Art. 497 c.c. — Mora nel rendimento del conto

[1]L'erede non puo' essere costretto al pagamento con i propri beni, se non quando e' stato costituito in mora a presentare il conto e non ha ancora soddisfatto a quest'obbligo.

[2]Dopo la liquidazione del conto, non puo' essere costretto al pagamento con i propri beni se non fino alla concorrenza delle somme di cui e' debitore.

Testo vigente dal 4 aprile 1942

Corte di cassazione

1 pronuncia che riguarda l’art. 497 c.c., dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 21935/2026

    26 giugno 2026

    In tema di azione revocatoria, l'eventus damni va accertato in concreto quale rischio di infruttuosità o maggiore difficoltà dell'esecuzione forzata, sicché, in caso di morte del debitore, l'accettazione pura e semplice dell'eredità da parte dell'erede, pur determinando la confusione dei patrimoni, non esclude di per sé il pregiudizio alle ragioni creditorie, ove non sia dimostrata la capienza del patrimonio complessivo dell'erede tale da garantire integralmente la soddisfazione del credito. (Nella specie, la S.C. ha affermato la persistenza, pur a seguito della morte del debitore donante, dell'interesse del creditore all'azione revocatoria di un atto di donazione, in difetto di prova, da parte dell'erede che aveva accettato l'eredità puramente e semplicemente, della consistenza e capienza attuale e concreta del patrimonio acquisito).

    Art. 497 c.c. · Art. 490 c.c. · Art. 2740 c.c. · Art. 2901 c.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 180

Tutte le 2 massime su questo articolo nel Massimario

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegna di giugno 2026 (sito della Corte).

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urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262~art497 · fonte del testo