Art. 1027 c.c. — Contenuto del diritto

La servitu' prediale consiste nel peso imposto sopra un fondo per l'utilita' di un altro fondo appartenente a diverso proprietario.

Testo vigente dal 4 aprile 1942

Corte di cassazione

12 pronunce che riguardano l’art. 1027 c.c., dalle Rassegne del Massimario e dalle pronunce segnalate.

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 22488/2026

    30 giugno 2026

    In ipotesi di plurime servitù di presa d'acqua, non può ravvisarsi una comunione del diritto di servitù, per sua natura indivisibile in quanto inerente a tutto il fondo dal lato sia attivo che passivo, cosicché non trovano applicazione le disposizioni di cui agli artt. 1100 e ss. c.c., sebbene in presenza di più servitù può aversi coesistenza di diritti di godimento di tipo diverso, differentemente connotati e non omogenei, il cui rispettivo contenuto è delimitato dalle utilità che il fondo dominante può trarre da quello servente, con occasionale, frammentata e parziale coincidenza di facoltà inerenti all'esercizio di diritti di proprietà e servitù in rapporto a circoscritte porzioni del bene.

    Art. 1027 c.c. · Art. 1080 c.c. · Art. 1100 c.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 117

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 20833/2026

    19 giugno 2026

    L'art. 17 del r.d. n. 433 del 1934 - contenente l'approvazione del piano regolatore generale del Comune di Milano - ha effetti conformativi della proprietà dei portici ricompresi negli edifici realizzati in base a tale legge, che ne prevede la soggezione a servitù pubblica di passaggio, alla stregua di una strada pubblica, e - lasciando immutato il contenuto del diritto di proprietà - non vanifica la facoltà del proprietario di godere in modo pieno ed esclusivo del bene, restandone altrimenti violato il principio di tipicità dei diritti reali (cd. numerus clausus) attraverso la creazione di una fattispecie non prevista dalla legge. (Nella specie, la S.C. ha escluso che la servitù di pubblico passaggio su area porticata di proprietà condominiale comporti l'obbligo del Condominio proprietario di sopportare l'occupazione dell'area con tavoli e sedie, ancorché autorizzata con deliberazione comunale, a seguito di intervenuta disdetta, da parte del Condominio, del contratto con cui l'aveva consentita).

    Art. 1027 c.c. · Art. 832 c.c. · Art. 1064 c.c. · Art. 1065 c.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 97

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 14015/2026

    13 maggio 2026

    La domanda diretta ad ottenere la costituzione coattiva di una servitù su un fondo di proprietà dei condomini di un edificio, ma non rientrante tra le parti comuni dello stesso, va proposta nei confronti di dei singoli condomini, che soli possono disporre del diritto in questione, e non nei confronti dell'amministratore del condominio che, carente del relativo potere di disporre del bene, non è litisconsorte necessario degli stessi né fornito di legitimatio ad causam e di legitimatio ad processum per difetto del potere di rappresentanza dei titolari del diritto, esulando la controversia dalle attribuzioni conferitegli dall'art. 1130 c.c.; con la conseguenza che, ove sia stato erroneamente evocato in giudizio il solo amministratore del condominio, la domanda deve essere dichiarata inammissibile, non ricorrendo le ipotesi né dell'art. 102 c.p.c. (concernente la necessità di integrazione del contraddittorio in primo grado), né dell'art. 354, comma 1, c.p.c. (riguardante la rimessione della causa da parte del giudice di appello al primo giudice, ove questi non abbia provveduto alla detta integrazione), che si riferiscono ai casi di litisconsorzio necessario di natura sostanziale e postulano che almeno uno dei soggetti legittimati sia stato evocato in giudizio.

    Art. 1027 c.c. · Art. 1117 c.c. · Art. 1130 c.c. · Art. 102 c.p.c.

    Rassegna di maggio 2026, p. 83 ↗

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 12029/2026

    30 aprile 2026

    Ai fini della tutela possessoria ex art. 1168 c.c., lo spoglio può avere ad oggetto anche l'esercizio di una signoria di fatto sul bene corrispondente ad una servitù di parcheggio e, dunque, può realizzarsi anche con modalità tali da precludere al possessore la possibilità di transito attraverso un passaggio a ciò destinato, indipendentemente dalla sussistenza o meno della titolarità del corrispondente diritto reale.

    Art. 1027 c.c. · Art. 1028 c.c. · Art. 1063 c.c. · Art. 1065 c.c.

    Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 187 ↗

Tutte le 60 massime su questo articolo nel Massimario

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di gennaio 2025 ↗, aprile/maggio 2025 ↗, giugno 2025 ↗, ottobre 2025 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte); e pronunce segnalate sul suo sito.

Corte costituzionale

L’articolo non è stato oggetto di questioni: compare nel testo di queste pronunce.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

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Approfondimenti

Dai lavori con cui il legislatore illustrò la norma: una fonte d’epoca, non un commento attuale.

  • Sebbene non si tratti che di un'immagine, la quale raffigura l'aspetto economico del rapporto, più che di una definizione rispondente al rigore del tecnicismo giuridico, ho preferito, per indicare il contenuto del diritto di servitù, conservare nell'art. 1027 la formula «peso imposto sopra un fondo» dell'art. 531 del codice del 1865, anzichè sostituire l'espressione «limitazione del godimento di un fondo», proposta nel progetto dalla Commissione Reale (art. 182). In vero, la parola «peso» esprime con maggiore immediatezza il carattere reale della servitù e sopratutto pone in risalto il distacco delle vere e proprie servitù prediali dalle limitazioni della proprietà. Dall'espressione «per uso e l'utilità» adoperata dal codice del 1865, ho eliminato l'accenno all'uso, essendo il concetto dell'uso ricompreso in quello più ampio e generico dell'utilità. Questa, come chiarisce l'art. 1028, che traduce in formula legislativa un principio non controverso, oltre che in un vantaggio strettamente economico, può consistere nella maggiore comodità o amenità del fondo dominante. Aggiunge lo stesso art. 1028 che l'utilità può anche essere inerente alla destinazione industriale del fondo. La possibilità di costituzione delle così dette servitù industriali ha però, quale suo presupposto, che l'industria sia collegata al fondo dominante; che, cioè, questo abbia per sua destinazione specifica di servire a una data industria, di guisa che la servitù si traduca in un incremento dell'utilizzazione del fondo. Sarebbe infatti alterato lo schema tradizionale delle servitù prediali se si consentisse di costituire una servitù a favore di un'azienda industriale indipendentemente dal legame dell'industria con un determinato immobile. Nell'art. 1029 si risolve la questione sulla necessità o meno dell'attualità dell'utilitas per la costituzione di una servitù, ammettendosi che questa possa costituirsi per assicurare a un fondo un vantaggio futuro. Si ammette inoltre la costituzione di una servitù a favore o a carico di un edificio non ancora costruito o di un fondo da acquistare; ma in questi casi la costituzione non ha effetto se non dal giorno in cui l'edificio è costruito o il fondo è acquistato.

    Relazione del Ministro Guardasigilli al Codice civile (1942), n. 488

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urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262~art1027 · fonte del testo