Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Fallimento ed altre procedure concorsuali

Fallimento

Sottovoce della voce 081 nella classificazione del Massimario

258 massime, da pronunce dal 2 gennaio 2025 al 24 luglio 2026

Pagina 2 di 6 delle massime

Massime della Corte di cassazione

Dalla 51ª alla 100ª delle 258 massime di questa sottovoce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 11423/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Formazione dello stato passivo › Rivendicazione, restituzione, separazione di cose

    Rivendica di bene immobile - Usucapione - Opponibilità al curatore - Sussistenza - Accertamento dell'usucapione in sede di verifica del passivo - Ammissibilità - Fondamento.

    L'acquisto per usucapione di beni immobili acquisiti all'attivo del fallimento può essere fatto valere nei confronti del curatore del fallimento nelle forme dell'art. 103 l.fall., costituendo l'usucapione una fattispecie acquisitiva di diritti reali a titolo originario che risulta opponibile al curatore anche nel caso in cui il rivendicante non abbia ottenuto, in epoca precedente la dichiarazione di fallimento, un titolo a questi opponibile.

    Rv. 678500-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 106 ↗Art. 1158 c.c. · Art. 2643 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 11085/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Opposizione allo stato passivo

    Impianti fotovoltaici - Proprietario dell’impianto - Contributi pubblici per la gestione - Spettanza - Gestione affidata a terzi - Art. 1148 c.c. - Applicabilità.

    Gli importi corrisposti dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) al soggetto responsabile a titolo di tariffa incentivante e di ritiro dedicato spettano al proprietario dell'impianto fotovoltaico, costituendo la prima un'equa remunerazione dei costi di investimento e di esercizio dell'impianto e il secondo il corrispettivo della cessione al Gestore dell'energia generata dall'impianto, laddove, ove il proprietario dell'impianto sia diverso dal soggetto responsabile titolare del rapporto concessorio con il gestore, il soggetto responsabile è tenuto a corrispondere tali importi al proprietario dell'impianto a titolo di frutti civili ex art. 1148 c.c. dal giorno della domanda, quale possessore di buona fede.

    Rv. 677836-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 102 ↗Art. 7 Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricita' · Art. 13 Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricita' · Art. 1 Riordino del settore energetico · Art. 1148 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 10701/2026

    Apertura (dichiarazione) di fallimento › Procedimento

    Istruzione probatoria - Poteri officiosi d'indagine - Contenuto - Limitazione ai fatti dedotti dalle parti quali allegazioni difensive - Necessità - Presupposti vincolanti - Esclusione - Fondamento.

    In tema di procedimento per l'apertura della liquidazione giudiziale, i poteri di indagine officiosa del tribunale - che si esplicano nell'acquisizione di informazioni, nell'utilizzazione dei dati rilevanti e nell'assunzione dei mezzi di prova ritenuti necessari - hanno natura integrativa e suppletiva e sono limitati ai fatti oggetto di allegazioni difensive delle parti, per cui non sono subordinati a presupposti vincolanti, ma postulano una valutazione discrezionale del giudice di merito circa l'incompletezza del materiale probatorio e la concreta acquisibilità nonché rilevanza degli elementi da acquisire; ne consegue che il loro mancato esercizio non determina di per sé l'illegittimità della decisione e, ove adeguatamente motivato, non è sindacabile in cassazione.

    Rv. 678494-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 96 ↗Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, sent. n. 10708/2026

    Apertura (dichiarazione) di fallimento › Rigetto dell'istanza di fallimento

    Ricorso straordinario per cassazione - Decreto di rigetto o di conferma della dichiarazione di fallimento - Giudicato - Esclusione - Inammissibilità.

    Il decreto di rigetto dell'istanza di fallimento, al pari di quello che lo conferma in sede di reclamo, non sono idonei alla formazione di un giudicato, trattandosi di provvedimenti non definitivi, oltreché privi di natura decisoria su diritti soggettivi, per cui non possono essere invocati nell'ambito di un diverso giudizio promosso nei confronti del destinatario della medesima istanza, non configurando detto rigetto una preclusione da cosa giudicata, bensì una mera preclusione di fatto in ordine al credito fatto valere, alla qualità di soggetto fallibile in capo al debitore e allo stato di insolvenza dello stesso; ne consegue che è possibile, dopo il rigetto, dichiarare il fallimento fondato sulla medesima situazione, su istanza di un diverso creditore, ovvero su quella dello stesso creditore, sulla scorta di elementi sopravvenuti, preesistenti ma non dedotti, anche secondo una prospettazione identica a quella respinta.

    Rv. 678496-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 97 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 10712/2026

    Apertura (dichiarazione) di fallimento › Sentenza dichiarativa › Opposizione

    Giudizio di reclamo - Natura giuridica del procedimento - Oralità della trattazione - Unica udienza - Conseguenze.

    Nel procedimento di reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, disciplinato dall'art. 18 della l.f., il rito, da coordinarsi con la precedente fase di natura contenziosa e a trattazione camerale, è caratterizzato da una struttura semplificata funzionale alle esigenze di snellezza e celerità, articolandosi in una fase di costituzione delle parti che si esaurisce in un'unica udienza a trattazione orale, nella quale ciascuna parte, secondo una sequenza semplificata, è ammessa a illustrare le proprie difese e a replicare a quelle avverse, senza che la dialettica processuale comporti la facoltà di depositare ulteriori memorie difensive né l'applicabilità degli artt. 189 e 190 c.p.c., restando assicurato il contraddittorio mediante l'interlocuzione orale; ne consegue che non è dovuta la concessione di termini per il deposito di memorie, potendo il giudice, nell'ambito della flessibilità del modello camerale e secondo un temperato principio inquisitorio, acquisire d'ufficio eventuali informazioni per integrare il quadro istruttorio e modulare la scansione procedimentale.

    Rv. 678497-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 97 ↗Art. 189 c.p.c. · Art. 190 c.p.c. · Art. 24 cost.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 9759/2026

    Liquidazione dell'attivo › Vendita di immobili

    Vendita di azienda appartenente ad imprenditore fallito - Aggiudicazione al prelazionario ex art. 104-bis l.fall. - Interesse al reclamo - Sussistenza.

    Nell'ambito della procedura di vendita di un'azienda appartenente ad un imprenditore fallito, l'aspirante aggiudicatario non ha un onere di impugnazione del provvedimento con il quale il giudice delegato riconosca in favore dell'affittuario dell'azienda il diritto di prelazione ex art. 104- bis l.fall., in quanto è solo l'aggiudicazione del bene posto in vendita ad incidere sul diritto del concorrente escluso, non il provvedimento che prima dell'incanto abbia riconosciuto o negato il diritto di prelazione vantato dall'interessato.

    Classificata anche sotto: Impugnazioni civili › Cassazione (ricorso per)

    Rv. 678278-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 88 ↗Art. 100 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 9783/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Ammissione al passivo

    In tema di mutuo ipotecario, nel vigore della legge fallimentare, l'accollo, da parte del terzo acquirente del bene ipotecato, del debito del mutuatario non produce l'effetto di rendere il titolare dell'ipoteca, che non vi abbia aderito, creditore dell'acquirente-accollante; ne consegue che, in caso di fallimento dell'acquirente del bene e di espropriazione forzata portata a termine ex art. 41, comma 2, del T.U.B., il creditore ipotecario, non aderente all'accollo, ha diritto di trattenere la somma ricavata dalla vendita del bene, o la quota di sua spettanza di tale somma, anche se non si è insinuato al passivo del fallimento.

    Classificata anche sotto: Esecuzione forzata · Mutuo · Obbligazioni in genere

    Rv. 678486-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 89 ↗Art. 1273 c.c. · Art. 1333 c.c. · Art. 1372 c.c. · Art. 1411 c.c. e altri 5Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 9810/2026

    Liquidazione dell'attivo › Vendita di mobili

    Art. 107, comma 4, l.fall. - Sospensione della vendita - Potere discrezionale del curatore - Presupposti - Mero calcolo matematico - Esclusione - Valutazioni di opportunità - Inclusione - Sindacato giurisdizionale - Limiti.

    L'art. 107, comma 4, l.fall., così come riformato dall'art. 94 del d.lgs. n. 5 del 2006 e dall'art. 7 del d.lgs. n. 169 del 2007, nello stabilire che il curatore fallimentare "può" e non "deve" sospendere la vendita ove pervenga offerta irrevocabile d'acquisto migliorativa per un importo non inferiore al dieci per cento del prezzo offerto, gli attribuisce per ciò stesso un potere discrezionale con riguardo alla valutazione dell'effettiva convenienza della sospensione (e del conseguente, necessario, rinnovo della procedura adottata per la liquidazione dei beni), che non si basa su di un mero calcolo matematico, ma ben può sorreggersi sulla considerazione di elementi di natura non strettamente economica, con la conseguenza che, ove non appaia fondato su presupposti palesemente errati o su motivazioni manifestamente illogiche o arbitrarie, si sottrae al sindacato giurisdizionale.

    Rv. 678191-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 90 ↗Art. 94 Riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali · Art. 7 Disposizioni integrative e correttive al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, sent. n. 9602/2026

    Apertura (dichiarazione) di fallimento › Procedimento

    Liquidazione giudiziale - Fusione per incorporazione - Instaurazione del contraddittorio - Soggetto destinatario della notifica del ricorso e dell'avviso di convocazione - Società incorporata - Sussistenza - Fondamento.

    In tema di liquidazione giudiziale, in presenza di una compiuta operazione negoziale di fusione per incorporazione, ai fini della corretta instaurazione del contraddittorio, il soggetto destinatario della notifica del ricorso e dell'avviso di convocazione va individuato nella società incorporata che, pur se estinta, conserva la capacità di stare in giudizio, come è ulteriormente confermato dall'art. 33, comma 2, CCII, che prevede l'obbligo per l'imprenditore, cancellato dal registro delle imprese, di mantenere attivo, per un anno decorrente dalla cancellazione, l'indirizzo del servizio di posta elettronica certificata.

    Rv. 678188-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 87 ↗Art. 2504 c.c. · Art. 2504-bis c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 9610/2026

    Ripartizione dell'attivo

    Art. 111-ter, comma 3 l.fall. - Riparto predisposto dal liquidatore nel concordato preventivo con cessione dei beni - Applicabilità.

    L'art. 111-ter, comma 3 l.fall. - che regola il concorso tra crediti prededucibili e crediti assistiti da prelazione, prevedendo l'imputazione al ricavato dalla vendita dei singoli beni sui quali si esercita la prelazione (maggiorato delle "entrate") delle "uscite di carattere specifico", ossia delle spese prededucibili sostenute per la conservazione, amministrazione e liquidazione di ciascun bene, oltre che di una quota proporzionale delle uscite "di carattere generale" della procedura, in quanto sostenute nell'interesse di tutti i creditori - si applica anche riparto predisposto dal liquidatore nel concordato preventivo con cessione dei beni.

    Rv. 678189-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 88 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 9577/2026

    Apertura (dichiarazione) di fallimento › Imprese soggette

    Liquidazione giudiziale - Imprenditore agricolo - Fatti costitutivi e impeditivi - Onere della prova - Riparto.

    In tema di liquidazione giudiziale, compete a chi ne sollecita la dichiarazione di apertura nei confronti di un imprenditore agricolo allegare e dimostrare, quale fatto costitutivo, l'esistenza di un'attività commerciale che si affianchi all'attività agricola; grava, invece, su chi invoca l'esenzione dalla liquidazione giudiziale il corrispondente onere probatorio di tale fatto impeditivo, assumendo la sussistenza delle condizioni per ricondurre l'attività commerciale svolta nell'ambito dell'art. 2135, comma 3, c.c., sia ai sensi dell'art. 2697, comma 2, c.c., sia in applicazione del generale principio di vicinanza alla prova.

    Rv. 677900-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 87 ↗Art. 2195 c.c. · Art. 2135 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 9028/2026

    Apertura (dichiarazione) di fallimento › Procedimento

    Misure di prevenzione su beni dell'attivo fallimentare - Poteri degli amministratori giudiziari - Ampliamento ex artt. 63, comma 8, e 64, comma 9, d.lgs. n. 159 del 2011 - Sussistenza - Contenuto - Fattispecie.

    In caso di sequestro o confisca su beni ricompresi in tutto o in parte nell'attivo fallimentare, gli artt. 63, comma 8, e 64, comma 9, del d.lgs. n. 159 del 2011 prevedono l'ampliamento dei poteri di conservazione e gestione dei beni dell'amministratore giudiziario, che può promuovere anche azioni altrimenti esperibili solo in sede concorsuale, senza con ciò escludere il generale potere dell'amministratore giudiziario di agire o resistere nelle azioni in sede ordinaria. (Nella specie, la S.C. ha affermato che gli amministratori giudiziari, nominati in occasione del sequestro - poi divenuto confisca - su alcuni beni della massa attiva fallimentare, potevano subentrare nell'azione di simulazione assoluta di un contratto di compravendita immobiliare promossa dal curatore prima della misura di prevenzione).

    Classificata anche sotto: Ordine e sicurezza pubblica

    Rv. 678884-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 158 ↗Art. 35 codice antimafia · Art. 63 codice antimafia · Art. 64 codice antimafia · Art. 66 fallimento e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 8607/2026

    Ripartizione dell'attivo › Rendiconto del curatore

    Pendenza del procedimento promosso in sede ordinaria da parte del curatore del fallimento a norma dell’art. 263 c.p.c. - Legittimazione del curatore a proporre ricorso al tribunale ex art. 75, comma 3, del d.lgs. n. 270 del 1999 - Sussistenza - Ragioni.

    La pendenza del procedimento di rendiconto ordinario, promosso da parte del curatore del fallimento a norma dell'art. 263 c.p.c., non esclude la sua legittimazione a proporre il ricorso al tribunale previsto dall'art. 75, comma 3, del d. lgs. n. 270 del 1999, avente a oggetto la contestazione del rendiconto depositato dai commissari liquidatori della procedura di amministrazione straordinaria, in ragione delle diverse finalità dei due procedimenti.

    Rv. 677615-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 78 ↗Art. 363 c.p.c. · Art. 75 Nuova disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenzaDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 8652/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Opposizione allo stato passivo

    Sospensione dei termini nel periodo feriale - Ricorso per cassazione ex art. 207, comma 14, CCII - Applicabilità - Fondamento.

    Il ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 207, comma 14, CCII avverso il decreto reso dal tribunale in sede di opposizione, impugnazione e revocazione dello stato passivo è soggetto alla sospensione feriale dei termini di cui all'art. 1 della legge n. 742 del 1969 in coerenza con il criterio di delega di cui all'art. 2, comma 1, lett. m) della legge n. 155 del 2017.

    Classificata anche sotto: Procedimento civile › Termini processuali

    Rv. 677896-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 79 ↗Art. 1 Sospensione dei termini processuali nel periodo feriale · Art. 2 Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenzaDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 8528/2026

    Cessazione › Chiusura del fallimento › Effetti

    Pagamento integrale dei creditori ammessi al passivo in fase di reclamo avverso la sentenza di apertura della procedura di liquidazione giudiziale - Effetti - Chiusura della procedura - Obbligo per la Corte di appello di revocare la sentenza di apertura della procedura - Esclusione - Ragioni.

    Il pagamento integrale dei creditori ammessi al passivo del fallimento intervenuto nella fase di reclamo avverso la sentenza di apertura della procedura di liquidazione giudiziale costituisce un' ipotesi di chiusura della liquidazione medesima , non comportando l'effetto devolutivo pieno del reclamo l'obbligo per la corte di appello di revocare la sentenza di apertura della procedura in caso di sopravvenuta cessazione dell'insolvenza.

    Rv. 677614-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 77 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 8216/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Ammissione al passivo › Dichiarazioni tardive

    Insinuazione al passivo di crediti prededucibili - Applicabilità del capo V della l.f. a tutte le insinuazioni - Ritardo del deposito della domanda - Presunzione di colpevolezza - Sussistenza -Ragioni - Fattispecie.

    Ai fini dell'insinuazione al passivo di crediti prededucibili sorti nel corso del fallimento o della amministrazione straordinaria, devono essere osservate, ai sensi dell'art. 111-bis l. fall., le modalità del capo V della stessa legge, senza rilevanza tra insinuazioni tempestive e tardive, distinzione concettualmente incompatibile con la casualità temporale della ragione di insorgenza del credito; pertanto, ai fini dell'ammissibilità della conseguente domanda di insinuazione, viene in rilievo l'art. 101 l. fall., che esprime un principio generale, attuativo della ragionevole durata del processo e declinabile in funzione del bilanciamento tra diritto di azione e difesa, alla cui stregua il ritardo, ove ritenuto sussistente, è colpevole secondo una valutazione affidata al giudice del merito, caso per caso e secondo il suo prudente apprezzamento, con motivazione che non è sindacabile in sede di legittimità. (Nella specie, la S.C. ha cassato il decreto con il quale il tribunale aveva ritenuto tardiva l'insinuazione del credito per trattamento di fine rapporto, sorto ed esigibile in corso di procedura, senza operare una valutazione in concreto della tempestività della domanda).

    Rv. 678645-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 310 ↗Art. 3 cost. · Art. 24 cost. · Art. 101 fallimento · Art. 111-bis fallimento e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, sent. n. 7249/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Opposizione allo stato passivo

    Domanda di rivendica o restituzione di un bene - Conversione in domanda di ammissione al passivo - Condizioni - Fondamento.

    La conversione della domanda di rivendica o restituzione di un bene in domanda di ammissione al passivo del controvalore del medesimo alla data di apertura del concorso può essere effettuata sia rispetto ai beni che non sono stati acquisiti all'attivo, nel senso espressamente previsto dall'art. 103, comma 1, secondo periodo, l.fall., sia nell'ipotesi, regolata dal successivo periodo della norma, in cui il curatore abbia perso il bene dopo averlo acquisito all'attivo, tenuto conto dello stretto collegamento logico e lessicale delle due disposizioni di legge; il significato univoco anelastico della norma impedisce, invece, di ritenere che un'analoga conversione possa avvenire in sede di opposizione allo stato passivo.

    Rv. 677894-02Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 70 ↗Art. 183 c.p.c. · Art. 99 fallimento · Art. 101 fallimentoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 7134/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Formazione dello stato passivo

    Ai fini della responsabilità da concessione abusiva del credito, il delitto di bancarotta è configurabile anche nel caso in cui gli amministratori della società poi fallita, violando gli obblighi ad essi imposti dalla legge, a partire dal dovere di richiedere senza indugio il fallimento della stessa di cui agli artt. 217, comma 1, n. 4, e 224, n. 1 e n. 2, l.fall., abbiano stipulato un contratto di finanziamento e, in tal modo, aggravato il dissesto dell'impresa.

    Classificata anche sotto: Contratti bancari

    Rv. 677890-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 68 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 7134/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Formazione dello stato passivo

    Ai fini dell'applicazione della soluti retentio ex art. 2035 c.c., è contraria al buon costume l'erogazione di somme di denaro in favore di un'impresa già in stato di decozione, integrante un vero e proprio finanziamento, che consenta all'imprenditore di ritardare la dichiarazione di fallimento, incrementando l'esposizione debitoria dell'impresa, trattandosi, invero, di una condotta preordinata alla violazione delle regole di correttezza che governano le relazioni di mercato. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato il decreto del tribunale che aveva rigettato l'opposizione allo stato passivo proposta da una banca, il cui credito - riveniente da alcuni finanziamenti chirografari che avevano aggravato sensibilmente la situazione debitoria di una società, già esposta verso l'Erario per importi considerevoli, assistiti da privilegio - non era stato ammesso dal giudice delegato).

    Classificata anche sotto: Contratti in genere › Requisiti (elementi del contratto)

    Rv. 677890-02Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 67 ↗Art. 2035 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 7054/2026

    Cessazione › Chiusura del fallimento › Riapertura del fallimento

    Omologazione del concordato fallimentare - Sentenza di riapertura del fallimento - Previa risoluzione o annullamento del concordato - Necessità.

    Una volta omologato il concordato fallimentare, non si può avere la riapertura del fallimento se non attraverso la risoluzione o l'annullamento della procedura concordataria, ai sensi, rispettivamente, dell'art. 137 o dell'art. 138 l.fall.

    Rv. 677972-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 66 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 7059/2026

    Cessazione › Chiusura del fallimento › Riapertura del fallimento

    In caso di riapertura del fallimento a seguito di risoluzione del concordato fallimentare, il vincolo di destinazione istituito dal terzo su un proprio immobile ai sensi dell'art. 2645-ter c.c., per il buon esito della procedura, integra una garanzia atipica cui si applica l'art. 140, comma 3, l.fall., in quanto ha la funzione di assicurare la serietà dell'impegno assunto e di evitare iniziative dilatorie o pretestuose, trasferendo a carico del proponente il rischio della mancata attuazione della proposta.

    Rv. 677973-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 67 ↗Art. 2645-ter c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 6883/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Opposizione allo stato passivo

    Art. 164 c.p.c. - Opposizione allo stato passivo - Applicabilità - Conseguenze.

    La norma prevista dall'art. 164, commi 1 e 3, c.p.c., data la sua portata generale, si applica anche al giudizio di opposizione allo stato passivo; ne consegue che, ove il curatore si costituisca, eccependo l'inosservanza dei termini a comparire ex art. 207, commi 4 e 5, CCII, il giudice fissa una nuova udienza "nel rispetto dei termini", con riferimento ai quali deve essere valutata la tempestività delle eccezioni sollevate dalle parti.

    Rv. 677889-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 65 ↗Art. 164 c.p.c. · Art. 207 c.c.i.i.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 6883/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Opposizione allo stato passivo

    Sindaco - Eccezione di inadempimento - Condizioni - Mancanza di gravità dell'inadempimento o dannosità - Irrilevanza.

    Nel giudizio di opposizione allo stato passivo, l'eccezione ex art. 1460 c.c. può essere opposta dal curatore al sindaco che abbia violato l'obbligo di diligenza professionale, quando le prestazioni rese dal professionista - a prescindere dal mancato conseguimento del risultato perseguito, dalla gravità dell'inadempimento e dalla dannosità dallo stesso - non sono state, a causa della loro negligente esecuzione, oggettivamente funzionali alla soddisfazione degli interessi del committente.

    Rv. 677889-02Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 65 ↗Art. 1218 c.c. · Art. 1460 c.c. · Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 6816/2026

    Ripartizione dell'attivo › Rendiconto del curatore

    Azione di rendiconto ordinaria e azione di rendiconto concorsuale - Presupposti ed oggetto - Differenze.

    L'azione di rendiconto ordinaria, meramente facoltativa e rimessa all'iniziativa degli interessati, ha come oggetto l'accertamento del diritto della parte alla condanna del gestore al pagamento delle somme che risultano dovute o, comunque, all'emissione di titoli di pagamento; l'azione di rendiconto concorsuale - nella quale non è l'interessato a chiedere al gestore il deposito del conto ma è questo ad essere onerato ex lege al relativo deposito e gli interessati hanno facoltà di proporre contestazioni al tribunale - ha, invece, ad oggetto la correttezza e la corrispondenza dell'operato del curatore ai precetti legali ed ai canoni di diligenza professionale richiesta per l'esercizio della carica.

    Classificata anche sotto: Prova civile

    Rv. 677888-02Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 65 ↗Art. 263 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, sent. n. 6649/2026

    Apertura (dichiarazione) di fallimento › Sentenza dichiarativa › Opposizione

    In tema di apertura della liquidazione giudiziale, l'incompetenza territoriale ex art. 27 CCII deve essere eccepita o rilevata non oltre l'udienza di comparizione, con la conseguenza che l'eccezione sollevata per la prima volta in sede di reclamo contro la sentenza dichiarativa di liquidazione giudiziale è tardiva, essendosi già verificata una decadenza nel corso del giudizio di primo grado.

    Classificata anche sotto: Competenza civile › Incompetenza

    Rv. 677884-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 61 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 6662/2026

    Effetti › Per i creditori › Debiti pecuniari

    Accordi di ristrutturazione dei debiti - Efficacia ex artt. 182 bis e segg. l.fall. - Efficacia estesa ai creditori non aderenti - Diritti nei confronti dei coobbligati - Persistenza.

    Nel caso di accordi di ristrutturazione dei debiti, di cui agli artt. 182 bis e ss. l.fall., introdotti prima dell'entrata in vigore dell'art. 20, comma 2, lett. f), del d.l. n. 118 del 2021, conv., con modif., dalla l. n. 147 del 2021, la cui efficacia sia estesa anche ai creditori non aderenti, costoro conservano impregiudicati i diritti contro i coobbligati, i fideiussori dei debitori e gli obbligati in via di regresso.

    Rv. 677885-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 62 ↗Art. 20 Misure urgenti in materia di crisi d'impresa e di risanamento aziendaleDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 6665/2026

    Apertura (dichiarazione) di fallimento › Sentenza dichiarativa › Opposizione

    Eccezione di prescrizione del credito - Proponibilità per la prima volta nel giudizio di reclamo - Esclusione - Limiti.

    L'eccezione di prescrizione del credito è un'eccezione in senso stretto influente sulla legittimazione dell'istante, ai sensi dell'art. 37, comma 2, d.lgs. n. 14 del 2019, con la conseguenza che non può essere proposta per la prima volta nel giudizio di reclamo, ai sensi dell'art. 51 del d.lgs. n. 14 del 2019, a meno che la mancata partecipazione del debitore al procedimento di apertura della liquidazione giudiziale sia dipesa dalla violazione delle norme sul contraddittorio.

    Classificata anche sotto: Prescrizione civile

    Rv. 677886-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 62 ↗Art. 2938 c.c. · Art. 342 c.p.c. · Art. 37 c.c.i.i. · Art. 51 c.c.i.i. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 6666/2026

    Apertura (dichiarazione) di fallimento › Stato d'insolvenza

    Apertura della liquidazione giudiziale - Società in liquidazione - Valutazione del giudice ai fini dell'accertamento dello stato d'insolvenza – Contenuto.

    Ai fini dell'apertura della liquidazione giudiziale, quando la società è in liquidazione, la valutazione del giudice ai fini dell'accertamento dello stato d'insolvenza dev'essere diretta unicamente ad accertare se il patrimonio sociale consenta di assicurare l'integrale soddisfacimento dei creditori e la difficoltà di pronta liquidazione dell'attivo può rilevare in quanto sintomatica di un risultato di realizzo inferiore rispetto a quello contabilizzato dal debitore, così finendo per esprimere valori oggettivamente inidonei a soddisfare integralmente la massa creditoria.

    Rv. 677887-03Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 63 ↗Art. 2484 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 6581/2026

    Organi preposti al fallimento › Tribunale fallimentare › Provvedimenti › Decisione dei reclami

    Sindacato sulla scelta del curatore di sciogliersi da un contratto pendente ex art. 72 l.fall. - Decreto del tribunale fallimentare di rigetto del reclamo - Impugnazione con ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - Inammissibilità - Fondamento.

    Il decreto con il quale il tribunale fallimentare, ai sensi dell'art. 26 l.fall., respinge il reclamo avverso l'atto con cui il curatore ha esercitato, ex art. 72 l.fall., la facoltà di scioglimento dal contratto pendente, non ha natura decisoria, in quanto non risolve una controversia su diritti soggettivi, ma rientra tra i provvedimenti che attengono all'esercizio della funzione di controllo circa l'utilizzo, da parte del curatore, del potere di amministrazione del patrimonio del fallito; ne deriva che tale provvedimento non è impugnabile con ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., potendo, i terzi interessati, contestare nelle sedi ordinarie, anche endoconcorsuali, gli effetti che dall'attività così esercitata si pretendono far derivare.

    Rv. 678483-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 59 ↗Art. 111 cost. · Art. 26 fallimento · Art. 72 fallimentoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 6589/2026

    Apertura (dichiarazione) di fallimento › Procedimento

    Società sottoposta a sequestro preventivo penale - Ricorso per la dichiarazione di fallimento - Competenza territoriale - Sede dell'impresa - Luogo in cui l'amministratore giudiziario svolge le sue funzioni - Esclusione - Fondamento.

    In tema di ricorso per la dichiarazione di fallimento di società sottoposta a sequestro preventivo penale, il luogo in cui l'amministratore giudiziario svolge le sue funzioni, non può essere la sede effettiva dell'impresa, rilevante ai fini della determinazione della competenza territoriale ex art. 9 della l.fall., né può ritenersi la stessa trasferita presso il suo domicilio quando l'attività commerciale è cessata, o è in corso di esaurimento, non essendo l'amministratore ed il legale rappresentante della società.

    Rv. 678484-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 60 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 6591/2026

    Apertura (dichiarazione) di fallimento › Sentenza dichiarativa › Opposizione

    In tema di liquidazione dei compensi spettanti ai difensori, il procedimento per la dichiarazione di fallimento - così come quello sul reclamo contro la relativa decisione davanti alla corte d'appello e sul successivo ricorso per cassazione - hanno valore indeterminabile, avendo ad oggetto l'accertamento dei presupposti per la dichiarazione di fallimento, mentre è irrilevante l'ammontare del credito vantato dal soggetto che propone l'istanza di fallimento.

    Classificata anche sotto: Avvocato e procuratore › Onorari

    Rv. 678590-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 60 ↗Art. 15 fallimento · Art. 18 fallimentoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 6481/2026

    Domanda di risoluzione per inadempimento - Azione promossa prima del fallimento della parte convenuta - Domanda avente ad oggetto beni soggetti al regime pubblicitario trascritta in data antecedente al fallimento - Necessaria premessa di domande restitutorie o risarcitorie - Forme dell'accertamento del passivo - Necessità - Fondamento - Pretese estranee alla partecipazione al concorso o oggetto di sentenza non passata in giudicato - Proseguibilità con il rito ordinario - Ammissibilità.

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Ammissione al passivo › Domanda

    La domanda di risoluzione del contratto per inadempimento che costituisca premessa di domande di restituzione o risarcimento del danno nei confronti della massa e che sia promossa prima del fallimento, oltre che trascritta prima di esso, ove riguardante beni soggetti al regime pubblicitario, diventa improcedibile in sede di cognizione ordinaria e va proposta secondo il rito speciale disciplinato dal Titolo II, Capo V della l. fall., stante il rilievo che assume la pregiudiziale costitutiva nella genesi dei crediti restitutori e risarcitori, mentre resta procedibile in sede di cognizione ordinaria se diretta a conseguire utilità estranee alla partecipazione al concorso o se su di essa sia stata pronunciata sentenza non passata in giudicato.

    Rv. 677566-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 13 ↗Art. 1453 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 6481/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Ammissione al passivo › Domanda

    Domanda di risoluzione pregiudiziale alle domande restitutorie e risarcitorie - Trasferimento in sede fallimentare - Decisione - Natura.

    La decisione sulla domanda di risoluzione del contratto per inadempimento, che costituisca premessa di domande restitutorie e risarcitorie nei confronti della massa, promossa in sede di cognizione ordinaria prima del fallimento e trasferita in sede fallimentare, pur avendo efficacia endoconcorsuale, non ha natura incidentale, ma il tipico contenuto, a seconda dei casi dichiarativo o costitutivo, della pronuncia risolutoria.

    Rv. 677566-02Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 13 ↗Art. 1453 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 6481/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Ammissione al passivo › Domanda

    Domanda di risoluzione pregiudiziale alle domande restitutorie e risarcitorie - Pronuncia di improcedibilità in sede ordinaria - Trasferimento in sede fallimentare - Riassunzione del giudizio - Necessità - Esclusione - Proposizione al giudice delegato - Sufficienza - Conseguenze della mancata riproposizione.

    Il giudizio contenzioso relativo alla domanda di risoluzione, pregiudiziale alle domande restitutorie e risarcitorie nei confronti della massa fallimentare, divenuta improcedibile in ragione della dichiarazione di fallimento, non va riassunto, essendo il contraente in bonis semplicemente onerato di proporre la detta domanda, unitamente a quelle conseguenziali di contenuto risarcitorio e restitutorio, davanti al giudice delegato, il quale, in caso di mancata riproposizione in sede fallimentare, dovrà disporre la cancellazione della trascrizione.

    Classificata anche sotto: Procedimento civile › Interruzione del processo

    Rv. 677566-03Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 12 ↗Art. 1453 c.c. · Art. 300 c.p.c. · Art. 2668 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 6481/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Ammissione al passivo › Domanda

    Domanda di risoluzione trascritta proposta nei confronti della parte poi fallita - Accoglimento - Annotazione del decreto del giudice delegato o quello del tribunale fallimentare emesso in sede di impugnazione - Necessità - Fondamento

    In caso di domanda di risoluzione trascritta, proposta nei confronti della parte poi fallita, l'accoglimento della stessa, disposto con decreto che rende esecutivo lo stato passivo o col decreto pronunciato in sede di impugnazione, a norma dell'art. 99, comma 11, l. fall., deve essere annotato a margine dell'atto trascritto al fine di conseguire l'effetto previsto dall'art. 2655, comma 3, c.c., stante l'estensibilità della medesima esigenza di conoscibilità da parte dei terzi anche ai mutamenti giuridici, di cui ai commi 1 e 2, che abbiano titolo in provvedimenti giudiziali diversi dalla sentenza.

    Classificata anche sotto: Trascrizione

    Rv. 677566-04Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 12 ↗Art. 2655 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 6498/2026

    Domanda di risoluzione per inadempimento - Azione promossa prima del fallimento della parte convenuta - Contrapposta domanda promossa dal contraente poi fallito - Prosecuzione da parte del curatore dopo la dichiarazione di fallimento - Rispettive sedi processuali - Trattazione unitaria dopo l’esaurimento della fase sommaria della verifica dei crediti - Esclusione - Fondamento.

    Organi preposti al fallimento › Tribunale fallimentare › Competenza funzionale

    Nel caso in cui, con riguardo allo stesso contratto, si configurino contrapposte domande di risoluzione proposte prima della dichiarazione di fallimento, quella coltivata dal contraente non fallito deve continuare ad avere il suo corso in sede fallimentare, mentre l'altra deve essere proseguita dal curatore in sede ordinaria, dovendo escludersi la loro trattazione unitaria, dopo l'esaurimento della fase sommaria della verifica dei crediti, posto che la trattazione dei procedimenti riuniti con il rito ordinario, imposta dall'art. 40 c.p.c., nella formulazione antecedente la riforma ex d.lgs. n. 149 del 2022, si porrebbe in contrasto con la specificità della materia concorsuale e le esigenze di speditezza che la connotano e che nel procedimento di verifica dello stato passivo e nel successivo, eventuale, giudizio di opposizione non sono ammissibili domande del curatore verso terzi soggetti.

    Rv. 677271-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 15 ↗Art. 52 fallimento · Art. 72 fallimento · Art. 96 fallimento · Art. 1453 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 6498/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Ammissione al passivo › Domanda

    Domanda di risoluzione per inadempimento - Azione promossa prima del fallimento della parte convenuta e trasferita in sede fallimentare - Contrapposta domanda promossa dal contraente fallito e proseguita dal curatore in sede ordinaria - Sospensione del giudizio di opposizione al passivo per pregiudizialità - Esclusione - Fondamento.

    La contemporanea pendenza del giudizio di risoluzione per inadempimento proposto dal contraente in bonis prima del fallimento del convenuto e trasferito in sede fallimentare e di quello avente ad oggetto la contrapposta domanda avanzata dal contraente poi fallito e proseguito dal curatore in sede ordinaria, non determina la sospensione necessaria ex art. 295 c.p.c. del giudizio endoconcorsuale in attesa di quello ordinario, in quanto l'accertamento dei diritti restitutorio e risarcitorio deve aver luogo, unitamente alla pronuncia sulla pregiudiziale costituiva, con il rito previsto dagli artt. 93 e ss. l. fall., nel rispetto dei principi di specializzazione, concentrazione e speditezza che informano quest'ultimo e che, in ogni caso, la stabilità della pronuncia resa in sede fallimentare, assicurata dal giudicato endofallimentare, non si presta ad essere incisa dagli sviluppi del giudizio di un'azione di massa quale quella di risoluzione promossa dal curatore.

    Classificata anche sotto: Procedimento civile › Sospensione del processo

    Rv. 677271-02Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 14 ↗Art. 52 fallimento · Art. 93 fallimento · Art. 96 fallimento · Art. 295 c.p.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, sent. n. 5847/2026

    Effetti › Sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) › Azione revocatoria fallimentare › Atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie

    Revocatoria fallimentare ex art. 67, comma 3, lett. b), l.fall.

    (testo modificato dal d.lgs. n. 5 del 2006) - Rimessa su conto corrente bancario - Natura solutoria o ripristinatoria - Accertamento - Necessità - Riduzione non consistente e non durevole dell’esposizione debitoria - Onere della prova del convenuto. In tema di azione revocatoria fallimentare, l'art. 67, comma 3, lett. b), l.fall., nel testo modificato dal d.lgs. n. 5 del 2006, presuppone la rimessa su conto corrente bancario come pagamento di credito liquido ed esigibile, ovverosia che afferisce a conto scoperto, non prescindendo, quindi, dalla natura solutoria o ripristinatoria della rimessa stessa, e qualifica la riduzione non consistente e non durevole dell'esposizione debitoria quale fatto impeditivo, che va allegato e provato dal convenuto in revocatoria.

    Rv. 678473-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 50 ↗Art. 1823 c.c. · Art. 1857 c.c. · Art. 2657 c.c. · Art. 67 fallimentoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 5722/2026

    Apertura (dichiarazione) di fallimento › Stato d'insolvenza

    Art. 5 l.fall. - Valutazione delle condizioni economiche necessarie - Criterio di normalità dell'esercizio - Stato di impotenza funzionale non transitoria - Presupposti - Apprezzamento di fatto - Incensurabilità in Cassazione.

    Lo stato di insolvenza dell'imprenditore, rilevante ex art. 5 della l. fall. ai fini della dichiarazione di fallimento, non è escluso né dal superamento dell'attivo sul passivo né dall'assenza di inadempimenti esteriormente apprezzabili, risolvendosi in una situazione non transitoria di impotenza funzionale a soddisfare regolarmente le obbligazioni inerenti all'impresa, desumibile, secondo un criterio di normalità economica, dall'incapacità di produrre redditività idonea alla copertura delle esigenze aziendali, in primo luogo debitorie, nonché dall'impossibilità di ricorrere al credito a condizioni normali senza rovinose decurtazioni patrimoniali, costituendo il relativo accertamento un apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito e, come tale, incensurabile in cassazione ove sorretto da motivazione esauriente e giuridicamente corretta.

    Rv. 678467-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 46 ↗Art. 5 fallimentoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 5663/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Formazione dello stato passivo

    Crediti dei professionisti - Privilegio generale ex art. 2751-bis, comma 1, n. 2, c.c. - Ultimi due anni di prestazione- Incarichi plurimi - Modalità di calcolo - Ratio - Unitarietà o meno della prestazione - Accertamento di fatto - Censurabilità in cassazione - Esclusione - Fattispecie.

    In tema di privilegio generale ex art. 2751-bis, comma 1, n. 2, c.c. sui crediti dei professionisti, il limite degli "ultimi due anni di prestazione" va riferito, in caso di incarichi plurimi, al complessivo rapporto professionale, con esclusione dal privilegio dei corrispettivi relativi ad incarichi conclusi in data anteriore al biennio precedente la cessazione del rapporto, poiché il limite biennale risponde anche all'esigenza di contemperare l'interesse del creditore privilegiato con quello degli altri creditori, evitando l'erosione della garanzia patrimoniale generica mediante una prelazione priva di pubblicità; la verifica della unitarietà o meno della prestazione (anche mediante distinzione tra attività stragiudiziale e giudiziale) integra un accertamento di fatto non censurabile in cassazione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva escluso il privilegio per il compenso relativo ad attività stragiudiziale ritenuta esaurita in epoca anteriore all'ultimo biennio del complessivo rapporto).

    Rv. 677882-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 43 ↗Art. 2751-bis c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 5668/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Opposizione allo stato passivo

    Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Professionista - Stima di partecipazioni sociali - Determinazione del compenso - Criteri.

    In tema di opposizione allo stato passivo relativa alla liquidazione del compenso del professionista per l'attività di stima di partecipazioni sociali, il rinvio operato dall'art. 31, comma 2, lett. c), del d.m. n. 169 del 2010 agli onorari previsti dalla precedente lett. b) va inteso come riferito alle sole aliquote ivi indicate, da applicare sul valore delle quote concretamente stimate, e non sull'ammontare complessivo delle attività e delle passività.

    Classificata anche sotto: Professionisti

    Rv. 677605-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 44 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 5670/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Opposizione allo stato passivo

    Liquidazione giudiziale - Opposizione allo stato passivo - Professionista - Redazione di un business plan - Contenuto della prestazione - Verifica sulla attendibilità dei dati contabili - Eccezione di inadempimento - Conseguenze.

    In tema di opposizione allo stato passivo, la prestazione del professionista incaricato della redazione di un business plan per la società in liquidazione giudiziale non si esaurisce nel corretto utilizzo dei dati aziendali ricevuti, ma comprende anche la verifica della loro attendibilità; sicché, ove il curatore sollevi eccezione di inadempimento deducendo l'inattendibilità dei dati contabili posti alla base del piano, è irrilevante che questo sia stato redatto secondo le regole dell'arte, poiché, essendo fondato su dati non attendibili, risulta in concreto inutile per il cliente.

    Classificata anche sotto: Professionisti

    Rv. 677637-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 44 ↗Art. 2751-bis c.c. · Art. 39 c.c.i.i. · Art. 44 c.c.i.i. · Art. 84 c.c.i.i. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, sent. n. 5676/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Ammissione al passivo › Domanda

    Domanda di verifica dei crediti o di accertamento di diritti reali o personali - Cognizione del giudice del concorso - Errata proposizione davanti ad altro giudice - Vizio processuale - Giudicato implicito - Esclusione - Fondamento.

    Non si forma giudicato implicito sul vizio processuale derivante dall'erronea proposizione o prosecuzione, dinanzi a un giudice diverso da quello del concorso, della domanda di verifica dei crediti o di accertamento di diritti reali o personali, quando la domanda sia devoluta alla cognizione del giudice concorsuale nell'ambito della procedura endoconcorsuale, salvo che, nel regime anteriore alla riforma del 2006, si tratti di azione reale immobiliare; tale vizio, infatti, attenendo alla potestas iudicandi, è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del processo, sicché la sua mancata rilevazione si risolverebbe in una pronuncia inutiliter data.

    Rv. 677970-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 45 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 5320/2026

    Ripartizione dell'attivo › Ordine di distribuzione › Creditori privilegiati

    Liquidazione coatta amministrativa - Azione di responsabilità nei confronti del commissario liquidatore - Natura contrattuale - Conseguenze in materia di onere della prova - Fattispecie.

    L'azione di responsabilità promossa nei confronti del commissario liquidatore nominato nell'ambito di una procedura di liquidazione coatta amministrativa ha natura contrattuale, sicché la società che agisce in giudizio è tenuta ad allegare e provare le condotte illecite e inadempienti del liquidatore, il danno arrecato e il nesso di causalità, mentre grava su quest'ultimo l'onere di allegare e dimostrare la non imputabilità dell'inadempimento. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, a fronte di prelievi di ingenti somme di denaro privi di registrazione e giustificazione, aveva ritenuto responsabile il commissario liquidatore che non aveva dimostrato la loro riferibilità alle esigenze della procedura).

    Rv. 677876-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 37 ↗Art. 1218 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 4346/2026

    Effetti › Sui rapporti preesistenti › Locazione

    Locazione immobiliare soggetta a regime vincolistico - Tacita proroga - Fallimento - Mancata autorizzazione del giudice - Seconda scadenza - Conseguenze.

    In caso di fallimento del locatore e di subentro del curatore ex art. 80, comma 1, l.fall., nel contratto di locazione immobiliare soggetto al regime vincolistico di cui alla legge n. 431 del 1998, la rinnovazione della locazione alla seconda scadenza quadriennale richiede, a pena di estinzione del rapporto, la necessaria autorizzazione del giudice delegato, secondo il principio generale di cui all'art. 560 c.p.c., non essendo perciò necessaria la comunicazione di disdetta da parte del curatore, che ove pure trasmessa, anche se in ritardo rispetto al termine semestrale antecedente la seconda scadenza, costituisce mero atto ricognitivo degli effetti caducatori connessi alla citata previsione normativa.

    Classificata anche sotto: Locazione

    Rv. 677082-01Rassegna di febbraio 2026, p. 39 ↗Art. 560 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 4367/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Ammissione al passivo › Domanda

    Azione di regolamento dei confini - Litisconsorti necessari - Individuazione - Fallimento di uno dei convenuti - Conseguenze - Limitazione della domanda al solo accertamento - Irrilevanza - Fondamento - Fattispecie.

    Nel giudizio in cui venga esercitata azione di regolamento di confini nei confronti del proprietario, o di uno dei comproprietari, di un fondo sono litisconsorti necessari tutti coloro che vantino diritti reali sul fondo stesso o sulle opere su di esso insistenti, stante l'inscindibilità delle relative posizioni, e la necessità di evitare giudicati contrastati, con la conseguenza che, in caso di fallimento di uno dei convenuti (proprietario o titolare del diritto reale parziario), l'azione subisce la vis attractiva fallimentare, ripercuotendosi i suoi effetti eventualmente sfavorevoli sul patrimonio dominicale del fallito e dunque sul valore dell'attivo, anche ove la domanda venga limitata al solo accertamento del confine. (Nel caso di specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito, che, in ipotesi di titolarità del bene in capo ad una società fallita e del diritto di superficie in titolarità di una società in bonis, aveva dichiarato improponibile la domanda di regolamento di confini proposta in un ordinario giudizio di cognizione, sebbene, in secondo grado, non fosse stata reiterata la domanda di condanna alla restituzione e alla rimessione in pristino, nei confronti del fallimento).

    Classificata anche sotto: Procedimento civile › Litisconsorzio · Proprietà

    Rv. 677460-01Rassegna di febbraio 2026, p. 63 ↗Art. 950 c.c. · Art. 952 c.c. · Art. 102 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 4231/2026

    Effetti › Sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria)

    Condizioni - "Scientia decoctionis" - Convinzione dell'imminente fallimento della controparte - Necessità - Esclusione - Consapevolezza dello stato di insolvenza - Sufficienza - Fattispecie.

    In tema di presupposto soggettivo dell'azione revocatoria fallimentare, l'art. 67, comma 2, l. fall. non richiede che l'atto revocabile sia posto in essere da chi sia sicuro dell'imminente fallimento della propria controparte, ma presuppone solo che il terzo sia almeno consapevole del suo stato di insolvenza. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che, pur avendo ritenuto sussistente una grave situazione di decozione della società, aveva tuttavia escluso la scientia decotionis in capo alla banca creditrice, in forza dell'efficacia rassicurante derivante dall'imminente adozione del d.l. 103 del 2010, contenente disposizioni di sostegno alla regolarità del servizio di trasporto pubblico marittimo, di cui la debitrice era concessionaria).

    Rv. 677116-01Rassegna di febbraio 2026, p. 38 ↗Art. 67 fallimentoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 3931/2026

    Effetti › Sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) › Azione revocatoria fallimentare › Atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie

    Attività di assistenza legale - Esame preliminare di fattibilità della soluzione concordataria - Esenzione ex art. 67, comma 3, lett. g), l.fall. - Esclusione - Fondamento.

    Ripartizione dell'attivo

    Il pagamento effettuato in favore del legale che ha assistito l'imprenditore anteriormente alla dichiarazione di fallimento non rientra nell'esenzione dalla revocatoria di cui all'art. 67, comma 3, lett. g), l.fall., qualora il servizio reso dal professionista si sia risolto in un mero esame preliminare di fattibilità per l'impresa della soluzione concordataria, senza estrinsecarsi nell'atto a rilevanza esterna della presentazione della domanda di accesso al concordato, non sussistendo in tale ipotesi l'astratta configurabilità della strumentalità necessaria e diretta fra prestazione e procedura concorsuale che è requisito costitutivo ai fini dell'esenzione.

    Rv. 677080-02Rassegna di febbraio 2026, p. 36 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 3741/2026

    Effetti › Per il fallito › Rapporti processuali

    Rapporti di imposta anteriori al fallimento - Inerzia della curatela nei confronti dell'atto impositivo - Legittimazione processuale straordinaria della società fallita - Sufficienza.

    In tema di fallimento, la mera inerzia assunta dal curatore nei confronti dell'atto impositivo, con riferimento ai rapporti d'imposta i cui presupposti si sono formati prima della declaratoria fallimentare, è sufficiente a far sorgere la legittimazione processuale straordinaria della società fallita o dei suoi amministratori ad impugnare l'atto.

    Classificata anche sotto: Tributi (in generale) › Contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972)

    Rv. 678060-01Rassegna di febbraio 2026, p. 132 ↗Art. 21 Disposizioni sul processo tributario · Art. 24 cost.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 3203/2026

    Ripartizione dell'attivo › Rendiconto del curatore

    Decreto del giudice delegato di fissazione dell'udienza ex art. 116, ult. comma l.fall. - Mancata o ritardata iscrizione a ruolo della causa - Estinzione del giudizio - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.

    In tema di rendiconto del curatore, ove sia stata fissata dal giudice delegato l'udienza dinanzi al collegio ai sensi dell'art. 116, ult. comma, l.fall., l'omessa o ritardata iscrizione a ruolo della causa non comporta l'estinzione del giudizio, trattandosi di mero adempimento amministrativo, volto a rimarcare l'autonomia della fase a cognizione piena rispetto a quella sommaria. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva rigettato l'eccezione di estinzione del giudizio in una fattispecie nella quale, dopo la fissazione dell'udienza collegiale da parte del giudice delegato, nessuna delle parti aveva iscritto la causa a ruolo e il processo era stato tempestivamente riassunto dal fallimento ai sensi dell'art. 307, comma 1, c.p.c.).

    Classificata anche sotto: Procedimento civile

    Rv. 677598-02Rassegna di febbraio 2026, p. 29 ↗Art. 307 c.p.c. · Art. 189 c.p.c.Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di febbraio 2026 ↗ e marzo/aprile 2026 ↗.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia