Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Tributi locali (comunali, provinciali, regionali)

Tributi locali posteriori alla riforma tributaria del 1972

Sottovoce della voce 181 nella classificazione del Massimario

99 massime, da pronunce dal 4 gennaio 2025 al 31 luglio 2026

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Massime della Corte di cassazione

99 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente. Le prime 50 in questa pagina, le altre nelle successive.

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 24326/2026

    e TARI - Assimilazione dei rifiuti speciali a quelli urbani - Limiti.

    In tema di TARES e di TARI, il potere esercitabile dal Comune di assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani presuppone l'individuazione di un limite di soglia quantitativo, cosicché i rifiuti prodotti a concorrenza di detto limite debbono considerarsi assimilati ai fini dell'imposizione fiscale, laddove il superamento del limite restituisce ai rifiuti così ulteriormente prodotti la loro natura di rifiuti speciali non assimilati.

    Rv. 679531-01Rassegna di luglio 2026, p. 150Art. 14 Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubbliciDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 24326/2026

    e TARI - Riduzione tariffaria - Imposizione di limite - Illegittimità - Fondamento.

    In tema di TARES e di TARI, la riduzione tariffaria prevista dall'art. 14, comma 18, del d.l. n. 201 del 2011, convertito dalla l. n. 214 del 2011 e dall'art. 1, comma 649, della l. n. 147 del 2013, deve essere proporzionale alla quantità di rifiuti derivanti da utenze non domestiche che il produttore dimostri di aver avviato ratione temporis a recupero o a riciclo, cosicché la fissazione di un limite massimo alla riduzione tariffaria, non previsto dal legislatore, altera il criterio di proporzionalità e non è, quindi, consentita, sicché il regolamento comunale che lo introduca è, in parte qua, illegittimo e va disapplicato, anche d'ufficio.

    Rv. 679531-02Rassegna di luglio 2026, p. 151Art. 14 Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubbliciDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 23666/2026

    Tributi locali - Potere impositivo - Due diversi dies a quo - Individuazione.

    In tema di tributi locali, ai fini dell'individuazione del dies a quo del termine di decadenza dell'esercizio del potere impositivo da parte dell'amministrazione finanziaria, previsto dall'art. 1, comma 161, della l. n. 296 del 2006, occorre distinguere il caso in cui il contribuente presenti una dichiarazione ed ometta il versamento, in relazione al quale deve farsi riferimento al termine entro il quale il tributo avrebbe dovuto essere pagato, dall'ipotesi in cui il contribuente abbia omesso la presentazione della dichiarazione, in cui deve, invece, farsi riferimento al termine entro il quale egli avrebbe dovuto presentarla.

    Rv. 679513-01Rassegna di luglio 2026, p. 139Art. 9 Disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale · Art. 13 Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici · Art. 10 Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territorialiDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 23488/2026

    Esenzione per l'abitazione principale ex art. 8 del d.lgs. n. 504 del 1992 - Presunzione derivante dalle risultanze anagrafiche - Prova contraria a carico del contribuente - Corte cost. sentenza n. 112 del 2025 - Dimora abituale del nucleo familiare del contribuente - Necessità - Esclusione.

    In tema di ICI, ai fini dell'esenzione prevista dall'art. 8 del d.lgs. n. 504 del 1992, come modif. dall'art. 1, comma 173, lett. b, della l. n. 296 del 2006, per abitazione principale - corrispondente, salvo prova contraria, a quella di residenza anagrafica - si intende, a seguito della sentenza della Corte cost. n. 112 del 2025, quella nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, dimora abitualmente, senza che sia necessario che ivi dimori anche il suo nucleo familiare. (Principio affermato ex art. 363, comma 3, c.p.c.).

    Rv. 679314-02Rassegna di luglio 2026, p. 16Art. 3 cost. · Art. 29 cost. · Art. 31 cost. · Art. 53 cost. e altri 4Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 22618/2026

    Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili (IRESA) - D.l. n. 145 del 2013 introduttivo dell'importo massimo del tributo - Irretroattività - Sussistenza - Ragioni.

    In tema di imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili civili (IRESA), la disciplina prevista dall'art. 13, comma 15 bis, del d.l. n. 145 del 2013, convertito dalla legge n. 9 del 2014, laddove stabilisce un tetto massimo tariffario per favorire l'attrattività del sistema aeroportuale italiano, non ha effetto retroattivo, con la conseguenza che le modifiche introdotte si applicano solo a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della predetta disposizione, senza che assuma rilievo la data di accertamento-riscossione, che è estranea e successiva al momento di determinazione della base imponibile ed all'insorgenza dell'obbligazione tributaria.

    Rv. 679425-01Rassegna di luglio 2026, p. 126Art. 13 Interventi urgenti di avvio del piano "Destinazione Italia", per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas ((...)), per l'internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle impreseDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 22618/2026

    Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili istituita dalla Regione Lazio - Contrasto con la Direttiva 2002/30/CE del 26 marzo 2002 - Contrasto con gli artt. 3 e 53 Cost. - Esclusione - Ragioni.

    L'art. 5 della l.r. Lazio n. 2 del 2013, disciplina dell'imposta sulle emissioni sonore degli aeromobili (IRESA), non si pone in contrasto con la Direttiva 2002/30/CE del 26 marzo 2002 (che istituisce norme e procedure per l'introduzione di restrizioni operative ai fini del contenimento del rumore negli aeroporti della Comunità), la quale non impone e non detta la disciplina delle imposte sul rumore, né con gli artt. 3 e 53 Cost., perché l'individuazione degli esercenti di aeromobili come soggetti passivi dell'imposta - e, dunque, della loro capacità contributiva, intesa quale partecipazione, in base a presupposti dotati di specifica valenza, alle spese conseguenti ai danni ambientali derivanti dalle emissioni sonore nelle aree prossime agli aeroporti - rientra nella discrezionalità del legislatore.

    Rv. 679425-02Rassegna di luglio 2026, p. 127Art. 13 Interventi urgenti di avvio del piano "Destinazione Italia", per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas ((...)), per l'internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese · Art. 8 Federalismo fiscale enti territorialiDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 22474/2026

    Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili istituita dalla Regione Lazio - Contrasto con la Dir. 2002/30/CE - Esclusione - Ragioni - Obbligo di disapplicazione della norma tributaria interna - Insussistenza.

    L'art. 5 della l.r. Lazio n. 2 del 2013, che disciplina l'imposta sulle emissioni sonore degli aeromobili (IRESA), non si pone in contrasto con la Dir. 2002/30/CEE, che istituisce norme e procedure per l'introduzione di restrizioni operative ai fini del contenimento del rumore negli aeroporti della Comunità Europea, essendo quest'ultima sprovvista di auto-esecutività (non self- executing) per carenza della necessaria dettagliatezza e di indicazioni specifiche con riguardo alla materia fiscale, con conseguente insussistenza dell'obbligo di disapplicazione della norma tributaria interna, di livello statale o regionale, da parte del giudice nazionale.

    Rv. 678667-01Rassegna di giugno 2026, p. 271Art. 53 cost. · Art. 8 Federalismo fiscale enti territorialiDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 22101/2026

    Pertinenza - Individuazione - Particella "graffata" - Decisività - Esclusione.

    In tema di ICI e IMU, l'art. 2 del d.lgs. n. 504 del 1992, che esclude l'autonoma tassabilità delle aree pertinenziali, fonda l'attribuzione della qualità di pertinenza su un criterio oggettivo e fattuale, ossia sulla destinazione effettiva e concreta della cosa al servizio od ornamento di un'altra in applicazione dell'art. 817 c.c., e su uno soggettivo, consistente nella volontà di dar vita ad un vincolo di accessorietà durevole, senza che rilevi l'intervenuta graffatura catastale, che ha esclusivo rilievo formale, sicché, anche in tale ipotesi, permane a carico del contribuente l'onere di provare la ricorrenza in concreto dei predetti presupposti.

    Rv. 678664-01Rassegna di giugno 2026, p. 268Art. 2 Riordino della finanza degli enti territoriali · Art. 817 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 21047/2026

    In tema di TARSU, nell'ipotesi di acquisizione dell'area al patrimonio del Comune per illecito edilizio, ai fini dell'imposizione del tributo si deve verificare se la contribuente sia stata, o meno, nella detenzione e nella disponibilità dell'area - incisa da provvedimenti di sequestro e di acquisizione al patrimonio comunale - nonché in quale misura l'area medesima sia stata liberata a seguito di ordinanze di sgombero o volontariamente, così da escludere eventualmente la stessa produzione dei rifiuti e, in definitiva, se i detti provvedimenti abbiano determinato un'assoluta inutilizzabilità delle superfici.

    Rv. 679186-01Rassegna di giugno 2026, p. 264Art. 62 Revisione ed armonizzazione dell'imposta comunale sulla pubblicita' e del diritto sulle pubbliche affissioni, della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche dei comuni e delle provinceDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 20671/2026

    Imposta municipale propria (IMU) - Ristrutturazione di fabbricati già esistenti - Determinazione della base imponibile - Applicazione dell’art. 5, comma 6, del d.lgs. n. 504 del 1992 - Valore dell’area - Criteri.

    In tema di IMU, ai fini della determinazione della base imponibile nel caso di interventi di recupero, ex art. 31, comma 1, lett. d), della l. n. 457 del 1978, su fabbricati già esistenti (sia nel totale sia in parti essenziali), in base all'art. 5, comma 6, del d.lgs. n. 504 del 1992, occorre considerare soltanto il valore dell'area, senza computare quello del fabbricato in corso d'opera fino alla data di ultimazione dei lavori di ristrutturazione, ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato ristrutturato sia stato comunque utilizzato.

    Rv. 679212-01Rassegna di giugno 2026, p. 257Art. 31 Norme per l'edilizia residenziale · Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di ottobre 2025 ↗, novembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

Se ne mostrano 30 su 66: prima le dichiarazioni di illegittimità, poi le altre, dalle più recenti.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia