-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 355 ↗Art. 48 Disposizioni sul processo tributario · Art. 9 Misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario · Art. 25 Riscossione imposte sul redditoDove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗ e ottobre 2025 ↗.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia