Art. 1306 c.c. — Sentenza

[1]La sentenza pronunziata tra il creditore e uno dei debitori in solido, o tra il debitore e uno dei creditori in solido, non ha effetto contro gli altri debitori o contro gli altri creditori.

[2]Gli altri debitori possono opporla al creditore, salvo che sia fondata sopra ragioni personali al condebitore; gli altri creditori possono farla valere contro il debitore, salve le eccezioni personali che questi puo' opporre a ciascuno di essi.

Testo vigente dal 4 aprile 1942

Corte di cassazione

6 pronunce che riguardano l’art. 1306 c.c., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 20839/2026

    19 giugno 2026

    In tema di solidarietà passiva, il principio della scissione del rapporto processuale trova deroga, con conseguente litisconsorzio processuale necessario, quando le distinte posizioni dei coobbligati presentano obiettiva interrelazione, anche sul piano del diritto sostanziale, in quanto l'accertamento della responsabilità di uno dei condebitori presuppone necessariamente quello della responsabilità dell'altro, trovandosi le cause proposte nei confronti di ciascuno dei condebitori solidali in rapporto di subordinazione logica o di pregiudizialità. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza d'appello che aveva dichiarato la nullità di quella di primo grado per mancata integrazione del contraddittorio, rilevando che la delibazione della domanda riconvenzionale proposta dal fideiussore, nell'ambito del giudizio instaurato dal debitore principale nei confronti suoi e del creditore, di accertamento negativo della propria obbligazione, e in subordine di accertamento del suo diritto di regresso, andava compiuta anche nei confronti del debitore garantito, cui, invece, non era stato notificato l'atto di riassunzione a seguito di interruzione del processo).

    Art. 1306 c.c. · Art. 2055 c.c. · Art. 102 c.p.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 160

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 20847/2026

    19 giugno 2026

    L'annullamento dell'avviso di accertamento notificato ad una società di persone, disposto con sentenza passata in giudicato, spiega i propri effetti nei confronti di tutti i soci, i quali possono opporlo all'amministrazione finanziaria, parte in causa nel relativo processo, salvo che esso sia stato pronunciato per tardiva notificazione dell'atto impositivo, ovvero per cause non riferibili ai soci, quali la nullità della notificazione o vizi di motivazione dell'atto notificato alla società che non ricorrano negli avvisi notificati a questi ultimi.

    Art. 1306 c.c. · Art. 2909 c.c. · Art. 5 t.u.i.r.

    Rassegna di giugno 2026, p. 261

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 31654/2025

    4 dicembre 2025

    In tema di limiti soggettivi del giudicato, in base al principio generale di cui all'art. 1306 c.c., gli effetti della pronuncia operano secundum eventum litis, di modo che la sentenza può essere opposta a coloro che sono rimasti estranei al processo se ad essi favorevole, postulando l'efficacia del giudicato nei confronti del terzo la chiara manifestazione dell'intenzione di fare proprio l'altrui accertamento.

    Art. 1306 c.c. · Art. 2909 c.c.

    Rassegna di dicembre 2025, p. 167 ↗

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 19444/2025

    15 luglio 2025

    In tema di obbligazioni solidali, la mancata impugnazione della sentenza di primo grado da parte di uno dei debitori solidali soccombenti, ove si tratti di giudizio avente ad oggetto un rapporto obbligatorio scindibile, determina il passaggio in giudicato della decisione nei suoi confronti, ancorché altri condebitori abbiano proposto impugnazione, non trovando applicazione, in tal caso, la regola dell'art. 1306, comma 2, c.c., che consente di opporre al creditore la sentenza favorevole pronunciata tra questi e altro condebitore, la quale opera solo se il condebitore che intende avvalersene non abbia partecipato al relativo giudizio.

    Art. 1306 c.c. · Art. 2909 c.c. · Art. 324 c.p.c.

    Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 193 ↗

Tutte le 40 massime su questo articolo nel Massimario, con la Corte costituzionale

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, dicembre 2025 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte).

Corte costituzionale

L’articolo non è mai stato in discussione davanti alla Corte: è servito da metro per giudicarne altri.

  • Ordinanza n. 210/1997

    Parametro
    27 giugno 1997

    È manifestamente infondata, con riferimento all'art. 3 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 26 d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 643 (Istituzione dell'imposta comunale sull'incremento di valore degli immobili), in relazione all'art. 1306, comma 2, cod. civ., in quanto il principio, desumibile da quest'ultima disposizione in tema di obbligazione solidale, è applicabile alla obbligazione solidale tributaria che, sul punto, non si differenzia da quella comune. - Ord. nn. 544/1987, 870/1988, 267/1990. red.: S. Di Palma

    Art. 3 cost. · Art. 1306 c.c. · Art. 26 Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale

    Leggi la pronuncia
Pronunce che lo citano (3)

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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Approfondimenti

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  • Una serie di disposizioni testuali è precisamente ispirata dal principio, già cennato, della non comunicabilità degli atti pregiudizievoli e dell'estensione di quelli vantaggiosi. La ricusazione del giuramento giova a chi l'ha deferito e nuoce a chi doveva prestarlo: l'art. 1305 ne estende le conseguenze a coloro che si trovano nella stessa posizione giuridica del deferente, e nega l'estensione di tali conseguenze a coloro che hanno la medesima posizione giuridica di colui al quale il giuramento era stato deferito. La prestazione del giuramento nuoce a colui che l'ha deferito, giova a colui al quale è stato deferito; si hanno effetti estensivi solo nel secondo caso (art. 1305). La costituzione in mora, il riconoscimento del debito, la rinunzia alla prescrizione nuocciono al debitore e giovano al creditore; i loro effetti si estendono ai concreditori, ma non ai condebitori (articoli 1308, 1309 e 1310, terzo comma). L'inadempimento, fatto tipicamente personale, è fonte di conseguenze dannose, e rimane perciò limitato nei suoi effetti alla sfera del suo autore (art. 1307). Si tratta però, in tali casi, di atti o di fatti le cui caratteristiche obiettive permettono di stabilire a priori se essi possono nuocere o giovare ai soggetti del rapporto. In altri casi invece tale accertamento non può compiersi in via assoluta o preventiva; ed allora altra soluzione non vi era se non quella di escludere, in linea di massima, l'effetto estensivo, lasciando agli interessati la valutazione del proprio interesse e quindi la facoltà di opporre gli atti o i fatti in parola, se li ritengano idonei a recare giovamento alla propria sfera. A questo criterio sono informate le norme degli articoli 1304 e 1306, concernenti rispettivamente la transazione conclusa e la sentenza emessa nei confronti di uno dei debitori in solido. Il criterio è assoluto per la transazione, in alcuni casi è temperato per la sentenza. Così, quando la sentenza è fondata su eccezioni personali al condebitore, la sua efficacia non va oltre la persona di questo; ed ancora, se il creditore si avvale di una sentenza ottenuta da un concreditore, il debitore può sempre opporgli le eccezioni personali (art. 1306, secondo comma).

    Relazione del Ministro Guardasigilli al Codice civile (1942), n. 598

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urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262~art1306 · fonte del testo