Art. 315-bis c.c. — Diritti e doveri del figlio

[1]((Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacita', delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni.

[2]Il figlio ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti.

[3]Il figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici, e anche di eta' inferiore ove capace di discernimento, ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano.

[4]Il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie capacita', alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finche' convive con essa)).

Testo vigente dal 1 gennaio 2013

Corte di cassazione

6 pronunce che riguardano l’art. 315-bis c.c., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. I, sent. n. 23139/2026

    14 luglio 2026

    In tema di affidamento del minore e responsabilità genitoriale, il criterio del "best interest", inteso come individuazione della soluzione ottimale volta a garantire, nelle concrete circostanze del caso, il benessere psicofisico del minore e i suoi diritti, costituisce il punto di arrivo di un percorso nel quale operare un bilanciamento tra i diritti del minore e gli altri diritti in gioco, ancorché appartenenti ad altri soggetti; ne deriva che in nome del diritto alla bigenitorialità non può essere sacrificato il diritto del minore ad una sana ed armoniosa crescita che gli consenta lo sviluppo di una personalità autonoma e di una identità personale, dovendosi piuttosto adottare la soluzione migliore in concreto, senza schematismi astratti. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva individuato nell'affidamento al padre, con esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale, la soluzione più confacente per il minore, tenendo conto di tutti i fatti concreti, anche sopravvenuti nel corso del giudizio, ritenendo altresì che l'allegazione di una violenza domestica infondata, fosse stata utilizzata dalla madre in modo strumentale, con il fine di esautorare l'altro genitore dal ruolo di affidatario).

    Art. 315-bis c.c. · Art. 337-ter c.c. · Art. 337-bis c.c. · Art. 337-octies c.c.

    Rassegna di luglio 2026, p. 42

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 22064/2026

    27 giugno 2026

    Il soggetto nato dopo la morte del padre naturale, verificatasi per fatto illecito di un terzo durante la gestazione, ha diritto, nei confronti del responsabile, al risarcimento del danno per la perdita del relativo rapporto e per i pregiudizi di natura non patrimoniale e patrimoniale che gli siano derivati, poiché la preesistenza della relazione affettiva al momento dell'illecito non è elemento necessario del rapporto di causalità giuridica, il quale, dovendo essere valutato alla stregua dell'intensità del legame e dell'incidenza della lesione subita dalla vittima primaria sul suo svolgimento, sussiste in ragione del già avvenuto concepimento e della peculiarità e tipicità del legame genitoriale, quale tutelato dalla legge attraverso lo statuto di cui all'art.315-bis c.c., e della evidente rilevanza causale della morte del genitore sulla sua irrimediabile compromissione.

    Art. 315-bis c.c. · Art. 2 cost. · Art. 29 cost. · Art. 30 cost.

    Rassegna di giugno 2026, p. 180

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 17783/2026

    4 giugno 2026

    In tema di diritto al mantenimento del figlio maggiorenne, la capacità di mantenersi e l'attitudine al lavoro devono ritenersi sussistenti dopo una certa età, alla conclusione media di un percorso di studio anche lungo, purchè proficuamente seguito e con la tolleranza di un ragionevole arco di tempo ancora per la ricerca di un lavoro, sicché grava sul figlio maggiorenne, divenuto adulto, l'onere della prova della mancanza di indipendenza economica - che é la precondizione del diritto preteso - unitamente alla prova di aver curato, con ogni possibile impegno, la ricerca di un lavoro. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza della corte di appello che aveva riconosciuto la permanenza del diritto al mantenimento della figlia maggiorenne ultratrentenne, affetta da epilessia focale sintomatica, senza, tuttavia, accertare se tale patologia avesse inciso sulla capacità lavorativa della beneficiaria).

    Art. 315-bis c.c. · Art. 337-septies c.c. · Art. 2697 c.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 28

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 7187/2026

    25 marzo 2026

    Il diritto del genitore al rimborso pro quota delle spese sostenute per il mantenimento del figlio fino all'autosufficienza economica insorge per il solo fatto della nascita di quest'ultimo, seppur quale diritto patrimoniale latente, esercitabile a condizione e dal momento del passaggio in giudicato della sentenza di accertamento della filiazione; ne discende che un simile diritto patrimoniale deve intendersi come ricompreso nella successione del genitore che si sia fatto carico per intero dell'obbligo di mantenimento, anche se il suo decesso avvenga prima che lo status di figlio sia definitivamente acclarato. (In applicazione di tale principio, la S.C., decidendo in una controversia nella quale il figlio, agendo quale erede universale della madre, chiedeva la condanna del convenuto al rimborso pro quota delle spese sostenute per il suo mantenimento, ha cassato con rinvio la sentenza impugnata che aveva rigettato la domanda attorea, in quanto la morte della madre era avvenuta anteriormente all'instaurazione del giudizio per il riconoscimento della paternità).

    Art. 315-bis c.c. · Art. 30 cost. · Art. 316-bis c.c. · Art. 459 c.c.

    Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 69 ↗

Tutte le 45 massime su questo articolo nel Massimario

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di aprile/maggio 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

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urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262~art315bis · fonte del testo