Art. 276 c.p.c. — Deliberazione

[1]La decisione e' deliberata in segreto nella camera di consiglio. Ad essa possono partecipare soltanto i giudici che hanno assistito alla discussione.

[2]Il collegio, sotto la direzione del presidente, decide gradatamente le questioni pregiudiziali proposte dalle parti o rilevabili d'ufficio e quindi il merito della causa.

[3]La decisione e' presa a maggioranza di voti. Il primo a votare e' il relatore, quindi l'altro giudice e infine il presidente.

[4]Se intorno a una questione si prospettano piu' soluzioni e non si forma la maggioranza alla prima votazione, il presidente mette ai voti due delle soluzioni per escluderne una, quindi mette ai voti la non esclusa e quella eventualmente restante, e cosi' successivamente finche' le soluzioni siano ridotte a due, sulle quali avviene la votazione definitiva.

[5]Chiusa la votazione, il presidente scrive e sottoscrive il dispositivo. La motivazione e' quindi stesa dal relatore, a meno che il presidente non creda di stenderla egli stesso o affidarla all'altro giudice.

Testo vigente dal 28 ottobre 1940

Corte di cassazione

13 pronunce che riguardano l’art. 276 c.p.c., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 22495/2026

    30 giugno 2026

    Il giudice che rigetti il ricorso del contribuente, esaminando le contestazioni sostanziali ivi dedotte, non può ritenere assorbite le censure di contenuto formale, atteso che la reiezione dell'impugnazione - a differenza del caso di accoglimento nel merito del ricorso - osta alla possibilità di ritenere sussistente una pronuncia implicita sulle contestazioni non esaminate, così determinando la sussistenza del vizio di omessa pronuncia, ai sensi dell'art. 112 c.p.c.

    Art. 276 c.p.c. · Art. 112 c.p.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 272

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 19493/2026

    12 giugno 2026

    La disciplina emergenziale introdotta dall'art. 221, comma 4, del d.l. n. 34 del 2020, conv. con modif. dalla l. n. 77 del 2020, limitandosi a prevedere modalità alternative di celebrazione dell'udienza, quali lo svolgimento mediante trattazione scritta con deposito di note sostitutive, non consente alcuna deroga al principio di immutabilità del giudice - applicabile anche nel giudizio di appello, in forza dell'art. 352 c.p.c. -, che impone che il collegio chiamato a deliberare la decisione sia composto dagli stessi giudici dinanzi ai quali si è svolta l'ultima attività processuale, costituita dalla discussione della causa o dalla precisazione delle conclusioni, con la conseguenza che il mutamento della composizione del collegio successivamente a tale momento processuale determina la nullità della sentenza.

    Art. 276 c.p.c. · Art. 352 c.p.c. · Art. 221 rilancio

    Rassegna di giugno 2026, p. 150

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 8431/2026

    3 aprile 2026

    In tema di processo tributario, il provvedimento collegiale, emesso ai sensi dell'art. 46 del d.lgs. n. 546 del 1992, con il quale viene dichiarata la cessazione della materia del contendere, ha natura di sentenza, al di là della qualificazione data al medesimo dall'estensore, dovendosi avere riguardo non già alla forma adottata, ma al contenuto sostanziale del provvedimento medesimo e all'effetto giuridico che esso è destinato a produrre, sia per il suo indubbio carattere decisorio, sia perché emesso dal collegio, non rilevando in senso contrario che sia firmata dal solo presidente del collegio, quando sia anche relatore.

    Art. 276 c.p.c. · Art. 46 Disposizioni sul processo tributario · Art. 132 c.p.c.

    Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 380 ↗

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 33896/2025

    23 dicembre 2025

    È inammissibile per carenza di interesse il ricorso per cassazione con cui la parte rimasta soccombente nel merito si dolga dell'erronea applicazione del principio della ragione più liquida, a seguito della scelta del giudice di esaminare, fra le questioni prospettate dalla controparte, prima quella di merito (così assorbendo quella di rito), non potendo considerarsi il ricorrente soccombente rispetto all'alterazione dell'ordine logico delle questioni.

    Art. 276 c.p.c.

    Rassegna di dicembre 2025, p. 125 ↗

Tutte le 55 massime su questo articolo nel Massimario, con la Corte costituzionale

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, dicembre 2025 ↗, marzo/aprile 2026 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte).

Corte costituzionale

1 pronuncia ha deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Ordinanza n. 281/1990

    Questione inammissibile
    31 maggio 1990

    Manifesta inammissibilità della questione, dacché il petitum, concretandosi in una complessa operazione di modifica delle regole del rito, idonea a coinvolgere modi e tempi di svolgimento del contraddittorio e la struttura stessa della decisione, esula dall'ambito dell'incidente di legittimità costituzionale e richiede un intervento di competenza del legislatore, del resto già parzialmente in atto.

    Art. 128 c.p.c. · Art. 275 c.p.c. · Art. 276 c.p.c. · Art. 101 cost.

    Leggi la pronuncia
Altre pronunce che richiamano l’articolo (1)

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

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Citate insieme nelle massime

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urn:nir:stato:regio.decreto:1940-10-28;1443~art276 · fonte del testo