Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Tributi erariali diretti

Imposta sul reddito delle persone fisiche (I.R.P.E.F.) (tributi posteriori alla riforma del 1972)

Sottovoce della voce 178 nella classificazione del Massimario

93 massime, da pronunce dall’8 gennaio 2025 al 23 luglio 2026

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Massime della Corte di cassazione

Dalla 51ª alla 93ª delle 93 massime di questa sottovoce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 33289/2025

    Presupposto

    Proventi derivanti da attività illecite - Tassazione ex art. 14 della l. n. 537 del 1993 – Presupposti – Condanna del contribuente alla restituzione delle somme o al risarcimento del danno - Irrilevanza - Fattispecie.

    In tema di imposte sui redditi, i proventi derivanti da fatti illeciti, rientranti nelle categorie reddituali di cui all'art. 6, comma 1, del d.P.R. n. 917 del 1986, devono essere assoggettati a tassazione, anche se il contribuente è stato condannato alla restituzione delle somme illecitamente incassate e al risarcimento dei danni cagionati o se in capo all'autore del reato sussisteva l'intenzione di non trattenere le ricchezze percepite nel proprio patrimonio ma di riversarle a terzi. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ripreso a tassazione i proventi derivanti dall'attività illecita posta in essere dal contribuente il quale, per il tramite di due società di cui era socio ed amministratore unico, aveva ricevuto corrispettivi a fronte dell'emissione di fatture per operazioni inesistenti).

    Rv. 677458-01Rassegna di dicembre 2025, p. 192 ↗Art. 6 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 32848/2025

    Redditi di capitale

    Società di persone - Credito di imposta sociale - Principio di trasparenza ex art. 5 TUIR - Attribuzione ai soci in proporzione alle quote - Fondamento.

    Il credito di imposta maturato da una società di persone, in virtù del principio di trasparenza di cui all'art. 5 del T.U.I.R., può essere attribuito, in tutto o in parte, ai soci in proporzione alle loro quote, non configurandosi una cessione in senso proprio, ma solo una particolare forma di utilizzo del medesimo.

    Rv. 677254-01Rassegna di dicembre 2025, p. 184 ↗Art. 5 t.u.i.r. · Art. 38-bis Accertamento imposte sui redditiDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 32475/2025

    Redditi di capitale

    In tema di responsabilità dei soci per il debito tributario della società estinta, ex art. 36 d.P.R. n. 602 del 1973, la prova della riscossione di somme può trarsi dalla presunzione di distribuzione degli utili extracontabili in società a ristretta base partecipativa, la quale, in assenza di una deliberazione ufficiale di approvazione del bilancio in relazione agli utili occulti, consente di ritenere che la relativa distribuzione sia avvenuta nel medesimo periodo d'imposta in cui gli stessi sono stati conseguiti.

    Classificata anche sotto: Società › Di capitali

    Rv. 677036-01Rassegna di dicembre 2025, p. 177 ↗Art. 36 Riscossione imposte sul reddito · Art. 2492 c.c. · Art. 2495 c.c. · Art. 2729 c.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 31973/2025

    Redditi di impresa › Determinazione del reddito

    In tema di determinazione del reddito d'impresa relativamente al periodo compreso tra l'inizio e la chiusura della procedura di fallimento (ora liquidazione giudiziale) ovvero di liquidazione coatta amministrativa, ai sensi dell'art. 183, comma 2, del d.P.R. n. 917 del 1986, nel caso di chiusura della procedura a seguito di concordato, con rientro in bonis del debitore, il residuo attivo, sulla base del quale calcolare la differenza con il patrimonio netto dell'impresa o della società all'inizio del procedimento, deve essere determinato tenendo conto delle passività non ancora soddisfatte, ma da soddisfare in esecuzione del programma concordatario, non potendosi ritenere che tale soddisfacimento derivi già di per sé dall'omologazione del concordato.

    Classificata anche sotto: Fallimento ed altre procedure concorsuali › Concordato preventivo

    Rv. 677369-01Rassegna di dicembre 2025, p. 168 ↗Art. 183 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 30985/2025

    Redditi di impresa › Determinazione del reddito › Ricavi

    Base imponibile - Canoni di locazione - Criteri di imputazione temporale.

    In tema di redditi di impresa, i ricavi derivanti dai canoni di locazione devono considerarsi conseguiti, ai sensi dell'art. 109, comma 2, lett. b), del T.U.I.R., alla data di maturazione dei medesimi, in quanto, fino all'eventuale risoluzione del contratto, non possono essere qualificati componenti positivi dei quali non sia certa l'esistenza o la determinazione dell'ammontare, a prescindere dalla concreta corresponsione.

    Rv. 677035-01Rassegna di novembre 2025, p. 134 ↗Art. 109 t.u.i.r. · Art. 75 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 30657/2025

    Redditi diversi

    Fondi comuni di investimento immobiliare - Imposta sostitutiva ex art. 32, comma 3-bis, quinto periodo, d.l. n. 78 del 2010 - Presunzione relativa - Prova contraria – Oggetto.

    In tema di fondi comuni di investimento immobiliare, l'art. 32, comma 3-bis, quinto periodo, del d.l. n. 78 del 2010, ha una finalità antielusiva e integra una presunzione legale relativa, la cui prova contraria incombe su colui che ne contesta l'applicazione; a tal fine, la parte ha l'onere di provare l'effettività e l'autonomia della propria quota di partecipazione al fondo rispetto a quelle degli altri familiari, dimostrando la originarietà delle fonti di investimento, il godimento dei guadagni e dei benefici derivanti dal fondo, nonché l'autonomia delle scelte sull'an e sul quomodo dell'investimento.

    Rv. 676676-01Rassegna di novembre 2025, p. 10 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 29900/2025

    Base imponibile › Redditi prodotti in forma associata

    L'impugnazione, da parte del socio di società di capitali a ristretta base partecipativa, dell'avviso di accertamento del suo maggior reddito di partecipazione dà luogo a un procedimento indipendente da quello sorto dall'impugnazione, da parte della società, dell'avviso emesso a suo carico, tenuto conto della diversità soggettiva e oggettiva dei relativi rapporti tributari, sicché non ricorrono i presupposti per la sospensione necessaria ex art. 295 c.p.c. del primo fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il secondo, non potendo il socio subire effetti pregiudizievoli da un giudicato formatosi in un giudizio al quale non ha partecipato o non è stato messo in grado di partecipare, ferma restando la possibilità, per il giudice, di disporre la sospensione facoltativa ex art. 337, comma 2, c.p.c., del giudizio relativo al socio quando quello relativo alla società sia stato definito con sentenza non passata in giudicato, in ragione della pregiudizialità tecnica esistente tra i due rapporti, discendente dalla comunanza dei presupposti fattuali, che comporta l'estensione degli effetti riflessi del giudicato formatosi nel giudizio relativo alla società su quello relativo al socio, con la conseguenziale risoluzione dell'eventuale sopravvenuto un conflitto tra giudicati ai sensi dell'art. 336, comma 2, c.p.c..

    Classificata anche sotto: Procedimento civile › Sospensione del processo · Tributi (in generale) › Contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972)

    Rv. 677063-01Rassegna di novembre 2025, p. 125 ↗Art. 295 c.p.c. · Art. 337 c.p.c. · Art. 336 c.p.c. · Art. 39 Disposizioni sul processo tributario e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 28718/2025

    Base imponibile

    In tema di risarcimento del danno le somme percepite a titolo di lucro cessante sono soggette a tassazione, avendo la funzione di reintegrare il reddito perduto, con la conseguenza che nella liquidazione del danno effettivamente subito a tale titolo deve detrarsi una somma pari all'imposta sui redditi che il danneggiato avrebbe dovuto pagare, salvo che quest'ultimo dimostri che quel reddito non sarebbe stato soggetto a tassazione. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza che aveva liquidato il danno per la mancata vendita di immobili, nella misura pari alla perdita di valore di mercato dei beni, senza detrarre l'importo che avrebbe dovuto essere pagato dal danneggiato per l'imposta sui redditi).

    Classificata anche sotto: Risarcimento del danno › Valutazione e liquidazione

    Rv. 676938-01Rassegna di ottobre 2025, p. 71 ↗Art. 1223 c.c. · Art. 6 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 27592/2025

    Redditi di impresa › Determinazione del reddito › Sopravvenienze attive

    Redditi d’impresa - Sopravvenienza attiva - Presupposti - Iscrizione di un debito non assolto negli esercizi successivi - Sussistenza - Esclusione - Iscrizione erronea o fittizia - Conseguenze - Fattispecie.

    In tema di imposte sui redditi d'impresa, la sopravvenienza attiva ex art. 88, comma 1, del d.P.R. n. 917 del 1986, necessitando del sopraggiungere, in un esercizio successivo a quello di imputazione, di un evento idoneo ad estinguere con certezza il costo o il debito registrato, non si verifica con la semplice iscrizione, tra le passività, di un debito non ancora assolto negli esercizi successivi, con la conseguenza che l'iscrizione in bilancio di una posta passiva, per errore o perché fittizia, non comporta quella di una sopravvenienza attiva nell'esercizio in cui l'errore sia stato corretto o la falsità dichiarata o accertata, dovendosi al contrario imputare la rettifica all'esercizio in cui l'iscrizione della componente negativa sia erroneamente o falsamente avvenuta.

    Rv. 676854-02Rassegna di ottobre 2025, p. 148 ↗Art. 88 t.u.i.r. · Art. 109 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 27096/2025

    Redditi di impresa › Determinazione del reddito › Detrazioni › Perdite, sopravvenienze passive e minusvalenze patrimoniali

    Perdite derivanti da transazione - Deducibilità - Condizioni - Fattispecie.

    In tema di tassazione delle perdite su crediti, la transazione intervenuta con il debitore consente al creditore di dedurre la perdita che ne deriva, sulla base di fatti oggettivi che rendono ragionevole e giustificata la scelta del contribuente di transigere per importo inferiore al credito originario; a tal fine, non è necessario che il creditore fornisca la prova di essersi positivamente attivato per conseguire una dichiarazione giudiziale dell'insolvenza del debitore, essendo sufficiente che le perdite risultino documentate in modo certo e preciso, secondo quanto stabilito dall'art. 101, comma 5, TUIR. (In applicazione di tali principi, la S.C. ha confermato la sentenza della C.T.R., secondo la quale la scelta della società contribuente di transigere con la propria debitrice non rendeva indeducibile la perdita, giacché il bilancio di quest'ultima costituiva sufficiente termine di riscontro di una situazione tale da giustificare la rinuncia parziale al credito).

    Rv. 676727-01Rassegna di ottobre 2025, p. 143 ↗Art. 101 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 26553/2025

    Redditi di impresa › Determinazione del reddito › Detrazioni

    Spese promozionali - Deducibilità - Presupposti - Riconducibilità del bene acquistato alle spese di rappresentanza - Sufficienza - Esclusione - Destinazione dell'acquisto a finalità promozionali - Necessità.

    Ai fini della deducibilità delle spese promozionali da parte di un professionista, non è sufficiente la dimostrazione dell'astratta riconducibilità del bene acquistato, in ragione della sua natura, tra le spese di rappresentanza, essendo al contempo necessario provare, sotto il profilo dell'inerenza, che esso sia stato effettivamente destinato a finalità di promozione dell'attività professionale esercitata e non, invece, personali.

    Rv. 676766-01Rassegna di ottobre 2025, p. 136 ↗Art. 74 t.u.i.r. · Art. 108 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 24907/2025

    Redditi di capitale › Imputazione

    Società di capitali a base ristretta - Utili extracontabili - Presunzione di distribuzione ai soci - Fondamento - Prova contraria - Oggetto.

    Nelle società di capitali a ristretta base partecipativa la presunzione di attribuzione ai soci degli utili extracontabili opera in ragione della sola suddetta ristrettezza, ferma restando la possibilità per i soci di fornire la prova contraria, mediante la dimostrazione della destinazione non personale degli utili ovvero della propria assoluta estraneità alla vita e alla gestione della società, non rilevando, invece, a tal fine la circostanza che i corrispondenti accrediti non siano transitati sul conto personale dei soci, trattandosi di evenienza coerente con la loro natura di utili non registrati nella contabilità.

    Rv. 676424-01Rassegna di settembre 2025, p. 125 ↗Art. 2697 c.c. · Art. 2729 c.c. · Art. 39 Accertamento imposte sui redditiDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 24485/2025

    Redditi di impresa › Criteri di valutazione

    Componenti del reddito - Provvedimento emesso in giudizio di cui è parte il contribuente - Proposizione di impugnazione non manifestamente infondata - Individuazione dell'esercizio di competenza cui devono essere imputati - Criterio - Ragionevole certezza e determinabilità.

    In tema di imposte sul reddito di impresa, quando gli elementi attivi e passivi che concorrono a formare il reddito sono portati da un provvedimento emesso in seguito ad un giudizio di cui sia parte il contribuente, quest'ultimo non è tenuto a contabilizzarli se essi sono messi in discussione mediante la proposizione di mezzi di impugnazione ammissibili e non manifestamente infondati, dovendo la contabilizzazione essere effettuata solo quando quegli elementi siano divenuti ragionevolmente certi sia nell'an che nel quantum.

    Rv. 675725-01Rassegna di settembre 2025, p. 116 ↗Art. 109 t.u.i.r. · Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 20229/2025

    Redditi di impresa › Determinazione del reddito › Plusvalenze patrimoniali

    In materia di reddito d'impresa e in caso di trasformazione societaria c.d. progressiva, poiché la trasformazione societaria, a norma dell'art. 170, comma 1, lett. c) TUIR, è un'operazione fiscalmente neutra che presuppone il rispetto della continuità dei valori contabili e che non comporta, di conseguenza, l'emergere di plusvalori imponibili, gli importi indicati dalla società ai fini civilistici in tale contesto non possono esser presi a base per l'esecuzione del c.d. "test di operatività" ex art. 30 della l. n. 724 del 1994.

    Classificata anche sotto: Società

    Rv. 675712-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 368 ↗Art. 170 t.u.i.r. · Art. 2498 c.c. · Art. 2500-ter c.c. · Art. 30 Misure di razionalizzazione della finanza pubblicaDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 19818/2025

    Presupposto

    Indebita percezione di redditi - Obbligo di indicazione nella dichiarazione - Sussistenza - Fondamento - Restituzione al soggetto erogatore - Rilevanza - Condizioni.

    In tema di imposte sui redditi, l'indebita percezione di emolumenti non fa venir meno l'obbligo di indicarli nella dichiarazione, stante il principio della tassabilità dei redditi per il fatto stesso della loro sussistenza, indipendentemente dalla loro provenienza, mentre l'avvenuta restituzione al soggetto erogatore può avere rilievo ove effettuata entro la fine del periodo d'imposta cui il provento si riferisce e non successivamente, restando fermi, in tale ultimo caso, i conseguenti obblighi di dichiarazione e di versamento, per i quali si pone solo una questione di diritto al rimborso dell'imposta versata.

    Rv. 676196-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 362 ↗Art. 6 t.u.i.r. · Art. 36 Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica · Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 18425/2025

    Redditi di impresa

    In tema di accertamento dei redditi, il costo annuale discendente da interessi passivi può essere contestato nell'esercizio in cui viene imputato tra le poste passive, senza che la potestà di accertamento dell'amministrazione debba essere ragguagliata, ai fini della relativa permanenza rispetto ai termini indicati dall'art. 43 del d.P.R. n. 600 del 1973, all'esercizio in cui geneticamente sorge il credito che tali interessi hanno generato di anno in anno.

    Rv. 675190-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 349 ↗Art. 43 Accertamento imposte sui redditiDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 17863/2025

    Redditi di impresa › Determinazione del reddito › Rimanenze › Valutazione dei beni

    Rimanenze finali di esercizio - Beni raggruppabili in categorie omogenee - Valutazione - Criteri alternativi.

    In tema di IRES, ai sensi dell'art. 92, comma 1, del d.P.R. n. 917 del 1986, la valutazione delle rimanenze finali di esercizio, costituite da beni raggruppabili in categorie omogenee per natura e per valore, può essere effettuata, alternativamente, secondo il criterio dei costi specifici o a norma dell'art. 93 dello stesso d.P.R. oppure attribuendo a ciascun gruppo di beni un valore non inferiore a quello determinato in base alle disposizioni di cui ai successivi commi del citato art. 92, le quali individuano il valore minimo inderogabile; nell'ipotesi in cui, in uno specifico esercizio, il valore unitario medio dei beni, risultante dall'applicazione dei metodi indicati dai commi da 2 a 4, sia superiore a quello normale medio di essi nell'ultimo mese, il predetto valore minimo può anche essere determinato moltiplicando l'intera quantità dei beni per tale valore normale.

    Rv. 675169-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 340 ↗Art. 92 t.u.i.r. · Art. 93 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 17813/2025

    Redditi di impresa

    Rivalutazione dei beni ex art. 1 della l. n. 266 del 2005 - Quote di ammortamento - Criteri di determinazione - Limite del “valore corrente” o del “valore interno” – Fattispecie.

    In tema di imposte sui redditi di impresa, al fine di determinare le quote di ammortamento di beni oggetto di rivalutazione ex art. 1 della l. n. 266 del 2005, i valori dei beni rivalutati iscritti in bilancio non devono in nessun caso superare i valori effettivamente attribuibili ai beni in base al loro "valore corrente", determinato sulla scorta delle quotazioni rilevate nei mercati regolamentati, o al "valore interno", determinato sulla base della consistenza, capacità produttiva ed effettiva possibilità economica di utilizzazione del bene nell'impresa. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto legittima la ripresa a tassazione operata dall'Ufficio sulla base del valore risultante dalla perizia di rivalutazione, respingendo la tesi del contribuente che aveva adottato come base di calcolo delle quote di ammortamento il costo originario del macchinario sommato alla rivalutazione risultante dalla perizia, così duplicando la deduzione di costi già portati in ammortamento negli anni precedenti).

    Rv. 675188-01Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 340 ↗Art. 102 t.u.i.r. · Art. 110 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 16901/2025

    Redditi di impresa › Criteri di valutazione

    Ai fini della determinazione del maggior reddito d'impresa è legittimo il metodo della percentuale di ricarico sul costo del venduto anche in caso di accertamento induttivo puro, non soltanto in quello di accertamento analitico-induttivo, con la differenza che nel primo il giudizio in ordine alla mancanza o alla totale inattendibilità delle scritture contabili costituisce il presupposto e non, invece, come nel secondo, il punto di arrivo della determinazione della percentuale di ricarico.

    Rv. 675154-01Rassegna di giugno 2025, p. 184 ↗Art. 39 Accertamento imposte sui redditiDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 16903/2025

    Imprese minori › Determinazione del reddito

    Imprese in regime di contabilità semplificata ex art. 18 d.P.R. n. 600 del 1973 - Obbligo di tenuta del dettaglio analitico del magazzino ai sensi dell’art. 9, comma 1, d.l. n. 69 del 1989 (conv. in l. n. 154 del 1989) - Sussistenza sia nel regime antecedente che in quello novellato dall’art. 1, comma 22, l. n. 232 del 2016 - Contenuto.

    In tema di imposte sui redditi di impresa, le imprese minori, che fruiscono del regime di contabilità semplificata ex art. 18 del d.P.R. n. 600 del 1973, hanno l'obbligo di tenere il dettaglio analitico del magazzino, ai sensi dell'art. 9, comma 1, d.l. n. 69 del 1989, anche successivamente all'entrata in vigore dell'art. 1, comma 22, l. n. 232 del 2016, compilando e redigendo apposita scrittura al fine di riepilogare le rimanenze finali tra i dati che non concorrono alla formazione del reddito.

    Rv. 675155-01Rassegna di giugno 2025, p. 185 ↗Art. 18 Accertamento imposte sui redditi · Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 69Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 16480/2025

    Redditi di impresa › Determinazione del reddito › Detrazioni › Ammortamenti › Beni materiali

    Art. 102, comma 4, T.U.I.R. - Costo residuo del bene eliminato - Deducibilità - Presupposti.

    Ai sensi dell'art. 102, comma 4, T.U.I.R., la deducibilità del costo residuo del bene eliminato, non ancora completamente ammortizzato dal complesso produttivo, non è esclusa quando il bene, pur facendo parte di un più ampio cespite, sia dotato di autonomia funzionale e sia, perciò, autonomamente utilizzabile.

    Rv. 675738-01Rassegna di giugno 2025, p. 173 ↗Art. 102 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 16047/2025

    Redditi diversi

    Art. 67, comma 1, lett. b), T.U.I.R. - Tassazione della plusvalenza - Ambito di applicazione - Cessione avente ad oggetto terreno su cui sorge fabbricato già edificato - Esclusione - Condizioni.

    In tema di tassazione delle plusvalenze rinvenienti dall'utilizzazione del suolo, non rientrano nell'ambito di applicazione dell'art. 67, comma 1, lett. b), del d.P.R. n. 917 del 1986 le cessioni aventi ad oggetto non un terreno suscettibile di edificazione, ma uno sul quale insorge un fabbricato da ritenersi già edificato, anche ove l'alienante abbia presentato istanza di concessione edilizia per la demolizione e ricostruzione dell'immobile e l'acquirente ne abbia richiesto la voltura, essendo rilevante la destinazione edificatoria originariamente conferita ad area non edificata in sede di pianificazione urbanistica e non quella ripristinata a seguito di intervento, da parte del cedente o del cessionario, su area già edificata.

    Rv. 675180-01Rassegna di giugno 2025, p. 171 ↗Art. 67 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 15274/2025

    Redditi di capitale › Imputazione

    Imposte sui redditi - Società di capitali a ristretta base sociale - Presunzione di attribuzione ai soci di maggiori utili - Compagine sociale composta solo da società - Applicabilità - Divieto di presunzione di secondo grado - Esclusione - Fondamento.

    In materia di imposte sui redditi, nell'ipotesi di società di capitali a ristretta base sociale, la presunzione di attribuzione ai soci di maggiori utili opera anche nel caso in cui la compagine sociale si componga esclusivamente di società (sia di persone sia di capitali), senza che ciò si ponga in contrasto con il divieto di presunzione di secondo grado, perché il fatto noto è dato dalla ristrettezza dell'assetto societario che implica un reciproco controllo dei soci nella gestione sociale, con conseguente vincolo di solidarietà.

    Rv. 675657-01Rassegna di giugno 2025, p. 158 ↗Art. 37 Accertamento imposte sui redditi · Art. 39 Accertamento imposte sui redditi · Art. 38 Accertamento imposte sui redditiDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 15224/2025

    Base imponibile › Determinazione dei redditi e delle perdite › Oneri deducibili

    Detrazione fiscale per i figli a carico ex art. 12, comma 1, del d.P.R. n. 917 del 1986 - Ripartizione tra i genitori, legalmente separati o divorziati, nel periodo della minore età del figlio - Raggiungimento della maggiore età - Necessità di un accordo - Esclusione.

    La detrazione fiscale per i figli a carico, prevista dall'art. 12, comma 1, del d.P.R.. n. 917 del 1986, è riconosciuta ai genitori, legalmente separati o divorziati, nella medesima misura in cui era ripartita nel periodo della minore età del figlio, quando quest'ultimo raggiunge la maggiore età, senza che sia necessario un accordo in tal senso tra i genitori.

    Rv. 675096-01Rassegna di giugno 2025, p. 155 ↗Art. 12 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 14328/2025

    Redditi di impresa

    Tassazione separata - Art. 17 del d.lgs. n. 917 del 1986 - Legittimità - Condizioni - Conseguenze - Differenza del criterio di tassazione del reddito da lavoro dipendente o pensionistico rispetto al reddito d’impresa - Fondamento e conseguenze.

    Redditi di lavoro › Lavoro dipendente

    Il meccanismo della tassazione separata, di cui all'art. 17 del d.lgs. n. 917 del 1986, non contrasta con l'art. 53 Cost. se rispetta l'effettiva capacità contributiva del soggetto, con la conseguenza che gli emolumenti arretrati da lavoro dipendente o di natura pensionistica sono legittimamente tassati secondo il criterio statico "di cassa", a differenza dei redditi di impresa, che vengono tassati nella loro proiezione dinamica "di competenza", atteso che, mentre per l'impresa rilevano i flussi biunivoci fra costi e ricavi, per i redditi da lavoro e per quelli ad essi assimilati rileva soltanto il momento di formazione della ricchezza, il che comporta la tassazione del reddito nell'anno d'imposta in cui lo stesso viene percepito.

    Rv. 675078-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 389 ↗Art. 17 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 11955/2025

    Redditi di impresa › Determinazione del reddito › Plusvalenze patrimoniali

    Cessione di partecipazioni sociali - Plusvalenza - Regime di tassazione - Momento rilevante - Stipula del contratto - Vicende successive - Rilevanza - Esclusione - Fattispecie in tema di cessione con clausola di " earn-out ".

    In tema di imposte sui redditi, la plusvalenza fiscalmente rilevante collegata alla cessione di partecipazioni sociali si realizza al momento della conclusione del contratto, in relazione al quale, pertanto, deve essere individuato il regime di tassazione applicabile, mentre il diverso momento in cui viene percepito il corrispettivo, anche in relazione a vicende successive, determina, sulla base del principio di cassa, il periodo di imposta in cui assoggettare il reddito. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva accolto la richiesta del contribuente di applicabilità del regime fiscale, compresa l'aliquota di imposta, vigente all'epoca della conclusione del contratto di cessione anche con riferimento ai componenti aggiuntivi del prezzo stabiliti nell'ambito della pattuita clausola di " earn-out ", in quanto liquidati sulla base di criteri che, sebbene dipendenti da fatti anche esterni alla volontà delle parti, erano stati predeterminati nel contratto di cessione, quali l'andamento economico della società).

    Rv. 675037-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 360 ↗Art. 67 t.u.i.r. · Art. 68 t.u.i.r. · Art. 75 t.u.i.r. · Art. 76 t.u.i.r. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 11917/2025

    Redditi di impresa › Determinazione del reddito › Sopravvenienze attive

    Redditi d'impresa - Sopravvenienze attive - Riconoscimento di credito (o disconoscimento di un debito preesistente) in sede giudiziale - Esercizio di competenza - Individuazione - Art. 109 d.P.R. n. 917 del 1986 - Anno d'imposta di deposito della sentenza - Limiti - Sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza.

    In tema di imposte sui redditi, le sopravvenienze attive che derivano dal riconoscimento di un credito o dal disconoscimento di un debito preesistente in sede giudiziale devono essere dichiarate nell'anno di imposta in cui la sentenza, che afferma il credito o disconosce il debito, è stata depositata, essendo questo il momento in cui la posta attiva diviene certa nella sua esistenza ed obiettivamente determinabile ai sensi dell'art. 109 del d.P.R. n. 917 del 1986, sempreché l'efficacia esecutiva della sentenza non sia stata nel frattempo sospesa.

    Rv. 675034-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 358 ↗Art. 109 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 11356/2025

    Redditi di impresa › Determinazione del reddito › Detrazioni › Costi di acquisizione

    In tema di divieto di deduzione fiscale di costi derivanti da attività delittuosa di cui all'art. 14, comma 4-bis, della l. n. 537 del 1993, al di fuori delle ipotesi tassativamente previste dalla legge, il giudice conserva un potere di autonoma valutazione dei fatti sulla base delle regole proprie del procedimento tributario, non potendo, tuttavia, procedersi all'equiparazione, a tali fini, tra la sentenza di estinzione ex art. 425 c.p.p. (che non sottende alcun esame di fondatezza dell'accusa) e quella di cui all'art. 531 c.p.p. (la quale implica, invece, il preventivo vaglio circa la presenza degli elementi posti a fondamento dell'azione penale), di modo che, in questo secondo caso, resta appannaggio del giudice tributario la verifica dei presupposti per il disconoscimento dei costi da reato.

    Classificata anche sotto: Giudizio civile e penale (rapporto) › Cosa giudicata penale

    Rv. 674678-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 352 ↗Art. 425 c.p.p. · Art. 531 c.p.p.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 11192/2025

    Redditi di impresa › Determinazione del reddito › Detrazioni › Ammortamenti › Costi ad utilizzazione pluriennale

    In tema di deduzione di costi pluriennali, quelli derivanti da impianti realizzati su beni altrui risultano disciplinati, ai sensi dell'art. 108 d.P.R. n. 917 del 1986, sulla base del criterio sancito dall'art. 2426, n. 5., c.c. che prevede che la durata dell'ammortamento sia regolata sulla base della relativa utilità futura dell'impianto, avendosi in ogni caso come limite massimo quello della residua vigenza del titolo in base al quale il contribuente dispone del bene a cui l'impianto stesso accede.

    Classificata anche sotto: Tributi (in generale) › Accertamento tributario (nozione)

    Rv. 674967-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 350 ↗Art. 2426 c.c. · Art. 108 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 10606/2025

    Redditi di lavoro › Lavoro dipendente

    Stock options - Concorso alla formazione del reddito di lavoro dipendente ex art. 51 comma 1 del d.P.R. n. 917 del 1986 - Assegnazione in favore di lavoratore non residente nello Stato italiano - Imposizione in Italia - Limiti e modalità.

    Ai sensi dell'art. 51, comma 1, del d.P.R. n. 917 del 1986, concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente anche le forme di remunerazione in natura costituite dall'assegnazione di diritti di opzione su azioni (cosiddette "stock options"); se l'assegnazione di diritti di opzione su azioni è effettuata in favore di lavoratore non residente nello Stato italiano, il reddito da essa rappresentato - corrispondente al "valore normale" delle azioni determinato ai sensi dell'art. 9, comma 4, lett. a), del sopracitato d.P.R. - è assoggettabile a imposizione in Italia, salva diversa disciplina dettata da convenzioni internazionali, per la sola parte che costituisce remunerazione di attività lavorativa svolta nel territorio dello Stato, la quale parte si determina in concreto attraverso il rapporto proporzionale fra il numero di giorni in cui le prestazioni di lavoro sono state rese in Italia e quello dei giorni lavorativi compresi nel periodo di maturazione del diritto all'esercizio dell'opzione (cd. "vesting period").

    Rv. 674959-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 346 ↗Art. 51 t.u.i.r. · Art. 9 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 10693/2025

    Redditi di impresa › Determinazione del reddito › Detrazioni

    Reddito d'impresa - Spese legali - Deducibilità - Prova della prestazione del professionista - Onere a carico del contribuente - Ricezione e pagamento della fattura - Irrilevanza.

    In tema di determinazione del reddito d'impresa, i costi relativi alle spese legali sono deducibili nell'esercizio di riferimento solo ove il contribuente dimostri l'ultimazione della prestazione del professionista, almeno fino a quel momento, essendo irrilevanti la ricezione ed il pagamento della fattura.

    Rv. 674774-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 344 ↗Art. 39 Accertamento imposte sui redditi · Art. 75 t.u.i.r. · Art. 2729 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 10436/2025

    Base imponibile › Determinazione dei redditi e delle perdite › Oneri deducibili

    Deduzione di somme pagate a titolo IRAP - Modalità di erogazione - Compensazione - Ammissibilità - Fondamento.

    Il diritto del contribuente alla deduzione dall'IRES di somme pagate a titolo di IRAP, nei limiti stabiliti dall'art. 2 del d.l. n. 201 del 2011, conv. con modif. con l. n. 214 del 2011, ricorre in relazione alle somme da questi effettivamente versate a titolo di IRAP ed a quelle con le quali è stato estinto il relativo debito mediante compensazione, dovendosi ricomprendere anche quest'ultima nella nozione di pagamento prevista dall'art. 99, comma 1, del TUIR.

    Rv. 675262-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 341 ↗Art. 2 Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici · Art. 99 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 10438/2025

    Redditi di impresa › Determinazione del reddito

    In tema di determinazione del reddito di impresa, le linee guida elaborate dall'OCSE e la disciplina interna di cui agli artt. 9, comma 3, e 110, comma 7, del d.P.R. n. 917 del 1986 prevedono l'obbligo di rispettare, nelle operazioni di transfer pricing, il principio della libera concorrenza, rispetto al quale non sono ammesse esenzioni documentali, cosicché il contribuente, in caso di scostamento dal prezzo di mercato, è tenuto a dimostrare il rispetto del medesimo principio al momento in cui è stato fissato il prezzo di trasferimento ed a confermare tale risultato al momento della dichiarazione dei redditi.

    Rv. 674954-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 339 ↗Art. 2697 c.c. · Art. 9 t.u.i.r. · Art. 110 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 10004/2025

    Redditi di capitale › Imputazione

    Società a ristretta base partecipativa - Presunzione di distribuzione degli utili ai soci - Prova contraria a carico del socio - Contenuto.

    In tema di accertamento delle imposte sui redditi, rispetto alla presunzione di distribuzione fra i soci di una società a ristretta base partecipativa degli utili non dichiarati è ammessa la prova contraria consistente nella dimostrazione che i maggiori ricavi non sono stati effettivamente realizzati o distribuiti dalla società, ma accantonati o reinvestiti, oppure che degli stessi si è appropriato altro soggetto oppure, ancora, che il socio è assolutamente estraneo alla gestione, al controllo e all'informazione circa l'andamento della società.

    Rv. 674943-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 332 ↗Art. 39 Accertamento imposte sui redditi · Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 9698/2025

    Redditi diversi › Operazioni speculative

    Plusvalenze derivanti dalla vendita di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria - Rapporti tra le fattispecie di cui alle lett. a) e b) del comma 1 dell'art. 67 T.U.I.R.

    In tema di redditi diversi, la fattispecie relativa alle plusvalenze derivanti dalla vendita di terreni edificabili, prevista dall'art. 67, lett. b), del T.U.I.R., si pone come regola ad eccezione rispetto a quella contemplata dalla lett. a) della medesima norma, che riguarda esclusivamente le ipotesi in cui il terreno non sia suscettibile di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della cessione.

    Rv. 674865-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 327 ↗Art. 67 t.u.i.r. · Art. 68 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 8535/2025

    Redditi diversi

    Art. 32, commi 3-bis e 4-bis, del d.l. n. 78 del 2010 - Finalità antielusiva - Sussistenza - Fondamento.

    In tema di fondi comuni di investimento immobiliare, le disposizioni recate dall'art. 32, commi 3-bis e 4-bis, del d.l. n. 78 del 2010, conv. con modif. dalla l. n. 122 del 2010, hanno finalità antielusiva, in quanto pongono a carico degli investitori, diversi da quelli "istituzionali", indicati nel comma 3 dello stesso art. 32, che possiedano quote di partecipazione a fondi comuni di investimento immobiliare superiori al 5 per cento, una presunzione legale relativa di elusione fiscale, collegata alla possibilità di detenzione per interposta persona delle quote intestate ai familiari.

    Rv. 674411-01Rassegna di aprile/maggio 2025, p. 309 ↗Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 2391/2025

    Redditi di impresa

    Reddito d'impresa - Determinazione - Anticipata realizzazione dei ricavi rispetto ai costi - Criterio di imputazione temporale - Principio di competenza - Fattispecie.

    In tema di reddito d'impresa, la corretta applicazione del principio fiscale di competenza temporale, dettato dall'art. 109, comma 1, del d.P.R. n. 917 del 1986, ratione temporis vigente, del quale è corollario la correlazione costi-ricavi, postula la necessità, in caso di anticipata realizzazione dei ricavi rispetto al sostenimento dei relativi costi, di individuare dapprima l'esercizio dei ricavi, per poi procedere all'individuazione dei costi a questi relativi, che sono ammessi in deduzione nel medesimo periodo. (Principio applicato in tema di vendita di lotti immobiliari, rispetto ai quali l'impresa costruttrice si era convenzionalmente impegnata con il Comune a realizzare le opere di urbanizzazione, non ancora completate al momento dell'accertamento).

    Rv. 673828-01Rassegna di gennaio 2025, p. 153 ↗Art. 109 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 2089/2025

    Redditi di lavoro › Lavoro autonomo › Determinazione

    Avvocati - Contributi assistenziali e previdenziali - Deducibilità - Esclusione - Fondamento.

    In materia di IRPEF, i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati dagli avvocati alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense non sono deducibili dal reddito di lavoro autonomo, in quanto il relativo importo è a carico del cliente e non fa parte delle componenti del compenso professionale, con la conseguenza che esso non rientra nell'ipotesi prevista dall'art. 10, comma 1, lettera e), del d.P.R. n. 917 del 1986.

    Rv. 673693-01Rassegna di gennaio 2025, p. 150 ↗Art. 10 t.u.i.r. · Art. 54 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 1861/2025

    Imprese minori › Determinazione del reddito

    Imprese in regime di contabilità semplificata - Valore delle rimanenze di magazzino - Indicazione analitica - Mancanza - Inattendibilità della contabilità - Accertamento induttivo - Ammissibilità.

    In tema di imposte sui redditi di impresa, le imprese minori, che fruiscono del regime di contabilità semplificata, ai sensi dell'art. 18 del d.P.R. n. 600 del 1973, sono tenute ad indicare ogni anno nel registro degli acquisti, tenuto ai fini IVA, il valore delle rimanenze di magazzino, distinguendo i beni per categorie omogenee, del medesimo tipo e della stessa quantità, secondo la normativa sulla valutazione delle rimanenze, non potendosi limitare ad annotare solo quello globale; in assenza di tali indicazioni - che, ove fatte oggetto di una richiesta da parte dei verificatori, possono essere fornite dal contribuente anche in sede procedimentale durante l'accesso, l'ispezione e la verifica - l'Amministrazione finanziaria può ritenere inattendibile la contabilità e procedere all'accertamento induttivo.

    Rv. 673646-01Rassegna di gennaio 2025, p. 147 ↗Art. 18 Accertamento imposte sui redditi · Art. 39 Accertamento imposte sui redditiDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 1296/2025

    Redditi di impresa › Determinazione del reddito › Plusvalenze patrimoniali

    In tema di impresa posta in liquidazione coatta amministrativa, il valore della produzione netta a base dell'Irap è esclusivamente quello realizzato nell'ambito dell'esercizio provvisorio, escludendosi, quindi, i proventi eventualmente realizzati nell'attività liquidatoria tipica, come la vendita di cespiti, pur se astrattamente riconducibili - come nel caso delle plusvalenze relative a beni strumentali non derivanti da operazioni di trasferimento di azienda - al perimetro della base imponibile dell'impresa in bonis, poiché posta in essere al fine di assicurare il soddisfacimento della massa dei creditori e non a realizzare quel valore aggiunto tipico dell'attività produttiva, da assoggettare ad imposizione ex art. 2 del d.lgs. n. 447 del 1997.

    Classificata anche sotto: Fallimento ed altre procedure concorsuali › Liquidazione coatta amministrativa

    Rv. 673624-01Rassegna di gennaio 2025, p. 139 ↗Art. 19 Istituzione dell'imposta regionale sulle attivita' produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta · Art. 2 Istituzione dell'imposta regionale sulle attivita' produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale impostaDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 1307/2025

    Redditi diversi

    Redditi diversi - Presupposto impositivo ex art. 35 del d.P.R. n. 327 del 2001 - Plusvalenze conseguenti alla percezione di indennità di occupazione o di esproprio - Collocazione dei suoli nelle zone omogenee di tipo A,B,C,D - Procedure volte alla realizzazione di opere pubbliche - Applicabilità - Sussistenza.

    In tema di redditi diversi, il presupposto impositivo di cui all'art. 35 del d.P.R. n. 327 del 2001, ai fini dell'assoggettabilità a tassazione delle plusvalenze conseguenti alla percezione di indennità di occupazione o di esproprio, è costituito dalla collocazione dei suoli nelle zone omogenee di tipo A, B, C e D, come definite dagli strumenti urbanistici, anche in caso di procedure volte alla realizzazione di opere pubbliche.

    Rv. 673578-01Rassegna di gennaio 2025, p. 140 ↗Art. 35 Testo unico espropriazione per pubblica utilita'. (Testo A) · Art. 67 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 449/2025

    Base imponibile › Determinazione dei redditi e delle perdite › Oneri deducibili

    Spese per assistenza a persona invalida - Deducibilità ex art. 10, comma 1, lett.

    B), TUIR - Presupposti - Limiti. In tema di imposte sul reddito, le spese deducibili ai sensi dell'art. 10, comma 1, lett. b), t.u.i.r., sostenute dal contribuente per l'assistenza specifica di persona afflitta da grave e permanente invalidità o menomazione, rilevante ai sensi dell'art. 3 della l. n. 104 del 1992, sono quelle specificamente dirette all'assistenza del beneficiario, a prescindere dalla natura specialistica della stessa o dalla particolare qualificazione professionale del soggetto che la presta.

    Rv. 673677-01Rassegna di gennaio 2025, p. 118 ↗Art. 10 t.u.i.r. · Art. 3 Legge 104Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 307/2025

    Redditi diversi

    IRPEF - Proventi derivanti da attività illecita - Tassazione - Periodo d'imposta - Individuazione - Criteri.

    In tema di IRPEF, il periodo d'imposta al quale imputare i redditi, costituiti da proventi di attività illecita, va individuato facendo riferimento al momento in cui viene acquisita la disponibilità degli stessi, coincidente con la realizzazione del presupposto impositivo fissato dall'art. 1 del d.P.R. n. 917 del 1986.

    Rv. 673821-01Rassegna di gennaio 2025, p. 115 ↗Art. 1 t.u.i.r. · Art. 6 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, novembre 2025 ↗ e dicembre 2025 ↗.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da Iuspedia. Le Rassegne raccolte sono 14, da gennaio 2025 a luglio 2026. Fonti e metodologia