Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972)

Imposta sul valore aggiunto (I.V.A.)

Sottovoce della voce 279 nella classificazione del Massimario

120 massime, da pronunce dal 16 gennaio 2025 al 31 luglio 2026

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Massime della Corte di cassazione

Dalla 51ª alla 100ª delle 120 massime di questa sottovoce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 1651/2026

    Obblighi dei contribuenti › Pagamento dell'imposta › Rimborsi

    In tema di imposte sui redditi prodotti all'estero, il contribuente può recuperare il credito per le imposte pagate all'estero anche qualora non abbia provveduto a indicare i redditi esteri e il relativo credito nell'apposito quadro del modello dichiarativo per le annualità di competenza, atteso che l'art. 165 TUIR non prevede, a differenza del previgente art. 15 del TUIR, alcuna decadenza per tale ipotesi e che, in ogni caso, la negazione del credito d'imposta per un mero inadempimento dichiarativo si tradurrebbe nella violazione di un obbligo internazionale incondizionato assunto dall'Italia, tramite una Convenzione contro le doppie imposizioni.

    Classificata anche sotto: Tributi (in generale) › Territorialità dell'imposizione (accordi e convenzioni internazionali per evitare le doppie imposizioni)

    Rv. 677736-01Rassegna di gennaio 2026, p. 125 ↗Art. 165 t.u.i.r. · Art. 117 cost.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 1425/2026

    Determinazione dell'imposta › Detrazioni
    Oggetto › Cessione di beni › Esenzioni

    In tema di IVA, il broker svolge professionalmente sia prestazioni di servizi, che rientrano nella nozione di "intermediazione assicurativa e riassicurativa" e, come tali, sono esenti ai sensi dell'art. 10, comma 1, n. 9), del d.P.R. n. 633 del 1972, sia prestazioni di consulenza, da cui scaturisce IVA detraibile; le prime sono individuate sulla base del contenuto concreto delle attività, alla stregua di due criteri: a) se il prestatore è in rapporto diretto con l'assicuratore e con l'assicurato o indiretto ove il prestatore sia un subappaltatore del mediatore o dell'intermediario; b) se comprendono aspetti essenziali della funzione di intermediario di assicurazione, come la ricerca di potenziali clienti e la messa in relazione di questi ultimi con l'assicuratore e l'assistenza nelle attività successive alla mera conclusione del contratto inclusi i rinnovi di polizza.

    Classificata anche sotto: Assicurazione › Contratto di assicurazione (nozione, caratteri, distinzioni)

    Rv. 677722-01Rassegna di gennaio 2026, p. 121 ↗Art. 10 d.P.R. 633/1972 · Art. 106 Codice delle assicurazioni privateDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 1285/2026

    Oggetto › Prestazione di servizi

    Attività di prostituzione - Assoggettabilità all'IVA - Ragioni - Qualificazione dell'attività come prestazione di servizi verso corrispettivo - Configurabilità.

    In materia di IVA, l'esercizio abituale della prostituzione è riconducibile ad un'attività di lavoro autonomo, risolvendosi in una prestazione di servizi verso corrispettivo, come statuito anche dalla Corte di Giustizia UE (sentenza 20 novembre 2001 n. 268, in causa C-268/99), e come tale deve essere assoggettata ad imposizione, ai sensi degli artt. 3, comma 1, e 5, comma 1, del d.P.R. n. 633 del 1972.

    Rv. 677719-02Rassegna di gennaio 2026, p. 118 ↗Art. 3 d.P.R. 633/1972 · Art. 5 d.P.R. 633/1972Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 606/2026

    Obblighi dei contribuenti › Fatturazione delle operazioni

    Fatture per operazioni inesistenti - Proventi derivanti da attività illecite - Corrispettivo illecito tassabile - Effettiva percezione della somma - Irrilevanza - Fondamento - Fattispecie.

    In tema di imposte sui redditi, la tassabilità dei proventi illeciti connessi all'emissione di fatture per operazioni inesistenti non può essere esclusa per il solo fatto che la fattura sia rimasta impagata, poiché l'imposizione ha ad oggetto il rapporto illecito remunerativo e il relativo corrispettivo quale pretium sceleris (anche parametrabile all'IVA esposta e detratta), in coerenza con il principio di capacità contributiva che esclude una responsabilità fiscale oggettiva e impone di riferire l'imposta al reddito effettivo (e non ai ricavi fittizi), senza che il giudice tributario possa sostituire d'ufficio una diversa ricostruzione induttiva dell'utile a fronte di un accertamento analitico impugnato. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza che aveva escluso il maggior reddito per mancato incasso, a fronte di un recupero di proventi illeciti da fatture inesistenti parametrato all'IVA detratta dal committente).

    Rv. 677711-01Rassegna di gennaio 2026, p. 108 ↗Art. 6 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 164/2026

    Obblighi dei contribuenti › Pagamento dell'imposta › Rimborsi

    Soggetti non residenti - IVA - Rimborso - Obbligo di identificazione diretta - Adempimento dopo l'operazione - Validità - Sussistenza - Condizioni.

    In tema di IVA, il rimborso ex art. 38-bis.2 del d.P.R. n. 633 del 1972 può essere richiesto anche se l'identificazione diretta - che ha natura meramente formale ed è finalizzata allo scopo di favorire il controllo da parte dell'autorità - sia stata effettuata dall'istante solo dopo il compimento dell'operazione cui la richiesta si riferisce, purché, nonostante l'inosservanza dell'obbligo di anticipata identificazione, ai sensi degli artt. 17, comma 3, e 35-ter del d.P.R. n. 633 del 1972, l'autorità sia messa nelle condizioni di verificare che sussistano i requisiti per l'accoglimento della richiesta di rimborso, che la stessa non persegua finalità fraudolente od abusive e che l'identificazione sia effettuata, tenuto conto delle peculiarità del caso concreto e delle giustificazioni che l'istanza abbia ritenuto di dare, entro un termine ragionevole.

    Rv. 677667-01Rassegna di gennaio 2026, p. 102 ↗Art. 38-bis d.P.R. 633/1972 · Art. 17 d.P.R. 633/1972 · Art. 35-ter d.P.R. 633/1972Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 167/2026

    Determinazione dell'imposta › Detrazioni

    di gruppo - Compensazione - Crediti confluiti nella dichiarazione presentata dalla controllante - Ammissibilità - Condizioni - Crediti non ricompresi nella dichiarazione della società controllante - Esclusione - Fondamento.

    In tema di liquidazione dell'IVA di gruppo, la compensazione è configurabile soltanto per i crediti che siano confluiti nella dichiarazione presentata dalla controllante ed influiscano sull'imposta complessivamente dovuta da quest'ultima e dalle controllate (le quali restano responsabili, quali soggetti passivi d'imposta, a norma dell'art. 73, comma 3, penultimo periodo, del d.P.R. n. 633 del 1972), mentre non è ammissibile, per difetto del presupposto della reciprocità, in relazione a debiti e crediti che non confluiscano nella dichiarazione iva di gruppo, trattandosi di poste delle quali va esclusa la cessione ed in relazione alle quali, per conseguenza, la controllante non ha alcuna legittimazione.

    Rv. 677679-01Rassegna di gennaio 2026, p. 103 ↗Art. 1241 c.c. · Art. 73 d.P.R. 633/1972Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 198/2026

    Obblighi dei contribuenti › Pagamento dell'imposta › Rimborsi

    Debito dell’amministrazione finanziaria avente a oggetto il rimborso dei costi delle garanzie - Interessi legali - Spettanza - Sussistenza - Ragioni.

    Il debito dell'amministrazione finanziaria avente ad oggetto il rimborso dei costi delle garanzie stipulate, ai sensi dell'art. 38-bis, comma 1, d.P.R. n. 633 del 1972, allo scopo di ottenere il rimborso di tributi costituisce un'obbligazione di valuta, sicché sul relativo importo sono altresì dovuti gli interessi in misura legale, ai sensi dell'art. 1282 c.c., decorrenti dal momento in cui il credito di rimborso è divenuto esigibile, non valendo in contrario il disposto dell'art. 8, comma 4, della l. n. 212 del 2000, che, nel chiarire che l'obbligo restitutorio dell'amministrazione riguarda quanto speso dal contribuente per ottenere il rilascio della fideiussione, definisce soltanto l'oggetto dell'obbligazione pecuniaria principale, senza incidere su quella accessoria relativa agli interessi.

    Rv. 677680-01Rassegna di gennaio 2026, p. 103 ↗Art. 1282 c.c. · Art. 8 Statuto del contribuente · Art. 7 Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2017 · Art. 38-bis d.P.R. 633/1972Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 34493/2025

    Accertamento e riscossione › Attribuzioni e poteri degli uffici I.V.A. › Richiesta di dati, notizie, documenti

    In tema di accertamento fondato su indagini bancarie ex art. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973 - il quale, in mancanza della prova contraria a carico del contribuente, consente all'amministrazione, a determinate condizioni, di imputare al reddito imponibile i versamenti e (per gli imprenditori) i prelevamenti bancari -, l'onere di motivazione, nel caso in cui l'Amministrazuione non intenda accogliere le giustificazioni offerte dal contribuente, non può essere altrettanto stringente come nel caso dell'accertamento basato su presunzioni semplici, essendo sufficiente che l'evidenza che l'ufficio non abbia ritenuto raggiunta la prova liberatoria suddetta emerga, anche implicitamente, dall'atto accertativo, attraverso la riduzione del reddito ripreso a tassazione disposta in accoglimento solo di alcune delle giustificazioni rese dal contribuente in sede di contraddittorio.

    Classificata anche sotto: Tributi (in generale) › Accertamento tributario (nozione)

    Rv. 677131-01Rassegna di dicembre 2025, p. 213 ↗Art. 32 Accertamento imposte sui redditi · Art. 2729 c.c. · Art. 2728 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 34589/2025

    Oggetto › Cessione di beni

    In tema di IVA, la diversità di funzioni che la corresponsione della caparra confirmatoria può assumere nell'ambito della stipula di un preliminare di compravendita immobiliare - anticipazione del prezzo finale ovvero risarcimento forfettario - impone di distinguere, ai fini dell'assoggettabilità all'imposta, tra due ipotesi: nel caso di regolare esecuzione del contratto, la caparra è imputata in acconto sul prezzo dei beni oggetto del definitivo, soggetti ad IVA, andando ad incidere sulla relativa base imponibile e, prima ancora, ad integrare il presupposto impositivo ex art. 6, comma 4, del d.P.R. n. 633 del 1972; l'inadempimento del preliminare, invece, ne propizia il trattenimento, risarcendo, in tal modo, il promittente venditore e, di conseguenza, non fa parte della base imponibile dell'IVA.

    Classificata anche sotto: Contratti in genere › Caparra

    Rv. 677340-01Rassegna di dicembre 2025, p. 213 ↗Art. 1385 c.c. · Art. 6 d.P.R. 633/1972 · Art. 1453 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 31406/2025

    Sanzioni › Sanzioni pecuniarie

    In tema di IVA, ove il contribuente realizzi operazioni completamente occultate all'amministrazione finanziaria (cd. evasore totale), la ricostruzione della maggiore materia imponibile, con accertamento cd. induttivo puro, deve essere intesa, secondo gli artt. 73 e 78 della direttiva 2006/112/CE, letti alla luce del principio di neutralità, come comprensiva dell'importo di tale tributo, cosicché, ferma restando la possibilità di adottare sanzioni dirette a contrastare la frode fiscale, al soggetto passivo va riconosciuto il diritto di detrarre l'imposta a monte, da esercitarsi entro il termine di decadenza previsto dall'art. 19 del d.P.R. n. 633 del 1972.

    Classificata anche sotto: Tributi (in generale)

    Rv. 677405-01Rassegna di dicembre 2025, p. 164 ↗Art. 19 d.P.R. 633/1972 · Art. 55 d.P.R. 633/1972Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 31169/2025

    Obblighi dei contribuenti › Pagamento dell'imposta › Rimborsi

    La corresponsione di una somma a titolo di IVA su un importo non dovuto integra un pagamento indebito, che il cessionario del bene o servizio è abilitato a ripetere nei confronti del cedente, senza che a ciò osti la circostanza che ne abbia operato la detrazione nella relativa dichiarazione, poiché, in base al meccanismo di neutralizzazione circolare dell'IVA, l'Amministrazione finanziaria ha il potere-dovere di recuperare dal cessionario l'importo indebitamente detratto. (Principio affermato in relazione all'IVA corrisposta dal cliente finale sul costo addebitatogli a titolo di addizionale provinciale all'accisa sull'energia elettrica, integrante indebito oggettivo a seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale, per contrarietà al diritto dell'Unione Europea, dell'art. 6, commi 1, lett. c), e 2, del d.l. n. 511 del 1988).

    Classificata anche sotto: Obbligazioni in genere › Nascenti dalla legge · Tributi erariali diretti

    Rv. 676886-01Rassegna di novembre 2025, p. 89 ↗Art. 19 d.P.R. 633/1972 · Art. 2033 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 30921/2025

    Aliquote

    Aliquota agevolata IVA - Punto 21 della parte II della Tabella A allegata al d.P.R. n. 633 del 1972 - Abitazione non di lusso - Destinazione urbanistica del terreno - Rilevanza - Esclusione - Fondamento.

    In tema di IVA, l'indagine sulle caratteristiche di un edificio, ai fini dell'applicazione dell'aliquota agevolata prevista dal n. 21, parte seconda, della tabella A allegata al d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, è condotta sulla base degli elementi strutturali e funzionali delle singole unità al momento dell'ultimazione dell'edificio ovvero delle classificazioni catastali definitivamente stabilite, con la conseguenza che al trasferimento dell'immobile acquistato come prima casa è applicabile la predetta aliquota quando lo stesso è stato accatastato nella categoria A2 e destinato ad abitazione non di lusso, essendo irrilevante la destinazione urbanistica del terreno, in ragione dell'autonomia della disciplina catastale rispetto alle norme urbanistico-edilizie.

    Rv. 677034-01Rassegna di novembre 2025, p. 132 ↗Art. 16 d.P.R. 633/1972Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 29886/2025

    Oggetto › Prestazione di servizi › Esenzioni

    Prestazioni di servizi relative ad operazioni di assicurazione e riassicurazione - Esenzione ex art. 135, par. 1, lett. a), direttiva 2006/112/CE - Presupposti - Veste formale del prestatore di servizi - Irrilevanza - Fattispecie.

    In tema di IVA, l'esenzione prevista con riguardo alle prestazioni di servizi dall'art. 135, par. 1, lett. a), della direttiva 2006/112/CE - secondo l'interpretazione restrittiva datane dalla Corte di Giustizia UE - è assoggettata al rispetto della duplice e cumulativa condizione che le prestazioni si riferiscano ad operazioni di assicurazione e siano effettuate da mediatori o da intermediari assicurativi, cosicché non basta tale ultima veste formale ma occorre che l'attività svolta comprenda aspetti essenziali della funzione di intermediario di assicurazione, come la ricerca di potenziali clienti e la messa in relazione di questi ultimi con l'assicuratore, in vista della conclusione dei contratti. (In applicazione del principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto irrilevante l'iscrizione della società nell'elenco degli intermediari assicurativi, escludendo dall'esenzione l'attività di pubblicità dei prodotti di una compagnia assicuratrice svolta tramite un link sul sito web della contribuente, nonché la gestione elettronica degli ordini di pagamento dei premi in favore di tale compagnia).

    Rv. 677029-01Rassegna di novembre 2025, p. 124 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 29886/2025

    Sanzioni › Sanzioni pecuniarie

    In tema di IVA, la disciplina sopravvenuta più favorevole di cui all'art. 2 del d.lgs. n. 87 del 2024 - che ha ridotto la misura della sanzione stabilita dall'art. 5, comma 4 e dall'art. 6, comma 1, del d.lgs. n. 471 del 1997 al 70% della maggiore imposta - non si applica alle violazioni commesse prima del 1° settembre 2024, stante l'espressa deroga al principio di retroattività della lex mitior prevista dall'art. 5 del d.lgs. n. 87 del 2024, compatibile sia con i principi costituzionali (artt. 3 e 117 Cost.) che con quelli del diritto dell'Unione Europea.

    Classificata anche sotto: Tributi (in generale) › Repressione delle violazioni delle leggi finanziarie

    Rv. 677029-02Rassegna di novembre 2025, p. 123 ↗Art. 3 cost. · Art. 25 cost. · Art. 5 Riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi · Art. 6 Riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 29458/2025

    Oggetto › Cessione di beni › Esenzioni

    Cessione all'esportazione - Dichiarazione d'intenti ideologicamente falsa - Cedente - Esenzione di responsabilità - Condizioni.

    In tema d'IVA, nelle cessioni all'esportazione in regime di sospensione d'imposta ex art. 8 d.P.R. n. 633 del 1972, se la dichiarazione d'intenti si riveli ideologicamente falsa, perché emessa da soggetto privo del requisito di esportatore abituale, al cedente non è consentito l'esercizio fraudolento del diritto di valersi del limite di esecutività correlato alla suddetta qualità di esportatore abituale qualora disponga di elementi, anche presuntivi, tali da sospettare l'esistenza di irregolarità, gravando sul medesimo un onere di diligenza mediante l'adozione di tutte le ragionevoli misure in proprio potere.

    Rv. 677023-01Rassegna di novembre 2025, p. 119 ↗Art. 8 d.P.R. 633/1972 · Art. 2727 c.c. · Art. 2729 c.c. · Art. 7 Riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributiDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 28971/2025

    Accertamento e riscossione

    In tema di accertamento su IVA e imposte dirette, ai sensi dell'art. 37, comma 3, del d.P.R. n. 600 del 1973, nei confronti del soggetto che abbia gestito uti dominus una società di capitali si determina la traslazione del reddito d'impresa e delle relative imposte, quale effettivo possessore del reddito della società interposta e si instaura, inoltre, un rapporto di mandato senza rappresentanza, in cui il mandatario è il gestore uti dominus e la mandante è la società, sicché, ove le prestazioni di servizi cui il primo abbia partecipato per conto della seconda siano soggette a IVA, vi è soggetto pure il rapporto giuridico tra il mandatario e la società interposta, incombendo sull'amministrazione finanziaria l'onere di provare, anche solo in via indiziaria, il totale asservimento della società interposta all'interponente e, al contribuente, quello di fornire la prova contraria dell'assenza di interposizione, ovvero della mancata percezione dei redditi del soggetto interposto.

    Classificata anche sotto: Tributi erariali diretti › Accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972)

    Rv. 677107-01Rassegna di novembre 2025, p. 113 ↗Art. 1705 c.c. · Art. 2697 c.c. · Art. 2727 c.c. · Art. 37 Accertamento imposte sui redditiDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 28909/2025

    Disposizioni per particolari categorie di contribuenti

    Imposta sugli intrattenimenti (ISI) - Presupposti - Redditività degli apparecchi - Rilevanza - Esclusione - Presunzione di ricavi del contribuente - Configurabilità - Esclusione - Ragioni.

    L'imposta sugli intrattenimenti (ISI) è un'imposta forfettaria determinata sulla base del numero e della tipologia degli apparecchi da intrattenimento posseduti, che prescinde dalla reale redditività di questi ultimi, essendo dovuta anche in assenza di utilizzo o di incassi, con la conseguenza che il relativo versamento non può costituire di per sé presunzione grave, precisa e concordante dell'esistenza di ricavi, ai sensi dell'art. 2729 c.c., difettando il requisito della diretta correlazione tra il fatto noto (il pagamento dell'imposta) e il fatto ignoto (l'effettiva percezione di ricavi).

    Rv. 676887-01Rassegna di novembre 2025, p. 113 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 27238/2025

    Determinazione dell'imposta › Detrazioni

    Diritto alla detrazione - Onere della prova - Contenuto - Presupposti sostanziali e formali - Necessità - Prova del pagamento - Esclusione.

    In tema di IVA, il diritto alla detrazione non può essere negato quando il soggetto passivo, che lo fa valere in giudizio, dimostra il presupposto sostanziale della cessione di beni o prestazione di servizi e fornisce prova del requisito formale, attraverso la pertinente e valida fattura d'acquisto, annotata nei registri IVA, non essendo, invece, necessaria la prova del pagamento.

    Rv. 676852-01Rassegna di ottobre 2025, p. 145 ↗Art. 19 d.P.R. 633/1972 · Art. 6 d.P.R. 633/1972 · Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 26875/2025

    Accertamento e riscossione

    Dichiarazione integrativa - Annullamento d'ufficio - Cartella di pagamento emessa in relazione alla originaria dichiarazione - Ammissibilità - Esclusione - Avviso di rettifica della seconda dichiarazione - Necessità.

    È illegittima l'emissione di una cartella di pagamento in relazione all'originaria dichiarazione dei redditi, previo annullamento d'ufficio di quella integrativa successivamente depositata dal contribuente, in mancanza di un apposito avviso di rettifica di quest'ultima.

