Art. 1158 c.c. — Usucapione dei beni immobili e dei diritti reali immobiliari

La proprieta' dei beni immobili e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano in virtu' del possesso continuato per venti anni.

Testo vigente dal 4 aprile 1942

Corte di cassazione

21 pronunce che riguardano l’art. 1158 c.c., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 24252/2026

    30 luglio 2026

    In tema di ius novorum, la domanda di accertamento dell'acquisto per usucapione della proprietà di una parte determinata di un immobile, proposta, per la prima volta, in appello, in luogo di quella originariamente avanzata per il riconoscimento dell'usucapione di quota indivisa del medesimo cespite, costituisce domanda nuova, attesa la diversità del diritto fatto valere nel suo contenuto, senza che venga in rilievo la natura autodeterminata del diritto di proprietà, giacché in tale ipotesi non è la fonte del diritto a essere modificata, ma è il diritto in sé, nella sua consistenza giuridica e materiale.

    Art. 1158 c.c. · Art. 112 c.p.c. · Art. 345 c.p.c.

    Rassegna di luglio 2026, p. 71

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 24253/2026

    30 luglio 2026

    In pendenza del giudizio di usucapione promosso dal possessore, l'atto di disposizione del proprietario in favore di terzi, ancorché conosciuto dal possessore medesimo, non incide, in modo alcuno, sulla situazione di fatto utile per l'usucapione, ma rappresenta, rispetto al possessore, res inter alios acta, salva diversa valutazione del giudice di merito circa un'eventuale condotta attiva del soggetto che invoca l'acquisto a titolo originario, quale, ad esempio, il suo intervento nel negozio inter alios, tale da costituire riconoscimento della piena signoria del proprietario.

    Art. 1158 c.c. · Art. 1164 c.c. · Art. 1165 c.c. · Art. 2943 c.c.

    Rassegna di luglio 2026, p. 72

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 23115/2026

    13 luglio 2026

    In materia di usucapione, al fine di stabilire se un'attività corrispondente al diritto di proprietà o di altro diritto reale costituisca una situazione di possesso, ovvero sia stata compiuta con l'altrui tolleranza con le conseguenze di cui all'art. 1144 c.c., la lunga durata dell'attività medesima può integrare un elemento presuntivo dell'esclusione di detta situazione di tolleranza solo nell'ambito dei rapporti labili e mutevoli, non operando tale presunzione quando la tolleranza si colleghi ad un rapporto di parentela tra i soggetti interessati, nei quali è plausibile il mantenimento di un atteggiamento tollerante, anche per un lungo arco di tempo, in quanto lo stretto legame familiare consente al dominus di esimersi dalla necessità di rivendicare periodicamente la piena titolarità della res nei confronti del parente beneficiario del godimento del bene.

    Art. 1158 c.c. · Art. 1140 c.c. · Art. 1144 c.c.

    Rassegna di luglio 2026, p. 61

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 22238/2026

    29 giugno 2026

    In tema di usucapione, la mera consapevolezza del possessore circa l'altrui titolarità del diritto reale non esclude il possesso utile ad usucapire, a tal fine occorrendo, invece, che il possessore, per il modo in cui questa conoscenza è rivelata o per i fatti in cui essa è implicita, esprima la volontà non equivoca di attribuire il diritto reale al suo titolare, atteso che l'animus possidendi non consiste nella convinzione di essere titolare del diritto reale, bensì in quella di comportarsi come tale, esercitando le corrispondenti facoltà.

    Art. 1158 c.c. · Art. 1140 c.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 113

Tutte le 119 massime su questo articolo nel Massimario

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, novembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

Norme correlate

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Citate insieme nelle massime

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Dai lavori con cui il legislatore illustrò la norma: una fonte d’epoca, non un commento attuale.

  • Quanto al possesso di buona fede dei titoli di credito, i relativi effetti sono regolati nel libro delle obbligazioni. Dell'usucapione.

    Relazione del Ministro Guardasigilli al Codice civile (1942), n. 546

  • Si è attuata una più organica e razionale sistemazione della materia col trasferire sotto il titolo del possesso le norme particolari all'usucapione. Nelle linee essenziali la disciplina dell'usucapione immobiliare non differisce da quella tracciata dal codice del 1865. L'usucapione ordinaria della proprietà e degli altri diritti reali di godimento sui beni immobili si compie in virtù del possesso continuato per venti anni (art. 1158). Ho ridotto il termine di trent'anni stabilito dal codice anteriore, al fine di adeguarlo al termine di prescrizione dei diritti reali di godimento su cosa altrui. L'usucapione abbreviata, la quale ha per presupposto il possesso di buona fede e l'esistenza di un titolo astrattamente idoneo a trasferire o a costituire il diritto reale sull'immobile, si compie, come nel codice precedente (art. 2137), col decorso di dieci anni dalla data della trascrizione del titolo. L'art. 1159, parlando di acquisto in buona fede «da chi non è proprietario» dell'immobile, rende chiaro che la disposizione si riferisce all'ipotesi dell'acquisto a non domino e non anche all'ipotesi dell'acquisto viziato a domino. È così risolta una questione a cui dava luogo la formula meno precisa dell'art. 2137 del codice del 1865.

    Relazione del Ministro Guardasigilli al Codice civile (1942), n. 547

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urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262~art1158 · fonte del testo