Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Impiego pubblico

Impiegati dello Stato

Sottovoce della voce 098 nella classificazione del Massimario

65 massime, da pronunce dal 12 gennaio 2025 al 27 luglio 2026

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Massime della Corte di cassazione

65 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente. Le prime 50 in questa pagina, le altre nelle successive.

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 24050/2026

    Stipendi

    Pubblico impiego - Anzianità di servizio effettiva - Accertabilità senza limiti di tempo - Condizioni - Prescrizione del diritto alla retribuzione - Rilevanza - Conseguenze in tema di scatti di retribuzione collegati all'anzianità.

    In tema di pubblico impiego, l'effettiva anzianità di servizio può essere accertata in giudizio senza termine di tempo, purché sussista l'interesse ad agire, da valutarsi in ordine all'azionabilità dei singoli e distinti diritti che su di essa si fondano, e ciò anche ai fini del riconoscimento del diritto ad una maggiore retribuzione per effetto del computo di un più alto numero di anni di servizio, salvo il limite derivante dalla prescrizione quinquennale cui soggiace il diritto alla retribuzione; ne consegue che, se il dipendente agisce per far valere il diritto alla progressione economica in base all'anzianità di servizio maturata ed alle correlate differenze retributive, tale da includere anche gli anni di servizio pre-ruolo, la prescrizione di un primo scatto di retribuzione collegato ad una determinata anzianità, non preclude l'attribuzione di scatti successivi, i quali debbono essere liquidati come se quello precedente, maturato ma non più dovuto per effetto della prescrizione, fosse stato corrisposto.

    Rv. 679581-01Rassegna di luglio 2026, p. 114Art. 2934 c.c. · Art. 2946 c.c. · Art. 2948 c.c. · Art. 16 Norme sul decentramento amministrativo nel settore dell'istruzione universitaria e sul personale non docenteDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 23387/2026

    Disciplina › Procedimento disciplinare › Rapporti con il giudizio penale

    Art. 55-ter, comma 4, del d.lgs. n. 165 del 2001, ratione temporis applicabile - Riattivazione del procedimento disciplinare dopo sentenza penale passata in giudicato - Termine di decadenza- Decorrenza - Dalla comunicazione del provvedimento giudiziale completo di motivazione - Ragioni. – Ripresa antecedente - Possibilità – Decorrenza del termine di decadenza – Esclusione - Fattispecie.

    In tema di pubblico impiego contrattualizzato, il termine per la riattivazione del procedimento disciplinare sospeso, previsto dall'art. 55-ter, comma 4, del d. lgs. n. 165 del 2001, opera solo in caso di riattivazione successiva all'irrevocabilità della sentenza penale e decorre dalla comunicazione, da parte della cancelleria del giudice penale, del provvedimento in forma integrale, tuttavia, stante la sua natura decadenziale e non ordinatoria, non impedisce che la ripresa possa essere anteriore ed avvenire sulla base di comunicazioni diverse da quella prevista dall'art. 154 ter disp. att. c.p.p., le quali, peraltro, non sono idonee a provocare la decorrenza del termine di decadenza. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza della corte d'appello che aveva escluso la decadenza dell'INAIL dall'esercizio del potere disciplinare, stante l'inidoneità della conoscenza della decisione altrimenti acquisita dall'Amministrazione in epoca anteriore alla comunicazione della sentenza penale irrevocabile ai fini della decorrenza del termine decadenziale).

    Rv. 679577-01Rassegna di luglio 2026, p. 106Art. 55-ter TU pubblico impiego · Art. 14 Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 23333/2026

    Segretari comunali e provinciali › Collocamento a riposo, in aspettativa e in disponibilità

    Pubblico impiego privatizzato - Eccedenze di personale e mobilità collettiva - Collocamento in disponibilità - Indennità di disponibilità - Computabilità dell'assegno personale ex art. 29 c.c.n.l. settore Enti Locali del 2004 - Sussistenza - Ragioni.

    In tema di pubblico impiego privatizzato, l'indennità prevista in favore del personale collocato in disponibilità, per le ipotesi di eccedenze di personale e conseguente mobilità collettiva, dall'art. 33, comma 8, del d.lgs. n. 165 del 2000 in misura pari all'80 % dello stipendio e dell'indennità integrativa speciale (I.S.S.), con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo comunque denominato, deve includere, pro quota, anche l'assegno ad personam non riassorbibile di cui all'art. 29, commi 3 e 4, del c.c.n.l. settore Enti locali del 2004, in quanto esso, nella sostanza, è componente dell'I.S.S. di cui al precedente c.c.n.l. del 14 settembre 2000.

    Rv. 679612-01Rassegna di luglio 2026, p. 105Art. 33 TU pubblico impiegoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 23035/2026

    Incompatibilità (con altri impieghi, professioni, cariche ed attività)

    Rientra nella giurisdizione contabile l'azione ex art. 53, comma 7, del d.lgs. n. 165 del 2001 promossa dal procuratore della Corte dei conti nei confronti di dipendente della P.A. che abbia omesso di versare alla propria amministrazione i corrispettivi percepiti nello svolgimento di un incarico non autorizzato, posto che in tal caso il petitum sostanziale della domanda è volto a far emergere non una mera posizione debitoria del dipendente nei confronti dell'ente di appartenenza, bensì un illecito da attività extraistituzionale causativo di un danno risarcibile (per lesione all'immagine o per sviamento di energie lavorative) in capo alla pubblica amministrazione, anche se in ipotesi quantitativamente ragguagliato ai compensi non autorizzati.

    Classificata anche sotto: Corte dei conti

    Rv. 679310-01Rassegna di luglio 2026, p. 10Art. 37 c.p.c. · Art. 20 Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale · Art. 57 Testo unico lo statuto degli impiegati civili dello Stato · Art. 59 Testo unico lo statuto degli impiegati civili dello StatoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 22773/2026

    Disciplina › Sanzioni disciplinari

    In tema di pubblico impiego, l'art. 4, comma 2, della l. n. 97 del 2001, secondo cui la sospensione cautelare del dipendente perde efficacia in caso di sentenza, anche non definitiva, di proscioglimento, ivi compresa la sentenza di non doversi procedere per estinzione del reato ai sensi dell'art. 531 c.p.p., trova applicazione anche nel caso di sospensione facoltativa disposta ai sensi dell'art. 3 della medesima legge, in quanto la disposizione, che non opera distinzioni, è norma di garanzia intesa ad evitare che una protrazione sine die della misura cautelare possa mutarla in una misura di per sé afflittiva.

    Classificata anche sotto: Giudizio civile e penale (rapporto) › Cosa giudicata penale

    Rv. 679611-01Rassegna di luglio 2026, p. 99Art. 531 c.p.p. · Art. 4 Norme sul rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare ed effetti del giudicato penale nei confronti dei dipendenti delle amministrazioni pubblicheDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 22610/2026

    Indennità

    Dipendenti in servizio presso la soppressa Commissione tributaria centrale - Diritto all'emolumento integrativo ex art. 37 d.l. n. 98 del 2011 - Sussistenza - Limitazione ai soli Uffici tenuti ad applicare il nuovo regime del contributo unificato - Esclusione.

    L'emolumento integrativo previsto dall'art. 37 del d.l. n. 98 del 2011, conv. con modif. dalla l. n. 111 del 2011, ratione temporis vigente, spetta anche ai dipendenti in servizio presso la soppressa Commissione tributaria centrale, non prevedendo la norma alcuna limitazione del beneficio ai soli Uffici della giustizia tributaria tenuti ad applicare il nuovo regime del contributo unificato, la cui introduzione rileva esclusivamente quale fonte di finanziamento dell'incentivo.

    Rv. 679460-01Rassegna di luglio 2026, p. 97Art. 37 Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria · Art. 12 Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamentoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 22337/2026

    Disciplina › Sanzioni disciplinari

    Impiegato sottoposto a procedimento penale - Sospensione cautelare dal servizio - Atto del procedimento disciplinare - Esclusione - Funzione di autotutela - Sussistenza - Conseguenze - Disciplina applicabile.

    Nel pubblico impiego privatizzato, la sospensione cautelare dal servizio dell'impiegato sottoposto a procedimento penale non è un atto del procedimento disciplinare, ma una misura di autotutela organizzativa, che non richiede perciò il previo contraddittorio con l'interessato, in quanto volta a tutelare l'immagine dell'amministrazione, la regolarità del servizio e il rapporto fiduciario con l'utenza, con la conseguenza che non trovano applicazione le disposizioni sulla competenza dell'ufficio per i procedimenti disciplinari né il riparto di cui all'art. 55-bis del d.lgs. n. 165 del 2001, ed il provvedimento è riservato al dirigente, quale gestore del rapporto di impiego.

    Rv. 679459-01Rassegna di giugno 2026, p. 215Art. 41 cost. · Art. 97 cost. · Art. 55-bis TU pubblico impiego · Art. 55-ter TU pubblico impiegoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 22337/2026

    Disciplina › Sanzioni disciplinari

    Segretario generale della Camera di commercio - Sospensione cautelare dal servizio - Adozione da parte della Giunta camerale - Legittimità - Sussistenza - Ragioni - Provenienza dal ruolo dei dirigenti della stessa Camera di commercio - Irrilevanza.

    Il provvedimento di sospensione cautelare dal servizio del Segretario generale della Camera di commercio è legittimamente adottato dalla Giunta camerale, organo competente, ex art. 14, comma 6, della l. n. 580 del 1993, alla designazione del Segretario generale, e quindi anche alla sua revoca e sospensione cautelare, oltre che ad ogni altro atto per l'espletamento delle funzioni e delle attività non riservate dalla legge e dallo statuto al Consiglio o al Presidente, non rilevando in senso contrario la provenienza del Segretario dal ruolo dei dirigenti della stessa Camera di commercio, poiché la sua posizione non si pone in continuità giuridica con il preesistente rapporto pubblico dirigenziale ma comporta la creazione di un nuovo rapporto di lavoro subordinato a termine.

    Rv. 679459-02Rassegna di giugno 2026, p. 214Art. 14 Riordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura · Art. 20 Riordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricolturaDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 20062/2026

    Stipendi

    In tema di dirigenza medica pubblica, la retribuzione di posizione spettante al dirigente che revoca l'opzione, precedentemente esercitata, per l'esercizio di attività extramoenia, con conseguente rientro nel regime di esclusività, va determinata sulla base dell'incarico successivamente conferitogli e, qualora egli, in conseguenza dell'opzione originaria per il rapporto di lavoro non esclusivo, sia rimasto sprovvisto di incarico, detta retribuzione, nelle more del conferimento di uno nuovo, rimane determinata, ex art. 48, comma 2, del c.c.n.l dell'8 giugno 2000, nella retribuzione "in godimento" all'atto del rientro, da individuarsi in quella dal medesimo goduta durante il periodo in cui era a rapporto di lavoro non esclusivo, e non in quella in vigenza di regime di esclusività al quale è transitato.

    Classificata anche sotto: Igiene e sanità pubblica

    Rv. 679372-01Rassegna di giugno 2026, p. 205Art. 15-quater Riordino della disciplina in materia sanitariaDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 19235/2026

    Stipendi

    Lavoro pubblico - Incarichi dirigenziali - Illegittimità o nullità del conferimento - Irrilevanza ai fini del diritto alla retribuzione - Fondamento - Art. 2126 c.c. - Mansioni superiori - Prova - Necessità solo in caso di svolgimento di fatto - Esclusione in caso di incarico formalmente conferito.

    In tema di pubblico impiego privatizzato, ai fini del riconoscimento della maggiorazione della retribuzione di posizione maturata in virtù dello svolgimento di incarichi di natura dirigenziale, non rileva la legittimità o meno del conferimento di tale incarico, atteso che la retribuzione, comunque spettante ai sensi dell'art. 2126 c.c., va commisurata alla qualità della prestazione resa e, dunque, include il diritto al trattamento economico accessorio, né è richiesta la prova dello svolgimento effettivo delle mansioni superiori, necessaria solo nel caso in cui manchi del tutto il titolo per l'espletamento delle stesse, che avviene in via di mero fatto, e non già nell'ipotesi in cui l'incarico sia stato formalmente conferito, ancorché risulti affetto da nullità.

    Rv. 679572-01Rassegna di giugno 2026, p. 196Art. 36 cost. · Art. 2126 c.c.Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, novembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 246/2011Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 19 TU pubblico impiego

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 19, comma 8, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), come modificato dall'art. 2, comma 159, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria), convertito, con modificazioni,…

  • Sentenza n. 124/2011Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 19 TU pubblico impiego

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 19, comma 8, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), nel testo vigente prima dell'entrata in vigore dell'art. 40 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttiv…

  • Sentenza n. 204/1971Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2120 c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2120, comma primo, del codice civile nella parte in cui esclude che l'indennità di anzianità sia dovuta al prestatore di lavoro, il cui servizio abbia avuto una durata inferiore all'anno. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 dicembre 1971. MICHELE FRAGALI - COSTANTINO MORTATI…

  • Sentenza n. 75/1968Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2120 c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2120, primo Comma, del Codice civile, nella parte in cui, nel caso di cessazione del contratto di lavoro a tempo indeterminato, esclude il diritto del prestatore di lavoro ad un'indennità proporzionale agli anni di servizio, allorquando la cessazione stessa derivi dal licenziamento per colpa di lui o da dimissioni volontarie. Così…

  • Sentenza n. 144/2025Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 21 Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 63, comma 2, terzo periodo, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), come modificato dall'art. 21, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, recante «Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30…

  • Sentenza n. 294/2010Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 4 Norme sul rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare ed effetti del giudicato penale nei confronti dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche

    Dispositivo: dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 1, della legge 27 marzo 2001, n. 97 (Norme sul rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare ed effetti del giudicato penale nei confronti dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 4, 24, 35, 36 e 97 della Costituzione, dal Tribunale amministrativo dell…

  • Ordinanza n. 398/2005Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 19 TU pubblico impiego

    Dispositivo: riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti ai giudici del Tribunale di Roma rimettenti. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 ottobre 2005. F.to: Piero Alberto CAPOTOSTI, Presidente Franco BILE, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 25 ottobre 2005. Il Direttore della Cancelleria F.to:…

  • Ordinanza n. 332/2005Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2948 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2948, numero 4, del codice civile, sollevata, in riferimento all'art. 36 della Costituzione, dalla Corte d'appello di Genova con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 13 luglio 2005. F.to: Piero Alberto CAPOTOSTI, Presi…

  • Ordinanza n. 190/2003Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 658 Testo unico vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale della tabella contenuta nell'art. 658 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado) sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 97, primo comma, della Costituzione, dal Tribunale…

  • Ordinanza n. 60/2003Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 4 Norme sul rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare ed effetti del giudicato penale nei confronti dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 4 della legge 27 marzo 2001, n. 97 (Norme sul rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare ed effetti del giudicato penale nei confronti dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 4, 24, 25, 35, 36 e 97 della Costituzione,…

  • Ordinanza n. 456/2002Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 4 Norme sul rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare ed effetti del giudicato penale nei confronti dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche

    Dispositivo: riuniti i giudizi, ordina la restituzione degli atti al Tribunale amministrativo regionale dell'Emilia-Romagna ed al Tribunale amministrativo regionale della Campania. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 ottobre 2002. F.to: Cesare RUPERTO, Presidente Annibale MARINI, Redattore Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere Depositata in Ca…

  • Sentenza n. 145/2002Esito: illegittimità costituzionale

    Questione giudicata su: Art. 4 Norme sul rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare ed effetti del giudicato penale nei confronti dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, 1) Dichiara l'illegittimità costituzionale, nei sensi di cui in motivazione, dell'art. 4, comma 2, della legge 27 marzo 2001, n. 97 (Norme sul rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare ed effetti del giudicato penale nei confronti dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche), nella parte in cui dispone che la sospensione perde efficacia decorso…

  • Ordinanza n. 9/2000Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2120 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2120 del codice civile, dell'art. 26 (settimo comma) del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1032 (Approvazione del testo unico delle norme sulle prestazioni previdenziali a favore dei dipendenti civili e militari dello Stato), dell'art. 4 (sesto comma) della legge 29 maggio 1982, n. 297 (Disciplina d…

  • Sentenza n. 491/1989Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2120 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2120, terzo comma, cod.civ., modificato dalla legge 29 maggio 1982, n. 297 ("Disciplina del trattamento di fine rapporto e norme in materia pensionistica"), nella parte in cui non prevede il servizio militare di leva tra i periodi di sospensione della prestazione di lavoro computabili nel calcolo del trattamen…

  • Sentenza n. 103/1989Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2103 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2086, 2087, 2095, 2099, 2103 del codice civile, in riferimento all'art. 41 della Costituzione, sollevata dal Pretore di Napoli con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 febbraio 1989. Il Presi…

  • Ordinanza n. 36/1989Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2120 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2120, terzo comma, codice civile, modificato dalla legge 29 maggio 1982, n. 297 ("Disciplina del trattamento di fine rapporto e norme in materia pensionistica"), sollevata, in relazione all'art. 52, secondo comma, della Costituzione, dal Pretore di Brunico con l'ordinanza indicata in epigrafe.…

  • Sentenza n. 802/1988Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2120 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2120, terzo comma, cod. civ., modificato dalla legge 29 maggio 1982 n. 297 ("Disciplina del trattamento di fine rapporto e norme in materia pensionistica"), nella parte in cui non prevede il servizio militare di leva tra i periodi di sospensione della prestazione di lavoro computabili nel calcolo del trattamen…

  • Ordinanza n. 708/1988Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2948 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 2947, 2948, nn. 4 e 5, 2949, 2955, n. 2, e 2956, nn. 1 e 2, cod. civ., sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 4 e 36 della Costituzione, dal Pretore di Roma con la ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della…

  • Ordinanza n. 340/1988Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 2948 c.c.

    Dispositivo: Ordina la restituzione degli atti al Pretore di Roma. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'11 marzo 1988. Il Presidente: SAJA Il redattore: GRECO Il cancelliere: MINELLI Depositata in cancelleria il 24 marzo 1988. Il direttore della cancelleria: MINELLI

  • Ordinanza n. 16/1984Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 358 c.p.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 314, 357, 358 cod. pen., 1 e 25 del R.D.L. 2 marzo 1936, n. 375 ("Disposizioni per la difesa del risparmio e per la disciplina della funzione creditizia"), sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 47 della Costituzione, con le ordinanze di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, in camer…

  • Ordinanza n. 17/1984Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 358 c.p.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 314, 357, 358 cod. pen., sollevata in riferimento agli artt. 3 e 47 della Costituzione con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella seduta della Corta costituzionale, Palazzo della Consulta, il 19 gennaio 1984. F.to: LEOPOLDO ELIA - ANTONINO DE…

  • Ordinanza n. 67/1981Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2120 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2096, terzo comma, cod. civ. - già dichiarato costituzionalmente illegittimo, nella parte impugnata, con sentenza n. 189 del 1980 - sollevata dai Pretori di Brescia e di Milano con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale,…

  • Sentenza n. 13/1981Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2948 c.c.

    Dispositivo: 1. - Dichiara non fondata la questione di legittimità dell'art. 2948, n. 4, cod. civ. sollevata in riferimento all'art. 136 Cost. con l'ordinanza 18 settembre 1979 dal Pretore di Parma; 2. - Dichiara inammissibile per irrilevanza la questione di legittimità dell'art. 2948, n. 4, cod. civ. sollevata in riferimento all'art. 36 Cost. con la stessa ordinanza. Così deciso in Roma, in…

  • Sentenza n. 189/1980Esito: illegittimità costituzionale

    Questione giudicata su: Art. 2120 c.c.

    Dispositivo: 1. - dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2096, terzo comma, cod. civ. nella parte in cui non riconosce il diritto alla indennità di anzianità di cui agli artt. 2120 e 2121 stesso codice, al lavoratore assunto con patto di prova nel caso di recesso dal contratto durante il periodo di prova medesimo. 2. - Ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 dichiara…

  • Ordinanza n. 78/1980Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 2948 c.c.

    Dispositivo: ordina la restituzione degli atti al Pretore di Roma. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'8 maggio 1980. F.to: LEONETTO AMADEI - GIULIO GIONFRIDA - EDOARDO VOLTERRA - GUIDO ASTUTI - MICHELE ROSSANO - ANTONINO DE STEFANO - LEOPOLDO ELIA - GUGLIELMO ROEHRSSEN - ORONZO REALE - BRUNETTO BUCCIARELLI DUCCI…

  • Sentenza n. 82/1979Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2948 c.c.

    Dispositivo: dichiara inammissibili le questioni di legittimità dell'articolo 2948 n. 4 cod. civ. in riferimento all'art. 136 della Costituzione, sollevate con ordinanza 14 aprile 1978 dal pretore di Parma. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 luglio 1979. F.to: LEONETTO AMADEI - EDOARDO VOLTERRA - GUIDO ASTUTI - MICHELE ROSSANO - ANTONI…

  • Sentenza n. 42/1979Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2948 c.c.

    Dispositivo: dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2948, n. 4, del codice civile, così come sollevata dal pretore di Andria con l'ordinanza 4 agosto 1976, in riferimento all'art. 36 della Costituzione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 giugno 1979. F.to: LEONETTO AMADEI - EDOARDO VOLTERRA - GUIDO…

  • Sentenza n. 44/1979Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2948 c.c.

    Dispositivo: dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2948, n. 4, cod. civ., nella parte in cui consente il decorso della prescrizione dei crediti di lavoro in pendenza del rapporto di pubblico impiego sollevata dal pretore di Bolzano con l'ordinanza 25 ottobre 1977, in riferimento all'art. 3 della Costituzione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte co…

  • Sentenza n. 45/1979Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2948 c.c.

    Dispositivo: 1) ordina la restituzione degli atti al tribunale di Massa, che, con ordinanze 8 novembre 1977, ha sollevato questione di legittimità costituzionale, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dell'art. 2948, n. 4, cod. civ., così come modificato a seguito della sentenza 10 giugno 1966, n. 63 della Corte costituzionale; 2) dichiara la manifesta infondatezza della questione di…

  • Ordinanza n. 51/1979Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2948 c.c.

    Dispositivo: riuniti i venticinque procedimenti, ordina la restituzione degli atti alla Pretura di Roma, sezione lavoro, che, con le ordinanze indicate in motivazione, aveva ritenuto non manifestamente infondata la questione di costituzionalità dell'articolo 2948, n. 4 c.c., così come modificato per effetto della sentenza 10 giugno 1966, n. 63 della Corte costituzionale, in riferimento agli artt…

Se ne mostrano 30 su 39: prima le dichiarazioni di illegittimità, poi le altre, dalle più recenti.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia