Art. 1888 c.c. — Prova del contratto

[1]Il contratto di assicurazione deve essere provato per iscritto.

[2]L'assicuratore e' obbligato a rilasciare al contraente la polizza di assicurazione o altro documento da lui sottoscritto.

[3]L'assicuratore e' anche tenuto a rilasciare, a richiesta e a spese del contraente, duplicati o copie della polizza; ma in tal caso puo' esigere la presentazione o la restituzione dell'originale.

Testo vigente dal 4 aprile 1942

Corte di cassazione

3 pronunce che riguardano l’art. 1888 c.c., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 17704/2026

    3 giugno 2026

    In tema di contratto di assicurazione, qualora il convenuto non contesti specificamente l'esistenza del rapporto assicurativo e la sua vigenza nel periodo rilevante, ed anzi svolga argomentazioni difensive logicamente incompatibili con la sua negazione, la sussistenza della copertura assicurativa deve essere considerata pacifica e sottratta all'onere probatorio dell'attore, non essendo l'operatività del principio di non contestazione, ex art. 115 c.p.c., preclusa ove la forma scritta sia richiesta solo ad probationem.

    Art. 1888 c.c. · Art. 1882 c.c. · Art. 115 c.p.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 126

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 10761/2026

    23 aprile 2026

    In tema di assicurazione, nel sistema previgente all'entrata in vigore dell'art. 118 c.ass. - a norma del quale "il pagamento del premio eseguito in buona fede all'intermediario o ai suoi collaboratori si considera effettuato direttamente all'impresa di assicurazione" - la quietanza di pagamento del premio rilasciata dall'agente non è opponibile all'assicuratore ove non risulti il conferimento in favore del primo del potere di rappresentanza sostanziale del secondo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva escluso l'idoneità delle quietanze, rilasciate dall'agente su moduli predisposti dalla società e recanti la sottoscrizione di quest'ultima riprodotta a stampa, ad attestare il pagamento dei premi).

    Art. 1888 c.c. · Art. 1387 c.c. · Art. 1744 c.c. · Art. 1745 c.c.

    Rassegna di marzo/aprile 2026, p. 270 ↗

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 2266/2026

    4 febbraio 2026

    La forma scritta, richiesta dall'art. 1888 c.c. per la prova del contratto di assicurazione, non può essere surrogata dalla non contestazione, in quanto il principio di cui all'art. 115, comma 1, c.p.c., investe unicamente il fatto storico da provare e non la tipologia o la forma della prova prevista dalla legge. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto inidonea, ai fini della prova di un contratto di assicurazione, la mancata contestazione dell'allegazione dell'avvenuto pagamento del premio).

    Art. 1888 c.c. · Art. 115 c.p.c.

    Rassegna di febbraio 2026, p. 67 ↗

Tutte le 7 massime su questo articolo nel Massimario

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di febbraio 2026 ↗, marzo/aprile 2026 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte).

Norme correlate

Ogni gruppo dice da dove viene il collegamento.

Approfondimenti

Dai lavori con cui il legislatore illustrò la norma: una fonte d’epoca, non un commento attuale.

  • Il contratto di assicurazione si forma sulla base di una proposta sottoscritta dall'assicurato, spesso sollecitata e redatta dagli agenti dell'imprenditore. L'assicuratore però, ricevuta la proposta, suole svolgere complesse e costose indagini per apprezzare la convenienza del rischio. Di fronte a ciò il proponente è tenuto a una maggiore serietà di determinazione (argomento dall'art. 1337); il che si risolve nel considerare la proposta come irrevocabile per tutto il tempo che il codice stabilisce (art. 1887), e che è quello strettamente necessario al compimento delle indagini sull'entità del rischio. Il contratto di assicurazione, anche secondo il nuovo codice richiede lo scritto ad probationem (art. 1888, primo comma, in relazione all'art. 2725). Le polizze di assicurazione possono essere emesse così all'ordine come al portatore (articolo 1889); ma esse non sono considerate come titoli di credito, perchè i diritti che rappresentano si scorporano dal rapporto giuridico da cui nascono, e quindi trovano sempre il loro contenuto nel rapporto medesimo. La creazione di polizze all'ordine o al portatore ha lo scopo, di consentire la cessione del credito verso l'assicuratore (art. 1889, primo comma), di attribuire al possessore una legittimazione all'esazione del credito cedutogli secondo le norme che valgono per i titoli di credito (art. 1889, secondo comma), di consentire la cessione del contratto con la sola trasmissione della polizza nel caso di alienazione della cosa assicurata (art. 1918, quinto comma).

    Relazione del Ministro Guardasigilli al Codice civile (1942), n. 749

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urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262~art1888 · fonte del testo