Art. 1140 c.c. — Possesso

[1]Il possesso e' il potere sulla cosa che si manifesta in un'attivita' corrispondente all'esercizio della proprieta' o di altro diritto reale.

[2]Si puo' possedere direttamente o per mezzo di altra persona, che ha la detenzione della cosa.

Testo vigente dal 4 aprile 1942

Corte di cassazione

11 pronunce che riguardano l’art. 1140 c.c., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 23931/2026

    23 luglio 2026

    Per escludere la sussistenza del possesso utile all'usucapione non è sufficiente il riconoscimento o la consapevolezza del possessore circa l'altrui proprietà del bene, occorrendo, invece, che il possessore, per il modo in cui questa conoscenza è rivelata o per i fatti in cui essa è implicita, esprima la volontà non equivoca di attribuire il diritto reale al suo titolare, atteso che l'animus possidendi non consiste nella convinzione di essere titolare del diritto reale, bensì nell'intenzione di comportarsi come tale, esercitando le corrispondenti facoltà.

    Art. 1140 c.c. · Art. 1148 c.c.

    Rassegna di luglio 2026, p. 68

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 23115/2026

    13 luglio 2026

    In materia di usucapione, al fine di stabilire se un'attività corrispondente al diritto di proprietà o di altro diritto reale costituisca una situazione di possesso, ovvero sia stata compiuta con l'altrui tolleranza con le conseguenze di cui all'art. 1144 c.c., la lunga durata dell'attività medesima può integrare un elemento presuntivo dell'esclusione di detta situazione di tolleranza solo nell'ambito dei rapporti labili e mutevoli, non operando tale presunzione quando la tolleranza si colleghi ad un rapporto di parentela tra i soggetti interessati, nei quali è plausibile il mantenimento di un atteggiamento tollerante, anche per un lungo arco di tempo, in quanto lo stretto legame familiare consente al dominus di esimersi dalla necessità di rivendicare periodicamente la piena titolarità della res nei confronti del parente beneficiario del godimento del bene.

    Art. 1140 c.c. · Art. 1144 c.c. · Art. 1158 c.c.

    Rassegna di luglio 2026, p. 61

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 22238/2026

    29 giugno 2026

    In tema di usucapione, la mera consapevolezza del possessore circa l'altrui titolarità del diritto reale non esclude il possesso utile ad usucapire, a tal fine occorrendo, invece, che il possessore, per il modo in cui questa conoscenza è rivelata o per i fatti in cui essa è implicita, esprima la volontà non equivoca di attribuire il diritto reale al suo titolare, atteso che l'animus possidendi non consiste nella convinzione di essere titolare del diritto reale, bensì in quella di comportarsi come tale, esercitando le corrispondenti facoltà.

    Art. 1140 c.c. · Art. 1158 c.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 113

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 3736/2026

    19 febbraio 2026

    In tema di usucapione, quando la domanda di accertamento dell'intervenuta usucapione riguardi fondi funzionalmente o strutturalmente destinati ad un utilizzo diverso da quello agricolo, la recinzione non può ritenersi un elemento dirimente ai fini della prova dell'animus rem sibi habendi.

    Art. 1140 c.c. · Art. 1158 c.c. · Art. 2697 c.c.

    Rassegna di febbraio 2026, p. 58 ↗

Tutte le 59 massime su questo articolo nel Massimario

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, novembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, febbraio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

Norme correlate

Ogni gruppo dice da dove viene il collegamento.

Approfondimenti

Dai lavori con cui il legislatore illustrò la norma: una fonte d’epoca, non un commento attuale.

  • Il codice del 1865, pur regolando il possesso sotto un titolo autonomo (a differenza del codice napoleonico, che del possesso trattava incidentalmente in tema di prescrizione), non conteneva un sistema organico di norme, ma dettava soltanto poche disposizioni frammentarie. L'istituto riceve nel nuovo codice una disciplina unitaria ed armonica, la quale si avvantaggia della ricca elaborazione scientifica della materia, per tanti aspetti ardua e delicata. L'impostazione fondamentale della nuova disciplina è data dalla determinazione legale del concetto di possesso e dall'abbandono di vecchie partizioni, come quella connessa con la categoria, tanto discussa e discutibile, del possesso così detto legittimo. Ponendo nettamente la distinzione tra possesso e detenzione, riceve il dovuto rilievo nella nozione del possesso (art. 1140) l'elemento psicologico, che il codice del 1865 accentuava particolarmente in tema di possesso legittimo. La detenzione si eleva al grado di possesso quando al potere di fatto si accompagna l'intenzione di esercitare sulla cosa il diritto di proprietà o un diritto reale minore. Per vero, allo stesso sistema così detto soggettivo o della volontà era ispirato il progetto della Commissione Reale, che definiva il possesso (art. 522) «il potere di fatto che alcuno ha sopra una cosa, con la volontà di avere per sè tale potere in modo corrispondente alla proprietà o ad altro diritto reale». Questa formulazione però non poneva forse sufficientemente in evidenza che l'elemento volitivo in tanto diviene rilevante per l'ordinamento giuridico in quanto si concreta e si manifesta in un comportamento esterno del possessore, il quale appunto vale a differenziare le varie specie di possesso (il possesso come proprietario dal possesso come usufruttuario, enfiteuta, ecc.). La nuova formula «il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale» pone invece nel necessario rilievo l'elemento subiettivo e l'elemento obiettivo del possesso. Il primo è costituito dall'intenzione di esercitare un diritto reale sulla cosa; il secondo dalla forma con cui, attuandosi il potere sulla cosa, l'intenzione si rende esternamente palese. Aggiunge il secondo comma dell'art. 1140 che si può possedere direttamente o per mezzo di altra persona; ed è chiaro che quest'ultima, in quanto riconosce in altri il possesso della cosa su cui esercita il potere, è semplice detentore, se anche tale potere si atteggi esteriormente come esercizio di facoltà che costituiscono il contenuto di un diritto reale.

    Relazione del Ministro Guardasigilli al Codice civile (1942), n. 533

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urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262~art1140 · fonte del testo