Art. 369 c.p.c. — Deposito del ricorso

[1]Il ricorso e' depositato, a pena d'improcedibilita', nel termine di giorni venti dall'ultima notificazione alle parti contro le quali e' proposto. 171 173

[2]Insieme col ricorso debbono essere depositati, sempre a pena d'improcedibilita':

  • 1)il decreto di concessione del gratuito patrocinio;
  • 2)copia autentica della sentenza o della decisione impugnata con la relazione di notificazione, se questa e' avvenuta, tranne che nei casi di cui ai due articoli precedenti; oppure copia autentica dei provvedimenti dai quali risulta il conflitto nei casi di cui ai numeri 1 e 2 dell'articolo 362;
  • 3)la procura speciale, se questa e' conferita con atto separato; 4. Gli atti processuali, i documenti, i contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda.

[3]((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 10 OTTOBRE 2022, N. 149, COME MODIFICATO DALLA L. 29 DICEMBRE 2022, N. 197)). 173

Gli interventi su questo articolo(2)

Non fanno parte del testo della norma: dicono quale atto l’ha modificata e che cosa ha disposto. Quale versione sia nata da quale intervento il testo non lo dice, e non lo deduciamo.

D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149

171

con decorrenza dal 30 giugno 2023

Il D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149 ha disposto (con l'art. 35, comma 1) che "Le disposizioni del presente decreto, salvo che non sia diversamente disposto, hanno effetto a decorrere dal 30 giugno 2023 e si applicano ai procedimenti instaurati successivamente a tale data. Ai procedimenti pendenti alla data del 30 giugno 2023 si applicano le disposizioni anteriormente vigenti". Ha inoltre disposto (con l'art. 35, comma 6) che "Salvo quanto disposto dal comma 7, le norme di cui al capo III del titolo III del libro secondo del codice di procedura civile e di cui al capo IV delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, come modificate dal presente decreto, si applicano ai giudizi introdotti con ricorso notificato a decorrere dal 1° gennaio 2023".

D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, come modificato dalla L. 29 dicembre 2022, n. 197

173

con decorrenza dal 28 febbraio 2023

Il D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, come modificato dalla L. 29 dicembre 2022, n. 197, ha disposto: - (con l'art. 35, comma 1) che "Le disposizioni del presente decreto, salvo che non sia diversamente disposto, hanno effetto a decorrere dal 28 febbraio 2023 e si applicano ai procedimenti instaurati successivamente a tale data. Ai procedimenti pendenti alla data del 28 febbraio 2023 si applicano le disposizioni anteriormente vigenti"; - (con l'art. 35, comma 5) che "Salvo quanto disposto dal comma 6, le norme del capo III del titolo III del libro secondo del codice di procedura civile e del capo IV delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, come modificati dal presente decreto, hanno effetto a decorrere dal 1° gennaio 2023 e si applicano ai giudizi introdotti con ricorso notificato a decorrere da tale data".

Testo vigente dal 28 febbraio 2023

ImpugnazioniVersione 0.1

Ricorso per cassazione

Ricorso alla Corte suprema di cassazione con il contenuto dell’art. 366: parti, provvedimento impugnato, esposizione dei fatti, motivi con il vizio dell’art. 360 e le norme violate, atti e documenti per ciascun motivo, conclusioni, valore, documenti, procura speciale e relata.

Corte di cassazione

38 pronunce che riguardano l’art. 369 c.p.c., dalle Rassegne del Massimario e dalle pronunce segnalate.

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 23895/2026

    22 luglio 2026

    In tema di ricorso per cassazione notificato a mezzo PEC e corredato da procura rilasciata su supporto analogico, la mancata attestazione di conformità della copia informatica della procura all'originale cartaceo non determina l'improcedibilità del ricorso ove la controparte non disconosca la conformità della copia prodotta, risolvendosi l'omissione in una mera irregolarità, non lesiva dello scopo dell'atto.

    Art. 369 c.p.c. · Art. 365 c.p.c. · Art. 372 c.p.c. · Art. 23 c.a.d.

    Rassegna di luglio 2026, p. 142

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 22433/2026

    30 giugno 2026

    In tema di giudizio di cassazione, il termine di quaranta giorni per il deposito del controricorso, di cui all'art. 370 c.p.c., come modificato dal d.lgs. n. 149 del 2022, decorre dalla data dell'ultima notificazione del ricorso principale, e non da quella della notifica individuale ricevuta dal controricorrente, poiché il mero controricorso, al pari del ricorso incidentale, si inserisce nell'unico processo di impugnazione instaurato contro la medesima sentenza, sicché il parametro cui fare riferimento ai fini del decorso del termine suddetto non può che essere il medesimo.

    Art. 369 c.p.c. · Art. 370 c.p.c. · Art. 371 c.p.c. · Art. 335 c.p.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 185

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 21372/2026

    23 giugno 2026

    In tema di ricorso per cassazione, deve escludersi l'applicazione della sanzione della improcedibilità, ex art. 369, comma 2, n. 2, c.p.c., nel caso in cui il ricorrente, nel costituirsi tempestivamente in giudizio, non abbia depositato l'originale del ricorso ma abbia depositato la relata di notifica a mezzo PEC recante, in allegato, il ricorso medesimo, di modo che l'atto in questione risulti comunque nella disponibilità della Corte.

    Art. 369 c.p.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 267

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 19864/2026

    15 giugno 2026

    L'omesso deposito del provvedimento impugnato nel fascicolo telematico, nel termine di cui all'art. 369, comma 2, n. 2, c.p.c., comporta l'improcedibilità del ricorso, anche nel caso di acquisizione del fascicolo d'ufficio contenente la copia autentica, ex art. 137-bis disp. att. c.p.c., o di avvenuta produzione della stessa da parte del controricorrente, poiché l'adempimento processuale imposto dal legislatore rappresenta l'essenza stessa della impugnazione, né l'improcedibilità, che trova la sua ragione nel presidiare, con efficacia sanzionatoria, un comportamento omissivo che ostacola la sequenza di avvio del processo, costituisce una restrizione sproporzionata al diritto di accesso della parte a un tribunale, trattandosi di un onere non gravoso e strettamente funzionale alla stessa impugnazione.

    Art. 369 c.p.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 153

Tutte le 163 massime su questo articolo nel Massimario, con la Corte costituzionale

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, settembre 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, novembre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, gennaio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗, giugno 2026 e luglio 2026 (sito della Corte); e pronunce segnalate sul suo sito.

Corte costituzionale

1 pronuncia ha deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Sentenza n. 471/1992

    Questione inammissibile
    24 novembre 1992

    Domandare il superamento della perentorietà del termine previsto dall'art. 369, secondo comma, n. 3, cod. proc. civ., per il deposito presso la Corte di cassazione della procura speciale conferita con atto separato, equivale alla richiesta di una pronuncia di tipo additivo comportante la possibilità di applicare sanatorie al mancato o tardivo deposito, segnatamente le sanatorie previste dall'art. 372 cod.proc.civ. (possibilità, su iniziativa di parte, di deposito della procura, subordinato alla notifica all'altra parte, in qualsiasi momento del processo perché anteriore all'inizio della discussione) o dall'art. 182 stesso cod. (deposito dello stesso atto, su invito del giudice, anche a discussione iniziata e persino dopo il termine dell'udienza). Tale pronuncia presuppone, però, l'introduzione nel processo di cassazione di innovazioni che, per la loro ampiezza e molteplicità di soluzioni, possono essere adottate solo dal legislatore nell'esercizio del suo potere discrezionale coinvolgente anche scelte di carattere politico in ordine alla conformazione del processo (v. massima A). Inoltre la richiesta modifica, non costituzionalmente obbligata, comporterebbe anche un mutamento dell'attuale ruolo del giudice di legittimità. (Inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 369, secondo comma, n. 3, del codice di procedura civile, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost.).

    Art. 369 c.p.c. · Art. 3 cost. · Art. 24 cost.

    Leggi la pronuncia
Altre pronunce che richiamano l’articolo (1)

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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Che cosa è cambiato dal 28 febbraio 2023

Confronto con la versione in vigore dal 1 gennaio 2023 al 28 febbraio 2023. 50 parole tolte, 19 parole aggiunte.

tolto: Il ricorrente deve chiedere alla cancelleria del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata o del quale si contesta la giurisdizione la trasmissione alla cancelleria della corte di cassazione del fascicolo d'ufficio; tale richiesta e' restituita dalla cancelleria al richiedente munita di visto, e deve essere depositata insieme col ricorsoaggiunto: COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 10 OTTOBRE 2022, N. 149, COME MODIFICATO DALLA L. 29 DICEMBRE 2022, N. 197.

barrato = toltoevidenziato = aggiuntoI richiami alle note non contano come cambiamenti.

Per questa versione le note ufficiali non indicano quale atto ha disposto la modifica, e noi non lo indoviniamo.

RatioAI può raccontare questa modifica in parole semplici, usando solo il confronto e le note qui sopra.

Si avvia solo se lo chiedi.

urn:nir:stato:regio.decreto:1940-10-28;1443~art369 · fonte del testo