    Rv. 676743-01Rassegna di ottobre 2025, p. 139 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 26340/2025

    Determinazione dell'imposta › Detrazioni

    Operazioni soggettivamente inesistenti - IVA indetraibile - Deducibilità come costo di esercizio - Esclusione - Ragioni - Fattispecie.

    A fronte di fatture emesse per operazioni soggettivamente inesistenti, l'IVA indetraibile non è deducibile tra i costi d'impresa ai fini della determinazione delle imposte dirette, in quanto configura un esborso non inerente allo svolgimento della specifica attività economico-produttiva, essendo piuttosto espressione di distrazione verso diverse finalità. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso la deducibilità della maggiore IVA, a seguito del perfezionamento della procedura di accertamento con adesione in riferimento ad avvisi di accertamento concernenti operazioni risultate soggettivamente inesistenti, del cui carattere fraudolento la contribuente era risultata consapevole).

    Rv. 676518-01Rassegna di settembre 2025, p. 144 ↗Art. 18 d.P.R. 633/1972 · Art. 99 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 25705/2025

    Determinazione dell'imposta › Detrazioni

    Art. 30, comma 4, l. n. 724 del 1994 - Diritto al rimborso IVA - Presupposti - Attività economica - Società in liquidazione - Condizioni - Fattispecie.

    Obblighi dei contribuenti › Pagamento dell'imposta › Rimborsi

    In tema di IVA, l'interpretazione dell'art. 30, comma 4, della l. n. 724 del 1994, dev'essere svolta alla luce dell'art. 9, paragrafo 1, della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, il quale fa riferimento ad una nozione oggettiva di attività economica, nel senso che l'attività viene considerata di per sé, indipendentemente dai suoi scopi o dai suoi risultati, con la conseguenza che, anche con riguardo a una società in liquidazione, ai fini dell'esercizio del diritto alla detrazione occorre che il bene o il servizio acquisito, anche se non immediatamente inserito nel ciclo produttivo, sia necessario all'organizzazione dell'impresa o funzionale all'iniziativa economica programmata in vista della successiva attuazione, e il suo mancato utilizzo sia determinato da cause indipendenti dalla volontà del contribuente, salvo che non risulti che quest'ultimo non abbia più alcuna intenzione di utilizzare i beni in via definitiva. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione di merito che si era limitata ad accertare una situazione di stallo oggettivo nella esecuzione di lavori, il cui prolungarsi aveva successivamente determinato la messa in liquidazione volontaria della contribuente, per impossibilità di perseguire il proprio scopo sociale).

    Rv. 676609-01Rassegna di settembre 2025, p. 133 ↗Art. 30 Misure di razionalizzazione della finanza pubblica · Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 25143/2025

    Determinazione dell'imposta › Detrazioni

    Spese deducibili - Spese di rappresentanza e di pubblicità - Criterio discretivo - Gratuità della prestazione dei servizi - Rilevanza - Fattispecie.

    In tema di spese deducibili ai fini IVA, la distinzione tra quelle di rappresentanza e quelle di pubblicità - preordinate, rispettivamente, a promuovere l'immagine del contribuente o il prodotto aziendale - si fonda sulla natura e la funzione delle stesse, mentre la gratuità della prestazione dei servizi non ha valenza distintiva, integrando un indice valutabile ai fini di una ricostruzione fattuale obiettiva e completa, quale connotato normalmente (anche se non necessariamente né univocamente) riconducibile alle prime. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito, che aveva qualificato come pubblicitarie le spese sostenute da una società vinicola per l'organizzazione di una manifestazione per la promozione della civiltà del vino, finalizzata al conferimento, a persone distintesi in vari settori sociali, di un premio intitolato alla medesima contribuente e privo di collegamento con la finalità di vendita di prodotti).

    Rv. 676448-01Rassegna di settembre 2025, p. 128 ↗Art. 19-bis d.P.R. 633/1972 · Art. 108 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 25049/2025

    Accertamento e riscossione › Attribuzioni e poteri degli uffici I.V.A. › Accessi, ispezioni, verifiche › Autorizzazioni

    In tema di verifiche fiscali ex art. 52, comma 2, del d.P.R. n. 633 del 1972 in materia di IVA (applicabile anche ai fini dell'accertamento delle imposte sui redditi, in forza del richiamo operato dall'art. 33 del d.P.R. n. 600 del 1973), in caso di contestazione giudiziale da parte del contribuente, il giudice tributario è tenuto a verificare l'idoneità degli elementi offerti dall'amministrazione ad integrare i gravi indizi del verificarsi dell'illecito fiscale e la correttezza del relativo apprezzamento da parte del procuratore della Repubblica in sede di rilascio dell'autorizzazione, tenendo conto che, ove il provvedimento sia motivato per relationem mediante recepimento dei rilievi dell'organo richiedente, l'amministrazione finanziaria, che degli effetti dell'autorizzazione vuole avvalersi, deve produrre in giudizio non solo il suddetto provvedimento ma anche la richiesta in esso richiamata, a pena di nullità del primo e, conseguenzialmente, dell'atto impositivo. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di appello che si era limitata a dare atto della sussistenza dei requisiti soltanto formali dell'atto autorizzatorio, senza alcun accertamento in ordine al contenuto motivazionale dello stesso e, in particolare, in ordine alla sussistenza, nello stesso o nella nota del Nucleo di polizia giudiziaria della G.d.F. in esso richiamata, dei gravi indizi di violazioni di norme tributarie e di correttezza in diritto della valutazione compiuta dal pubblico ministero).

    Classificata anche sotto: Tributi erariali diretti › Accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972)

    Rv. 676652-01Rassegna di settembre 2025, p. 127 ↗Art. 52 d.P.R. 633/1972 · Art. 33 Accertamento imposte sui redditiDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 24964/2025

    Oggetto › Cessioni e prestazioni accessorie

    Attività di intrattenimento - Aliquota applicabile - Presupposto - Accessorietà - Occasionalità rispetto all'attività principale di ristorazione - Rilevanza - Esclusione.

    Ai fini dell'individuazione dell'aliquota IVA applicabile ad un'attività di intrattenimento, non è decisivo il profilo della sua occasionalità rispetto all'attività principale di ristorazione (rilevante, invece, in materia di imposta sugli intrattenimenti di cui all'art. 3, comma 1, primo periodo, del d.P.R. n. 544 del 1999), bensì quello dell'accessorietà, ai sensi dell'art. 12 del d.P.R. n. 633 del 1972.

    Rv. 676186-01Rassegna di settembre 2025, p. 126 ↗Art. 12 d.P.R. 633/1972Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 24841/2025

    Obblighi dei contribuenti › Pagamento dell'imposta › Rimborsi

    Credito d'imposta - Compensazione - Solo per pagamento di imposte dovute.

    I crediti di imposta possono essere utilizzati in compensazione solo ai fini del pagamento di imposte effettivamente dovute e non ai fini del pagamento di anticipazioni o acconti non corrispondenti ad effettivi debiti fiscali.

    Rv. 675726-01Rassegna di settembre 2025, p. 124 ↗Art. 38 Riscossione imposte sul reddito · Art. 30 d.P.R. 633/1972 · Art. 38-bis d.P.R. 633/1972Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 24881/2025

    Oggetto › Operazioni permutative e dazioni in pagamento

    Giudizio tributario - Natura - Impugnazione-merito - Conseguenze - Riqualificazione giudiziale di operazione economica come permutativa - Assoggettamento separato delle due prestazioni dell’operazione a IVA per la prima volta in Cassazione - Esclusione - Fondamento.

    La natura di impugnazione-merito del processo tributario esclude che, in caso di riqualificazione ad opera del giudice di un'operazione economica come permutativa (vale a dire composta da due operazioni tra loro indipendenti, autonome ai fini della tassazione, e alle quali va applicata la relativa disciplina), l'Amministrazione finanziaria possa, per la prima volta in Cassazione, assoggettare ad IVA separatamente le due prestazioni dell'operazione anzidetta, trattandosi dell'esercizio di un nuovo potere impositivo che fuoriesce, quindi, dal perimetro dell'atto impugnato.

    Rv. 676423-01Rassegna di settembre 2025, p. 124 ↗Art. 1552 c.c. · Art. 11 d.P.R. 633/1972 · Art. 7 Statuto del contribuenteDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 24472/2025

    Base imponibile

    L'art. 1591 c.c. disciplina un'obbligazione risarcitoria da inadempimento contrattuale, che, sostituendosi a quella contrattuale di pagamento del canone di locazione, costituisce debito di valore, cosicché, ai sensi dell'art. 15 del d.P.R. n. 633 del 1972, sull'importo dovuto dall'occupante non più a titolo di canone, ma di risarcimento per la protratta occupazione, non è dovuta l'IVA.

    Classificata anche sotto: Locazione › Obbligazioni del conduttore

    Rv. 676273-02Rassegna di settembre 2025, p. 32 ↗Art. 1591 c.c. · Art. 15 d.P.R. 633/1972Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 23987/2025

    Accertamento e riscossione

    In tema di imposte dirette e IVA, ai fini della traslazione dell'imponibile dalla società al soggetto che l'ha gestita uti dominus, tale da assicurare la ripresa a tassazione nei confronti di quest'ultimo delle imposte dovute, non è decisivo classificare la funzione del soggetto operante dietro la medesima società e, quindi, comprendere se ci si trovi o meno al cospetto di un amministratore formale o un amministratore di fatto, in quanto ciò che rileva e se il soggetto terzo si comporta uti dominus, ossia come colui che ne gestisce e dirige le risorse - autonomamente dalla società e, se del caso, indipendentemente dagli interessi di questa - ideando e ponendo in essere le condotte illecite da cui deriva un credito erariale.

    Classificata anche sotto: Tributi erariali diretti › Accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972)

    Rv. 675722-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 407 ↗Art. 21 d.P.R. 633/1972 · Art. 2332 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 23296/2025

    Determinazione dell'imposta › Detrazioni

    Pertinenza - Spese di costruzione - Spese incrementative del valore dell’immobile principali - Esclusione - Condizioni - Fattispecie.

    Le spese di costruzione di un immobile legato da vincolo pertinenziale ad un immobile principale, effettuate in epoca successiva al triennio 2007-2009, di cui all'art. 1, comma 335, della l. n. 296 del 2006, non costituiscono spese incrementative del valore dell'immobile principale ai sensi dell'art. 54, comma 2, del TUIR, nella formulazione ratione temporis vigente, sicché non sono deducibili. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza della C.T.R., che aveva erroneamente ricompreso le spese sostenute per la costruzione di un immobile adibito ad autorimessa tra quelle incrementative del valore dell'immobile principale, destinato a studio professionale, in ragione del vincolo pertinenziale esistente con lo stesso, con conseguente loro deducibilità ai sensi dell'art. 54, comma 2, del TUIR).

    Rv. 675511-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 403 ↗Art. 54 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 23095/2025

    Determinazione dell'imposta › Detrazioni

    Ai fini del vaglio d'inerenza dei costi sostenuti nell'esercizio di attività d'impresa, la cui deducibilità va ricondotta alla correlazione tra costi ed attività in concreto esercitata, traducendosi in un giudizio di carattere qualitativo e non quantitativo, le eccessive spese sostenute nello stato iniziale, o comunque nel tempo necessario allo sviluppo del progetto economico, consistente nella promozione di un gruppo sportivo per la partecipazione a competizioni nazionali o internazionali ad elevato valore agonistico, in discipline molto seguite, e finalizzato ad attrarre sponsorizzazioni per la reputazione conseguita, non costituiscono in sé un segnale di incongruità o antieconomicità della spesa, da cui evincere indizi di incongruenza con il progetto stesso, e ciò anche quando questo fallisca, salvo che l'Amministrazione finanziaria ne dimostri la macroscopica antieconomicità ed essa rilevi quale indizio dell'assenza di connessione tra costo ed attività d'impresa. (Nella fattispecie in esame, la S.C. ha cassato, con rinvio, la decisione dei giudici di merito che, senza verificare l'esistenza o meno di un rapporto di coerenza tra costi ed attività economica, non avevano considerato i potenziali benefici che l'iniziativa imprenditoriale della società ricorrente, tesa ad armare una barca in grado di competere nel mondo dell'agonismo velistico, avrebbe potuto avere quale ritorno di "reputazione", al fine di attrarre clientela per la conclusione di contratti di sponsorizzazione).

    Classificata anche sotto: Tributi erariali diretti › Imposta sul reddito delle persone giuridiche (I.R.P.E.G.) (tributi posteriori alla riforma del 1972)

    Rv. 675509-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 402 ↗Art. 109 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 22903/2025

    Accertamento e riscossione

    Ai fini della notificazione di un atto d'irrogazione di sanzioni ad un ad un soggetto che abbia fatto uso, nella qualità di cessionario in regime di "reverse charge", di fatture per operazioni (anche solo soggettivamente) inesistenti, l'Amministrazione finanziaria può beneficiare del diverso termine previsto per l'accertamento del tributo ex art. 20 del d.lgs. n. 472 del 1997, eventualmente raddoppiato a seguito di denuncia di fatti penalmente rilevanti ai sensi degli artt. 43, comma 3, d.P.R. n. 600 del 1973 e 57, comma 3, d.P.R. n. 633 del 1972 (ratione temporis vigenti), senza che vi osti il concreto mancato recupero dell'IVA indetraibile.

    Classificata anche sotto: Tributi (in generale) › Accertamento tributario (nozione)

    Rv. 676125-02Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 468 ↗Art. 43 Accertamento imposte sui redditi · Art. 57 d.P.R. 633/1972 · Art. 20 Sanzioni tributarie · Art. 331 c.p.p.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 22717/2025

    L'applicazione del cd. regime doganale 42, di cui all'art. 143, comma 1, lett. d) della direttiva 2006/112/CE, comporta l'immediata immissione in libera pratica dei beni importati da paesi extra UE (nella specie, telefoni cellulari "ricondizionati" dalla Cina) e l'attribuzione della posizione doganale di merce unionale con differimento del pagamento dell'Iva al momento dell'immissione in consumo, senza tuttavia incidere sulle condizioni e modalità di acquisto del bene - pur sempre avvenuto da soggetto extra UE - né determinare, di per sé, la trasformazione della cessione in operazione intraunionale, con conseguente inapplicabilità alla cessione al privato del regime del margine in materia di Iva.

    Classificata anche sotto: Tributi erariali diretti

    Rv. 676127-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 395 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 22684/2025

    Accertamento e riscossione

    Imprese multiattività rientranti nel medesimo studio di settore - Assoggettabilità ad accertamento standardizzato mediante studi di settore ex art. 2 del d.m.

    Economia e finanze del 25 marzo 2002 - Sussistenza – Fondamento - Studi di settore di cui al d.dir. del Ministero delle Finanze del 24 dicembre 1999 - Fattispecie. In tema di imprese c.d. multiattività, destinate in particolare a svolgere due o più attività di impresa rientranti nel medesimo studio di settore, l'art. 2 del d.m. Economia e finanze del 25 marzo 2002 non preclude l'assoggettabilità ad accertamento standardizzato mediante studi di settore secondo le regole del dec. dirigenziale Min. delle Finanze del 24 dicembre 1999, in quanto non solo quest'ultimo provvedimento non è stato implicitamente abrogato dal decreto del 2002, ma ha rappresentato il fondamento anche dei decreti ministeriali successivi. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito riguardante un'impresa che operava in quattro diverse aree di attività: a) intonacatura, rivestimento, tinteggiatura e altri lavori edili; b) attività di commercio all'ingrosso di materiali edili; c) attività di commercio al minuto di materiali edili; d) attività di montaggio e noleggio a favore di terzi).

    Rv. 675501-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 394 ↗Art. 10 Disposizioni per la semplificazione e la razionalizzazione del sistema tributario e per il funzionamento dell'Amministrazione finanziariaDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 22155/2025

    Oggetto › Cessione di beni › Esenzioni

    Cessioni di immobili a un fondo comune di investimento - Esenzione IVA - Esclusione - Ragioni.

    In tema di IVA, la cessione di immobili a un fondo comune di investimento non può beneficiare dell'esenzione di cui all'art. 10, comma 1, n. 4, d.P.R. n. 633 del 1972, ove sia accertato che l'operazione economica si inscrive nell'ambito dell'attività di impresa svolta, in ragione della funzionalità dell'apporto dei beni alle strategie finanziarie della società di gestione, presentando l'operazione medesima un nesso diretto con l'organizzazione imprenditoriale e, dunque, con l'attività economica oggetto dell'imposizione.

    Rv. 676520-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 388 ↗Art. 10 d.P.R. 633/1972 · Art. 1 Testo unico intermediazione finanziaria · Art. 19-bis d.P.R. 633/1972Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 20764/2025

    Accertamento e riscossione › Attribuzioni e poteri degli uffici I.V.A. › Richiesta di dati, notizie, documenti › Modalità

    Presunzione di cessione in evasione d’imposta ex art. 1 e ss. d.P.R. n. 441 del 1997 - Applicabilità alle imposte dirette e indirette - Ammissibilità della prova contraria da parte del contribuente - Modalità.

    La presunzione di cessione in evasione d'imposta, ex artt. 1 e ss. d.P.R. n. 441 del 1997, trova applicazione in riferimento sia alle imposte dirette che alle imposte indirette, potendo il contribuente fornire la prova contraria, con le modalità tassativamente indicate dagli artt. 1 e 2 del medesimo d.P.R..

    Rv. 675400-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 373 ↗Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 19102/2025

    Regime c.d.

    "del margine" - Presupposti - Applicazione a operazioni di acquisto da soggetto extra UE - Esclusione - Fattispecie. In tema di IVA, il regime speciale c.d. "del margine", contemplando una base imponibile ridotta, in deroga al sistema generale di cui alla direttiva 2006/112/CE, e comportando l'immediata immissione in libera pratica dei beni importati da paesi extra UE con l'attribuzione della posizione doganale di merce unionale e differimento del pagamento dell'Iva al momento dell'immissione in consumo, non trova applicazione a operazioni di acquisto di beni da soggetto extra UE, in quanto non trasforma di per sé la transazione in un'operazione intraunionale. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione impugnata, che aveva ritenuto applicabile il regime speciale "del margine" ai prodotti commercializzati da un venditore al dettaglio di telefoni cellulari usati e rigenerati in Cina, successivamente re-importati attraverso la dogana di uno Stato UE).

    Rv. 676076-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 356 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 18198/2025

    Oggetto › Prestazione di servizi

    Servizio idrico integrato - Accollo delle passività pregresse - Natura di corrispettivo - Complessiva ricostruzione degli assetti finanziari della convenzione - Assoggettabilità a IVA.

    In tema di IVA, l'accollo interno delle passività pregresse per l'ammortamento dei mutui accesi dal Comune per investimenti relativi a impianti e opere concessi in uso al gestore del servizio idrico integrato riveste natura di corrispettivo per la prestazione di un servizio reso nell'esercizio di un'attività imprenditoriale ed è, pertanto, soggetto ad imposta ai sensi dell'art. 13, comma 1, del d.P.R. n. 633 del 1972, salvo che, da una ricostruzione in concreto degli assetti finanziari stabiliti nella convenzione di gestione, non emerga che di tali passività si era già tenuto conto al momento della determinazione degli oneri finanziari addebitati al concessionario.

    Rv. 675189-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 345 ↗Art. 11 Disposizioni in materia di risorse idriche · Art. 12 Disposizioni in materia di risorse idriche · Art. 151 t.u.a. · Art. 153 t.u.a.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 18199/2025

    Accertamento e riscossione › Attribuzioni e poteri degli uffici I.V.A. › Accessi, ispezioni, verifiche › Autorizzazioni

    Avviso di accertamento - Segnalazione tra diversi uffici dell'Agenzia delle Entrate - Mancata allegazione all'avviso - Conseguenze - Illegittimità dell'avviso - Esclusione - Fondamento.

    In tema di IVA, la mancata allegazione all'avviso di accertamento di una segnalazione, trasmessa da un ufficio dell'Agenzia delle entrate a quello competente ad emettere l'avviso, non ne determina l'illegittimità, poiché - non avendo la segnalazione alcuna valenza istruttoria, in quanto mero atto interno d'impulso di verifiche e valutazioni da compiersi dall'ufficio ad quem - l'accertamento non si fonda su di essa, ma sugli atti istruttori conseguentemente compiuti (anche rispetto ai documenti trasmessi con la segnalazione), i quali soli, dunque, rilevano ai fini dell'integrazione motivazionale dell'avviso.

    Rv. 676109-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 344 ↗Art. 42 Accertamento imposte sui redditi · Art. 7 Statuto del contribuenteDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 18346/2025

    Inizio, variazione e cessazione di attività

    Chiusura della partita IVA - Presupposto - Cessazione effettiva dell'attività - Necessità - Indici - Presentazione della dichiarazione di cancellazione ex art. 35 del d.P.R. n. 633 del 1972 - Irrilevanza.

    In tema di IVA, la cessazione dell'attività si verifica solo quando essa è effettiva, emergendo da dati sostanziali e fattuali che rendono certo il mancato compimento di un fatto generatore del tributo, da identificarsi - in base al diritto unionale e al principio di neutralità fiscale - con l'espletamento dell'operazione, essendo irrilevante, a tal fine, l'elemento meramente formale della cancellazione della partita IVA a seguito di presentazione della relativa dichiarazione al competente ufficio ex art. 35 del d.P.R. n. 633 del 1972.

    Rv. 676112-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 345 ↗Art. 6 d.P.R. 633/1972 · Art. 35 d.P.R. 633/1972Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 17727/2025

    Territorialità dell'imposta › Cessioni di beni

    Cessione intracomunitaria - Non imponibilità - Condizioni - Clausola "franco fabbrica" - Onere probatorio del cedente - Contenuto - Fattispecie.

    In tema di cessioni intracomunitarie, il cedente ha l'onere di dimostrare l'effettività dell'esportazione della merce nel territorio dello Stato nel quale risiede il cessionario o, in mancanza, di fornire adeguata prova della propria buona fede, ossia di aver adottato tutte le misure che si possono ragionevolmente richiedere, per non essere coinvolto in un'evasione fiscale avendo riguardo alle circostanze del caso concreto: ne deriva che, in caso di vendita con clausola "franco fabbrica", il cedente ha diritto all'esenzione IVA solo ove fornisca la prova documentale rappresentativa dell'effettiva dislocazione della merce nel territorio dello Stato membro di destinazione o di "fatti secondari", dai quali desumere la presenza delle merci in un territorio diverso dallo Stato di residenza, ovvero, se la documentazione sia in possesso di terzi non collaboranti e non sia acquisibile da altri soggetti, di aver espressamente concordato, nei contratti stipulati con vettore, spedizioniere e cessionario, l'obbligo di consegna del documento e, a fronte dell'altrui inadempimento, di aver esperito ogni utile iniziativa giudiziaria. (In applicazione del principio, la S.C. ha confermato la sentenza della C.T.R. che aveva ritenuto "fatti secondari", idonei a comprovare la fuoriuscita della merce dal territorio nazionale, le comunicazioni Intrastat e le dichiarazioni rese ex post dai cessionari circa l'avvenuta ricezione dei beni nello Stato intracomunitario di destinazione).

    Rv. 675187-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 338 ↗Art. 2697 c.c. · Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 17536/2025

    Obblighi dei contribuenti › Registrazione dei corrispettivi

    Detrazione di imposta - Violazione di obblighi formali di tenuta, registrazione e conservazione delle fatture - Diritto a detrazione - Sussistenza - Ragioni - Principio di neutralità fiscale - Sanzioni - Applicabilità - Fondamento - Fattispecie.

    In forza del principio di neutralità fiscale dell'IVA, pur in presenza di violazioni degli obblighi formali di tenuta, registrazione e conservazione delle fatture, per cui permane la possibilità di irrogare le relative sanzioni non potendosi qualificare le stesse come meramente formali, sussiste comunque il diritto alla detrazione purché tutti gli obblighi sostanziali siano soddisfatti, salvo che la parte abbia omesso di rispettare gli obblighi formali in vista di un intento fraudolento e di evasione, ovvero la violazione sia finalizzata ad impedire che sia fornita la prova certa del rispetto dei requisiti sostanziali. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza gravata che aveva annullato l'atto di recupero a tassazione di maggiore Iva ritenta indebitamente detratta, omettendo di considerare il duplice dato saliente dell'omessa contabilizzazione delle fatture emesse, con conseguente pregiudizio per la prova certa del rispetto dei requisiti sostanziali del diritto alla detrazione, e del mancato versamento dell'IVA dovuta in relazione alle operazioni oggetto di causa).

    Rv. 675161-01Rassegna di giugno 2025, p. 191 ↗Art. 21 d.P.R. 633/1972 · Art. 54 d.P.R. 633/1972Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 17656/2025

    Accertamento e riscossione

    Differimento della notifica di atti impositivi ex art.157 del d.l. n. 34 del 2020, conv. con modif. dalla l. n. 77 del 2020 - Fondamento - Deroga – Ragioni di indifferibilità e urgenza - Condotta delittuosa e/o fraudolenta - Rilevanza – Precedente avvio di indagine penale – Necessità - Esclusione.

    Il differimento della notifica degli atti impositivi di cui all'art. 157 del d.l. n. 34 del 2020, conv. con modif. dalla l. 77 del 2020, è stabilito a vantaggio dei contribuenti, affinché possano ricevere la notizia in un momento in cui non si trovano più nella difficoltà determinata dalle limitazioni conseguenti alla pandemia, ma l'amministrazione può procedere anticipatamente alla notifica in caso di indifferibilità ed urgenza, da ricollegarsi tra l'altro alla qualificazione delittuosa e/o fraudolenta della condotta, in ragione del conseguente pericolo di una perdita fiscale per l'erario o, comunque, per la necessità di circoscriverne gli effetti pregiudizievoli, restando privo di rilievo che, per i medesimi fatti, l'indagine penale sia già stata avviata.

    Rv. 675165-01Rassegna di giugno 2025, p. 192 ↗Art. 157 rilancio · Art. 331 c.p.p.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 17668/2025

    Accertamento e riscossione

    Termine per la notificazione degli atti impositivi - Differimento ex art. 157, comma 1, d.l. n. 34 del 2020 - Ulteriore proroga di ottantacinque giorni ex art. 67 del d.l. n. 18 del 2020 - Esclusione - Ragioni.

    Il termine per l'effettuazione delle notifiche degli atti impositivi per i quali i termini di decadenza scadono tra l'8 marzo 2020 e il 31 dicembre 2020, in base alle disposizioni agli stessi riferibili, differito dall'art. 157, comma 1, del d.l. n. 34 del 2020 (norma speciale dettata dall'emergenza Covid rispetto a quella di cui all'art. 12 del d.lgs. n. 159 del 2015) al periodo intercorrente fra il 1° marzo 2021 ed il 28 febbraio 2022, non è ulteriormente prorogabile di ottantacinque giorni per effetto del disposto di cui all'art. 67 del d.l. n. 18 del 2020, che risulta assorbito dal differimento di cui sopra.

    Rv. 675166-01Rassegna di giugno 2025, p. 192 ↗Art. 157 rilancio · Art. 12 Misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione · Art. 67 cura italiaDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 16654/2025

    Società consortile - Rapporti con i consorziati - Ribaltamento di costi e ricavi - Mandato senza rappresentanza - Compensazione tra ricavi e contributi - Esclusione - Fondamento.

    In tema d'IVA, in caso di mandato senza rappresentanza tra consorzio e società consorziata, i rapporti tra mandatario e mandante perdono la loro neutralità assurgendo a presupposti per l'applicazione del tributo, la cui base imponibile corrisponde al corrispettivo per il servizio reso o ricevuto dal mandatario senza rappresentanza, in un caso diminuito e nell'altro aumentato della provvigione, sicché dal punto di vista fiscale, non è legittima alcuna differenza tra quanto fatturato dalla società consortile al terzo committente e quanto fatturato dal consorziato alla società consortile, salvo quella corrispondente all'entità delle provvigioni o al costo di specifici servizi resi dal consorzio al terzo committente.

    Rv. 675147-01Rassegna di giugno 2025, p. 180 ↗Art. 1705 c.c. · Art. 2602 c.c. · Art. 2615-ter c.c. · Art. 3 d.P.R. 633/1972 e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 16580/2025

    Determinazione dell'imposta › Detrazioni

    Detraibilità - Condizioni - Operazioni simulate - Indetraibilità - Fondamento - Fattispecie in tema di interposizione fittizia.

    In tema di IVA, il diritto alla detrazione è subordinato alla prova dell'effettiva realizzazione dell'operazione di cessione di beni o di prestazione di servizi soggetta ad imposta, di guisa che un acquisto simulato non consente detta detrazione per l'assenza di un collegamento con le operazioni tassate a valle. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato l'impugnata sentenza che ha erroneamente ammesso la detrazione dell'imposta sugli acquisti di energia elettrica da fonti non rinnovabili compiuti da una società che aveva aggirato i limiti legali relativi al volume di tali importazioni mediante una società terza, realmente esistente e non mera "cartiera", ma fittiziamente interposta per realizzare il predetto meccanismo di frode).

    Rv. 675105-01Rassegna di giugno 2025, p. 177 ↗Art. 19 d.P.R. 633/1972 · Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 16592/2025

    Obblighi dei contribuenti › Pagamento dell'imposta › Rimborsi

    Emendabilità della dichiarazione dei redditi o IVA originariamente presentata - Condizioni - Conseguenze sulla decorrenza degli interessi ex art. 38-bis, comma 1, del d.P.R. n. 633 del 1972 - Fondamento.

    Il principio generale di emendabilità della dichiarazione dei redditi o della dichiarazione IVA riguarda soltanto l'ipotesi in cui la stessa riveste carattere di mera dichiarazione di scienza, essendo invece irretrattabile nelle parti in cui assume valore negoziale e non potendo in tal caso essere oggetto di una dichiarazione integrativa - salvo che il contribuente dimostri il carattere essenziale ed obiettivamente riconoscibile dell'errore in cui sia incorso ai sensi degli artt. 1427 e ss. c.c. – con la conseguenza che per fissare il termine iniziale di decorrenza degli interessi di cui all'art. 38-bis, comma 1, seconda parte, del d.P.R. n. 633 del 1972 occorre far riferimento alla dichiarazione originariamente presentata.

    Rv. 675143-01Rassegna di giugno 2025, p. 177 ↗Art. 38-bis d.P.R. 633/1972 · Art. 1427 c.c. · Art. 1428 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 15260/2025

    Accertamento e riscossione › Avviso di accertamento › Termini

    La disapplicazione, per contrasto con il diritto unionale delle disposizioni interne sul condono in relazione all'IVA, non incide sulla proroga dei termini per l'accertamento ex art. 10 della l. n. 289 del 2002, prevista proprio per consentire all'amministrazione di effettuare gli adempimenti imposti dal condono, senza pregiudizio per l'esercizio del potere accertativo, quando, per scelta del contribuente o limitazione normativa, non può realizzarsi la definizione premiale.

    Classificata anche sotto: Tributi (in generale) › Condono fiscale

    Rv. 675173-01Rassegna di giugno 2025, p. 156 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 15026/2025

    Obblighi dei contribuenti › Pagamento dell'imposta › Rimborsi
    Soggetti passivi › Soggetti non residenti nello Stato

    In tema di IVA, la fusione per incorporazione di una società non residente nel territorio dello Stato non è causa di estinzione del mandato di rappresentanza fiscale della società incorporata, in quanto, ai sensi dell'art. 1722, n. 4, c.c., il mandato, che ha per oggetto il compimento di atti relativi all'esercizio di un'impresa, non si estingue per estinzione del mandante, se l'esercizio dell'impresa è continuato, salvo il diritto di recesso delle parti o degli eredi. (In una controversia nella quale la ricorrente, in veste di rappresentante fiscale, aveva avanzato, in nome e per conto della incorporata, istanza di rimborso dell'eccedenza IVA, la S.C. ha affermato che la circostanza che l'istanza di rimborso non fosse stata formulata in nome e per conto della incorporante non era idonea ad inficiare il diritto al rimborso del credito IVA, atteso che, da un lato, la società incorporante subentra in tutti i diritti e gli obblighi della società incorporata e, dall'altro, una tale irregolarità non è, comunque, tale da privare il soggetto passivo del diritto di ottenere il rimborso).

    Classificata anche sotto: Società

    Rv. 675272-01Rassegna di giugno 2025, p. 149 ↗Art. 2504-bis c.c. · Art. 17 d.P.R. 633/1972 · Art. 1722 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 15026/2025

    Obblighi dei contribuenti › Pagamento dell'imposta › Rimborsi
    Soggetti passivi › Soggetti non residenti nello Stato

    In tema di IVA, l'identificazione diretta effettuata nel territorio dello Stato dalla società incorporante, ai sensi dell'art. 35 ter del d.P.R. n. 633 del 1972, non comporta il venir meno della legittimazione del rappresentante fiscale nominato dalla società incorporata per le operazioni compiute anteriormente alla fusione, senza che ciò costituisca violazione del principio di alternatività tra rappresentanza fiscale ex art. 17, comma 2, del d.P.R. n. 600 del 1973 ed identificazione diretta ex art. 35 ter del medesimo d.P.R., in quanto l'identificazione diretta opera soltanto per le operazioni successive e non per quelle ad essa anteriori.

    Classificata anche sotto: Società

    Rv. 675272-02Rassegna di giugno 2025, p. 151 ↗Art. 2504-bis c.c. · Art. 17 d.P.R. 633/1972 · Art. 35-ter d.P.R. 633/1972Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 14404/2025

    Accertamento e riscossione

    Il processo verbale di constatazione redatto dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in relazione all'imposta unica sulle scommesse può essere successivamente utilizzato dall'Agenzia delle Entrate per l'accertamento ai fini delle imposte dirette e dell'IVA, essendo valido un atto impositivo emesso sulla base di presunzioni ed elementi probatori raccolti relativamente ad un'altra imposta; spetta, tuttavia, al giudice di merito valutare l'ammissibilità e rilevanza di detti elementi, nonché la loro idoneità a dimostrare che la pretesa dell'amministrazione finanziaria è o meno fondata, con un accertamento di fatto sottratto al sindacato di legittimità, se adeguatamente motivato.

    Classificata anche sotto: Tributi erariali diretti

    Rv. 675079-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 389 ↗Art. 42 Accertamento imposte sui redditi · Art. 39 Accertamento imposte sui redditi · Art. 41-bis Accertamento imposte sui redditiDove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, novembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗ e gennaio 2026 ↗.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia