Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Avvocato e procuratore

Giudizi disciplinari

Sottovoce della voce 026 nella classificazione del Massimario

26 massime, da pronunce dal 1 maggio 2025 al 19 luglio 2026

Massime della Corte di cassazione

26 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 23508/2026

    Impugnazioni

    Ricorso dinanzi al Consiglio Nazionale Forense - Proposizione da parte di difensore non munito di mandato speciale - Applicabilità dell'art. 182, comma 2, c.p.c. nel testo anteriore alla cd. Riforma Cartabia - Esclusione - Fondamento.

    Nel giudizio dinanzi al Consiglio Nazionale Forense, il difensore deve essere munito di mandato speciale ed iscritto nell'albo speciale di cui all'art. 33 del r.d.l. 1578 del 1933, con la conseguenza che, nelle ipotesi in cui la procura alle liti sia inesistente o manchi in atti, non è applicabile l'art. 182, comma 2, c.p.c., nella formulazione, vigente ratione temporis, introdotta dall'art. 46, comma 2, della l. n. 69 del 2009, la quale, contrariamente al testo novellato dal d.lgs. n. 149 del 2022, non consentiva la sanatoria di un atto inesistente.

    Classificata anche sotto: Procedimento civile › Difensori

    Rv. 679474-01Rassegna di luglio 2026, p. 17Art. 182 c.p.c. · Art. 3 Attuazione della legge 26 novembre 2021, n. 206Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 23509/2026

    Azione disciplinare › Prescrizione

    Illecito permanente - Prescrizione - Decorrenza - Dalla cessazione della permanenza - Individuazione nel caso di contestazione disciplinare "chiusa" - Fattispecie.

    La prescrizione dell'azione disciplinare per illecito permanente dell'avvocato decorre dalla cessazione della permanenza, la quale, nel caso di contestazione cd. chiusa, ossia che individua l'esatta durata della condotta, va determinata in base all'incolpazione. (Nella specie, la S.C. ha affermato l'intervenuta prescrizione dell'azione disciplinare relativa ad un illecito frutto di una condotta permanente, perimetrata nell'incolpazione come iniziata nel febbraio 2016 e cessata il 12 giugno 2018, individuando tale data come dies a quo della decorrenza del termine).

    Rv. 679475-01Rassegna di luglio 2026, p. 18Art. 103 cura italia · Art. 37 Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategiciDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 23510/2026

    Impugnazioni

    Ricorso al Consiglio nazionale forense avverso le decisioni del Consiglio dell'ordine degli avvocati - Procura speciale - Necessità - Contenuto - Specifico riferimento al ricorso avverso le decisioni del Consiglio dell'ordine degli avvocati - Fondamento - Idoneità di una procura conferita nella fase amministrativa, in vista dell'intero procedimento - Esclusione.

    In tema di proposizione di ricorso al Consiglio nazionale forense, il requisito della specialità della procura - da conferire ad avvocato iscritto nell'apposito albo - richiesto dall'art. 60, comma 4, del r.d. n. 37 del 1934 per la fase giurisdizionale innanzi al CNF, che segue quella amministrativa innanzi al COA, assolve all'esigenza che la volontà della parte di impugnare la decisione amministrativa si formi tenendo conto della decisione oggetto del ricorso stesso e, pertanto, necessariamente dopo la sua pubblicazione e con specifico riferimento ad essa; ne consegue che, a tale effetto, non può essere considerata idonea la procura rilasciata per la rappresentanza e la difesa nella fase amministrativa, ancorché conferita in vista dell'intero procedimento.

    Rv. 679540-01Rassegna di luglio 2026, p. 18Art. 182 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 22199/2026

    Impugnazioni

    Ricorso per cassazione dell'avvocato contro la decisione del CNF - Disciplina ex artt. 36, comma 6, l. n. 247 del 2012 e 6, comma 4, d.l. n. 179 del 2012, come modif. dalla l. n. 70 del 2020 - Termine breve - Decorrenza - Dalla notifica eseguita all’indirizzo PEC dell’incolpato - Fondamento.

    Nel procedimento disciplinare forense, ai fini della decorrenza del termine breve di impugnazione di cui all'art. 36, comma 6, l. n. 247 del 2012, la notificazione della sentenza del CNF deve essere eseguita, ai sensi del combinato disposto degli artt. 36, commi 4 e 5, l. n. 247 del 2012 e 16, comma 4, d.l. n. 179 del 2012, conv. con modif. dalla l. n. 221 del 2012, all'indirizzo PEC dell'incolpato, atteso che quest'ultimo è il solo destinatario individuato dalla disciplina speciale, in deroga al regime ordinario di cui agli artt. 170 e 285 c.p.c., e che trattasi di soggetto obbligato per legge a munirsi di domicilio digitale, e ciò anche ove abbia eletto domicilio presso il suo difensore, trattandosi di circostanza che non può essere utilizzata né per trasferire sul domiciliatario la qualità di destinatario della notificazione, né per legittimare l'impiego di un recapito, ancorché digitale, ma pur sempre riferibile ad un soggetto diverso da quello individuato dalla legge.

    Rv. 678866-01Rassegna di giugno 2026, p. 19Art. 36 Legge professionale forense · Art. 16 Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese · Art. 170 c.p.c. · Art. 285 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 22200/2026

    Procedimento

    Nel giudizio disciplinare dinanzi al Consiglio nazionale forense, l'omessa comunicazione, al ricorrente e alle altre parti, del provvedimento con cui è stata fissata la seduta con l'indicazione del giorno e dell'ora in cui la seduta avrà luogo, ai sensi dell'art. 61, comma 5, del r.d. n. 37 del 1934, costituendo grave violazione dell'esercizio del diritto di difesa e del contraddittorio, determina la nullità della seduta stessa e degli atti successivi e dipendenti, compresa la decisione del CNF. (Nella specie, la S.C. ha dichiarato la nullità della decisione impugnata in quanto la comunicazione dell'avviso di fissazione di udienza era stata eseguita esclusivamente al difensore dell'incolpato presso un indirizzo PEC non risultante dai pubblici registri e dunque giuridicamente inesistente).

    Rv. 678964-01Rassegna di giugno 2026, p. 20Art. 24 cost. · Art. 159 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 21264/2026

    Procedimento

    Mancata audizione dell’incolpato nella fase preliminare - Nullità del procedimento innanzi al COA - Esclusione - Fondamento.

    In tema di procedimento disciplinare dinanzi al COA, la mancata audizione dell'incolpato nella fase istruttoria preliminare non determina alcuna nullità, dovendosi escludere l'estensione a tale fase delle prescrizioni e delle garanzie previste per quella dibattimentale, tenuto altresì conto che il diritto di difesa dell'incolpato, già tutelato nella fase che si apre con la citazione a giudizio, è comunque salvaguardato, in quella precedente, dalla previsione della facoltà di formulare per iscritto le proprie osservazioni, a norma dell'art. 58, comma 2, della l. n. 247 del 2012.

    Rv. 678862-01Rassegna di giugno 2026, p. 16Art. 24 cost. · Art. 58 Legge professionale forenseDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 20722/2026

    Rilevanza disciplinare della condotta - Apprezzamento - Competenza esclusiva degli organi disciplinari forensi - Sussistenza - Controllo in sede di legittimità - Limiti - Fattispecie.

    Nei procedimenti disciplinari a carico di avvocati, la concreta individuazione delle condotte costituenti illecito disciplinare definite dalla legge mediante una clausola generale è rimessa all'ordine professionale e il controllo di legittimità sull'applicazione di tali norme non consente alla S.C., se non nei limiti della valutazione di ragionevolezza, di sostituirsi al Consiglio Nazionale Forense, tramite una riformulazione o ridefinizione delle condotte esaminate, nell'enunciazione delle ipotesi di illecito. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva ritenuto che la condotta dell'avvocato - il quale non solo non aveva adempiuto all'obbligazione di pagamento nei confronti di un collega che lo aveva assistito in un procedimento penale, fattispecie prevista dall'art. 64 CDF, ma ne aveva anche contestato pretestuosamente l'esistenza - integrasse violazione anche dei fondamentali doveri di lealtà, correttezza, probità e dignità, decoro e diligenza, al cui presidio è posto l'art. 9 CDF, nonché dell'art. 63 CDF, che sanziona la condotta dell'avvocato che, nei rapporti con i terzi, compromette la dignità della professione e l'affidamento dei terzi).

    Rv. 678858-01Rassegna di giugno 2026, p. 10Art. 3 Legge professionale forense · Art. 360 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 17648/2026

    Azione disciplinare › Prescrizione

    Prescrizione - Decorrenza - Illecito permanente - Permanenza indefinitamente protratta - Individuazione - Decisione disciplinare di primo grado - Sussistenza - Ragioni.

    In tema di illecito disciplinare dell'avvocato, nell'ipotesi di illecito permanente in cui la permanenza si protragga indefinitamente, il termine prescrizionale massimo, di cui all'art. 56, comma 3, della l. n. 247 del 2012, decorre dall'intervento della decisione disciplinare di primo grado, al fine di evitare una irragionevole, e non prevista dalla legge, imprescrittibilità dell'azione disciplinare.

    Rv. 678587-01Rassegna di giugno 2026, p. 4Art. 56 Legge professionale forenseDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 17741/2026

    Sanzioni disciplinari

    Tassatività dei comportamenti vietati - Esclusione - Art. 9 del codice deontologico - Norma di chiusura - Configurabilità - Conseguenze - Fattispecie.

    Nella materia disciplinare forense non trova applicazione il principio di stretta tipicità dell'illecito, proprio del diritto penale, per cui non è prevista una tassativa elencazione dei comportamenti vietati, ma solo l'enunciazione dei doveri fondamentali, tra cui segnatamente quelli di probità, dignità, decoro, lealtà e correttezza di cui all'art. 9 del nuovo codice deontologico forense che, quale norma di chiusura, consente, mediante l'art. 3, comma 3, della l. n. 247 del 2012, di contestare l'illecito anche solo sulla base di tale norma, evitando che la mancata descrizione di uno o più comportamenti e della relativa sanzione, generi immunità. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione con cui il CNF aveva escluso il difetto di corrispondenza fra la decisione e l'incolpazione, posto che l'addebito relativo alla condotta sanzionata - consistita nell'esercizio di un'attività di natura imprenditoriale incompatibile con quella forense, in quanto posta in essere in violazione del dovere di indipendenza - era implicitamente contenuto nel capo di incolpazione che, pur se incentrato su condotte corruttive di rilievo penale la cui sussistenza era stata esclusa, richiamava la violazione dell'art. 9 cit. e faceva ripetuto e univoco riferimento all'attività di natura imprenditoriale dell'incolpato).

    Rv. 678959-01Rassegna di giugno 2026, p. 4Art. 112 c.p.c. · Art. 3 Legge professionale forense · Art. 51 Legge professionale forense · Art. 18 Legge professionale forenseDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 12952/2026

    Procedimento davanti al CNF - Avviso di fissazione dell'udienza di discussione - Modello di riferimento - Notificazioni di parte - Esclusione - Comunicazione procedimentale d’ufficio - Sussistenza - Conseguenze in tema di disciplina applicabile - Perfezionamento.

    In tema di procedimento disciplinare innanzi al Consiglio nazionale forense, la comunicazione dell'avviso di fissazione dell'udienza di discussione richiama, quale modello di riferimento, non già quello della notificazione di parte, nel quale il perfezionamento è ancorato a un evento tipizzato quale la generazione della ricevuta di avvenuta consegna (R.A.C.) bensì quello delle comunicazioni procedimentali d'ufficio, con la conseguenza che, ai sensi dell'art. 16, commi 4 e 6, del d.l. n. 179 del 2012, conv. con modif. dalla l. n. 221 del 2012, essa si perfeziona o mediante la consegna del messaggio PEC, ovvero, in difetto, mediante l'attivazione del meccanismo sostitutivo del deposito in cancelleria, che assicura la conoscibilità legale dell'atto.

    Classificata anche sotto: Procedimento civile

    Rv. 678958-01Rassegna di maggio 2026, p. 8 ↗Art. 16 Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese · Art. 3 Misure urgenti per la funzionalita' dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario · Art. 37 Legge professionale forenseDove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di aprile/maggio 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da Iuspedia.

  • Sentenza n. 14/2020Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 516 del codice di procedura penale, nella parte in cui, in seguito alla modifica dell'originaria imputazione, non prevede la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento la sospensione del procedimento con messa alla prova. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 gennaio 2020.…

  • Sentenza n. 206/2017Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 516 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento l'applicazione della pena a norma dell'art. 444 del codice di procedura penale, relativamente al fatto diverso emerso nel corso dell'istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione. Così dec…

  • Sentenza n. 273/2014Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 516 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al fatto diverso emerso nel corso dell'istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palaz…

  • Sentenza n. 333/2009Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 517 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede la facoltà dell’imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al reato concorrente contestato in dibattimento, quando la nuova contestazione concerne un fatto che già risultava dagli atti di indagine al momento di esercizio dell’azione penal…

  • Sentenza n. 530/1995Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 517 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede la facoltà dell'imputato di proporre domanda di oblazione, ai sensi degli artt. 162 e 162-bis del codice penale, relativamente al reato concorrente contestato in dibattimento; Dichiara, in applicazione dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'illegittimità…

  • Sentenza n. 265/1994Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: Riuniti i giudizi: dichiara l'illegittimità costituzionale degli artt. 516 e 517 del codice di procedura penale nella parte in cui non prevedono la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento l'applicazione di pena a norma dell'art. 444 del codice di procedura penale, relativamente al fatto diverso o al reato concorrente contestato in dibattimento, quando la n…

  • Sentenza n. 230/2022Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 521 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 521, comma 2, del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 112 della Costituzione, dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale ordinario di Palermo con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 19 ottobre 2022…

  • Sentenza n. 98/2021Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 521 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 521 del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Torre Annunziata, in composizione monocratica, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 28 aprile 2021.…

  • Ordinanza n. 35/2020Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 516 e 517 del codice di procedura penale, sollevate dal Tribunale ordinario di Novara, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 30 gennaio 2020. F.to: Marta CARTABIA, Presidente Franco MODUGNO, Redattore R…

  • Sentenza n. 131/2019Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 521 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara non fondate, nei sensi di cui in motivazione, le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 464-bis, comma 2, e 521, comma 1, del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 24, secondo comma, della Costituzione, dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale ordinario di Catania, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sed…

  • Ordinanza n. 28/2015Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 516 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 117 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Lecce con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 28 gennaio 2015. F.to: Alessandro…

  • Sentenza n. 206/2011Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale del «combinato disposto» dell'art. 516 del codice di procedura penale e dell'art. 35 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell'articolo 14 della legge 24 novembre 1999, n. 468), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, dal Giudic…

  • Sentenza n. 103/2010Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 521 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli articoli 424, 429 e 521, comma 1, del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli articoli 3, 24, 111, terzo comma, e 117, primo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Lecce, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 ma…

  • Ordinanza n. 67/2008Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 438, 516 e 517 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, dal Tribunale di Sala Consilina con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 marzo 2008. F.to: Fra…

  • Ordinanza n. 298/2007Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 360 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 360, primo comma, n. 3, del codice di procedura civile, nel testo sostituito dall'art. 2 del decreto legislativo n. 40 del 2006 (Modifiche al codice di procedura civile in materia di processo di cassazione in funzione nomofilattica e di arbitrato, a norma dell'articolo 1, comma 2, della L. 14 maggio 2005,…

  • Ordinanza n. 413/2005Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 516, 517 e 519 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Milano con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, 24 ottobre 2005. F.to: Piero Alberto CAPOTOSTI, P…

  • Ordinanza n. 236/2005Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 516 del codice di procedura penale sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Monza e dal Tribunale di Salerno con le ordinanze in epigrafe; dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 521-bis,…

  • Ordinanza n. 120/2000Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: Ordina la restituzione degli atti al pretore di Monza. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 13 aprile 2000. Il Presidente: Mirabelli Il redattore: Neppi Modona Il cancelliere: Di Paola Depositata in cancelleria il 27 aprile 2000. Il direttore della cancelleria: Di Paola

  • Sentenza n. 146/1997Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 518 c.p.p.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 518 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal pretore di Pinerolo, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 19 maggio 1997. Il Presidente: Granata Il redattore: Vari Il cancell…

  • Ordinanza n. 445/1992Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 516 del codice di procedura penale sollevata, in riferimento agli artt. 101 e 112 della Costituzione, dal Pretore di Bergamo, Sezione distaccata di Clusone, con l'ordinanza in epigrafe; Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 72 del regi…

  • Ordinanza n. 213/1992Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 446, 516 e 519 del codice di procedura penale, come richiamati per il procedimento pretorile dagli artt. 563 e 567 dello stesso codice, nella parte in cui non prevedono, in caso di modifica dell'imputazione nel corso dell'istruttoria dibattimentale, la possibilità per l'imputato di richieder…

  • Sentenza n. 179/1974Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 182 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 182, capoverso, del codice di procedura civile, sollevata in riferimento all'art. 24 della Costituzione, con l'ordinanza in epigrafe indicata. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 giugno 1974. FRANCESCO PAOLO BONIFACIO - GIUSEPPE…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia