Art. 10 c.p.c. — Determinazione del valore

[1]Il valore della causa, ai fini della competenza, si determina dalla domanda a norma delle disposizioni seguenti.

[2]A tale effetto le domande proposte nello stesso processo contro la medesima persona si sommano tra loro, e gli interessi scaduti, le spese e i danni anteriori alla proposizione si sommano col capitale.

Testo vigente dal 28 ottobre 1940

Cognizione ordinariaVersione 0.1

Atto di citazione per l’impugnazione di una delibera condominiale

Citazione del condomino assente, dissenziente o astenuto contro il condominio, per l’annullamento della delibera contraria alla legge o al regolamento, con i vizi più frequenti già scritti, la mediazione, l’istanza di sospensione, procura in calce e relata.

Corte di cassazione

12 pronunce che riguardano l’art. 10 c.p.c., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 20872/2026

    19 giugno 2026

    In tema di equa riparazione per la durata irragionevole del processo, il limite quantitativo dell'indennizzo, previsto dall'art. 2 bis, comma 3, della l. n. 89 del 2001, va determinato sulla base del valore della vicenda oggetto del giudizio presupposto, includendovi gli interessi liquidati nella pronuncia con cui tale giudizio sia stato definito, ma non le spese legali in esso sostenute che, pur gravando sulla parte perché funzionali all'esercizio dell'azione, non rientrano nell'oggetto della causa.

    Art. 10 c.p.c. · Art. 2 Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell'articolo 375 del codice di procedura civile · Art. 2-bis Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell'articolo 375 del codice di procedura civile

    Rassegna di giugno 2026, p. 99

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 13631/2026

    11 maggio 2026

    Ai fini della determinazione della competenza per valore in ordine alla domanda relativa a somma di danaro, vanno sommati al capitale ex art. 10, comma 2, c.p.c. sia gli interessi di mora già maturati ante litem oggetto di autonoma richiesta, dovendosi escludere gli interessi moratori scaduti non richiesti e quelli successivi alla data di notifica della domanda introduttiva, sia le spese, ove sostenute prima della proposizione della domanda.

    Art. 10 c.p.c. · Art. 1224 c.c.

    Rassegna di maggio 2026, p. 36 ↗

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 6963/2026

    23 marzo 2026

    Qualora vengano proposte davanti al giudice di pace due domande connesse, una principale soggetta a decisione secondo equità e una riconvenzionale soggetta a decisione secondo diritto, il valore della causa ai fini dell'art. 113 c.p.c. va determinato avuto riguardo al valore di entrambe le domande, sicché la controversia deve essere decisa secondo diritto e il mezzo d'impugnazione è l'appello.

    Art. 10 c.p.c. · Art. 339 c.p.c. · Art. 113 c.p.c. · Art. 7 c.p.c.

    Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 225 ↗

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 607/2026

    11 gennaio 2026

    La determinazione del valore della causa, che individua lo scaglione di riferimento ai fini della liquidazione delle spese di lite, può ritenersi implicita e corrispondente a quella indicata dalle parti se il giudice non ritiene di discostarsi da essa, mentre, ove non concordi con tale dichiarazione, egli è chiamato a motivare la scelta operata, non essendo altrimenti comprensibile il criterio di valutazione in concreto adottato.

    Art. 10 c.p.c. · Art. 13 Legge professionale forense

    Rassegna di gennaio 2026, p. 48 ↗

Tutte le 60 massime su questo articolo nel Massimario, con la Corte costituzionale

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di aprile/maggio 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte).

Corte costituzionale

1 pronuncia ha deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Ordinanza n. 69/1996

    Questione infondata
    8 marzo 1996

    Manifesta infondatezza della questione, in quanto il mancato spostamento della causa al giudice superiore in presenza di cumulo di domande, accompagnato da dichiarazione dell'attore di voler contenere il valore complessivo della domanda stessa nei limiti della competenza del giudice adito, non comporta la violazione degli artt. 25 e 97 Cost., perché - a prescindere dal loro difetto di pertinenza alla fattispecie (v. 'ex plurimis' ord. n. 130/1995 e n. 275/1994) - rappresenta un ovvio corollario del principio secondo cui il valore della causa, ai fini della competenza, si determina dalla domanda e, più in generale, del carattere dispositivo del processo civile. - Sul principio del giudice naturale, cfr., altresì, tra le altre, S. nn. 139/1971, 174/1975, 77/1977, O. n. 521/1991. - Sul principio di buon andamento e di imparzialità della P.A., v., pure, tra le tante, S. nn. 86/1982, 18/1989, 376/1993. red.: G. Leo

    Art. 10 c.p.c. · Art. 14 c.p.c. · Art. 25 cost. · Art. 97 cost.

    Leggi la pronuncia
Altre pronunce che richiamano l’articolo (2)

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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urn:nir:stato:regio.decreto:1940-10-28;1443~art10 · fonte del testo