Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Contratti in genere

Scioglimento del contratto

Sottovoce della voce 058 nella classificazione del Massimario

44 massime, da pronunce dal 7 gennaio 2025 al 30 giugno 2026

Massime della Corte di cassazione

44 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 22507/2026

    Risoluzione del contratto

    In tema di caparra confirmatoria, la domanda di risoluzione del contratto con richiesta di condanna della controparte al risarcimento dei danni patiti, proposta dalla parte non inadempiente che abbia ricevuto la caparra, va qualificata in termini di declaratoria di risoluzione giudiziale per inadempimento, soggetta alla relativa disciplina generale e non quale domanda di accertamento dell'esercizio del diritto potestativo di recesso.

    Rv. 679135-01Rassegna di giugno 2026, p. 120Art. 1385 c.c. · Art. 1453 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 22507/2026

    Risoluzione del contratto

    Danno patrimoniale da inadempimento - Liquidazione - Criteri - Interesse positivo - Valore della prestazione per il creditore - Comparazione tra la situazione patrimoniale in caso di adempimento e quella derivata dall'inadempimento.

    Il danno patrimoniale da inadempimento va ancorato ai criteri di liquidazione dell'interesse positivo e della teoria differenziale, secondo cui, in base al nesso di causalità, l'entità del risarcimento deve essere collegata al valore che la prestazione ha per il creditore, quale danno da aspettativa e non da affidamento, esclusi i costi e le perdite che egli avrebbe comunque sostenuto anche in caso di adempimento, con conseguente comparazione tra la situazione patrimoniale che si sarebbe determinata in caso di adempimento e quella conseguita all'inadempimento.

    Rv. 679135-03Rassegna di giugno 2026, p. 120Art. 1218 c.c. · Art. 1223 c.c. · Art. 1453 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 22507/2026

    Risoluzione del contratto

    In tema di appalto, in caso di risoluzione del contratto per inadempimento del committente, grava a carico dell'appaltatore, che chieda di essere risarcito del mancato guadagno, l'onere di dimostrare quale sarebbe stato l'utile netto conseguibile con l'esecuzione delle opere appaltate, costituito dalla differenza tra il pattuito prezzo globale dell'appalto e le spese per il compimento delle opere, a tal fine dovendo tenersi conto non solo del costo delle forniture, ma altresì di tutti gli esborsi e oneri che sarebbero stati necessari alla realizzazione e consegna di tali opere.

    Classificata anche sotto: Appalto (contratto di)

    Rv. 679135-04Rassegna di giugno 2026, p. 121Art. 1223 c.c. · Art. 1655 c.c. · Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 20878/2026

    Risoluzione del contratto › Per inadempimento › Rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione › Imputabilità dell'inadempimento, colpa o dolo › Clausola risolutiva espressa

    In tema di contratti, la condizione risolutiva postula che le parti subordinino la risoluzione del contratto, o di un singolo patto, ad un evento, futuro ed incerto, il cui verificarsi priva di effetti il negozio "ab origine", laddove, invece, con la clausola risolutiva espressa, le stesse prevedono lo scioglimento del contratto qualora una determinata obbligazione non venga adempiuta affatto o lo sia secondo modalità diverse da quelle prestabilite, sicché la risoluzione opera di diritto ove il contraente non inadempiente dichiari di volersene avvalere, senza necessità di provare la gravità dell'inadempimento della controparte.

    Rv. 679322-01Rassegna di giugno 2026, p. 100Art. 1353 c.c. · Art. 1456 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 20878/2026

    Risoluzione del contratto › Per inadempimento › Rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione › Imputabilità dell'inadempimento, colpa o dolo › Clausola risolutiva espressa

    Clausola risolutiva espressa - Presupposti di applicazione - Inadempimento della controparte di chi se ne avvale - Sussistenza - Conseguenze - Riconducibilità della clausola all'art. 1353 c.c. - Condizioni - Fattispecie.

    Presupposto per l'applicazione della clausola risolutiva espressa è l'inadempimento della controparte di chi se ne avvale; ove tale inadempimento non sussista, la clausola può rilevare alla stregua di condizione risolutiva ex art. 1353 c.c., purché l'evento cui si riferisce sia sufficientemente determinato, e non rimesso alla mera volontà di una parte. (Nella specie, la S.C. ha confermato che la futura stipula della convenzione di lottizzazione, fatta oggetto di clausola risolutiva espressa nel preliminare di vendita, può venire in rilievo quale condizione risolutiva, il cui avveramento prescinde dall'inadempimento).

    Rv. 679322-02Rassegna di giugno 2026, p. 100Art. 1353 c.c. · Art. 1456 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 19211/2026

    Risoluzione del contratto › Per inadempimento › Rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione › Imputabilità dell'inadempimento, colpa o dolo › Clausola risolutiva espressa

    Clausola risolutiva espressa - Operatività subordinata a oneri di sollecito o previo richiamo non previsti dal testo - Conseguenze - Violazione dei canoni ermeneutici ex artt. 1362 e 1363 c.c. - Introduzione officiosa - Unica ratio decidendi - Assenza di sottoposizione al contraddittorio - Conseguenze - Nullità della sentenza ex art. 101, comma 2, c.p.c..

    In tema di clausola risolutiva espressa, di cui all'art. 1456 c.c., il giudice di merito che ne subordini l'operatività a oneri di sollecito o previo richiamo non previsti dal testo contrattuale, incorre in violazione dei canoni ermeneutici di cui agli artt. 1362 e 1363 c.c., compiendo un'indebita operazione di integrazione sostitutiva della volontà delle parti; qualora tale requisito extratestuale sia introdotto d'ufficio come fondamento della decisione ed assurga ad unica ragione determinante della decisione senza aver sul punto preventivamente sollecitato il contraddittorio, la sentenza è nulla ai sensi dell'art. 101, comma 2, c.p.c. per il rilievo decisivo di una questione mista di fatto e di diritto mai discussa dalle parti.

    Classificata anche sotto: Procedimento civile › Giudice

    Rv. 679154-01Rassegna di giugno 2026, p. 142Art. 1362 c.c. · Art. 1363 c.c. · Art. 1456 c.c. · Art. 101 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 17136/2026

    Risoluzione del contratto

    Vacanza "tutto compreso" - Causa concreta - Rilevanza - Impossibilità di utilizzazione della prestazione - Causa autonoma di estinzione dell'obbligazione - Sussistenza - Conseguenze - Fattispecie.

    Nel contratto di viaggio vacanza "tutto compreso" (cd. pacchetto turistico), la sopravvenuta impossibilità di utilizzazione della prestazione, non imputabile al viaggiatore, che sia tale da vanificare o rendere irrealizzabile la "finalità di vacanza" che caratterizza la causa concreta del contratto, integra un'autonoma causa di estinzione dell'obbligazione che determina l'applicabilità dei rimedi restitutori, senza che l'esistenza di una copertura assicurativa, né la disciplina del recesso prevista dall'art. 41 del d.lgs. n. 79 del 2011 (codice del turismo) possano di per sé elidere la rilevanza giuridica dell'evento sopravvenuto sul piano della causa del contratto. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, che aveva ricondotto l'impossibilità di fruizione del viaggio organizzato - dovuta a malattia insorta poco prima della partenza - alla disciplina del recesso prevista dall'art. 41 d.lgs. n. 79 del 2011 con conseguente applicabilità delle condizioni contrattuali relative alle spese di cancellazione).

    Classificata anche sotto: Trasporti

    Rv. 679057-01Rassegna di maggio 2026, p. 184 ↗Art. 1463 c.c. · Art. 41 Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 16981/2026

    Recesso convenzionale condizionato - Estremi - Conseguenze.

    In tema di recesso convenzionale del contratto, la facoltà di recesso non può essere esercitata se non alle condizioni e nei modi consensualmente stabiliti, con la conseguenza che se le pattuizioni ammettono il recesso condizionato a una prestazione del recedente, sia che quest'ultima abbia il contenuto d'indennizzo o di prezzo dello ius poenitendi, sia che si risolva in un'obbligazione restitutoria o, comunque, avente contenuto diverso da quello indennitario, il recesso non ha effetto se la prestazione non è stata adempiuta.

    Rv. 678979-01Rassegna di maggio 2026, p. 125 ↗Art. 1373 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 16917/2026

    Risoluzione del contratto

    Domanda giudiziale di risoluzione - Pluralità di domande contrapposte - Rilievo della domanda successiva ai fini della decorrenza.

    Qualora siano proposte contrapposte domande giudiziali di risoluzione del contratto, ciascuna fondata sull'inadempimento dell'altra parte, e tali domande vengano entrambe respinte, gli effetti della risoluzione pronunciata in ragione della reciprocità delle domande decorrono dal momento della proposizione dell'ultima di esse.

    Rv. 678928-01Rassegna di maggio 2026, p. 123 ↗Art. 1453 c.c. · Art. 1458 c.c. · Art. 1463 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 16628/2026

    Risoluzione del contratto › Per inadempimento › Rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione › Imputabilità dell'inadempimento, colpa o dolo › Effetti della risoluzione

    Risoluzione di compravendita - Effetti sulle prestazioni restitutorie - Collegamento - Esecuzione contestuale - Necessità.

    In tema di risoluzione di compravendita, le reciproche prestazioni restitutorie delle parti che conseguono allo scioglimento del contratto sono tra loro collegate sinallagmaticamente e vanno eseguite contestualmente, all'esito del passaggio in giudicato della pronuncia costitutiva di risoluzione, sicché l'una non può essere pretesa se l'altra non sia adempiuta, salve deroghe espressamente giustificate e richieste.

    Classificata anche sotto: Vendita

    Rv. 679147-03Rassegna di maggio 2026, p. 119 ↗Art. 1453 c.c. · Art. 1493 c.c.Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, novembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 8/2023Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2033 c.c.

    Dispositivo: riuniti i giudizi 1) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2033 del codice civile, sollevate, in riferimento agli artt. 11 e 117, primo comma, della Costituzione, quest'ultimo in relazione all'art. 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, dal Tribunale ordinario di Lecce, sezione lavoro, con l'ordinanza iscritta al n. 29…

  • Ordinanza n. 77/2014Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 1385 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1385, secondo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento all'art. 3, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Tivoli, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 26 marzo 2014. F.to: Gaetano SILV…

  • Ordinanza n. 248/2013Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 1385 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 1385, secondo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento all'articolo 3, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Tivoli, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 ottobre 2013. F.to: Ga…

  • Sentenza n. 166/1996Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2033 c.c.

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 6, comma 11-quinquies del d.-l. 12 settembre 1983, n. 463 (Misure urgenti in materia previdenziale e sanitaria e per il contenimento della spesa pubblica, disposizioni per vari settori della pubblica amministrazione e proroga di taluni termini), convertito i…

  • Ordinanza n. 348/1992Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2033 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2033 del codice civile in relazione all'art. 21 del decreto ministeriale 20 febbraio 1974 (Regolamento per l'esecuzione della legge 2 febbraio 1973, n. 12, concernente natura e compiti dell'Ente nazionale di assistenza per gli agenti e rappresentanti di commercio e riordinamento del trat…

  • Ordinanza n. 368/1989Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 2033 c.c.

    Dispositivo: Ordina restituirsi gli atti al Pretore di La Spezia. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 14 giugno 1989. Il Presidente: SAJA Il redattore: GRECO Il cancelliere: MINELLI Depositata in cancelleria il 27 giugno 1989. Il direttore della cancelleria: MINELLI

  • Ordinanza n. 854/1988Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2033 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 80, r.d. 28 agosto 1924, n. 1422 (Approvazione del regolamento per l'esecuzione del r.d. 30 dicembre 1923, n. 3184, concernente provvedimenti per l'assicurazione obbligatoria contro l'invalidità e la vecchiaia), 19, legge 21 dicembre 1978, n. 843 (Disposizioni per la formazione del bilanc…

  • Sentenza n. 192/1983Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2697 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 1 legge 23 ottobre 1960, n. 1369, 414, n. 4, cod. proc. civ. e 2697 cod. civ., sollevata in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione con l'ordinanza del Pretore di Torino indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia