Corte di cassazione · Massimario

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Voce 031 della classificazione del Massimario

21 massime, da pronunce dal 7 gennaio 2025 al 1 luglio 2026

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Come il Massimario suddivide la voce, con il numero di massime. Quelle con una pagina propria raccolgono lì le loro massime.

  • Immateriali18 massime
  • Pertinenze, differenze dalle cose composte3 massime

Massime della Corte di cassazione

21 massime classificate sotto questa voce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 22567/2026

    Immateriali › Brevetti (e convenzioni internazionali) › Contraffazione (azione di)

    Contraffazione marchi nazionali ed europei - Competenza ex art. 125 del Reg. UE n. 1001 del 2017 - Criteri - Imputabilità della condotta - Irrilevanza - Ragioni.

    In tema di azione avente a oggetto la repressione della contraffazione di marchi nazionali ed europei, qualora la domanda possa essere simultaneamente promossa innanzi a giudici di Stati diversi, ai sensi dell'art. 125 del Reg. UE n. 1001 del 2017, la competenza a conoscere della relativa azione spetta alternativamente al giudice del luogo in cui ha sede il convenuto o al giudice del luogo in cui l'attore sostiene che sia stata commessa la contraffazione, trovando, anche in detta materia, applicazione il criterio del petitum sostanziale, il quale esclude che la giurisdizione possa essere determinata secundum eventum litis, imponendo invece di avere riguardo ai fatti allegati dall'attore, e quindi di prescindere dalle eccezioni del convenuto, in ordine all'imputabilità della predetta attività, delle quali dovrà tenersi conto solo ai fini della decisione del merito della controversia. (Nella specie, la S.C. ha affermato la giurisdizione del giudice italiano in un caso in cui la società attrice contestava alla convenuta di aver pubblicizzato e commercializzato in Italia, sia pure attraverso un sito internet di terzi, il prodotto contraffatto).

    Classificata anche sotto: Giurisdizione civile › Straniero (giurisdizione sullo)

    Rv. 678968-04Rassegna di luglio 2026, p. 5Art. 120 c.p.i.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 21230/2026

    Immateriali › Brevetti (e convenzioni internazionali) › Invenzioni industriali

    Brevetto - Giudizio di evidenza - Originalità dell’invenzione - Conoscenze remote - Rilevanza - Condizioni - Fattispecie.

    In tema di brevetto, nel giudizio di evidenza della soluzione brevettuale, esulano dallo stato della tecnica e non escludono l'originalità dell'invenzione, quelle conoscenze remote che, pur divulgate, sono state dimenticate o cadute in disuso, sicché non hanno più influenzato lo sviluppo del settore, come pure quelle conoscenze che, per essere sempre risalenti nel tempo, ma acquisite in settori diversi, debbano in concreto reputarsi estranee al bagaglio culturale dell'operatore del settore in cui si colloca il trovato. (Nella fattispecie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva accolto la domanda di nullità del brevetto in ragione di un'anteriorità rappresentata da uno studio pubblicato su una rivista specializzata trentacinque anni prima della data di deposito della domanda di brevetto, in difetto della prova incombente su parte appellante della circostanza che le conoscenze esposte in quello studio risalente non avessero influenzato il successivo sviluppo della tecnica).

    Rv. 679350-01Rassegna di giugno 2026, p. 58Art. 48 c.p.i. · Art. 121 c.p.i. · Art. 122 c.p.i.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 21230/2026

    Immateriali › Brevetti (e convenzioni internazionali) › Invenzioni industriali

    Brevetto - Riconoscimento - Problema tecnico - Descrizione chiara e completa - Irrilevanza - Deducibilità dal testo brevettuale - Necessità - Fondamento - Fattispecie.

    Immateriali › Marchio (esclusività del marchio) › Novità e originalità, preuso

    Ai fini del riconoscimento del brevetto per invenzione industriale, ancorché non esista una norma che impone di esplicitare nel testo brevettuale la descrizione del problema tecnico che l'invenzione mira a risolvere, è, tuttavia, necessaria, ai sensi dell'art. 51 c.p.i., la sua esposizione chiara e completa, intesa come deducibilità dal testo della domanda di brevetto di quale sia il problema tecnico rispetto al quale il trovato si pone come soluzione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva accolto la domanda di nullità del brevetto, a prescindere dalla rappresentazione del problema tecnico nel testo della predetta domanda, sul presupposto che il trovato difettava sotto il profilo della sufficiente originalità).

    Rv. 679350-02Rassegna di giugno 2026, p. 58Art. 48 c.p.i. · Art. 51 c.p.i. · Art. 76 c.p.i.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 18556/2026

    Pertinenze, differenze dalle cose composte › Costituzione del vincolo

    Casa familiare - Assegnazione di altro immobile - Vincolo pertinenziale - Necessità - Limiti - Esigenze della prole.

    Qualora il giudice decida, nel migliore interesse dei figli, di assegnare oltre la casa familiare anche un altro immobile autonomo e non contiguo di pertinenza della prima, il potere di imporre limiti al diritto dominicale deve essere sempre esercitato nei limiti di quanto previsto dall'art. 337 sexies c.c., trattandosi di un provvedimento in favore del genitore convivente con i figli e nell'interesse di costoro, per cui l'assegnazione del bene pertinenziale deve avvenire tenendo prioritariamente conto dell'interesse di questi ultimi, in modo che anche l'immobile pertinenziale deve direttamente rispondere all'interesse della prole a permanere nell'ambiente domestico in cui sono cresciuti, per garantire il mantenimento delle loro consuetudini di vita e delle relazioni sociali che in tale ambiente si sono radicate, risultando perciò estranea a tale decisione ogni diversa valutazione relativa alla ponderazione tra interessi di altra natura dei coniugi o dei figli.

    Classificata anche sotto: Famiglia › Matrimonio

    Rv. 678840-01Rassegna di giugno 2026, p. 36Art. 337-sexies c.c. · Art. 817 c.c. · Art. 818 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 15441/2026

    Immateriali › Diritti di autore (proprietà intellettuale) (soggetti del diritto)

    Diritto di seguito di cui all'art. 144 della l. n. 633 del 1941 - Combinato disposto di cui agli artt. 150, comma 1, e 151 della medesima legge - Interpretazione - Ricomprensione nel prezzo di vendita dell'imposta dovuta dalla casa d'aste sulle commissioni dovute dalle parti - Esclusione - Fondamento.

    In tema di diritto d'autore, ai fini dell'applicazione del diritto di seguito di cui all'art. 144 della l. n. 633 del 1941, il requisito del prezzo minimo di vendita stabilito dagli artt. 150, comma 1, e 151 della medesima legge va determinato al netto dell'imposta (non costituente una componente del prezzo di vendita) assolta dalla casa d'aste - che operi quale mero intermediario tra venditore e acquirente - sulle commissioni dovute dalle parti, in quanto il pagamento del compenso all'autore grava esclusivamente sul venditore.

    Classificata anche sotto: Sanzioni amministrative

    Rv. 679106-01Rassegna di maggio 2026, p. 95 ↗Art. 144 Diritto d’autore · Art. 150 Diritto d’autore · Art. 151 Diritto d’autoreDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 12772/2026

    Immateriali › Marchio (esclusività del marchio) › Novità e originalità, preuso

    Segni distintivi - Pacifica convivenza poliennale - Rischio confusione - Esclusione - Accertamento di fatto - Sindacabilità in sede di legittimità - Esclusione - Fattispecie.

    In tema di marchi d'impresa, la pacifica convivenza pluriennale tra segni distintivi può rivelarsi idonea a radicare la diffusa consapevolezza, presso il pubblico dei consumatori o degli utenti, della differente provenienza dei prodotti o dei servizi commercializzati, escludendo, con ciò, il rischio di confusione e il conseguente pregiudizio alla funzione distintiva del marchio di cui viene richiesta la tutela, dovendosi altresì ritenere che l'accertamento di fatto relativo a detta pacifica convivenza sfugga al sindacato di legittimità. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione della Commissione dei ricorsi che - in riforma rispetto alla decisione negativa dell'Ufficio italiano brevetti e marchi - aveva accolto la domanda di registrazione di un marchio, facendo riferimento all'insussistente rischio di confusione derivante dalla protratta coesistenza del medesimo "cuore distintivo" fra diverse famiglie di marchi).

    Rv. 678896-01Rassegna di maggio 2026, p. 27 ↗Art. 12 c.p.i. · Art. 20 c.p.i. · Art. 2569 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 12242/2026

    Immateriali › Brevetti (e convenzioni internazionali) › Violazione di privativa

    Contraffazione del brevetto - Varianti equivalenti alle rivendicazioni prive di originalità - Sussistenza - Variante che eccede le competenze del tecnico medio - Conseguenze - Fattispecie.

    In tema di brevetti per invenzioni industriali, la contraffazione per equivalenza non è esclusa dalla presenza, nel prodotto contestato, di varianti equivalenti ad elementi delle rivendicazioni brevettuali e prive del carattere di originalità, in quanto rientranti nelle competenze del tecnico medio del settore impegnato ad affrontare il medesimo problema, mentre solo nel caso in cui la variante ecceda tali competenze può ritenersi che la soluzione si collochi al di fuori dell'idea di soluzione protetta. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva rigettato la domanda del titolare del brevetto contraffatto, in un caso in cui l'estrattore di fondi di caffè si differenziava, rispetto al modello brevettato, unicamente per la forma piatta del carter rispetto a quella conica oggetto di privativa, tale da risultare perciò irrilevante ai fini di escludere la dedotta contraffazione illecita).

    Rv. 677906-01Rassegna di maggio 2026, p. 23 ↗Art. 52 c.p.i. · Art. 66 c.p.i.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 12257/2026

    Immateriali › Diritti di autore (proprietà intellettuale) (soggetti del diritto) › Diritto morale

    Personaggio cinematografico - Tutelabilità - Plagio - Condizioni - Fattispecie.

    La tutela giuridica del personaggio cinematografico in quanto tale può andare distinta da quella relativa all'opera in cui compare, tuttavia, il suo plagio non sussiste allorquando ricorra una insufficiente caratterizzazione del personaggio rispetto a modelli di genere e quando lo stesso sia interpretato da un unico attore, cosicché il reale oggetto dell'attività di sfruttamento denunciata riguardi proprio l'artista, anche in ragione dei rinvii della pellicola in contestazione ad elementi caratterizzanti la figura di quell'interprete, piuttosto a quelli dell'opera di fantasia. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso il plagio di un personaggio cinematografico denominato "The Man with No Name", sul presupposto che nell'opera cinematografica contestata erano state riprodotte le caratteristiche somatiche e di abbigliamento del celebre attore statunitense Clint Eastwood, piuttosto che quelle riconducibili al personaggio cinematografico da egli interpretato, identificabile come una mera rielaborazione adattata al mondo del west di stilemi e prototipi noti alla narrazione letteraria e cinematografica).

    Rv. 678824-01Rassegna di maggio 2026, p. 24 ↗Art. 1 Diritto d’autore · Art. 70 Diritto d’autoreDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 5385/2026

    Immateriali › Diritti di autore (proprietà intellettuale) (soggetti del diritto) › Diritto morale

    Diritti d'autore - Diritti connessi - Produttore di fonogrammi - Comunicazione al pubblico - Nozione - Fattispecie.

    In tema di diritti connessi all'esercizio del diritto d'autore, la nozione di comunicazione al pubblico dei fonogrammi, idonea a far sorgere l'obbligazione di pagamento dell'equo compenso, consta di due elementi cumulativi: un atto di comunicazione dell'opera, che può realizzarsi mediante trasmissione al pubblico dell'opera protetta o del segnale che la veicola, ovvero mediante messa a disposizione del pubblico, e la comunicazione dell'opera a un pubblico. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione impugnata nella parte in cui aveva ritenuto integrato il requisito della comunicazione al pubblico dei fonogrammi realizzata con la trasmissione di un segnale televisivo mediante ricevitori installati nelle camere di un agriturismo).

    Rv. 677877-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 38 ↗Art. 73 Diritto d’autore · Art. 73-bis Diritto d’autoreDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 20068/2025

    Immateriali › Marchio (esclusività del marchio)

    Marchio di fatto - Cessione del diritto alla registrazione - Ammissibilità - Registrazione in mala fede - Esclusione.

    In tema di segni distintivi, il titolare del marchio di fatto può validamente consentire a un altro soggetto di registrarlo, in quanto tale consenso equivale alla cessione del diritto di registrazione ed esclude, pertanto, la malafede di cui all'art. 19, comma 2, del d.lgs. n. 30 del 2005. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva respinto la domanda di nullità del marchio registrato e di contraffazione del precedente segno di fatto, ravvisando più indici atti a dimostrare il predetto consenso, che non richiede alcuna forma scritta per la sua validità, fra i quali lo stretto legame tra le due società, rispettivamente cedente e cessionaria del diritto alla registrazione, il comune interesse a non disperdere il valore di beni recanti il marchio di fatto e oggetto di un contratto di pegno, il diverso ambito di operatività delle due società e la mancata dimostrazione di un effettivo pregiudizio in capo alla titolare del marchio preusato).

    Rv. 675466-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 64 ↗Art. 19 c.p.i.Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

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Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia