Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 33289/2025
Proventi derivanti da attività illecite - Tassazione ex art. 14 della l. n. 537 del 1993 – Presupposti – Condanna del contribuente alla restituzione delle somme o al risarcimento del danno - Irrilevanza - Fattispecie.
In tema di imposte sui redditi, i proventi derivanti da fatti illeciti, rientranti nelle categorie reddituali di cui all'art. 6, comma 1, del d.P.R. n. 917 del 1986, devono essere assoggettati a tassazione, anche se il contribuente è stato condannato alla restituzione delle somme illecitamente incassate e al risarcimento dei danni cagionati o se in capo all'autore del reato sussisteva l'intenzione di non trattenere le ricchezze percepite nel proprio patrimonio ma di riversarle a terzi. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ripreso a tassazione i proventi derivanti dall'attività illecita posta in essere dal contribuente il quale, per il tramite di due società di cui era socio ed amministratore unico, aveva ricevuto corrispettivi a fronte dell'emissione di fatture per operazioni inesistenti).
Rv. 677458-01Rassegna di dicembre 2025, p. 192 ↗Art. 6 t.u.i.r.Dove leggere la sentenza