Art. 136 — Revoca del provvedimento di ammissione

Se nel corso del processo sopravvengono modifiche delle condizioni reddituali rilevanti ai fini dell'ammissione al patrocinio, il magistrato che procede revoca il provvedimento di ammissione. Con decreto il magistrato revoca l'ammissione al patrocinio provvisoriamente disposta dal consiglio dell'ordine degli avvocati, se risulta l'insussistenza dei presupposti per l'ammissione ovvero se l'interessato ha agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave. La revoca ha effetto dal momento dell'accertamento delle modificazioni reddituali, indicato nel provvedimento del magistrato; in tutti gli altri casi ha efficacia retroattiva.

Testo vigente dal 15 giugno 2002

Corte di cassazione

8 pronunce che riguardano l’art. 136, dalle Rassegne del Massimario.

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 21941/2026

    26 giugno 2026

    In tema di patrocinio a spese dello Stato, la valutazione, ai fini dell'eventuale revoca, del giudice della causa in cui l'interessato sia stato ammesso al beneficio in via provvisoria, non comprende soltanto le ipotesi ex art. 136, comma 1, d.P.R. n. 115 del 2002, ma si estende anche alla verifica dell'insussistenza originaria dei presupposti per l'ammissione, come nel caso della manifesta infondatezza della pretesa azionata; ne deriva che la revoca ha effetto, rispettivamente, dal momento dell'accertamento delle modificazioni reddituali, e retroattivamente, in tutti gli altri casi.

    Art. 136 · Art. 74 Testo unico spese di giustizia. (Testo A)

    Rassegna di giugno 2026, p. 108

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 21686/2026

    25 giugno 2026

    Qualora la parte abbia introdotto separati giudizi in opposizione avverso distinte ordinanze- ingiunzione emesse dall'ente impositore e tali giudizi siano stati successivamente riuniti, il giudice di merito deve liquidare le spese in modo unitario, avuto riguardo all'unico giudizio risultante dalla riunione, senza poter configurare per ciò solo l'instaurazione di distinti giudizi abuso del processo idoneo al rigetto della domanda o dell'opposizione; né, in tale situazione, è ravvisabile mala fede o colpa grave ai fini della revoca dell'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell'art. 136, comma 2, del d.P.R. n. 115 del 2002, dovendo escludersi ogni automatismo valutativo fondato sulla sola iniziale separazione delle iniziative difensive.

    Art. 136 · Art. 170 Testo unico spese di giustizia. (Testo A) · Art. 111 cost. · Art. 88 c.p.c.

    Rassegna di giugno 2026, p. 105

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 17044/2026

    30 maggio 2026

    In tema di patrocinio a spese dello Stato, le possibili cause di revoca individuate dal legislatore all'art. 136 del d.P.R. n. 115 del 2002, sono la sopravvenienza di modifiche alla situazione reddituale, la mala fede o la colpa grave della parte ammessa che abbia agito o resistito in giudizio, ovvero l'insussistenza ab origine delle condizioni reddituali, e, trattandosi di norme eccezionali, esse non sono applicabili analogicamente, per il divieto posto dall'art. 14 delle preleggi; ne consegue che la presentazione dell'istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore della parte ammessa al beneficio in questione non costituisce rinuncia implicita allo stesso da parte dell'assistito, attesa la diversa finalità e il diverso piano di operatività del gratuito patrocinio e della distrazione delle spese, l'uno volto a garantire alla parte non abbiente l'effettività del diritto di difesa e l'altra ad attribuire al difensore un diritto in "rem propriam".

    Art. 136 · Art. 93 c.p.c. · Art. 84 c.p.c.

    Rassegna di maggio 2026, p. 126 ↗

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 12577/2026

    4 maggio 2026

    In tema di patrocinio a spese dello Stato, ai fini della determinazione del reddito rilevante per l'ammissione al beneficio, il riferimento dell'art. 76 del d.P.R. n. 115 del 2002 al "reddito imponibile" non va inteso secondo le categorie proprie del diritto tributario, dovendosi avere riguardo al reddito lordo complessivo del richiedente, comprensivo anche di introiti esenti o non soggetti a imposizione, in quanto indicativi della sua effettiva capacità economica; ne consegue che non sono computabili detrazioni e deduzioni fiscali, le quali incidono esclusivamente sulla determinazione dell'imposta e non sulla valutazione della condizione di non abbienza.

    Art. 136 · Art. 76 Testo unico spese di giustizia. (Testo A) · Art. 82 Testo unico spese di giustizia. (Testo A) · Art. 83 Testo unico spese di giustizia. (Testo A)

    Rassegna di maggio 2026, p. 67 ↗

Tutte le 32 massime su questo articolo nel Massimario

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario, Rassegne di luglio/agosto 2025 ↗, marzo/aprile 2026 ↗, maggio 2026 ↗ e giugno 2026 (sito della Corte).

Corte costituzionale

L’articolo non è stato oggetto di questioni: compare nel testo di queste pronunce.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

Ogni gruppo dice da dove viene il collegamento.

Citate insieme nelle massime

Le norme che le massime della Cassazione e della Consulta indicano accanto a questa nei riferimenti normativi.

Rinviano a questo articolo

Gli articoli che nel proprio testo richiamano questo.

Sullo stesso tema

Articoli vicini per contenuto, trovati dall’indice del sito: una somiglianza, non un rinvio.

Versioni nel tempo

Di questo articolo abbiamo una versione sola

Le versioni storiche sono pubblicate solo per alcune raccolte di atti, e quella da cui viene questo atto non è fra quelle. Stiamo recuperando la multivigenza atto per atto: quando arriva, qui compare la storia completa con le date.

urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2002-05-30;115~art136 · fonte del testo