Corte di cassazione · Massimario

Avvocato e procuratore

Voce 026 della classificazione del Massimario

101 massime classificate sotto la voce (81 nelle pagine delle sottovoci), da pronunce dal 13 gennaio 2025 al 19 luglio 2026

Sottovoci

Come il Massimario suddivide la voce, con il numero di massime. Quelle con una pagina propria raccolgono lì le loro massime.

Onorarile più recenti

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 20214/2026 · 16 giugno 2026Contratti del consumatore - Compenso dell’avvocato - Pattuizione di tariffa oraria - Validità - Limiti.
  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 19049/2026 · 11 giugno 2026Tariffe professionali forensi - Cause di valore indeterminabile - Applicazione dello scaglione compreso tra 26.000 e 260.000 euro - Possibilità di liquidazione sulla base dello scaglione inferiore - Esclusione - Fondamento - Modifica introdotta dal d.m. n. 147 del 2022.
  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 17508/2026 · 2 giugno 2026Patto di quota lite - Ragionieri e commercialisti - Divieto previsto dall'abrogato art. 2233, comma 3, c.c. - Ambito applicativo - Patrocinio in sede giurisdizionale tributaria - Necessità - Attività professionali diverse - Esclusione - Fondamento.
  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 16201/2026 · 25 maggio 2026Stipulazione di transazione - Diritto al compenso - Mera sottoscrizione dell'atto transattivo - Irrilevanza - Perfezionamento dell'accordo transattivo - Contributo professionale effettivamente prestato - Prova - Necessità
  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 15831/2026 · 22 maggio 2026Minimi tariffari - D.m. n. 127 del 2004 - Derogabilità per mancato compimento dell'affare - Esclusione.

Giudizi disciplinarile più recenti

  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 23508/2026 · 19 luglio 2026Ricorso dinanzi al Consiglio Nazionale Forense - Proposizione da parte di difensore non munito di mandato speciale - Applicabilità dell'art. 182, comma 2, c.p.c. nel testo anteriore alla cd. Riforma Cartabia - Esclusione - Fondamento.
  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 23509/2026 · 19 luglio 2026Illecito permanente - Prescrizione - Decorrenza - Dalla cessazione della permanenza - Individuazione nel caso di contestazione disciplinare "chiusa" - Fattispecie.
  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 23510/2026 · 19 luglio 2026Ricorso al Consiglio nazionale forense avverso le decisioni del Consiglio dell'ordine degli avvocati - Procura speciale - Necessità - Contenuto - Specifico riferimento al ricorso avverso le decisioni del Consiglio dell'ordine degli avvocati - Fondamento - Idoneità di una procura conferita nella fase amministrativa, in vista dell'intero procedimento - Esclusione.
  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 22199/2026 · 28 giugno 2026Ricorso per cassazione dell'avvocato contro la decisione del CNF - Disciplina ex artt. 36, comma 6, l. n. 247 del 2012 e 6, comma 4, d.l. n. 179 del 2012, come modif. dalla l. n. 70 del 2020 - Termine breve - Decorrenza - Dalla notifica eseguita all’indirizzo PEC dell’incolpato - Fondamento.
  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 22200/2026 · 28 giugno 2026Procedimento

Massime della Corte di cassazione

Le 20 massime che non stanno nelle pagine delle sottovoci, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 23511/2026

    Incompatibilità ex art. 18, comma 1, lett. a), della l. n. 247 del 2012 - Mera iscrizione in albo professionale - Configurabilità - Svolgimento di altra attività continuativamente o professionalmente - Necessità - Esclusione - Fattispecie.

    In tema di professione forense, per integrare l'incompatibilità prevista dall'art. 18, comma 1, lett. a), della l. n. 247 del 2012 è sufficiente la mera iscrizione in un altro albo professionale (diverso da quelli per cui è espressamente consentita), non essendo necessario che la differente attività sia svolta continuativamente o professionalmente. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione del C.N.F., il quale aveva affermato che l'iscrizione all'albo degli avvocati era incompatibile con quella all'albo degli odontoiatri, pur in assenza di un concreto esercizio della relativa professione sanitaria).

    Rv. 679476-01Rassegna di luglio 2026, p. 19Art. 18 Legge professionale forenseDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 23499/2026

    Previdenza

    Giudice onorario di tribunale (GOT) - Servizio prestato ante l. n. 247 del 2012 - Trattamento economico percepito - Assoggettamento a contribuzione per la Cassa nazionale di previdenza - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.

    In relazione al servizio prestato dai giudici onorari di tribunale (GOT) anteriormente all'entrata in vigore della l. n. 247 del 2012 - che, all'art. 21, comma 8, ha disposto l'iscrizione obbligatoria alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense (CNPAF), anche per gli iscritti agli albi forensi che svolgono funzioni di giudice di pace e di giudici onorari del tribunale - il trattamento indennitario percepito dal Ministero di Giustizia non è assoggettabile a contribuzione in favore della CNPAF, stante la mancanza di una disposizione normativa in tal senso e la non applicabilità, in via analogica, della previsione, di natura eccezionale, dettata in tema di giudici onorari aggregati (GOA) dall'art. 8 della l. n. 276 del 1997. (Principio affermato in relazione ad una controversia il cui thema decidendum era limitato al solo profilo dell'an debendi della contribuzione alla Cassa Forense, in riferimento al servizio prestato da un GOT, iscritto all'albo degli avvocati, in epoca antecedente alla riforma del 2012, e non implicava questioni relative alla tutela previdenziale e assistenziale dei magistrati onorari alla luce del diritto dell'Unione europea, né il rapporto previdenziale assicurativo tra il GOT e la gestione separata dell'INPS).

    Classificata anche sotto: Tributi erariali diretti › Imposta sul reddito delle persone fisiche (I.R.P.E.F.) (tributi posteriori alla riforma del 1972)

    Rv. 679473-01Rassegna di luglio 2026, p. 17Art. 21 Legge professionale forense · Art. 8 Disposizioni per la definizione del contenzioso civile pendente: nomina di giudici onorari aggregati e istituzione delle sezioni stralcio nei tribunali ordinari · Art. 22 Riforma del sistema previdenziale forense · Art. 10 Riforma del sistema previdenziale forense e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 22451/2026

    Responsabilità civile

    Responsabilità professionale dell'avvocato - Obbligo di consiglio - Violazione - Autonomia rispetto alla malpractice difensiva - Danno risarcibile - Allegazione e prova - Liquidazione equitativa - Fattispecie.

    Responsabilità civile › Errori ed omissioni

    In tema di responsabilità professionale dell'avvocato, la domanda di risarcimento del danno patito in conseguenza dell'inadempimento dell'obbligo di consiglio da parte dell'avvocato - il quale si configura quando il difensore, venendo meno ai propri obblighi di consiglio, commette omissioni informative, ovvero non informa il cliente su decadenze, prescrizioni, rischi processuali, e non prospetta gli effetti delle scelte processuali, prestando un consiglio inesatto o fuorviante e suggerendo iniziative inutili o dannose - è distinta e autonoma da quella relativa al danno derivante da malpractice nello svolgimento dell'attività difensiva e, differendone nei suoi presupposti, va specificamente e tempestivamente proposta, alterando i temi della controversia. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che, a fronte dell'originaria domanda di risarcimento del danno patito in conseguenza della tardiva impugnazione di un licenziamento, aveva ritenuto inammissibile la domanda, proposta solo con la memoria ex art. 183, comma 6, n. 1, c.p.c., di risarcimento del danno fondata sulla violazione dell'obbligo di informazione in ordine al probabile esito sfavorevole della controversia).

    Rv. 678995-01Rassegna di giugno 2026, p. 185Art. 1176 c.c. · Art. 2236 c.c. · Art. 1223 c.c. · Art. 1226 c.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 21869/2026

    Patrocinio gratuito › Ammissione › Effetti › Liquidazione da parte del giudice

    Azione revocatoria - Determinazione del valore della causa - Riferimento al credito - Necessità - Fondamento - Fattispecie.

    In tema di azione revocatoria, il valore della causa si determina sulla base non già dell'atto impugnato, bensì del credito per il quale si agisce in giudizio, ancorché il valore dei beni alienati, o comunque sottratti alla garanzia patrimoniale del creditore, risulti superiore o inferiore, trattandosi di rimedio avente carattere conservativo, in quanto volto a rendere inefficace l'atto nei confronti del creditore per consentire l'assoggettabilità ad esecuzione dei beni resi indisponibili dal debitore. (Principio affermato in relazione alla liquidazione dei compensi del difensore di un fallimento ammesso al patrocinio a spese dello Stato, che aveva promosso la revocatoria).

    Classificata anche sotto: Competenza civile

    Rv. 679121-01Rassegna di giugno 2026, p. 107Art. 12 c.p.c. · Art. 2901 c.c. · Art. 82 Testo unico spese di giustizia. (Testo A)Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 21315/2026

    Previdenza

    Iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense - Art. 21, comma 8, l. n. 247 del 2012 - Conseguenza automatica dell'iscrizione all'albo professionale - Mancanza di effettività, continuità e abitualità dell’attività forense - Rilevanza - Limiti.

    In tema di contributi dovuti alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense, a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 21, comma 8, della l. n. 247 del 2012, l'iscrizione alla Cassa Forense, ed il correlativo obbligo per il professionista iscritto di versare la contribuzione, conseguono automaticamente all'iscrizione all'Albo - a prescindere dal fatto che l'accesso alle prestazioni della Cassa sia in concreto, per il singolo assicurato, altamente improbabile in ragione di circostanze di fatto legate al caso di specie, quale l'iscrizione alla previdenza forense in avanzata età anagrafica - sicché l'esercizio della professione in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente, non costituisce più requisito condizionante l'iscrizione alla Cassa e incide sul rapporto contributivo solo laddove la mancanza di effettività, continuità e abitualità dell'attività forense comporti la cancellazione dall'albo al quale l'avvocato è iscritto.

    Rv. 679573-01Rassegna di giugno 2026, p. 210Art. 21 Legge professionale forenseDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 19440/2026

    Responsabilità civile

    Responsabilità professionale dell'avvocato - Omissione comunicazione del deposito della sentenza da impugnare - Valutazione prognostica circa il probabile esito dell'azione giudiziale - Nesso di causalità - Mancanza di precedenti di legittimità - Non decisività.

    In tema di responsabilità professionale dell'avvocato, in sede di valutazione prognostica circa il probabile esito dell'azione giudiziale, il nesso causale tra l'omissione del difensore (nella specie consistita nel non aver informato le parti del deposito della sentenza da impugnare, con conseguente sua mancata impugnazione) e il risultato favorevole che ne sarebbe potuto discendere per il cliente non può essere escluso sulla base della mera mancanza di precedenti di legittimità sul punto controverso, trattandosi di argomento neutro e in sé inidoneo a fungere da spiegazione del giudizio controfattuale.

    Rv. 678784-01Rassegna di giugno 2026, p. 149Art. 1176 c.c. · Art. 2236 c.c. · Art. 1218 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 18132/2026

    Albo › Cancellazione

    Requisito ex art. 17, comma 1, lett. f), l. n. 247 del 2012 - Questione di legittimità costituzionale - Manifesta infondatezza - Ragioni.

    Albo › Iscrizione

    È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 17, comma 1, lett. f), della l. n. 247 del 2012 - nella parte in cui, prevedendo quale requisito per l'iscrizione all'Albo che il professionista non sia sottoposto "ad esecuzione di pene detentive, di misure cautelari o interdittive", attribuisce rilievo anche in via amministrativa, ai fini della cancellazione dall'Albo stesso, anziché solo disciplinare, a misure interdittive e restrittive applicate in via cautelare - rientrando nella discrezionalità legislativa accomunare fattispecie diverse (la pena detentiva definitivamente inflitta e la misura cautelare) che, in egual modo, costituiscono ostacolo all'esercizio pieno e indipendente del patrocinio difensivo e sono incompatibili con l'immagine pubblica che dev'essere strutturalmente propria dell'avvocatura; né alcuna irragionevolezza può ravvisarsi in una disciplina che disponga la cancellazione d'ufficio al venir meno di uno dei requisiti richiesti per l'iscrizione all'Albo, la quale è atto amministrativo di accertamento costitutivo dello status del professionista, con efficacia erga omnes, che assolve ad una funzione sia di pubblicità che di certificazione del possesso, da parte degli iscritti, dei requisiti di capacità tecnica e di moralità pubblica necessari allo svolgimento dell'attività professionale.

    Rv. 678960-01Rassegna di giugno 2026, p. 5Art. 3 cost. · Art. 17 Legge professionale forenseDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 17756/2026

    Previdenza

    Sanzioni amministrative pecuniarie per inosservanza dell'obbligo di comunicazione della dichiarazione reddituale - Prescrizione - Normativa applicabile - Decorrenza della prescrizione - Dalla data di trasmissione della dichiarazione reddituale - Sussistenza - Tardività della trasmissione - Irrilevanza - Fondamento.

    Il termine quinquennale di prescrizione della sanzione amministrativa pecuniaria prevista, dall'art. 17, comma 4, della l. n. 576 del 1980, per l'inottemperanza all'obbligo di comunicazione alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense dell'ammontare del reddito professionale percepito, decorre, ai sensi della disposizione speciale di cui al successivo art. 19, comma 2, dalla trasmissione effettiva della dichiarazione, da parte dell'obbligato, alla Cassa, anche se tardiva, e non già dal momento in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere trasmessa, poiché altrimenti si vanificherebbe la finalità antielusiva della disposizione.

    Classificata anche sotto: Sanzioni amministrative

    Rv. 679414-01Rassegna di giugno 2026, p. 191Art. 17 Riforma del sistema previdenziale forense · Art. 19 Riforma del sistema previdenziale forense · Art. 2935 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 17352/2026

    Previdenza

    Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense - Art. 4 del Regolamento - Divieto di restituzione dei contributi già versati - Applicabilità anche in caso di cancellazione dall'albo professionale per incompatibilità - Fondamento - Conseguenze.

    In tema di contribuzione dovuta alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense, l'art. 4 del suo Regolamento generale, secondo cui i contributi legittimamente versati non sono restituibili all'iscritto che sia stato cancellato dall'albo professionale, si applica anche nel caso in cui questa derivi da una situazione di incompatibilità, operando quest'ultima, a seguito dell'entrata in vigore della l. n. 247 del 2012, ex nunc, con la conseguenza che i versamenti contributivi effettuati per gli anni di iscrizione alla Cassa restano validi, efficaci e utili al riconoscimento della pensione di vecchiaia e contributiva.

    Rv. 679412-01Rassegna di giugno 2026, p. 189Art. 21 Riforma del sistema previdenziale forense · Art. 17 Legge professionale forenseDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 11805/2026

    Previdenza

    Avvocato - Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense - Contributi - Regolamento della Cassa forense in attuazione dell’art. 21, commi 8 e 9, della l. n. 247 del 2012 - Art. 7 del Regolamento - Contributo minimo soggettivo - Operatività - Requisiti soggettivi e oggettivi - Requisito temporale dei primi sei anni di iscrizione alla Cassa - Ambito - Fondamento.

    In tema di contributi dovuti alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense, il beneficio del pagamento in misura ridotta del contributo soggettivo minimo, previsto dall'art. 7 del Regolamento della Cassa Forense, di attuazione dell'art. 21, commi 8 e 9, della l. n. 247 del 2012, spetta - a condizione che l'iscrizione decorra da un momento antecedente al compimento al trentacinquesimo anno di età - solo per i primi sei anni d'iscrizione alla Cassa forense, e non può essere esteso a chi, pur nel rispetto del requisito anagrafico, vanti un pregresso periodo d'iscrizione e, dopo essersi cancellato, si sia nuovamente iscritto, seppure d'ufficio, in quanto la ratio delle previsioni sulle agevolazioni, che rappresentano uno ius singulare, soggetto a stretta interpretazione, è quella di favorire i nuovi iscritti, alleviandone gli obblighi contributivi con precipuo riguardo alla posizione dei giovani iscritti.

    Rv. 678767-01Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 328 ↗Art. 1362 c.c. · Art. 1363 c.c. · Art. 21 Legge professionale forenseDove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, novembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa voce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 70/2025Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 17 Legge professionale forense

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 57 della legge 31 dicembre 2012, n. 247 (Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense); 2) dichiara, in via consequenziale, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), l'illegittimità costituzionale dell'art. 17, comma 16, della legge n. 247 d…

  • Sentenza n. 14/2020Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 516 del codice di procedura penale, nella parte in cui, in seguito alla modifica dell'originaria imputazione, non prevede la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento la sospensione del procedimento con messa alla prova. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 gennaio 2020.…

  • Sentenza n. 77/2018Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 92 c.p.c.

    Dispositivo: riuniti i giudizi, 1) dichiara inammissibile l'intervento della Confederazione generale italiana del lavoro; 2) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 92, secondo comma, del codice di procedura civile, nel testo modificato dall'art. 13, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132 (Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arre…

  • Sentenza n. 206/2017Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 516 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento l'applicazione della pena a norma dell'art. 444 del codice di procedura penale, relativamente al fatto diverso emerso nel corso dell'istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione. Così dec…

  • Sentenza n. 273/2014Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 516 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al fatto diverso emerso nel corso dell'istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palaz…

  • Sentenza n. 333/2009Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 517 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede la facoltà dell’imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al reato concorrente contestato in dibattimento, quando la nuova contestazione concerne un fatto che già risultava dagli atti di indagine al momento di esercizio dell’azione penal…

  • Sentenza n. 530/1995Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 517 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede la facoltà dell'imputato di proporre domanda di oblazione, ai sensi degli artt. 162 e 162-bis del codice penale, relativamente al reato concorrente contestato in dibattimento; Dichiara, in applicazione dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'illegittimità…

  • Sentenza n. 265/1994Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: Riuniti i giudizi: dichiara l'illegittimità costituzionale degli artt. 516 e 517 del codice di procedura penale nella parte in cui non prevedono la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento l'applicazione di pena a norma dell'art. 444 del codice di procedura penale, relativamente al fatto diverso o al reato concorrente contestato in dibattimento, quando la n…

  • Sentenza n. 230/2022Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 521 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 521, comma 2, del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 112 della Costituzione, dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale ordinario di Palermo con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 19 ottobre 2022…

  • Sentenza n. 128/2022Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 9 Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari

    Dispositivo: 1) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 9, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari), convertito, con modificazioni, nella legge 11 agosto 2014, n. 114, in combinato disposto con l'art. 23-ter, comma 1, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n…

  • Sentenza n. 98/2021Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 521 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 521 del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Torre Annunziata, in composizione monocratica, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 28 aprile 2021.…

  • Sentenza n. 87/2021Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 91 c.p.c.

    Dispositivo: 1) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, recante «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia (Testo A)» e degli artt. 91, 669-quaterdecies e 669-septies del codice di procedura civile, sollevate, in riferimento agli artt. 2, 3, 24 e 32 della C…

  • Sentenza n. 89/2021Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 14 Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione

    Dispositivo: dichiara non fondate, nei sensi di cui in motivazione, le questioni di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 395, numero 4), del codice di procedura civile e 14 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54…

  • Sentenza n. 268/2020Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 91 c.p.c.

    Dispositivo: 1) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 91, primo comma, secondo periodo, del codice di procedura civile, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 4, 24, 35 e 117 primo comma, della Costituzione, quest'ultimo in relazione agli artt. 6, 13 e 14 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), firmata a Rom…

  • Ordinanza n. 35/2020Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 516 e 517 del codice di procedura penale, sollevate dal Tribunale ordinario di Novara, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 30 gennaio 2020. F.to: Marta CARTABIA, Presidente Franco MODUGNO, Redattore R…

  • Sentenza n. 131/2019Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 521 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara non fondate, nei sensi di cui in motivazione, le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 464-bis, comma 2, e 521, comma 1, del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 24, secondo comma, della Costituzione, dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale ordinario di Catania, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sed…

  • Ordinanza n. 190/2018Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 92 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 92, secondo comma, del codice di procedura civile, nel testo modificato dall'art. 13 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132 (Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile), convertito, con modificazioni, in legge 10 nov…

  • Sentenza n. 67/2018Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 10 Riforma del sistema previdenziale forense · Art. 22 Riforma del sistema previdenziale forense

    Dispositivo: 1) dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 10 e 22, secondo comma, della legge 20 settembre 1980, n. 576 (Riforma del sistema previdenziale forense), sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 38, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Palermo, con l'ordinanza indicata in epigrafe; 2) dichiara inammissibili le questioni di legittimità cos…

  • Sentenza n. 236/2017Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 9 Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari

    Dispositivo: riuniti i giudizi: 1) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 9, commi 3 e 6, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari), convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, sollevate dal Tribunale amministrativo regionale per la Cala…

  • Ordinanza n. 290/2016Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90

    Dispositivo: 1) dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 18 del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83 (Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell'amministrazione giudiziaria), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 6 agosto 2015, n. 132, sollevate, in riferimento agli a…

  • Ordinanza n. 254/2016Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 10 Riforma del sistema previdenziale forense

    Dispositivo: 1) dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 1, comma 4, 2, comma 2, e 3, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 (Attuazione della delega conferita dall'art. 1, comma 32, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, in materia di trasformazione in persone giuridiche private di enti gestori di forme obbligatorie di…

  • Ordinanza n. 206/2016Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 116 Testo unico spese di giustizia. (Testo A)

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 116 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia - Testo A), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 97 e 111 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Roma con le ordinan…

  • Sentenza n. 133/2016Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90

    Dispositivo: riuniti i giudizi, 1) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 114, sollevata, in riferimento all'art. 33, ses…

  • Sentenza n. 29/2016Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90

    Dispositivo: 1) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 28 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 114, proposta - in riferimento agli artt. 3, 81 e 97 della Costituzione - dall…

  • Sentenza n. 218/2015Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90

    Dispositivo: 1) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 5, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 114, promossa, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, d…

  • Ordinanza n. 214/2015Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara l'estinzione dei processi. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 ottobre 2015. F.to: Alessandro CRISCUOLO, Presidente Giuliano AMATO, Redattore Gabriella Paola MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 29 ottobre 2015. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella Paola MELATTI

  • Ordinanza n. 201/2015Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 116 Testo unico spese di giustizia. (Testo A)

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 116 e 117 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia - Testo A), sollevata, in riferimento all'articolo 3 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Lecce, in composizione monocratica, c…

  • Ordinanza n. 28/2015Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 516 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 117 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Lecce con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 28 gennaio 2015. F.to: Alessandro…

  • Sentenza n. 157/2014Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 91 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 91, ultimo comma, del codice di procedura civile, introdotto dall'art. 13, comma 1, lettera b), del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 212 (Disposizioni urgenti in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 17 febbraio…

  • Sentenza n. 65/2014Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 14 Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione

    Dispositivo: 1) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 3, comma 1, e 14, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69), sollevata, in riferimento all'art. 76 della…

Se ne mostrano 30 su 69: prima le dichiarazioni di illegittimità, poi le altre, dalle più recenti.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia