Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Procedimento civile

Interruzione del processo

Sottovoce della voce 133 nella classificazione del Massimario

26 massime, da pronunce dal 16 gennaio 2025 al 22 luglio 2026

Massime della Corte di cassazione

26 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 23754/2026

    Riassunzione

    Termine semestrale ex art. 305 c.p.c. - Riferibilità soltanto alla prima delle due fasi del procedimento di riassunzione, relativa al deposito in cancelleria del ricorso - Conseguenze - Vizio o mancanza della notifica dell'atto di riassunzione tempestivamente depositato - Estinzione del processo - Esclusione - Ordine di rinnovazione della notificazione - Inosservanza del termine perentorio per la rinnovazione - Effetti.

    La riassunzione di una causa interrotta - e non proseguita a norma dell'art. 302 c.p.c. - si attua mediante un procedimento bifasico, dapprima con il deposito del ricorso per riassunzione nella cancelleria del giudice e, quindi, previa fissazione con decreto di apposita udienza ad opera del medesimo giudice, con la notifica alla controparte del ricorso e del detto provvedimento; il termine perentorio di sei mesi previsto dall'art. 305 c.p.c. è riferibile solo al deposito del ricorso in cancelleria, sicché, eseguito tempestivamente tale adempimento, quel termine non gioca più alcun ruolo sulla fissazione successiva, ad opera del giudice, di un ulteriore termine per eseguire la notificazione prescritta dall'art. 303 c.p.c.; ne consegue che, depositato tempestivamente il ricorso in cancelleria e così perfezionatasi la riassunzione, in caso di nullità o inesistenza della notificazione dell'atto riassuntivo, il giudice deve ordinare la rinnovazione della notifica entro un termine perentorio - come previsto dall'art. 291 c.p.c. - il cui mancato rispetto determina l'estinzione del giudizio.

    Rv. 679072-01Rassegna di luglio 2026, p. 52Art. 291 c.p.c. · Art. 299 c.p.c. · Art. 303 c.p.c. · Art. 305 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 22686/2026

    Erronea dichiarazione di interruzione del processo - Conseguenze - Nullità degli atti successivi - Esclusione.

    L'erronea dichiarazione di interruzione del processo - in difetto del presupposto richiesto dall'art. 300 c.p.c. come nel caso di assenza di valida instaurazione del rapporto processuale con la parte colpita dall'evento interruttivo - non comporta la nullità degli atti successivi del processo ritualmente proseguito su impulso di una delle parti, nel rispetto del contraddittorio con le altre.

    Rv. 679394-01Rassegna di luglio 2026, p. 33Art. 299 c.p.c. · Art. 300 c.p.c. · Art. 156 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 21580/2026

    Morte del procuratore

    Termine per la riassunzione - Decorrenza - Conoscenza legale dell'evento - Decorrenza del termine anche con riferimento ad altri processi pendenti tra le stesse parti patrocinate dallo stesso difensore - Configurabilità.

    La morte del procuratore produce l'interruzione automatica del processo dal momento del suo verificarsi, indipendentemente dalla conoscenza che dell'evento abbiano le parti o il giudice, e la conoscenza legale del fatto interruttivo, intervenuta in altro processo, è idonea a far decorrere il termine per la riassunzione anche in relazione a distinti giudizi, pendenti tra le medesime parti, in cui la parte era patrocinata dallo stesso difensore colpito dal suddetto evento. (Nella specie, la S.C. ha individuato il dies a quo nella data del verbale dell'udienza celebrata in altro giudizio tra le stesse parti, dal quale si evinceva l'interruzione del processo per morte del procuratore costituito in entrambi i giudizi, affermando che la conoscenza così acquisita potesse dirsi "legale" in quanto non acquisita aliunde, bensì attraverso un atto processuale).

    Rv. 679298-01Rassegna di giugno 2026, p. 104Art. 301 c.p.c. · Art. 303 c.p.c. · Art. 307 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 21336/2026

    Morte della parte costituita - Dichiarazione del suo procuratore in udienza - Effetti - Interruzione automatica del processo - Operatività anche nei confronti delle parti ingiustificatamente assenti - Fondamento.

    L'evento della morte della parte costituita, che sia dichiarato in udienza, anche da un delegato del procuratore della medesima parte colpita dall'evento, determina, ai sensi dell'art. 300, comma 2, c.p.c., l'effetto automatico dell'interruzione del processo dal momento di tale dichiarazione, tanto nei confronti delle parti presenti quanto di quelle ingiustificatamente assenti, in virtù della presunzione di conoscenza legale prevista dall'art. 176, comma 2, c.p.c., che si estende a tutte le attività, sia del giudice sia delle parti, compiute in udienza e risultanti dal relativo verbale.

    Rv. 678853-01Rassegna di giugno 2026, p. 167Art. 83 c.p.c. · Art. 126 c.p.c. · Art. 176 c.p.c. · Art. 300 c.p.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 20839/2026

    Riassunzione

    In tema di solidarietà passiva, il principio della scissione del rapporto processuale trova deroga, con conseguente litisconsorzio processuale necessario, quando le distinte posizioni dei coobbligati presentano obiettiva interrelazione, anche sul piano del diritto sostanziale, in quanto l'accertamento della responsabilità di uno dei condebitori presuppone necessariamente quello della responsabilità dell'altro, trovandosi le cause proposte nei confronti di ciascuno dei condebitori solidali in rapporto di subordinazione logica o di pregiudizialità. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza d'appello che aveva dichiarato la nullità di quella di primo grado per mancata integrazione del contraddittorio, rilevando che la delibazione della domanda riconvenzionale proposta dal fideiussore, nell'ambito del giudizio instaurato dal debitore principale nei confronti suoi e del creditore, di accertamento negativo della propria obbligazione, e in subordine di accertamento del suo diritto di regresso, andava compiuta anche nei confronti del debitore garantito, cui, invece, non era stato notificato l'atto di riassunzione a seguito di interruzione del processo).

    Classificata anche sotto: Impugnazioni civili › Impugnazioni in generale

    Rv. 678622-01Rassegna di giugno 2026, p. 160Art. 1306 c.c. · Art. 2055 c.c. · Art. 102 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 19373/2026

    Morte del procuratore

    Morte del procuratore - Interruzione di diritto - Mancata pronuncia - Conseguenze - Nullità degli atti successivi e della sentenza - Rilevabilità d'ufficio in sede di legittimità - Esclusione - Deducibilità come motivo di ricorso - Legittimazione esclusiva della parte colpita dall'evento interruttivo.

    La morte dell'unico difensore della parte costituita, che intervenga nel corso del giudizio, determina automaticamente l'interruzione del processo, anche se il giudice e le altre parti non ne abbiano avuto conoscenza, e preclude ogni ulteriore attività processuale, con la conseguente nullità degli atti successivi e della sentenza eventualmente pronunciata; ove, tuttavia, il processo sia irritualmente proseguito, nonostante il verificarsi dell'evento morte, la causa interruttiva può essere dedotta e provata in sede di legittimità, ai sensi dell'art. 372 c.p.c., mediante la produzione dei documenti necessari, ma solo dalla parte colpita dal predetto evento, a tutela della quale sono poste le norme che disciplinano l'interruzione, non potendo essere rilevata d'ufficio dal giudice, né eccepita dalla controparte come motivo di nullità della sentenza.

    Rv. 678374-01Rassegna di giugno 2026, p. 148Art. 301 c.p.c. · Art. 372 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 15622/2026

    Morte del procuratore - Omessa interruzione del processo - Eccezione relativa - Legittimazione.

    Poiché le norme sull'interruzione del processo per morte od impedimento del procuratore sono rivolte a tutelare la parte nei cui confronti l'evento si è verificato, questa è la sola legittimata a valersi della mancata interruzione.

    Rv. 678285-02Rassegna di maggio 2026, p. 166 ↗Art. 100 c.p.c. · Art. 301 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 14202/2026

    Perdita della capacità processuale di una delle parti

    Il principio di ultrattività del mandato alle liti opera solo all'interno del medesimo grado o stadio del giudizio di cognizione in cui l'evento interruttivo si è verificato senza essere dichiarato e non si estende alla fase esecutiva, la quale costituisce un procedimento autonomo e distinto, con la conseguenza che, intervenuta l'estinzione della società, l'attività difensiva volta a promuovere l'esecuzione forzata o a resistere all'opposizione non può essere validamente minacciata o intrapresa in forza della procura originaria conferita per il giudizio di cognizione, ma necessita di una nuova procura rilasciata dai soci successori, unici soggetti legittimati ad agire dopo la perdita della capacità di stare in giudizio dell'ente estinto.

    Classificata anche sotto: Esecuzione forzata › Titolo esecutivo

    Rv. 677956-01Rassegna di maggio 2026, p. 152 ↗Art. 83 c.p.c. · Art. 299 c.p.c. · Art. 300 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 10959/2026

    Prosecuzione del processo

    Sospensione del procuratore ex art. 301 c.p.c. - Interruzione automatica del processo - Termine perentorio per la riassunzione - Dalla cessazione della sospensione - Fondamento - Fattispecie.

    In caso di interruzione del processo a seguito di un provvedimento di sospensione disciplinare dell'avvocato di una parte, una volta cessato il periodo di sospensione, non essendo necessaria una nuova procura alla lite né una nuova costituzione in giudizio, il procuratore, che non sia stato revocato o abbia rinunciato alla procura, ha l'onere di provvedere alla riassunzione del processo, senza che abbia rilievo la sua conoscenza legale dell'ordinanza d'interruzione del processo, avente natura meramente dichiarativa, né che la parte da lui assistita abbia conoscenza legale dell'accadimento interruttivo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di appello che aveva dichiarato estinto il giudizio, per mancata riassunzione, nel termine di decadenza semestrale decorrente dalla data della cessazione della sospensione, da parte del difensore cui non era stato revocato il mandato).

    Rv. 678719-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 323 ↗Art. 301 c.p.c. · Art. 302 c.p.c. · Art. 303 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 6481/2026

    Riassunzione

    Il giudizio contenzioso relativo alla domanda di risoluzione, pregiudiziale alle domande restitutorie e risarcitorie nei confronti della massa fallimentare, divenuta improcedibile in ragione della dichiarazione di fallimento, non va riassunto, essendo il contraente in bonis semplicemente onerato di proporre la detta domanda, unitamente a quelle conseguenziali di contenuto risarcitorio e restitutorio, davanti al giudice delegato, il quale, in caso di mancata riproposizione in sede fallimentare, dovrà disporre la cancellazione della trascrizione.

    Classificata anche sotto: Fallimento ed altre procedure concorsuali › Fallimento

    Rv. 677566-03Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 12 ↗Art. 1453 c.c. · Art. 300 c.p.c. · Art. 2668 c.c.Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, novembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 41/2006Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 102 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale del combinato disposto degli articoli 38 e 102 del codice di procedura civile, nella parte in cui, in ipotesi di litisconsorzio necessario, consente di ritenere improduttiva di effetti l'eccezione di incompetenza territoriale derogabile proposta non da tutti i litisconsorti convenuti. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo del…

  • Sentenza n. 220/1986Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 300 c.p.c.

    Dispositivo: riuniti gli incidenti 254/1979 e 277/1983, dichiara l'illegittimità costituzionale degli artt. 75 e 300 c.p.c. nella parte in cui non prevedono, ove emerga una situazione di scomparsa del convenuto, la interruzione del processo e la segnalazione, ad opera del giudice, del caso al Pubblico Ministero perché promuova la nomina di un curatore, nei cui confronti debba l'attore riassum…

  • Sentenza n. 41/1986Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 328 c.p.c.

    Dispositivo: riuniti gli incidenti iscritti ai nn. 606/1978 e 560/1985, dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 328 c.p.c. nella parte in cui non prevede tra i motivi di interruzione del termine di cui all'art. 325 c.p.c. la morte la radiazione e la sospensione dall'albo del procuratore costituito, sopravvenute nel corso del termine stesso. Così deciso in Roma, nella sede della Corte c…

  • Sentenza n. 159/1971Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 305 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 305 del codice di procedura civile nella parte in cui dispone che il termine utile per la prosecuzione o per la riassunzione del processo interrotto a sensi dell'art. 299 dello stesso codice decorre dall'interruzione anziché dalla data in cui le parti ne abbiano avuto conoscenza. In applicazione dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953…

  • Sentenza n. 139/1967Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 305 c.p.c.

    Questione giudicata anche su: Art. 301 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 305 del Codice di procedura civile per la parte in cui fa decorrere dalla data dell'interruzione del processo il termine per la sua prosecuzione e la sua riassunzione anche nei casi regolati dal precedente art. 301. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 dicembre 1967. GASPARE AMB…

  • Sentenza n. 168/2023Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 300 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 75, commi primo e secondo, e 300 del codice di procedura civile, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, 32, 111, commi primo e secondo, e 117, primo comma, della Costituzione, quest'ultimo in relazione all'art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e agli artt. 1 e 13 della Convenzione delle Nazioni Unite…

  • Ordinanza n. 198/2013Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 328 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 2495 del codice civile e 328 del codice di procedura civile, sollevata - in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione - dalla Corte d'appello di Milano, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 3 luglio 20…

  • Ordinanza n. 113/2012Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 303 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 303, secondo comma, del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli articoli 3, primo comma, 24, primo comma e 111, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Napoli con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Pal…

  • Ordinanza n. 261/2010Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 305 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 305 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli articoli 24, secondo comma, e 111, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Vicenza con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, palazzo della Consulta il 7 luglio 2010. F.…

  • Sentenza n. 17/2010Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 305 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 305 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli articoli 3, 24 e 111, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Biella con l’ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 13 gennaio 2010.…

  • Sentenza n. 276/2009Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 300 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 300, quarto comma, del codice di procedura civile, nella parte in cui, non richiamando l'art. 789 del codice di procedura civile, non prevede la dichiarazione d'interruzione del processo nel caso di morte del contumace, certificata dall'ufficiale giudiziario nella relazione di notificazi…

  • Sentenza n. 147/2008Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 301 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 301, primo comma, del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento all'art. 24, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Genova con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 maggio 2008. F.to: Franco BILE, Presidente…

  • Ordinanza n. 91/2006Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 300 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 300 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Napoli, sezione distaccata di Casoria, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 marzo 2006. F.to: Franco…

  • Ordinanza n. 252/2005Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 300 c.p.c. · Art. 305 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 300, secondo comma, e 305 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 giugno 2005. F.…

  • Sentenza n. 109/2005Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 301 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli articoli 301 e 377, comma secondo, del codice di procedura civile sollevata, in riferimento agli articoli 3, primo comma, 24, secondo comma, e 111 della Costituzione, dalla Corte di cassazione con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 marzo 2005.…

  • Ordinanza n. 118/2005Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 307 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 291, terzo comma, e 307, terzo comma, del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Napoli con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 marzo 2005. F.to: Fernan…

  • Ordinanza n. 349/2003Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 300 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 300 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, dal Tribunale di Catania con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 novembre 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Presidente Fernanda…

  • Ordinanza n. 118/2003Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 300 c.p.c. · Art. 305 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 300, secondo comma, e 305 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 26 marzo 2003. F.…

  • Ordinanza n. 519/2002Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 307 c.p.c.

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 307 del codice di procedura civile sollevate, in riferimento all'art. 111, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Sant'Angelo dei Lombardi con le ordinanze in epigrafe; dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 181 e…

  • Ordinanza n. 102/2002Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 300 c.p.c. · Art. 305 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 300 e 305 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, dal Tribunale di Prato con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 aprile 2002. Il Presidente:…

  • Ordinanza n. 543/2000Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 305 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 305 del codice di procedura civile, sollevata, con riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal giudice istruttore presso il tribunale di Bassano del Grappa, con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 27 no…

  • Ordinanza n. 151/2000Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 300 c.p.c. · Art. 305 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 305 e 300 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 24 e 3 della Costituzione, dalla Corte di cassazione con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta il 22 maggio 2000.…

  • Ordinanza n. 118/1999Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 300 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 300 del codice di procedura civile, sollevata dal pretore di Roma in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 marzo 1999. Il Presidente: Granata Il reda…

  • Ordinanza n. 18/1999Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 305 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 305 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, dal giudice istruttore del Tribunale di Rovereto con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta il 27 gennaio 1999. Il Presidente: G…

  • Ordinanza n. 96/1998Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 300 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 300 del codice di procedura civile, sollevata dal pretore di Roma in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 25 marzo 1998. Il Presidente: Granata Il redattore: R…

  • Ordinanza n. 418/1997Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 300 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 300 e 330 del codice di procedura civile, sollevata dalla Corte di cassazione, con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 dicembre 1997. Il Presidente: Granata Il redattore: Rup…

  • Ordinanza n. 222/1995Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 328 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 328, cod. proc. civ., sollevata, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, della Corte di Cassazione, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 29 maggio 1995. Il Presidente: BALDASSARRE Il redatto…

  • Sentenza n. 468/1992Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 300 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 75 e 300 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, dal Tribunale di Padova con ordinanza emessa il 18 dicembre 1991. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 novembre 1992. Il Presidente: CORASANITI Il redat…

  • Sentenza n. 136/1992Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 305 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità dell'art. 305 c.p.c., nella parte in cui anche in caso di fallimento della parte costituita fa decorrere dalla interruzione del processo il termine utile per la sua riassunzione, sollevata, in riferimento all'art. 24 Cost., dal Tribunale di Genova, con l'ordinanza in epigrafe indicata. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costi…

  • Sentenza n. 192/1983Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2697 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 1 legge 23 ottobre 1960, n. 1369, 414, n. 4, cod. proc. civ. e 2697 cod. civ., sollevata in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione con l'ordinanza del Pretore di Torino indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta…

Se ne mostrano 30 su 32: prima le dichiarazioni di illegittimità, poi le altre, dalle più recenti.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia