Art. 2947 c.c. — Prescrizione del diritto al risarcimento del danno

[1]Il diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito si prescrive in cinque anni dal giorno in cui il fatto si e' verificato.

[2]Per il risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli di ogni specie il diritto si prescrive in due anni.

[3]In ogni caso, se il fatto e' considerato dalla legge come reato e per il reato e' stabilita una prescrizione piu' lunga, questa si applica anche all'azione civile. Tuttavia, se il reato e' estinto per causa diversa dalla prescrizione o e' intervenuta sentenza irrevocabile nel giudizio penale, il diritto al risarcimento del danno si prescrive nei termini indicati dai primi due commi, con decorrenza dalla data di estinzione del reato o dalla data in cui la sentenza e' divenuta irrevocabile.

Testo vigente dal 4 aprile 1942

Corte di cassazione

17 pronunce che riguardano l’art. 2947 c.c., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 23475/2026

    18 luglio 2026

    In caso di occupazione sine titulo di un bene demaniale, la pretesa dell'amministrazione proprietaria nei confronti dell'occupante non è riconducibile né al corrispettivo dovuto in base ad un rapporto locatizio o concessorio, né al risarcimento del danno da fatto illecito - crediti rispettivamente soggetti alla prescrizione di cui agli artt. 2948 e 2947 c.c. - ma integra una obbligazione di natura indennitaria, volta a compensare, per tutta la durata dello stato di indisponibilità del bene, il detrimento derivante dal suo mancato godimento, come tale soggetta al termine ordinario di prescrizione decennale di cui all'art. 2946 c.c.

    Art. 2947 c.c. · Art. 2948 c.c. · Art. 2946 c.c. · Art. 1591 c.c.

    Rassegna di luglio 2026, p. 80

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 22070/2026

    27 giugno 2026

    In tema di prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito costituente reato, la previsione dell'art. 2947, comma 3, c.c. (secondo il quale, se per il reato stesso è prevista una prescrizione più lunga, questa si applica anche all'azione civile) si riferisce a tutti i possibili soggetti passivi della conseguente pretesa risarcitoria, sicché è invocabile non solo per l'azione civile esperibile contro la persona penalmente imputabile, ma anche per quella esercitabile contro coloro che sono tenuti al risarcimento a titolo di responsabilità indiretta e, dunque, anche nei confronti dei sindaci, la cui responsabilità per omessa vigilanza sull'operato degli amministratori riveste carattere solidale con quella di questi ultimi.

    Art. 2947 c.c. · Art. 2055 c.c. · Art. 2393 c.c. · Art. 2393-bis c.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 66

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 18346/2026

    7 giugno 2026

    In tema di responsabilità per danni da emotrasfusione, nel caso in cui il danneggiato muoia in conseguenza della trasfusione, il termine di prescrizione da considerare, ai sensi dell'art. 2947 c.c., comma 3, c.c., è quello previsto per il reato di omicidio colposo vigente al momento del decesso, sicché ove questo si sia verificato dopo l'entrata in vigore della l. n. 251 del 2005, che ha modificato l'art. 157 c.p., va applicato il più ridotto termine di prescrizione previsto dalla norma novellata, con decorrenza dalla data della morte.

    Art. 2947 c.c. · Art. 157 c.p. · Art. 589 c.p.

    Rassegna di giugno 2026, p. 132

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 18288/2026

    6 giugno 2026

    In tema di responsabilità precontrattuale, l'avvio della sequenza procedimentale da parte della pubblica amministrazione - attraverso la delibera, la scelta del contraente e l'aggiudicazione non seguita dalla stipula del contratto definitivo - configura un contatto sociale qualificato, basato sull'affidamento in un comportamento della pubblica amministrazione e l'esistenza di un danno cagionato al privato quale conseguenza della violazione dell'affidamento dal medesimo riposto nella correttezza dell'azione amministrativa, con la conseguenza che, trattandosi di fattispecie inquadrabile nella responsabilità di tipo contrattuale, ad essa si applica la prescrizione decennale ordinaria e non il termine prescrizionale di cinque anni, proprio della responsabilità extracontrattuale.

    Art. 2947 c.c. · Art. 2946 c.c. · Art. 1337 c.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 34

Tutte le 93 massime su questo articolo nel Massimario, con la Corte costituzionale

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte).

Corte costituzionale

4 pronunce hanno deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Sentenza n. 732/1988

    Questione infondata
    30 giugno 1988

    Riuniti i giudizi, dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2947, terzo comma, cod. civ., nella parte in cui, anche in caso di morte del reo, fa decorrere dalla data di estinzione del reato il termine prescrizionale stabilito ai primi due commi dello stesso articolo, sollevate, con le ordinanze indicate in epigrafe, dal Tribunale di Genova, in rif…

    Art. 2947 c.c. · Art. 24 cost. · Art. 3 cost.

    Leggi la pronuncia
  • Ordinanza n. 708/1988

    Questione infondata
    23 giugno 1988

    LAVORO (RAPPORTO DI) - CONDIZIONE DI ECCLESIASTICO DIPENDENTE DA ENTE RELIGIOSO DI ISTRUZIONE. Ai fini del soddisfacimento dei diritti patrimoniali inerenti ad uno specifico rapporto di lavoro ormai cessato, la condizione di ecclesiastico propria delll'ex prestatore di lavoro, non costituisce ragione di debolezza nei confronti dell'ex datore di lavoro, pubblico o privato, cui non spetta alcun potere di incidere sulla successiva possibilità di occupazione del detto prestatore. (È manifestamente infondata, in riferimento agli artt.2, 3, 4 e 36 Cost., la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2947, 2948 nn.4 e 5, 2949, 2955 n.2, e 2956 nn.1 e 2, nella parte in cui consentono che la prescrizione dei diritti patrimoniali connessi al rapporto di lavoro decorre anche durante la permanenza dello stato di subordinazione all'autorità ecclesiastica da parte del lavoratore).

    Art. 2947 c.c. · Art. 2948 c.c. · Art. 2956 c.c. · Art. 2 cost.

    Leggi la pronuncia
  • Sentenza n. 372/1988

    Questione infondata
    31 marzo 1988

    Non sono irragionevoli le scelte del legislatore - adottate nell'uso del suo potere discrezionale - con riguardo ai termini prescrizionali fissati per l'esercizio delle azioni di surroga (ex art. 1916 cod.civ.) e di regresso (ex d.P.R. n. 1124/1965), esperibili in sede civile dall'istituto assicuratore (I.N.A.I.L.) nei confronti, rispettivamente, del terzo e del datore di lavoro responsabili del fatto-infortunio. Nella specie, infatti, ancorché sia prevista eguale decorrenza (dalla data dei provvedimenti giudiziali penali) per coloro che hanno partecipato al processo e per coloro che non vi hanno partecipato, i profili pubblicistici della materia, sono, tuttavia, prevalenti, sia per l'esigenza di non differire a lungo l'inizio delle azioni civili, collegate ai possibili accertamenti effettuati in sede penale, sia per la necessità di apprestare le difese in epoca non lontana dalla commissione dell'illecito. Ne' può dirsi violato l'art. 24 Cost., poiché i termini fissati per le due azioni (5 anni e 3 anni) sono certamente congrui e tali da non vanificare la tutela dinanzi al giudice del diritto preteso. (Non fondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 2947, comma terzo, del cod.civ. e dell'art. 112, comma quinto, del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost.). - S.nn. 102/1981; 118/1986.

    Art. 2947 c.c. · Art. 3 cost. · Art. 24 cost. · Art. 9 Testo unico l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali

    Leggi la pronuncia
Altre pronunce che richiamano l’articolo (3)

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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Approfondimenti

Dai lavori con cui il legislatore illustrò la norma: una fonte d’epoca, non un commento attuale.

  • Ho stabilito (art. 2947, primo comma) la prescrizione breve di cinque anni per il diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito. Nella molteplicità dei casi la prova del fatto illecito si fonda sulle deposizioni dei testimoni: col decorso del tempo il ricordo delle circostanze su cui questi sono chiamati a deporre svanisce o si attenua, e si accrescono così i pericoli inerenti a siffatto mezzo di prova. Ho maggiormente ridotto, circoscrivendolo a due anni (art. 2947, secondo comma), il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli di ogni specie. Un più lungo termine avrebbe reso difficile al convenuto, nel caso di sinistro derivante dalla circolazione dei veicoli senza guida di rotaie, di vincere la presunzione di colpa sancita dall'art. 2054, primo comma, nè sarebbe stato opportuno introdurre un'ulteriore distinzione e stabilire un termine diverso per il diritto al risarcimento del danno derivante dalla circolazione dei veicoli con guida di rotaie. Naturalmente, se il fatto illecito è considerato dalla legge come reato e per il reato è stabilito un termine di prescrizione più lungo, questo si applica anche all'azione civile. Se poi il reato è estinto per causa diversa dalla prescrizione o è intervenuta sentenza irrevocabile nel giudizio penale, il diritto al risarcimento del danno si prescrive nei termini su indicati di cinque e di due anni, ma questi decorrono dalla data di estinzione del reato o dalla data in cui la sentenza è divenuta irrevocabile (art. 2947, terzo comma).

    Relazione del Ministro Guardasigilli al Codice civile (1942), n. 1206

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urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262~art2947 · fonte del testo