Cass. civ., Sez. II, sent. n. 22488/2026
Servitù di presa d'acqua plurime - Comunione del diritto di servitù - Configurabilità - Esclusione - Conseguenze - Disposizioni di cui agli artt. 1100 e ss. c.c. - Applicabilità - Esclusione.
In ipotesi di plurime servitù di presa d'acqua, non può ravvisarsi una comunione del diritto di servitù, per sua natura indivisibile in quanto inerente a tutto il fondo dal lato sia attivo che passivo, cosicché non trovano applicazione le disposizioni di cui agli artt. 1100 e ss. c.c., sebbene in presenza di più servitù può aversi coesistenza di diritti di godimento di tipo diverso, differentemente connotati e non omogenei, il cui rispettivo contenuto è delimitato dalle utilità che il fondo dominante può trarre da quello servente, con occasionale, frammentata e parziale coincidenza di facoltà inerenti all'esercizio di diritti di proprietà e servitù in rapporto a circoscritte porzioni del bene.
Rv. 679353-01Rassegna di giugno 2026, p. 117Art. 1027 c.c. · Art. 1080 c.c. · Art. 1100 c.c.Dove leggere la sentenza