Art. 1122 c.c. — Opere su parti di proprietà o uso individuale

[1]((Nell'unita' immobiliare di sua proprieta' ovvero nelle parti normalmente destinate all'uso comune, che siano state attribuite in proprieta' esclusiva o destinate all'uso individuale, il condomino non puo' eseguire opere che rechino danno alle parti comuni ovvero determinino pregiudizio alla stabilita', alla sicurezza o al decoro architettonico dell'edificio.

[2]In ogni caso e' data preventiva notizia all'amministratore che ne riferisce all'assemblea)).

Testo vigente dal 18 giugno 2013

Corte di cassazione

3 pronunce che riguardano l’art. 1122 c.c., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 23936/2026

    23 luglio 2026

    In materia di condominio negli edifici, nell'ipotesi di abbassamento del pavimento e del piano di calpestio eseguito da un singolo condomino, non è automaticamente configurabile un uso illegittimo della parte comune costituita dall'area di terreno su cui insiste il fabbricato e posano le fondamenta dell'immobile, dovendosi a tal fine accertare o l'avvenuta alterazione della destinazione del bene, vale a dire della sua funzione di sostegno alla stabilità dell'edificio, o l'idoneità dell'intervento a pregiudicare l'interesse degli altri condomini al pari uso della cosa comune.

    Art. 1122 c.c. · Art. 1102 c.c. · Art. 1117 c.c. · Art. 1120 c.c.

    Rassegna di luglio 2026, p. 68

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 20297/2025

    20 luglio 2025

    Le norme di un regolamento di condominio - aventi natura contrattuale, in quanto predisposte dall'unico originario proprietario dell'edificio ed accettate con i singoli atti di acquisto dai condomini, ovvero adottate in assemblea col consenso unanime di tutti i condomini - possono derogare alla disciplina legale o integrarla, consentendo l'autonomia privata di stipulare convenzioni che pongano, nell'interesse comune, limitazioni ai diritti dei condomini, sia relativamente alle parti comuni, sia riguardo al contenuto del diritto dominicale sulle porzioni di loro esclusiva proprietà; ne deriva che il regolamento di condominio può legittimamente fornire del limite del decoro architettonico una definizione più rigorosa di quella accolta dall'art. 1120 c.c., estendendo il divieto di innovazioni fino ad imporre la conservazione degli elementi attinenti alla simmetria, all'estetica, all'aspetto generale dell'edificio, quali esistenti nel momento della sua costruzione od in quello della manifestazione negoziale successiva.

    Art. 1122 c.c. · Art. 1120 c.c. · Art. 1138 c.c.

    Rassegna di luglio/agosto 2025, p. 139 ↗

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 16894/2025

    24 giugno 2025

    Le restrizioni alle facoltà inerenti al godimento della proprietà esclusive contenute nel regolamento di condominio, costituenti servitù reciproche, devono essere enunciate in modo chiaro ed esplicito e ciò in quanto deve desumersi da detto regolamento in modo inequivoco la volontà delle parti (requisito indispensabile ai fini della costituzione convenzionale delle reciproche servitù) di costituire un vantaggio a favore di un fondo mediante l'imposizione di un peso o di una limitazione su un altro appartenente a diverso proprietario.

    Art. 1122 c.c. · Art. 832 c.c. · Art. 1027 c.c. · Art. 1138 c.c.

    Rassegna di giugno 2025, p. 62 ↗

Tutte le 10 massime su questo articolo nel Massimario

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di giugno 2025 ↗, luglio/agosto 2025 ↗ e luglio 2026 (sito della Corte).

Norme correlate

Ogni gruppo dice da dove viene il collegamento.

Approfondimenti

Dai lavori con cui il legislatore illustrò la norma: una fonte d’epoca, non un commento attuale.

  • Non ho riprodotto la norma dell'art. 10 del R. decreto-legge 15 gennaio 1934 circa i limiti in cui deve contenersi l'uso delle cose comuni, poichè tali limiti sono già stabiliti dall'art. 1102, in tema di comunione in generale. Ho ritenuto invece opportuno di affermare espressamente che il proprietario di un piano o di una porzione di piano non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni dell'edificio (art. 1122).

    Relazione del Ministro Guardasigilli al Codice civile (1942), n. 528

Che cosa è cambiato dal 18 giugno 2013

Confronto con la versione in vigore dal 4 aprile 1942 al 18 giugno 2013. 12 parole tolte, 49 parole aggiunte in 2 capoversi.

tolto: Ciascun condomino, nel piano o porzione di piano di sua proprieta',aggiunto: Nell'unita' immobiliare di sua proprieta' ovvero nelle parti normalmente destinate all'uso comune, che siano state attribuite in proprieta' esclusiva o destinate all'uso individuale, il condomino non puo' eseguire opere che rechino danno alle parti comuni tolto: dell'edificio aggiunto: ovvero determinino pregiudizio alla stabilita', alla sicurezza o al decoro architettonico dell'edificio.

aggiunto: In ogni caso e' data preventiva notizia all'amministratore che ne riferisce all'assemblea.

barrato = toltoevidenziato = aggiuntoI richiami alle note non contano come cambiamenti.

Per questa versione le note ufficiali non indicano quale atto ha disposto la modifica, e noi non lo indoviniamo.

RatioAI può raccontare questa modifica in parole semplici, usando solo il confronto e le note qui sopra.

Si avvia solo se lo chiedi.

urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262~art1122 · fonte del testo